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Ricorso ecologista contro la variante “mattonara” della Tenuta di Rimigliano.


Toscana, litorale

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – dopo verifiche da parte dei propri soci toscani e segnalazioni da parte del combattivo Comitato per Campiglia – ha inoltrato un nuovo ricorso (il precedente era del 27 luglio 2011) avverso la variante urbanistica che consente il progetto turistico-edilizio che interessa la storica Tenuta di Rimigliano, in un contesto ambientale-paesaggistico di rara suggestione, in Comune di San Vincenzo (LI).

Interessati il Ministero per i beni e attività culturali (Ministro, Direzione regionale, Soprintendenza per i beni ambientali di Pisa), la Regione Toscana (Presidenza, Assessorato all’urbanistica, Direzione generale politiche del territorio), la Provincia di Livorno, il Comune di San Vincenzo, il Corpo forestale dello Stato, i Carabinieri del N.O.E. di Grosseto e, per gli aspetti di competenza, la Commissione europea.

Infatti, il Comune di San Vincenzo, con deliberazione Consiglio comunale n. 83 del 3 ottobre 2011 ha approvato definitivamente una variante al regolamento urbanistico per il sottosistema della pianura costiera – Tenuta di Rimigliano (adozione con deliberazione n. 96 del 22 ottobre 2010) comprendente, in estrema sintesi, la previsione di un nuovo complesso turistico-ricettivo (150 posti letto) avente volumetria di mc. 18.000, la demolizione di circa il 75% degli edifici storici della Tenuta di Rimigliano per una successiva ricostruzione quali 180 residenze stagionali, la realizzazione di piscine, impianti sportivi, campo da golf (18 buche), parcheggi, servizi (circa 8 ettari interessati).  In buona sostanza, si tratterebbe di una variante urbanistica finalizzata alla realizzazione degli interventi immobiliari predisposti dalla Progenia s.r.l. su mq. 7.500 (ricettivo) + mq. 25.000 (residenziale).

Vari i motivi di ricorso.       La predisposizione di una variante al regolamento urbanistico per il sottosistema della pianura costiera relativa esclusivamente alla Tenuta di Rimigliano si presenta quale variante allo strumento urbanistico generale (piano strutturale) e appare palesemente incongrua rispetto all’impianto della pianificazione urbanistica comunale generale e al contesto dei Parchi della Val di Cornia.     In particolare il piano di indirizzo territoriale – P.I.T., approvato con deliberazione Consiglio regionale n. 72 del 24 luglio 2007 (scheda di paesaggio “ambito 23 Val di Cornia“, obiettivi di qualità e azioni prioritarie) e la successiva attuazione paesaggistica (deliberazione Consiglio regionale n. 32 del 16 giugno 2009) non consentono le previsioni edificatorie contenute nella predetta variante urbanistica.  Inoltre, dalle “osservazioni” inoltrate (marzo 2011) dalla Regione Toscana (art. 17 della legge regionale n. 1/2005), in merito alla variante urbanistica in argomento si evince con chiarezza l’assenza di una corretta, preventiva e vincolante procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.).

San Vincenzo, Tenuta di Rimigliano

La V.A.S., prevista dalla direttiva n. 2001/42/CE, interessa piani e programmi aventi effetti sensibili diretti ed indiretti sull’ambiente e le varie componenti ambientali (artt. 12 e ss. del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), mentre la Regione Toscana vi ha dato attuazione con la legge regionale n. 10/2010.          La conclusione del procedimento di V.A.S. è precedente e vincolante all’approvazione definitiva ed all’efficacia dei piani e programmi ad essa assoggettati. Fondamentale è la fase della consultazione del pubblico con le specifiche modalità previste dalla legge.  Si ricorda, inoltre, che la VAS costituisce per i piani e programmi a cui si applicano le disposizioni del presente decreto, parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione. I provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge (art. 11, comma 5°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

Da quanto, poi, riportato nella medesima deliberazione Consiglio comunale San Vincenzo n. 83 del 3 ottobre 2011 si evince chiaramente che gran parte degli elaborati allegati non sono mai stati sottoposti alla fase procedurale della visione del pubblico per l’intervento nel procedimento di approvazione, con palese lesione del relativo diritto (artt. 9 e ss. della legge n. 241/1990 e s.m.i., 69 della legge regionale Toscana n. 1/2005 e s.m.i.)[1].

San Vincenzo, dune di Rimigliano

Appare, inoltre, dubbia anche la medesima superficie lorda utilizzabile per la trasformazione edilizia.  Infatti, nei documenti progettuali viene indicata la superficie lorda trasformabile in residenze di circa mq. 17.000, con l’esclusione di mq. 650 da destinare alle necessità dell’azienda agricola.  Il P.P.M.A.A. (piano pluriennale di miglioramento agricolo ambientale) presentato dalla Proprietà e approvato dalla Provincia e dal Comune, contiene in allegato le “schede del patrimonio edilizio esistente” con piante, sezioni e prospetti degli edifici divisi per nuclei poderali.  Tuttavia, secondo stime effettuate, a fronte dei mq. 17.000 circa dichiarati, ne risulterebbero invece 12.450 circa.  Non solo: considerando gli edifici agricoli effettivamente utilizzabili per ragioni di abitabilità (es. altezze minime), risulterebbero soltanto mq. 9.450 circa. Il resto delle strutture sarebbe rappresentato da tettoie che non possono determinare superficie chiusa (mq. 2.450 circa) e da annessi (mq. 500 circa), privi di altezze minime per realizzare vani abitabili.

La normativa urbanistica regionale toscana (artt. 24-26 della legge regionale n. 1/2005 e s.m.i.) prevede, in caso di contrasto fra previsioni di atti di pianificazione/programmazione/gestione di Enti territoriali differenti la richiesta di apertura di specifico procedimento davanti alla Conferenza paritetica interistituzionale ai fini del prescritto parere di competenza.  La suddetta richiesta comporta la sospensione degli effetti del provvedimento oggetto di contestazione, mentre in caso di mancato adeguamento alla pronuncia della Conferenza paritetica interistituzionale la Regione può emanare misure di salvaguardia immediatamente efficaci” nei confronti del provvedimento contrastante “sino all’adeguamento degli strumenti della pianificazione territoriale e degli atti di governo del territorio di comuni e province”, analogamente alla Provincia.

Cinghiali (Sus scrofa)

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha richiesto l’adozione dei provvedimenti inibitori dell’efficacia della variante urbanistica comunale, fra cui proprio il ricorso alla Conferenza paritetica interistituzionale.

La costa di Rimigliano è certamente una delle più belle della Toscana e dell’intero litorale tirrenico,  una splendida spiaggia e cordone dunale (altezza media 5-10 mt.) con vegetazione mediterranea della lunghezza di circa km. 6, ricadente nel demanio marittimo (artt. 822 e ss. cod. civ.) e nel Parco naturale costiero di Rimigliano (circa 120 ettari).   Il litorale (già di proprietà dei della Gherardesca), sostanzialmente integro e ricoperto in buona parte da macchia mediterranea evoluta, è tutelato con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), delimitato dal mare da un lato e dalla strada provinciale “della Principessa” (n. 23) dall’altro, facente parte del complesso dei Parchi della Val di Cornia (Parco naturale costiero di Rimigliano, Parco archeologico di Baratti e Populonia, Parco minerario di San Silvestro, Parco costiero della Sterpaia, Parco naturale di Montioni, Parco forestale di Poggio Neri), istituiti in forma coordinata dai Comuni di San Vincenzo, Campiglia Marittima, Piombino, Sasseta e Suvereto a partire dal 1973.   La conformazione naturale del litorale è rimasta inalterata da quando – ai primi dell’800 – Napoleone I fece realizzare la strada costiera “della Principessa” per la sorella Elisa Bonaparte, da lui designata quale Principessa di Piombino.

Attualmente i Parchi della Val di Cornia – a eccezione proprio del Parco naturale costiero di Rimigliano – sono  classificati area naturale protetta di interesse locale – A.N.P.I.L., ai sensi della legge regionale n. 49/1995. L’area oltre la strada provinciale n. 23 rientra nella Tenuta di Rimigliano (560 ettari), anch’essa tutelata da norme di salvaguardia. 

Toscana, paesaggio agrario

Negli anni ’70-’80 del secolo scorso i Comuni interessati (San Vincenzo, Campiglia Marittima, Piombino, Sasseta e Suvereto) predisposero piani regolatori generali – P.R.G. coordinati, proprio per salvaguardare le caratteristiche ambientali e culturali del territorio della Val di Cornia.  Successivamente (1998) il Comune di San Vincenzo predispose un autonomo piano strutturale, comprendente possibilità edificatorie nella Tenuta di Rimigliano.    Il vigente piano strutturale (legge regionale n. 1/2005) di San Vincenzo (variante approvata con deliberazione Consiglio comunale n. 81 del 26 settembre 2009) classifica (sottosistemi ambientali A1 e A2) l’area costiera di Rimigliano quale zona di tutela integrale.

La variante urbanistica del Comune di San Vincenzo appare proprio incongrua e foriera di pesanti rischi per gli importantissimi valori ambientali e storico-culturali presenti.

Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana, rispondendo (e-mail del 7 novembre 2011) al precedente ricorso ecologista, ha assicurato “grande scrupolo” nell’esame della documentazione del caso che deve pervenire dal Comune e nella valutazione dell’eventuale presenza degli “estremi per adire alla conferenza paritetica interistituzionale, prevista dalla legge regionale Toscana n. 1/2005 e s.m.i. qualora vi siano contrasti fra atti di pianificazione regionali e comunali.

La Toscana ha goduto negli ultimi decenni d’una fama – meritata – di rilevanti capacità di buon governo del territorio.  Capacità frutto di pratiche e di equilibri secolari, ammirati in tutto il mondo.   Gli ultimi anni, però, han portato anche qui avidità, cemento, mattoni.  E si rischia di perdere ambienti, identità e atmosfere che attirano milioni di turisti ogni anno.  Il Governatore della Toscana sa bene – come tutti noi – che la vicenda della Tenuta di Rimigliano è proprio una specie di prova del nove per comprendere dove sta andando il buon governo del territorio toscano.  

La Tenutadi Rimigliano sta bene così com’è, senza cemento.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Buon Governo, Siena (1338-1339)

(foto da www.italiandesign.it, wikimedia.org, CxC, E.R., S.D., archivio GrIG)


[1] ELABORATI ALLEGATI ALLA DELIBERA DI C.C. N° 96 DEL 22.10.2010 DI ADOZIONE NON MODIFICATI:

Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale

Valutazione Ambientale Strategica – Quadro Conoscitivo allegato al Rapporto Ambientale

Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto di Valutazione

Valutazione Ambientale Strategica – Relazione di Sintesi  (Sintesi non tecnica)

Relazione Generale

Tav. V01 – Regolamento Urbanistico Vigente

Tav. V02 – Regolamento Urbanistico variato – Tavola prescrittivi della Disciplina

Relazione di fattibilità geologico idraulica

Tav. V03 – Carta della pericolosità geomorfologica

Tav. V04 – Carta della pericolosità idraulica

Tav. V05 – Carta delle aree con problematiche idrogeologiche

Tav. V06 – Carta delle aree esondabili con TR 30 anni

Tav. V07 – Carta delle aree esondabili con TR 200 anni

Tav. V08 – Carta delle aree esondabili con TR 500 anni

Tav. V09 – Carta della pericolosità idraulica aggiornata agli studi idraulici

Tav. V10 – Carta della fattibilità

Studio idrologico idraulico

ELABORATI ALLEGATI ALLA DELIBERA DI C.C. N° 96 DEL 22.10.2010 DI ADOZIONE MODIFICATI A SEGUITO DELLE OSSERVAZIONI:

Disciplina con le relative Schede Normative Nuclei Poderali

Schema di Convenzione relativa agli interventi nella tenuta di Rimigliano

ELABORATI AGGIUNTI A SEGUITO DELLE OSSERVAZIONI NON ALLEGATI ALLA DELIBERA DI C.C. N° 96 DEL 22.10.2010 DI ADOZIONE:

Abaco degli immobili esistenti

Relazione esplicativa

Quadro conoscitivo:

Il sistema dei Parchi e delle Aree Protette

I vincoli di tutela storici e paesaggistici

I vincoli di tutela idraulica ed idrogeologica

Il PS vigente- Sistemi insediativi ed ambientali

Lo stato di attuazione del PRG vigente

Gli Standards urbanistici

Carta delle Proprietà pubbliche

Periodizzazione dell’edificato

Abaco delle consistenze edilizie cronologiche

Evoluzione storica degli insediamenti

Il sistema delle funzioni urbane

Articolazione spaziale della ricettività turistica

Infrastrutture e servizi a rete e puntuali

Sistema infrastrutturale per la mobilità

Carta dei detrattori ambientali ( contiene la mappatura puntuale delle antenne per telefonia e trasmissione dati )

Uso del suolo all’anno 2009

Uso del suolo all’anno 2000

Uso del suolo all’anno 1993

Uso del suolo all’anno 1978

Uso del suolo all’anno 1954

Carta delle aree agricole soggette a vincolo

Classificazione economico agraria

Carta geologica di base

Carta dei dati di base

Carta geomorfologica

Carta dell’acclività

Carta idrogeologica

Carta litologica – tecnica

Carta della dinamica costiera

Carta aree con problematiche di dinamica costiera

Carta aree con problematiche idrogeologiche

Carta della pericolosità geomorfologica

Carta delle unità di terre – Val di Cornia.

Carta delle competenze idrauliche

Carta dei bacini idrografici

Sviluppo delle altezze di esondazione 500 anni

Sviluppo delle altezze di esondazione 200 anni

Sviluppo delle altezze di esondazione 30 anni.

Carta delle risorse storiche ed archeologiche

Carta delle risorse ambientali.

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  1. novembre 11, 2011 alle 4:46 pm

    da Ogni Sette, 11 novembre 2011
    S. VINCENZO. Ricorso ecologista contro la variante “mattonara” della Tenuta di Rimigliano: http://www.ognisette.it/news/s.-vincenzo.-ricorso-ecologista-contro-la-variante-201cmattonara201d-della-tenuta-di-rimigliano

    da Nove da Firenze, 11 novembre 2011
    AMBIENTE. Ricorso ecologista contro la variante “mattonara” della Tenuta di Rimigliano: http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b1.11.11.15.03

    dal blog del Comitato per Campiglia, 11 novembre 2011
    Ricorso ecologista contro la variante “mattonara” della Tenuta di Rimigliano: http://www.comitatopercampiglia.it/blog/2011/11/11/ricorso-ecologista-contro-la-variante-%e2%80%9cmattonara%e2%80%9d-della-tenuta-di-rimigliano/

  2. novembre 12, 2011 alle 10:53 am

    da La Nazione, 12 novembre 2011
    SAN VINCENZO. IL GRUPPO D’INTERVENTO GIURIDICO PRESENTA UN RICORSO CONTRO RIMIGLIANO.
    — SAN VINCENZO — IN ARRIVO un nuovo ricorso contro Rimigliano.

    L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, “dopo verifiche da parte dei propri soci toscani e segnalazioni da parte delComitato per Campiglia, ha inoltrato un nuovo ricorso (il precedente era del 27 luglio 2011) avverso la variante urbanistica che consente il progetto turistico-edilizio che interessa la storica Tenuta di Rimigliano, in un contesto ambientale-paesaggistico di rara suggestione. Sono stati interessati il Ministero per i beni e attività culturali (Ministro, Direzione regionale, Soprintendenza per i beni ambientali di Pisa), la Regione Toscana (Presidenza, Assessorato all’urbanistica, Direzione generale politiche del territorio), la Provincia di Livorno, il Comune di San Vincenzo, il Corpo forestale dello Stato, i Carabinieri del N.O.E. di Grosseto e, per gli aspetti di competenza, la Commissione europea”. Si tratta, a detta del Gruppo d’intervento giuridico, di un “ricorso ecologista contro la variante mattonara della Tenuta”.

  3. elena romoli
    novembre 13, 2011 alle 11:38 pm

    Leggo dal Comitato per Campiglia e condivido volentieri:

    Settis: “Ora basta costruire, semmai recuperiamo l’esistente”

    «La ricette per evitare tutto questo c’è, si chiama prevenzione». Il professor Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, per oltre dieci anni direttore della Scuola Normale di Pisa, esperto di paesaggi, prova a inquadrare una situazione sempre più critica. In Toscana e non solo. «In Italia c’è un terreno eccezionalmente fragile, che si aggiunge a un sistema idrogeologico altrettanto fragile. Siamo il paese con il maggior numero di frane di tutta Europa.
    Ci siamo mai chiesti come mai se in Francia piove la gente apre l’ombrello, mentre da noi arriva l’alluvione?».

    Qual è l’errore principale da non fare?
    «Si è pensato poco a sistemare il corso dei torrenti e troppo a costruire nelle zone più a rischio, e negli ultimi vent’anni si sono succeduti eventi franosi e alluvioni che hanno fatto prevalere sempre la cultura dell’emergenza, non quella della prevenzione. Ci si attiva solo sul momento, quando c’è da mettere in moto la macchina dei soccorsi. Ma non si mette il terreno in sicurezza per evitare che certe cose capitino di nuovo».

    Ma è possibile salvarsi da nuove bombe d’acqua?
    «È possibile se si comincia a ragionare in modo diverso. Dove il terreno è franoso, e penso a Genova, ma anche ad Aulla, vanno attuate tecniche ingegneristiche consolidate per rafforzare argini di fiumi, torrenti, zone collinari. A Genova il Bisagno si era riempito di rifiuti, detriti, terra. Il letto del fiume sale, se nessuno si adopera per ripulirlo è possibile che prima o poi arrivi un’esondazione o peggio ancora».

    È solo una questione di soldi che mancano?
    «Purtroppo no. Le faccio un esempio. Due anni fa a Giampilieri, vicino a Messina, ci fu una frana in un’altra zona a rischio che provocò 37 vittime. Bertolaso che allora era il padrone della Protezione civile disse che per mettere in sicurezza la zona ci sarebbero voluti due miliardi di euro, una cifra grossa che non erano in grado di trovare. Ma due giorni dopo il ministro Prestigiacomo a precisa domanda sulla realizzazione del Ponte dello Stretto disse, “lo faremo, costerà 10 miliardi”. Questo fa capire le priorità di chi ci ha governato finora».

    In Toscana le cose non vanno meglio.
    «Si è esagerato nel costruire, come da altre parti. Ma è indubbio che i tagli imposti dall’alto non hanno permesso di agire per prevenire. Berlusconi ha detto che in Liguria c’è stata un’eccessiva cementificazione. Strano che a dirlo sia proprio lui, con tutti i condoni e le cattive scelte per il territorio che ha fatto. In tutta Italia ci sono ormai 2 milioni di appartamenti vuoti tra quelli costruiti negli ultimi dieci anni. Che senso ha costruire ancora? Bisogna puntare semmai sul recupero degli edifici che già ci sono».

    Professore, da dove si può cominciare a fare qualcosa?
    «Da una diversa politica della prevenzione. Esistono ottime carte delle frane, dell’assetto idrogeologico. È vero che mancano i soldi, ma anche durante una crisi economica vanno operate scelte giuste. E investire per tutelare la salute e l’eguaglianza dei cittadini, come cita l’articolo 32 della Costituzione».

    Qualcuno sostiene che facciamo poche esercitazioni per le emergenze.
    «Può essere vero. Ma la Protezione civile si mette in moto quando il danno è già stato fatto. Senza dimenticare che negli ultimi anni si è occupata delle cose più strane, senza concentrarsi su quelli che sono i suoi scopi primari».

    M.B. Il Tirreno 13.11.2011

    http://www.comitatopercampiglia.it/blog/2011/11/13/settis-ora-basta-costruire-semmai-recuperiamo-l%e2%80%99esistente/

  4. novembre 14, 2011 alle 2:39 pm

    da Il Tirreno, 13 novembre 2011
    Ricorso per stoppare i lavori nella Tenuta. (http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2011/11/13/news/ricorso-per-stoppare-i-lavori-nella-tenuta-5278662)

    SAN VINCENZO. Il Gruppo d’intervento giuridico (Grig) ha presentato un ricorso avverso la variante urbanistica per la Tenuta di Rimigliano. Interessati il ministero per i beni e attività culturali, la Regione, la Provincia, il Comune, il Corpo forestale dello Stato, i carabinieri e la Commissione europea. Secondo il Grig, la variante per la Tenuta di Rimigliano sarebbe incongrua rispetto all’impianto di pianificazione urbanistica comunale generale, al contesto dei Parchi Val di Cornia, e rispetto al piano di indirizzo territoriale (Pit). Secondo Stefano Deliperi, legale rappresentante del Grig, sarebbe assente una corretta valutazione ambientale strategica (Vas), atto preventivo e vincolante del procedimento. Oltre a ciò, secondo il Grig, dalla deliberazione del 3 ottobre si evincerebbe che molti elaborati allegati non sarebbero mai stati sottoposti alla visione del pubblico per l’intervento nel procedimento di approvazione. Il ricorso prende in considerazione anche le volumetrie esistenti nella Tenuta, che il Grig considera assai inferiori a quanto dichiarato dal Comune: 12.450 metri quadrati invece che i 17.000 dichiarati dal Comune, con 9.500 mq utilizzabili per abitabilità. «La normativa urbanistica regionale – sostiene Deliperi – prevede, in caso di contrasto fra previsioni di atti di pianificazione, programmazione e gestione di enti territoriali differenti, la richiesta di apertura di specifico procedimento davanti alla Conferenza paritetica interistituzionale, richiesta che comporta la sospensione degli effetti del provvedimento oggetto di contestazione».

  1. dicembre 1, 2011 alle 2:12 pm
  2. dicembre 1, 2011 alle 2:36 pm
  3. gennaio 16, 2012 alle 9:35 am
  4. febbraio 28, 2012 alle 11:15 am
  5. febbraio 15, 2013 alle 1:18 pm

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