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Fogne e melma.


Buggerru, condotta di scarico rotta

Allucinante. Ancora oggi ben 159 agglomerati urbani italiani sopra i 15 mila abitanti è privo di un decente sistema di depurazione, in violazione della direttiva n. 91/271/CEE. Se non si provvederà entro il 2016, arriverà una pesantissima sanzione pecuniaria da parte dell’Unione europea.   Ne parla Alessandro Agostinelli, per L’Espresso.  Da leggere bene.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da L’Espresso on line, 31 gennaio 2012

‘Fogne schifose’, la Ue ci multa.

L’Italia dovrà pagare oltre un miliardo se non metterà in regola il suo sistema di acque reflue e di depuratori. Perché troppi comuni scaricano ancora i loro liquami direttamente nei fiumi e nei mari. Sul banco degli imputati anche città grosse come Napoli, Genova e Vicenza. Alessandro Agostinelli

Le fogne italiane non hanno le carte in regola. Non abbiamo mai costruito sistemi di depurazione adeguati e adesso l’Europa ci stanga. E non a torto, a quanto pare.
La mancanza è tutta nostra: un’eredità velenosa che vede tre italiani su dieci ancora privi di fognature e depurazione, e il 40 per cento di fiumi e laghi inquinati da scarichi urbani in libertà, per non parlare del mare.
Per anni la politica ha rimosso il problema o solo annunciato grandi progetti ma non si è fatto nulla.? Così stanno per arrivare pesanti multe europee a 820 aggregati urbani, cioè gruppi di comuni corresponsabili per la mancata depurazione e per l’inquinamento di fiumi, mare e campagne.
L’elenco degli enti locali messi sotto accusa dalla Ue è impressionante: soprattutto nel Mezzogiorno (ci sono città come Agrigento, Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Benevento, Avellino, Crotone, Isernia, Campobasso) ma ci sono violazioni anche nel centro (Chieti) e risalendo verso nord si trovano Piombino, Genova, Sanremo, Ventimiglia, Monfalcone e Vicenza.
«E’ la vera emergenza del servizio idrico», spiega il presidente di Publiacqua Firenze, Erasmo D’Angelis, autore con Alberto Irac del libro ‘Il valore dell’acqua’ (Dalai editore). «Ormai si aspetta solo di capire in tanti territori di quanti milioni al giorno saranno le sanzioni che si abbatteranno sull’Italia con la sentenza definitiva che scatterà per tutti dal 1° gennaio 2016. Si sa che la sanzione sarà costituita da un importo una tantum da pagare subito e da un importo giornaliero proporzionale al numero di giorni di continuato inadempimento successivo alla pronuncia della sentenza, al numero e alla consistenza degli agglomerati».
A Firenze sono corsi ai ripari e Publiacqua ha aperto un anno fa i cantieri per depurare mezza città che ancora scarica in Arno come nel Medioevo. Un’epoca storica si chiuderà nel 2014 con un investimento di 71 milioni di euro.

corso d'acqua inquinato da scarichi

Se alcune città virtuose, come anche alcuni capoluoghi della Puglia, eviteranno multe, per i comuni che resteranno fuorilegge il conto è presto fatto.  La disciplina comunitaria prevede, in caso di violazione delle norme, una penalità di mora, che per l’Italia va da un minimo di 11.904 euro, a un massimo di 714.240 euro, per ogni giorno di ritardo nell’adeguamento, a decorrere dalla pronuncia della sentenza emessa.
Inoltre, una somma forfetaria verrà calcolata sulla base del Pil nazionale, e per l’Italia è pari a un minimo di 9.920.000 euro. Potrebbe essere già troppo, ma non basta perché nel corso della procedura di mora i finanziamenti europei per i Comuni morosi possono essere sospesi fino all’attuazione della sentenza.?
Sarebbe un dramma per circa un terzo del territorio nazionale. In caso di sentenza definitiva di condanna da parte della Corte di Giustizia Europea, infatti, lo Stato Italiano riporterà il contesto sanzionatorio sui soggetti istituzionali inadempienti (leggi enti locali) lavandosene le mani, o almeno così si dice negli ambienti ministeriali. Ci sarà insomma uno scaricabarile tra Stato, Regione, Comuni e gestori del servizio.
Avvertimenti ne abbiamo avuti. L’ultimo a maggio dello scorso anno, quando la Commissione Europea ha inviato al Governo italiano una prima lista di 159 agglomerati urbani sopra i 15 mila abitanti che sono inadempienti per la mancanza di un trattamento secondario delle acque reflue.
Nessuno ne ha parlato perché il governo Berlusconi ha tenuto tutto nascosto nei cassetti e il governo Monti, su questo tema, i cassetti non li ha ancora aperti. Eppure già nel 1998 Milano venne multata per 9 miliardi di lire al mese per mancata depurazione delle acque reflue. E poche settimane fa è stato multato il Lussemburgo (400 mila abitanti) con 2,5 milioni di euro da pagare subito più 14.000 euro al giorno fino alla costruzione dei depuratori.
I colpevoli della situazione, qui in Italia, sono probabilmente molti. Ma secondo Renato Drusiani di Federutility (la federazione che riunisce le aziende di servizi pubblici locali dei settori idrico ed energetico) «la principale responsabilità dovrebbe essere ricercata nella distrazione del governo centrale che aveva l’obbligo, con la legge Galli, di fornire risorse per gli obiettivi di depurazione e fognature, e di garantire un coerente quadro normativo anche per incentivare gli investimenti necessari a livello locale».
Sempre secondo Federutility è possibile che la messa in mora per alcune zone della penisola cominci già a partire da quest’anno: «Per non aver adempiuto ancora alla direttiva europea 271 del 1991» spiega ancora Drusiani», ci sono aree a rischio multe nel 2012. La depurazione nel nostro paese non è mai diventata una priorità nazionale. Nemmeno nella battaglia referendaria della scorsa estate.
Eppure ogni giorno ci sono quartieri, paesi e città che scaricano direttamente nei fiumi e in mare, spesso senza alcun controllo delle autorità. E mettendo a rischio della salute pubblica.

 

Cagliari, parco naturale regionale "Molentargius-Saline", acque luride

Fogne, chi rischia la multa.

L’elenco dei territori italiani che non posseggono un sistema di depurazione delle acque e saranno a rischio di salatissime multe a partire dal 1° gennaio 2016.

Abruzzo 3 agglomerati
Chieti, Gissi e Lanciano-Castel Frentano.
Calabria 22 agglomerati
Acri, Siderno, Bagnara Calabra, Bianco, Cassano allo Ionio, Castrovillari, Crotone, Santa Maria del Cedro, Gioia Tauro, Lamezia Terme, Melito di Porto Salvo, Mesoraca, Montebello Jonico, Montepaone, Motta San Giovanni, Reggio Calabria, Rende, Rossano, Scalea, Sellia Marina, Sovereto, Strongoli.
Campania 22 agglomerati
Afragola, Nola, Ariano Irpino, Avellino, Battipaglia, Benevento, Capaccio, Capri, Caserta, Mercato Sanseverino, Torre del Greco, Aversa, Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Massa Lubrense, Napoli Est, Napoli Ovest, Napoli Nord, Vico Equense, Salerno, Montesarchio.
Friuli Venezia Giulia 3 agglomerati:
Cervignano del Friuli, Monfalcone, Trieste-Muggia-S.Dorligo.
Lazio 2 agglomerati
Frascati, Zagarolo
Liguria 14 agglomerati
Albenga, Borghetto Santo Spirito, Camisano, Finale Ligure, Genova, Imperia, La Spezia, Margherita Ligure, Quinto, Rapallo, Recco, Riva Ligure, Sanremo, Ventimiglia.
Marche 1 agglomerato
Tolentino.
Molise 2 agglomerati
Campobasso 1, Isernia.
Puglia 12 agglomerati
Casamassima, Casarano, Manduria, Monte Sant’Angelo, Porto Cesareo, Salice Salentino, San Giovanni Rotondo, San Vito dei Normanni, Squinzano, Supersano, Vernole, Taviano.
Toscana 2 agglomerati
Follonica, Piombino.
Veneto 1 agglomerato
Vicenza.

scarichi fognari

Sicilia 75 agglomerati
Misterbianco e altri, Scordia, Militello Val di Catania, Paterno, Palagonia, Aci Catena, Adrano, Catania e altri, Giarre, Mascali, Riposto più altri, Caltagirone, Aci Castello, Bronte, Acireale più altri, Belpasso, Biancavilla, Gravina di Catania, Tremestieri Etneo, San  Giovanni la Punta, Caltanissetta-S.Cataldo, Macchitella, Niscemi, Riesi, Agrigento e periferia, Favara, Palma di Montechiaro, Menfi, Porto Empedocle, Ribera, Sciacca, Bagheria, Cefalù, Carini più ASI Palermo, Misilmeri, Monreale, Palermo più frazioni limitrofe, Santa Flavia, Termini Imerese, Trabia, Augusta, Avola, Priolo Gargallo, Carlentini,  Rosolini, Pozzalo più ASI Modica più Marina di Modica, Ragusa, Modica, Marina di Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria, Scoglitti, Campobello di Mazara 1, Castelvetrano 1, Triscina Marinella, Trapani Erice (casa santa), Favignana, Marsala, Mazara del Vallo, Partanna 1 (Villa Ruggero), Barcellona Pozzo di Gotto, Capo D’Orlando, Furnari, Giardini Naxos, Consortile Letojanni, Pace del Mela, Piraino, Roccalumera, Consortile Torregrotta, Gioiosa Marea, Messina 1, Messina, Messina 6 (Tono), Milazzo, Patti, Rometta.
(Fonte: Commissione Europea)

 

(foto da mailing list ecologista, per conto GrIG, L.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    gennaio 31, 2012 alle 4:38 pm

    E la Sardegna ? Perche’ non si dice che molte abitazioni non sono collegate ad un sistema fognario comunale, e chi fa il servizio spurghi si fa pagare molto bene questo servizio di …..

  2. febbraio 1, 2012 alle 2:40 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 1 febbraio 2012
    Chiazza oleosa nelle Bocche, bloccata una petroliera maltese.
    Una scia nera lunga 12 chilometri e larga 200 metri è stata avvistata da un aereo al largo della Corsica e delle coste galluresi. La marina francese ha bloccato nel porto di Marsiglia una nave maltese partita da Napoli. (Serena Lullia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2012/02/01/news/chiazza-oleosa-nelle-bocche-bloccata-una-petroliera-maltese-5584244

  3. marzo 22, 2012 alle 2:58 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    Acqua, Ue richiama l’Italia

    Nella giornata mondiale sull’acqua, la Commissione europea invia un parere motivato all’Italia sul mancato rispetto della direttiva Acque. Zanoni (IdV): “Avevo denunciato a Bruxelles l’inquinamento di falde e pozzi nel Nord Est. In Italia l’acqua rischia di diventare sempre meno potabile”

    “Il fatto che proprio nella Giornata mondiale dell’acqua l’Ue invii un pare motivato all’Italia sulla mala gestione dei propri bacini, la dice lunga sullo stato delle risorse idriche italiane”. Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e membro della Commissione ENVI Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare al Parlamento europeo, commenta amaramente l’invito della Commissione europea rivolto a Roma affinché l’Italia rispetti la normativa europea in materie di acque. “A rischio bacini e falde acquifere a causa dell’incuria italiana del proprio territorio e delle proprie ricchezze”.

    La Commissione europea ha inviato un parere motivato all’Italia, si legge nella nota ufficiale, per chiedere il rispetto dei “piani di gestione dei bacini idrografici” previsti dalla direttiva Ue, il “monitoraggio dello scarico del quantitativo supplementare di acqua nei corpi idrici sotterranei” e “l’elaborazione di mappe con le caratteristiche precisate nella direttiva per indicare i livelli chimici e i quantitativi di acqua di ciascun corpo idrico sotterraneo”. “Avevo già denunciato, ad esempio, la grave situazione delle falde acquifere nel Nord Est a rischio contaminazione per le discariche costruite e la presenza di mercurio riscontrata in molti pozzi nei comuni del trevigiano – racconta Zanoni – Il commissario Potočnik mi aveva risposto che mi avrebbe fatto sapere a breve ed oggi è arrivata la risposta. Adesso, l’Italia ha tempo due mesi per mettersi in regola, in caso contrario scatterà l’ennesima procedura d’infrazione per l’ennesima vergognosa rovina ambientale”.

    “Il fatto che la tirata d’orecchi dell’Ue arrivi proprio in occasione della giornata mondiale dell’acqua, costituisce la riprova di come la carenza di acqua potabile non è solo un problema del terzo mondo, ma riguarda da vicino anche molti cittadini italiani – conclude l’Eurodeputato – Mi auguro che le autorità nazionali e locali italiane intervengano quanto prima per mettersi in regola con la normativa europea. Il paradosso che ho manifestato più volte al Parlamento di Strasburgo, è che l’Europa e l’Italia, ricche di risorse idriche, rischiano di diventare povere di acqua potabile a causa di uno sfruttamento irrazionale del territorio con cave e siti inquinati e di una cementificazione selvaggia che risponde soltanto alle logiche del profitto”

    Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni

    Email stampa@andreazanoni.it

    Tel (Bruxelles) +32 (0)2 284 56 04

    Tel (Italia) +39 0422 59 11 19

    Sito http://www.andreazanoni.it

    Twitter Andrea_Zanoni

  4. maggio 6, 2012 alle 2:16 pm

    spiace leggere il documento in epigrafe ove on viene riportato il comune di Gela, infatti, prova ne sia che le acqua reflue della città di Gela (Gela città di circa 80 mila abitanti) scaricano a mare da circa 40 anni a tutt’ora, senza essere depurati. vedi a nord della città precisamente adiacente al pontile industriale si vede ad occhio nudo un enorme scarico di acqua reflue che sversano a mare, idem vicino al fiume Gela, e torrente gattaneo del quartiere macchitella. I fatti di cui sopra, denunciate dall’associazione ambientaliste Aria Nuova Gela e Amici della Terrra club di Gela. Infatti, Presso la procura della repubblica di Gela, a tutt’ora sono pendenti diversi procedimenti penali. augurandoci che non arrivi la prescrizione dei reati.

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