Home > "altri" animali, caccia, società > Gravissimo un bambino in una battuta di caccia al cinghiale. Caccia in Sardegna, stagione 2012-2013, morti e feriti (3).

Gravissimo un bambino in una battuta di caccia al cinghiale. Caccia in Sardegna, stagione 2012-2013, morti e feriti (3).


cartello “battuta di caccia al cinghiale in corso”

 

 

Continua a salire il numero di morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria 2012-2013 in Sardegna.

E’ in fin di vita (in un primo tempo era stata accreditata dai mezzi d’informazione la notizia della morte) un bambino, per giunta.

E ancora non si comprende come la caccia sia l’unico divertimento che procura morte.

Andrea Cadinu (12 anni, originario di Onifai, ma residente a Nuoro, qui in una foto emblematica) è stato colpito durante una battuta di caccia al cinghiale in svolgimento nei boschi di San Michele (Irgoli, NU) da un colpo alla testa sparato da Francesco Paletta, un carabiniere in pensione di 64 anni.   Il bambino partecipava alla battuta di caccia al cinghiale con il padre.  Trasportato d’urgenza all’Ospedale civile “S. Francesco” di Nuoro, è in fin di vita.

Indagano i Carabinieri della Compagnia di Siniscola, anche sulla presenza di un bambino in una compagnia di caccia al cinghiale.

Attualmente, in tutta Italia, siamo a ben 31 morti (27 cacciatori, 4 persone comuni) e 43 feriti (33 cacciatori, 10 persone comuni) umani durante la stagione di caccia 2012-2013

Nella stagione venatoria 2011-2012 in Sardegna vi sono stati quattro morti e quattordici feriti, tutti cacciatori (ad eccezione di un pescatore di origine romena), dei quali uno (Domenico Molino, nelle campagne di Ovilò, Loiri Porto S. Paolo) ucciso in circostanze inquietanti per cause legate al mondo venatorio e un altro deceduto per infarto durante una battuta di caccia.    In tutta Italia 25 morti (24 cacciatori, 1 persona comune) e 70 feriti (59 cacciatori, 11 persone comuni).

Nella stagione venatoria 2010-2011 in Sardegna ci sono stati 4 morti, tutti cacciatori, e 11 feriti, dei quali 10 cacciatori e 1 persona comune, una ragazza che cercava funghi.  In tutta Italia ben 35 morti, dei quali 34 cacciatori e 1 persona comune, ben 74 feriti, dei quali 61 cacciatori e 13 persone comuni.

Il trend rispetto agli anni precedenti è in deciso aumento.

morti e i feriti fra gli altri animali in una stagione venatoria si stimano in centinaia di milioni.

Una vera strage, di umani e altri animali, così, per un divertimento.

Lega per l’Abolizione della CacciaGruppo d’Intervento GiuridicoAmici della Terra

Feriti: Giancarlo Salis (51 anni, di Jerzu, nei canaloni boscosi dei Tacchi di Ulassai, OG); Stefano Cencetti (42 anni, comandante della Compagnia barracellare di Villa San Pietro, nelle campagne di Bacchixeddu di Pula, CA).

 

 

Cinghiale (Sus scrofa)

 

 

da La Nuova Sardegna on line, 11 novembre 2012

Tragedia durante la battuta di caccia, gravissimo ragazzino di dodici anni.

L’incidente è avvenuto nelle campagne di Irgoli. Il ragazzo è stato raggiunto alla nuca da un pallettone. Trasportato in elicottero all’ospedale San Francesco, il ragazzino è morto dopo poche ore.

NUORO.    Drammatico incidente di caccia nelle campagne di Irgoli, nella zona di San Michele. Un ragazzino di 12 anni, A.C., originario di Onifai ma residente a Nuoro, impegnato in una battuta di caccia al cinghiale con il padre e un gruppo di amici, è stato centrato alla testa da un colpo esploso dal fucile di un uomo di 64 anni, carabiniere in pensione. Le condizioni del piccolo sono apparse subito gravi. Soccorso con un’ambulanza è stato portato in elicottero all’ospedale San Francesco di Nuoro. Il ragazzino è gravissimo. Nella tarda mattinata era stata diffusa la notizia che il ragazzino fosse morto, ma fonti ufficiali hanno smentito la notizia. Il ragazzino è stato operato e nel primo pomeriggio è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva. Le sue condizioni restano critiche. L’incidente è avvenuto intorno alle 10 nella frazione di San Michele di Irgoli (Nuoro). Ancora da ricostruire nei dettagli la dinamica del fatto: se ne stanno occupando i carabinieri della compagnia di Siniscola, che dovranno anche decidere eventuali provvedimenti nei confronti del cacciatore che ha esploso la fucilata. Da chiarire, inoltre, il perché della presenza di un dodicenne a una battuta di caccia.

cartello “attenzione – caccia al cinghiale”

 

 

da L’Unione Sarda on line, 11 novembre 2012

Tragica battuta di caccia grossa a Irgoli.  Dodicenne ferito da una fucilata: è gravissimo. 

Lotta fra la vita e la morte un ragazzino di dodici anni che stamattina ha partecipato a una battuta di caccia grossa al cinghiale nelle campagne di Irgoli. Intorno alle 10 si è accasciato al suolo dopo che un pallettone, esploso dal fucile di un carabiniere in pensione, l’ha colpito al volto. Ora è ricoverato all’ospedale San Francesco di Nuoro.

Tragica battuta di caccia grossa. Un bambino nuorese di 12 anni, iscritto alla prima Media, è in gravissime condizioni dopo essere stato raggiunto al volto da una fucilata esplosa accidentalmente da un maresciallo dei carabinieri in pensione, Franco Paletta, 64 anni, originario della Penisola ma da tempo residente a Irgoli.

I SOCCORSI E LA SPERANZA – Il piccolo, subito soccorso, è stato caricato a bordo di un elicottero dei vigili del fuoco che lo ha trasportato al San Francesco di Nuoro. Il ragazzino è stato sottoposto a un intervento chirurgico poco dopo le 11. E’ uscito dalla sala operatoria alle 14 e 15. Le sue condizioni sono molto critiche.

LE INDAGINI – Mentre la famiglia si aggrappa al filo di speranza, sono stati avviati gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e dare risposte a inquietanti interrogativi. Uno su tutti: perché un bambino di 12 anni partecipava a una battuta di caccia grossa? I compagni di battuta sono stati già sentiti, così come i familiari del ragazzino. Anche l’ex maresciallo che ha esploso il colpo, in stato di choc dopo l’incidente, è stato interrogato dai carabinieri della compagnia di Siniscola, guidati dal capitano Andrea Senes. Gli è stato subito sequestrato il fucile.

LA DINAMICA DELL’INCIDENTE – Secondo una prima ricostruzione il ragazzino si è immerso tra i cespugli aspettando l’ambita preda. Davanti a lui, in un’altra posta, gli adulti pronti a sparare. Quando finalmente qualcosa si è mosso, tutti hanno pensato al cinghiale ed è partita la fucilata: purtroppo tra la macchia non c’era nessun animale e il colpo, micidiale, non ha lasciato scampo al ragazzino, raggiunto al volto.

 

pubblicità Federcaccia 2009

Ho visto il bambino esanime. Una scena terribile che vorrei cancellare dai miei occhi“. E’ la testimonianza del proprietario dell’ovile in cui si è compiuta la tragedia.

“Sono arrivato nel mio ovile pochi minuti dopo il tragico incidente”, racconta Gianni Mossa, 40 anni, di Irgoli. “Non sapevo che nel mio terreno si dovesse svolgere una battuta di caccia. Ho visto il bambino a terra. Era già in coma quando mi sono avvicinato per verificare l’accaduto. Tenere tra le mie braccia una creatura indifesa e ferita e non poter fare nulla, per me che son padre, è stata un’esperienza terribile”. Il piccolo faceva parte, insieme al padre e al fratello, di una compagnia di caccia di Irgoli. Oggi si preparava all’emozione di un rito che nelle logiche degli adulti consacra alla forza e al coraggio virile. La viveva con l’innocenza del bambino. Indossava la mimetica per dare vigore al fisico minuto. Era inserito in una delle poste tra i cacciatori veri, quelli con cartucciera e fucile. Di fronte a lui ve n’era una seconda. Pronta a sparare. Ecco il cinghiale. Il colpo fallisce l’obiettivo e si compie la tragedia. “Ho visto – racconta ancora Mossa – ciò di cui un padre non vorrebbe mai essere testimone”.

sondaggio su L’Unione Sarda on line

Ragazzino ferito durante una battuta di caccia. L’attività venatoria deve essere vietata?

(foto pubblicitaria Federcaccia, L.A.C.)

  1. novembre 11, 2012 alle 3:14 pm

    E la barbarie continua!!!

  2. Giuliano D'Ambrosi
    novembre 11, 2012 alle 3:49 pm

    Cordoglio per il ragazzino. Spero che l’autore del gesto, sicuramente accidentale, provi per questo fatto le pene che avrebbe dovuto provare anche per gli animali uccisi “per sport”. Che possa penare finché campa.

    • Carmen
      novembre 11, 2012 alle 4:39 pm

      Complimenti, il gesto é stato infatti accidentale e non ci sono parole ma ancora meno ce ne sono per il suo gesto di scrivere parole così crudeli invece volontariamente

      • Trulo
        novembre 12, 2012 alle 3:50 am

        No no di parole ce ne sono eccome: questo non è altro che il risultato dell’andare a giocare con la armi per i boschi… Resta solo da domandarsi se ne valeva la pena.
        E la crudeltà, carmen, sta nell’ uccidere per svago/sport milioni di animali ogni anno.

    • laura
      novembre 12, 2012 alle 3:33 pm

      E’ stato un gesto involontario che sarebbe potuto succedere a ciascuno dei cacciatori presenti. Le tue parole sono offensive e senza nessuna coerenza e logica.

    • laura
      novembre 12, 2012 alle 8:48 pm

      Abbastanza crudele il tuo commento e decisamente fuori luogo!

  3. francesco
    novembre 11, 2012 alle 4:41 pm

    Il “BAMBINO UCCISO” alla battuta del cinghiale e’ una immane tragedia che lascia senza parole.
    Cosa possiamo fare per salvare i Cavallini della Giara?

  4. novembre 11, 2012 alle 4:42 pm

    da Sardinia Post, 11 novembre 2012
    ‘CONSERVIAMO IL NOSTRO FUTURO’, L’INCREDIBILE PUBBLICITÀ 2009 DI FEDERCACCIA: http://www.sardiniapost.it/cronaca/1438-conserviamo-il-nostro-futuro-l-incredibile-di-federcccia-nel-2009

    da Gea Press, 11 novembre 2012
    Nuoro – ucciso un dodicenne durante caccia al cinghiale.
    La legge sulla caccia non prevede, però, minori neanche come accompagnatori: http://www.geapress.org/caccia/nuoro-ucciso-un-dodicenne-durante-caccia-al-cinghiale/34949

    da Sardegna Oggi, 11 novembre 2012
    Irgoli. Durante battuta di caccia 12enne ferito alla testa. Un ragazzino di 12 anni è rimasto gravemente ferito durante una battuta di caccia al cinghiale nelle campagne di Irgoli. Il bambino è rimasto vittima di una fucilata esplosa per errore da un uomo di 64 anni, carabiniere in pensione: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2012-11-11/19932/Irgoli_Durante_battuta_di_caccia_12enne_ferito_alla_testa.html

  5. Mara
    novembre 11, 2012 alle 5:00 pm

    Immenso dispiacere per la tragedia di un padre. Non crecevo si potesse arrivare a portare un bambino a caccia. Finora pensavo “finché i cacciatori si uccidono fra di loro…”. Ma questa disgrazia è davvero troppo angosciante.

  6. novembre 11, 2012 alle 5:15 pm

    IO NON CONDIVIDO LA CACCIA. AD OGNI MODO PERCHE’ IL PADRE DEL BAMBINO SI E’ PORTATO IL BAMBINO ALLA CACCIA AL CINGHIALE? POTEVA LASCIARLO A CASA, NON E’ ROBA DA BAMBINI.

  7. Occhio nudo
    novembre 11, 2012 alle 5:16 pm

    Comunque, è in fin di vita, non è morto, speriamo sopravviva.

  8. Diego
    novembre 11, 2012 alle 5:24 pm

    E’ vero che tra i cacciatori ci sono “pazzi invasati” e vecchi bacucchi, però i cinghiali causano non pochi problemi alle coltivazioni. Mio padre ha rinunciato da anni a piantare il grano turco perchè rimaneva sempre ben poco da raccogliere e quest’anno ci siamo sgolati urlando la notte per tenerli lontani dall’orto. La caccia fine alla tutela delle coltivazioni è indispensabile.
    Al contrario trovo stupida la caccia ai fagiani e ai colombacci. Per chi non lo sapesse, i fagiani sono quasi tutti allevati in capannoni e poi liberati nelle campagne per il puro divertimento dei cacciatori, molti muoiono prima investiti dalle macchine, perchè non sono abituati alla selva. I colombacci non danno fastidio a nessuno, ma i cacciatori di colombi sono tra i più fastidiosi di tutti: si appostano nelle alture e, sparando in aria, spesso i piombini cadono nelle prossimità delle case e degli orti (vedi zucchine al piombo).

  9. icittadiniprimaditutto
    novembre 11, 2012 alle 6:21 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  10. Efisio
    novembre 11, 2012 alle 6:38 pm

    la caccia e’ bella e oggi ho preso un bel cinghialone di 120 kg. che mangero’ alla faccia di tutti gli ipocriti animalisti e anticaccia finoccii

    • novembre 11, 2012 alle 6:49 pm

      sei quel perfetto esemplare qualificato dalle tue parole.

    • albons
      novembre 11, 2012 alle 9:45 pm

      vergognati !!!!!!!!!!!!!! è morto UN BAMBINO per quell’hobby di merda che è la caccia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!MA MEZZO CUORE CE L’HAI ?????????????????????????

  11. Efisio
    novembre 11, 2012 alle 6:42 pm

    i pazzi sono dappertutto e’ un incidente come un altro , quanto aids nel mondo per colpa dei finocchi? anche la si muore si muore anche di incidenti stradali e altro ancora che vogliamo farci ,si nasce e si muore anzi ricordatevi e non illudetevi mai oggi ci siete e domani un infarto vi colpira’ questa eì’ la soprte

    • Occhio nudo
      novembre 11, 2012 alle 10:15 pm

      Efisio, a parte esprimere l’antipatia verso chi non ama la caccia, liquidi la vicenda in modo veloce “è un incidente come un altro”, senza un briciolo di pietà o di compassione nè per il bambino nè per i suoi genitori. Che tristezza. Il problema esiste e negarlo non fa bene neanche ai cacciatori, neanche a quelli sani come pesci.

    • Trulo
      novembre 12, 2012 alle 4:00 am

      Magari domani un infarto ci colpirà ( a noi come a te)… sempre che qualche cacciatore non ci ammazzi prima con una fucilata, andando poi a raccontare che ‘è un incidente come un altro’.

  12. novembre 11, 2012 alle 7:45 pm

    c’è da sperare in un miracolo, con tutto il cuore.

    A.N.S.A., 11 novembre 2012 (ore 19.26)
    Dodicenne colpito alla testa durante battuta di caccia.
    Ragazzino in fin di vita in ospedale a Nuoro: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/11/11/Dodicenne-colpito-testa-durante-battuta-caccia_7775706.html

    da Il Corriere della Sera on line, 11 novembre 2012
    LA TRAGEDIA NELLE CAMPAGNE DI IRGOLI. Nuoro: bimbo grave dopo incidente di caccia. A 12 anni colpito da un proiettile sparato dallo zio un 64enne ex carabiniere: il ragazzino è in fin di vita: http://www.corriere.it/cronache/12_novembre_11/incidente-caccia-bimbo-colpito-sardegna_d13f43cc-2c1f-11e2-a3f0-bca5bc7cc62d.shtml

    da La Repubblica on line, 11 novembre 2012
    SARDEGNA. Nuoro, incidente di caccia dodicenne in fin di vita.
    Il ragazzo stava partecipando a una battuta al cinghiale nelle campagne di Irgoli. Colpito da un proiettile, è stato portato in elicottero all’ospedale San Francesco di Nuoro. Le sue condizioni sono disperate: http://www.repubblica.it/cronaca/2012/11/11/news/incidente_di_caccia_in_provincia_di_nuoro_dodicenne_colpito_alla_testa_in_fin_di_vita-46374797/?ref=HREC1-9

  13. teresa
    novembre 11, 2012 alle 8:12 pm

    A quando un’altro referendum(magari con una forma diversa)per l’abolizione della caccia?.Il nostro territorio è troppo degradato per sopportare anche la stupidità dei cacciatori..P.S.ma il cartello che avvisa che c’è una caccia al cinghiale significa che è vietato uscire di casa per non essere impallinati?

  14. arpia
    novembre 11, 2012 alle 9:41 pm

    I bambini, si possono portare in un ambiente del genere? Ma come si fa’?
    Credo che per la caccia occorra un apposito porto d’armi e l’scrizione ad un gruppo, Ora cosa ci fa’ un bambino che data l’eta’ non puo’ ne avere il porto d’armi ne essere iscritto ad un gruppo? I genitori cosa stavano pensando? Dove sono le istituzione per controllare che certe cose non avvengano? Tra tutti gli adulti del gruppo, non vi e’ stato uno abbastanza intelligente da dire, niente bambini? E chi ha sparato poi, avrete sentito la professione?! Non ha pensato di dire nulla bambini. Complimenti poi per la mira e la vista. Possibile che si permetta a gente senza un minimo di sale in zucca di andare in giro a sparare ad animali e a persone senza senso? Toglietegli il porto d’armi. E’ ora di abolire questa maledetta caccia e di mettere fine allo sport dei violenti assetati di sangue innocente.
    Mi auguro che chi si permette o da il permesso di portare bambini innocenti in questo ambiente losco e pericoloso venga severamente punito.

  15. arpia
    novembre 11, 2012 alle 10:35 pm

    Leggevo articoli sulla stampa nazionale e regionale, alcuni dei commenti mi fanno venire il latte alle ginocchia. Ho una vaga idea dell’intelletto del cacciatore, ma scusate la domenica non potrebbero passarla a caccia di grammatica e cultura generale?!!! Non ce n’e’ uno che sappia mettere due parole insieme. Che personaggi da Medioevo, che tempi bui! Vorrei che prendessero almeno il livello 5° elementare di una volta!

  16. novembre 11, 2012 alle 10:42 pm

    da CagliariPad, 11 novembre 2012
    Lo sport che uccide. Lo scorso anno 4 morti per incidenti di caccia nell’Isola.
    Secondo gli ecologisti il trend delle sciagure tra le doppiette sarebbe in crescita. In questa stagione già 30 decessi in Italia. (Ennio Neri): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=145

    Dramma durante una battuta di caccia, ferito alla testa un dodicenne.
    Il ragazzo, colpito accidentalmente da una fucilata a Irgoli, lotta tra la vita e la morte. Ancora da chiarire la sua presenza nelle campagne assieme agli altri cacciatori: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=143

    “Il bimbo a caccia? Nessuna condanna: è la tradizione”. Bachisio Bandinu – giornalista, scrittore, antropologo, esperto di cultura sarda, commenta così la tragedia di Andrea. (Michela Seu): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=147

    Ma sa cassa manna è per i sardi un rito collettivo fondamentale. La lezione di Emilio Lussu che il mondo globale che vive nelle città ha dimenticato. (Guido Garau): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=148

  17. novembre 11, 2012 alle 11:08 pm

    dal blog della Valle del Cedrino, 11 novembre 2012
    Gravissimo un bambino in una battuta di caccia al cinghiale. Caccia in Sardegna, stagione 2012-2013, morti e feriti (3): http://blog.libero.it/ValledelCedrino/11707857.html

    Tragedia durante la battuta di caccia, gravissimo ragazzino di 12 anni: http://blog.libero.it/ValledelCedrino/11707051.html

  18. novembre 11, 2012 alle 11:11 pm

    riceviamo dall’Associazione Vittime della Caccia e pubblichiamo, con tristezza.

    Nuoro – Un altro bambino condotto a caccia: ridotto in fin di vita da un colpo di fucile in testa: http://www.vittimedellacaccia.org/ultimissime/2918-csun-altro-bambino-condotto-a-caccia-ridotto-in-fin-di-vita-da-un-colpo-di-fucile-in-testa.html

  19. arpia
    novembre 12, 2012 alle 2:12 am

    Ho appena visto un triste commento che mi era sfuggito, oltre all’inno alla caccia pure l’inno all’omofobia, l’ignoranza non ha limiti! Oltre ad essere energumeni poco piacevoli, mischiano la sessulita’ con la caccia, come se la virilita’ fosse prerogativa dei cacciatori eterosessuli. Come se una persona omosessuale avesse meno virilita’ o chissa’ quali doti di inferiorita’. Siamo alla frutta. In tante di queste battute di caccia si sa’ come si finisce a riempirsi di litri di vino e come si sa’ l’eccesso di alcohol non e’ un buon compagno di pensieri e atti razionali. Spero che i cinghiali si girino e inizino a difendersi come hanno fatto in alcuni casi purtroppo la lotta e’ ad armi impari. Io sto’ dalla parte del cinghiale, mai mangiato e mai ne ho sentito la necessita’ come non ho mai sentito la necessita’ di offendere una persona omosessuale per la sua sessualita’. Ma mi chiedo e’ da pubblicare un commento del genere? Vedo in varia press sarda online commenti omofobi e razzisti che a mio parere non dovrebbero trovare spazio in nessuna zona commenti. Bisognerebbe che qualcuno si sciaquasse la bocca col sapone di marsiglia prima di parlare.
    PS: a riguardo invece delle tradizioni alcune sono belle da portare avanti ma altre e’ meglio lasciarsele alle spalle! La lista sarebbe infinita….

  20. Trulo
    novembre 12, 2012 alle 3:56 am

    Efisio :
    la caccia e’ bella e oggi ho preso un bel cinghialone di 120 kg. che mangero’ alla faccia di tutti gli ipocriti animalisti e anticaccia finoccii

    Interventi come questo spiegano davvero bene chi sono i cacciatori, la loro indole, la loro strafottenza e la loro arroganza… Poi alcuni di loro anche anche da risentirsi e a far gli offesi se gli si dice che il ‘male cercato non è mai troppo’. Vallo a dire al padre e al fratello (cacciaori) del bambino, che oggi ti mangerai un bel cinghialone,sentiamo che ti dicono.

  21. Roberto45
    novembre 12, 2012 alle 12:00 pm

    Per prima cosa auguriamoci che il piccolo ce la faccia e non gli rimangano infermità, ha solo 12 anni!!!! Certo è, che trovo a dir poco imprudente e poco civile far partecipare un bimbo ad una battuta di caccia grossa, anche qui dico…è solo un bimbo!!! a 12 anni che c’entra e che ci fa tra le armi???!!!!! A 12 anni i bimbi devono giocare con i giochi da bimbi e in luoghi per bimbi

  22. novembre 12, 2012 alle 2:58 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 novembre 2012
    Parenti e amici in ospedale «Per lui era una passione». Attesa e disperazione dopo il complesso intervento chirurgico alla testa che ha estratto il pallettone e dato al giovane una flebile speranza di salvezza. (Valeria Gianoglio)

    NUORO. «Ancora non riusciamo a crederci, mio nipote era così felice di andare a caccia, e non è la prima volta che partecipava a una battuta. Quando è successo l’incidente con il padre e gli altri stavano per sbaraccare tutto, mangiare un boccone e tornare a Nuoro. Doveva essere una giornata felice, era successo tante altre volte, e invece … ». In piedi, fuori dal reparto di Rianimazione dell’ospedale San Francesco, Anna si stringe nel giubbotto e cerca, disperatamente, di farsi forza. Tocca a lei, zia materna del cacciatore in erba, e a un gruppo di familiari, smistare le telefonate, rispondere alle domande, confortare i tantissimi amici e semplici conoscenti del piccolo A. C. e della sua affiatata famiglia. Sono le 14.30 di ieri e la hall al primo piano dell’ospedale si popola di volti preoccupati, di rabbia e di profondo dolore. A pochi metri, dentro il reparto, papà e mamma si reggono a fatica in piedi. Mentre il fratello maggiore del piccolo cacciatore, non si dà pace. Anche lui, come il padre, era presente qualche ora prima alla battuta finita nel sangue nelle campagne di Irgoli. Anche lui, ha assistito alla tragica scena e ancora non riesce a credere che sia potuto succedere. «Un valium, ci vuole subito del valium perché altrimenti qui non si riesce più ad andare avanti» ripete un suo conoscente mentre cerca una infermiera. Pochi minuti dopo, il piccolo cacciatore esce dalla sala operatoria. «Sono riusciti a estrargli il pallettone – spiega un familiare che ha appena parlato con i medici – ma non sappiamo se ce la farà, le sue condizioni rimangono gravissime». Il bambino era rimasto sotto i ferri per un’ora e mezzo, mentre il neurochirurgo Carlo Piu gli estraeva i frammenti del proiettile, entrato dalla fronte e uscito dalla parte posteriore del cranio. E per tutti, dopo l’operazione, comincia un’attesa snervante, fatta di telefonini che squillano in continuazione, di abbracci, di pacche sulle spalle per farsi coraggio e affrontare una verità difficile da mandare giù. Sulle scale che conducono al reparto si raduna anche un gruppetto di amici e compagni di scuola del giovane nuorese, iscritto alla scuola media numero 4 di via Aosta. «Lo sapevamo tutti del suo amore per la caccia – dicono –, ma non credevamo potesse succedere una cosa del genere». Poi scappano via, forse anche a cercare conforto. Ieri mattina, per uno strano scherzo del destino, la notizia è arrivata subito anche ad altri compagni del piccolo cacciatore: sono quelli che giocano nel Santu Predu, la squadra dello storico rione nuorese ieri mattina era in trasferta proprio a Irgoli. Anche sui loro telefonini, ieri, scorrono le immagini del loro giovanissimo amico rimbalzate poi anche su Facebook: c’è lui alla guida di un escavatore, che finge di essere grande come l’adorato papà. Lui a una battuta di caccia che sorride felice davanti ad alcuni cinghiali. Lui che ha lo sguardo pieno di energia e tanti sogni mentre si mette in posa accanto a un cartello che indica un terreno di campagna. E forse, così fiero nel suo giubbottino d’ordinanza catarifrangente, già pregusta la nuova avventura tra cespugli e boscaglia, insieme al papà. Sono una famiglia di lavoratori, quelli del piccolo. Il padre, originario di Onifai, lavora da tempo come escavatorista per conto di un’impresa edile che opera nelle cave di Orosei. È un cacciatore appassionato e scrupoloso: così lo descrive chi lo conosce bene. La mamma, originaria di Ollolai, gestisce con la sorella una pizzeria che si trova vicino all’ospedale San Francesco. Hanno un altro figlio, di 22 anni. Anche lui accompagna spesso il padre nelle giornate di caccia. Anche lui, ieri mattina, è presente quando il colpo di fucile centra il cranio del povero fratellino. E da allora non fa che scuotere la testa e chiedersi disperatamente “perché”.

  23. novembre 12, 2012 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 novembre 2012
    A caccia grossa col papà dodicenne in fin di vita.
    Dramma durante una battuta al cinghiale nelle campagne di Irgoli Il ragazzino centrato in testa dalla fucilata di un carabiniere in pensione. (Angelo Fontanesi)

    IRGOLI. Solo un miracolo potrà riaccendere il sorriso sul volto di A. C., un ragazzino nuorese di dodici anni colpito ieri mattina verso le 9.40 da un pallettone mentre insieme al padre, escavatorista in un una cava di marmo oroseina, originario di Onifai ma da tempo residente con la famiglia a Nuoro, partecipava ad una battuta al cinghiale nelle campagne di Irgoli in località San Michele. Il proiettile esploso dal calibro 12 di Francesco Paletta (64enne ex brigadiere dei carabinieri in pensione) gli ha attraversato il cranio dopo averlo centrato all’altezza dell’arcata sopraccigliare. Il ragazzino è stramazzato al suolo esanime sotto gli occhi attoniti del padre e degli altri componenti della compagnia di caccia tra i quali anche il fratello. Immediato l’allarme lanciato al 118 e velocissimo l’intervento dei soccorritori di Irgoli arrivati con la loro autoambulanza nel giro di pochi minuti sul luogo della tragedia. Le condizioni del ragazzino sono subito apparse gravissime con materia cerebrale che insieme ad una copiosa emorragia fuoriusciva dalla devastante ferita causata dal proiettile. Caricato sul mezzo di soccorso il ferito è stato trasferito a bordo dell’autoambulanza medicalizzata giunta nel mentre da Nuoro dove i sanitari hanno provveduto immediatamente alla rianimazione del ragazzo in attesa che da Alghero arrivasse l’eliambulanza del Vigili del Fuoco atterrata intorno alle 10.45 nel campo sportivo comunale. C’è voluta però ancora una buona mezzora prima che i dottori riuscissero a stabilizzare le condizioni del bambino e autorizzassero il decollo del mezzo di soccorso aereo vero l’ospedale San Francesco di Nuoro dove è arrivato moribondo poco prima di mezzogiorno. Talmente disperate le sue condizione che in un primo momento si era addirittura diffusa la notizia che il suo cuore avesse cessato di battere prima ancora di essere portato in sala operatoria. Non era così, e i medici hanno sottoposto il dodicenne a un delicato intervento chirurgico durato un paio d’ore per estrarre il pallettone che dopo aver attraversato la scatola cranica si era arrestato alla base del collo. Un tentativo disperato per strappare alla morte quel bambino innamorato di una passione per grandi che gli è stata fatale. L’operazione è tecnicamente riuscita ma le condizioni rimangono disperate. Una giornata che per il ragazzo doveva essere di festa come accadeva ogni volta che poteva accompagnare il padre a caccia e che invece si è trasformata in un incubo per imperdonabili e colpevoli leggerezze. Due le più eclatanti individuate a caldo dai carabinieri di Irgoli e dai loro colleghi della squadriglia di Monte Pitzinnu che sotto il coordinamento della Compagnia di Siniscola hanno subito avviato le indagini sul caso. La prima gravissima infrazione riguarda il munizionamento usato da Francesco Paletta, origini calabresi stabilitosi ad Irgoli a fine carriera. Il suo fucile era caricato a pallettoni invece che a palla sola come prevedono le norme venatorie. Un provvedimento adottato proprio per mitigare i rischi che le cosiddette munizioni spezzate possono creare durante le battute di caccia grossa. È stato infatti un pallettone fuoriuscito dalla rosata indirizzata contro un cinghiale stanato dai battitori che ha colpito il dodicenne alla testa. Una disgraziata fatalità certo, ma che con l’utilizzo delle cartucce consentite non si sarebbe verificata. La seconda imperdonabile leggerezza è stata fatta nel posizionamento delle poste. Quella dello sparatore (colpito da leggero malore dopo l’accaduto e soccorso dai sanitari del 118) e quella dove erano appostati l’escavatorista con il figlio, erano una di fronte all’altra separate da una piccola collinetta ma non erano in comunicazione visiva tra loro a causa della vegetazione. Senza contare che secondo alcune testimonianze parrebbe che il ragazzino fosse abbigliato con indumenti mimetici e non indossasse la pettorina ad altra visibilità imposta anche questa dal regolamento venatorio. Colpe oggettive al vaglio dei carabinieri, che ieri per tutta la giornata hanno ascoltato e messo a verbale le testimonianze di tutti partecipanti alla battuta di caccia, e del sostituto procuratore della Repubblica Laura Taddei che ha in mano l’inchiesta e che in serata ha sentito a lungo l’ex brigadiere Francesco Paletta, ma per il momento non ha ancora sciolto la riserva sulle imputazioni. Al di là di quanto consentano le leggi rimane comunque sospesa nell’aria una domanda che alla luce della disgrazia trova difficili risposte: cosa ci fa un ragazzino di dodici anni in mezzo al tiro incrociato di tante micidiali armi?

    L’ex ministro. La rabbia della Brambilla: «Una barbarie da abolire».

    ROMA. «Massima vicinanza e solidarietà» alla famiglia del bambino gravemente ferito, «rabbia e indignazione» per i numeri della «vera e propria strage» dovuta alla pratica venatoria che «non risparmia nemmeno i più piccoli». Sono i sentimenti espressi dall’ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, alla notizia del grave incidente accaduto ieri mattina nelle campagne di Irgoli: «Ora è veramente troppo. L’ennesimo ferimento, a carico di un bambino innocente e che certamente non avrebbe dovuto essere in battuta, mostra che la caccia non è solo un attentato al nostro patrimonio faunistico, un bene di tutti di cui si appropriano pochi, ma anche e soprattutto un continuo attentato alla vita umana. Prima aboliremo la caccia, meglio sarà». «Innanzitutto – dice Brambilla – dobbiamo sperare e pregare che il dodicenne ferito alla testa possa riprendersi. Ma è arrivato il momento di manifestare tutta la nostra indignazione per il bollettino di guerra che siamo costretti ad aggiornare ogni week end con spaventosa regolarità».

  24. novembre 12, 2012 alle 3:01 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 novembre 2012
    Dure le reazioni: le regole vanno rispettate. Il Corpo forestale: «Da noi solo controlli preventivi». L’Unione cacciatori: «Non ci si può improvvisare». (Valeria Gianoglio)

    NUORO. C’è chi, come Stefano Deliperi, del Gruppo d’intervento giuridico, numeri e statistiche alla mano, registra con grande preoccupazione «un trend in deciso aumento per gli incidenti di caccia», e si augura che non servano altre tragedie perché venga interrotta la triste catena che, solo per restare alla scorsa stagione venatoria, in Sardegna, ha registrato 4 morti, e 11 feriti. C’è chi, invece, come Giovanni Chessa, dell’Arcicaccia nuorese, e Cosimo Stara, assessore provinciale e presidente del comitato provinciale faunistico, chiede che sia giunta l’ora perché al corpo forestale vengano assegnate finalmente le forze e le risorse delle quali avrebbe bisogno per eseguire controlli mirati nelle campagne. «Perché con le forze che ha ora a disposizione – dice Giovanni Chessa – è impossibile fare tutti i controlli che servirebbero tra cacciatori e compagnie venatorie». C’è anche chi, come il responsabile provinciale del corpo forestale, Gavino Diana, ammette che sì, quello della caccia sia «un mondo piuttosto problematico, e che probabilmente a volte si vede troppa baldanza, nonostante i controlli». Già da poche ore la notizia del terribile incidente nelle campagne di Irgoli, insomma, la vicenda scatena reazioni decise, prese di posizione, fa riemergere antiche carenze. «Noi come corpo forestale – spiega Gavino Diana – facciamo i controlli sulle licenze, sui permessi, si tratta quindi di controlli preventivi. Poi non sappiamo però cosa succede nel mezzo della battuta, l’auspicio è sempre quello che chi le organizza e vi partecipa abbia la testa sulle spalle». «Bisogna sempre rispettare le norme di sicurezza – dice, invece, Dario Zola, di Oliena, impegnato anche lui ieri mattina in una battuta nelle campagne del Nuorese – presidente provinciale dell’Unione cacciatori – ad esempio i battitori devono avere sempre il giubbino, e adottare anche altri accorgimenti. Non si può improvvisare». «Ci vuole maggiore controllo da parte del corpo forestale – aggiunge Giovanni Chessa, ex consigliere comunale nuorese, cacciatore d’esperienza, componente del comitato faunistico provinciale e dell’Arcicaccia – loro fanno quello che possono ma con le forze che hanno a disposizione non riescono a fare tutto. Ci vorrebbe più personale e mezzi, bisogna darli alla forestale perché controlli il rispetto delle norme di sicurezza Ora, infatti, hanno molti altri compiti di polizia giudiziaria come il controllo degli abusi edilizi, l’inquinamento, che prima non avevano». Sulla stessa linea il responsabile del comitato faunistico del Nuorese, Cosimo Stara. «La forestale adesso ha troppi compiti che la sottraggono dal mondo delle campagne e della caccia. Ci vorrebbe più personale. Resta il fatto che molte volte gli incidenti sono legati all’imperizia e alla casualità. E poi bisogna rispettare le norme».

    Minori e doppiette, legge controversa.

    «Cosa ci faceva un bambino di 12 anni nel mezzo di una battuta di caccia al cinghiale?»: se lo chiede la Lega per l’abolizione della caccia, se lo chiedono tante persone comuni, se lo stanno chiedendo anche gli investigatori. In passato, quella dell’età dei cacciatori e battitori era stato un tema che aveva sollevato un vero vespaio: da un lato c’era chi voleva imporre un limite d’età ai partecipanti alle battute, dall’altra c’era chi invece voleva l’assoluta libertà. Allo stato attuale per avere la licenza di caccia bisogna avere 18 anni. Solo in questo caso, e ovviamente con tutti i permessi, si può portare un fucile. Ma il vero problema, anche dal punto di vista normativo, resta la figura del battitore, o del semplice accompagnatore. La legge sulla caccia non sembra contemplare la presenza di minori durante una battuta. Nella pratica funziona in modo diverso: i minori vi partecipano, soprattutto in Sardegna, sin dalla più tenera età, perché i padri vogliono abituarli presto. «Per fare l’accompagnatore o il battitore – spiega Giovanni Chessa, dell’Arcicaccia – non sono limiti d’età. Un bambino può iniziare la pratica venatoria, ma sempre al fianco di chi esercita la patria potestà. Qui da noi capita spesso, ma ovviamente ci vogliono tutte le cautele del caso». «I bambini? Vengono spesso alle battute di caccia – dice Dario Zola, dell’Unione cacciatori provinciali – anche mio figlio viene spesso con me, ma bisogna sempre stare attenti e rispettare le regole».

  25. novembre 12, 2012 alle 3:20 pm

    da Radio Press, 12 novembre 2012
    CACCIA, LOTTA TRA LA VITA E LA MORTE IL DODICENNE DI NUORO FERITO GRAVEMENTE NELLE CAMPAGNE DI IRGOLI: http://www.radiopress.it/2012/11/caccia-lotta-tra-la-vita-e-la-morte-il-12enne-ferito-nelle-campagne-di-irgolibis/

  26. Mario
    novembre 12, 2012 alle 8:54 pm

    Errore nell’articolo.
    La caccia non è l’unico “divertimento” che procura morte. Ce ne sono tenti altri a cominciare dalle gare abusive di moto e automobili, al paracadutismo, alle immersioni in apnea o con le bombole, allo sci e non dimentichiamoci dell’alpinismo, delle arrampicate sul roccia e via così…
    Fa sicuro notizia, come sempre, l’uso poco attento di un’arma da fuoco e il bambino quasi ucciso di conseguenza ma invece di puntare sempre il dito sulla caccia come incarnazione di tutti i mali di questo Paese mi si dice per favore come mai un padre ha permesso al figlio dodicenne di presenziare e muoversi da solo all’interno di un perimetro in cui si svolgeva una battuta al cinghiale?? ( la “caccia grossa” dicesi di quella africana all’elefante etc. etc.). Chi è veramente l’artefice di questa disgrazia, alla fine? Pensateci sù molto bene prima di commentare…

    • novembre 12, 2012 alle 10:28 pm

      Mario, nell’alpinismo, nel paracadutismo, nell’automobilismo, ecc. il “pericolo” lo si corre personalmente, per scelta.
      Nella caccia il “pericolo” lo si fà correre anche a chi non ha nulla a che fare con questo “divertimento”.
      C’è una bella differenza, non credi?
      Ciò non toglie che sono – e siamo tutti noi ecologisti – vicinissimi a quel padre che “ha permesso al figlio dodicenne di presenziare e muoversi da solo all’interno di un perimetro in cui si svolgeva una battuta al cinghiale”.
      Solo Dio sa come si sente e che cosa soffre. Basta provare a pensare solo per un attimo d’essere nei suoi panni.

      Stefano Deliperi

    • salvatore
      novembre 13, 2012 alle 4:05 am

      Io sono un cacciatore ma nn sparo mai se nn sono sicuro che sia un cinghiale….

      • Mara
        novembre 13, 2012 alle 3:30 pm

        Anche chi ha sparato al bambino era sicurissimo di aver sparato a un cinghiale. Come chi si avvelena con i funghi era sicurissimo che fossero commestibili.

  27. novembre 13, 2012 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda on line, 13 novembre 2012
    In coma 12enne ferito a caccia. Indagato uomo che ha sparato. Restano ancora critiche le condizioni del ragazzino di dodici anni che domenica mattina ha partecipato a una battuta di caccia grossa al cinghiale nelle campagne di Irgoli, in località San Michele. L’ex carabiniere che ha esploso il colpo di fucile è indagato per lesioni gravissime: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/294614

  28. novembre 13, 2012 alle 10:19 pm

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas and commented:
    Add your thoughts here… (optional)

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: