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Chiare, fresche e torbide acque, quelle del Sardistàn.


In questi mesi è piovuto poco e si ritorna a parlare di allarme acqua in Sardegna.  Lo denuncia l’Ordine dei geologi della Sardegna, impegnato in Fino all’ultima goccia – Forum nazionale sull’acqua.  

E’ una vera vergogna, completamente umana e sarda.

Circa l’85% dell’acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna va persa, buona parte delle reti di distribuzione è in condizioni precarie, soprattutto nelle aree urbane e nella rete irrigua. Eppure dovremmo poter stare estremamente tranquilli, in teoria.

Qualche dato complessivo sulla disponibilità idrica regionale: la Sardegna possiede ben 32 invasi di grandi/medie dimensioni aventi una capacità massima attuale di 2 miliardi e 280 milioni di mc. di acqua, di cui 1 miliardo e 904 milioni di mc. con autorizzazione all’invaso (dati Registro Italiano Dighe – Ufficio periferico di Cagliari, 2011).

La Sardegna ha 1.640.000 residenti (la metà di Roma) e poco meno di un sesto della risorsa idrica “invasabile” di tutto il territorio nazionale (540 bacini medio/grandi per circa 13,35 miliardi di mc. di risorsa idrica “invasabile”, vi sono ulteriori 10 mila circa piccoli bacini con capacità inferiore a 100 mila mc., più facili da gestire – dati Ministero Infrastrutture, 2007).     A partire dal 31 dicembre 1995 è stata autorizzata una complessiva ulteriore capacità di invaso, in seguito alle previste procedure di collaudo (art. 14 regolamento dighe), di ben 328,359 milioni di mc. di acqua. La sola nuova diga sul Tirso (la 32^) potrà invasare, a collaudi ultimati, circa 800 milioni di mc. di acqua: è, quindi, agevole sostenere che, a operazioni di collaudo ultimate delle dighe già realizzate,la Sardegna potrà contare su circa 2 miliardi e 280 milioni di mc. di risorsa idrica “invasabile”.

corso d'acqua nel bosco

Non dobbiamo, poi, dimenticarci che attualmente si stimano in circa 350 milioni di mc. annui i reflui civili depurati scaricati direttamente in mare senza praticamente alcun riutilizzo (il solo depuratore consortile di Cagliari-Is Arenas scarica circa 60 milioni di mc. all’anno, da qualche anno portati “in risalita” nel bacino di Simbirizzi per essere destinati all’agricoltura, ma non utilizzabili a causa del mancato completamento della terza fase di depurazione, con una spesa complessiva di circa 80 miliardi di vecchie lire, senza considerare le ingenti spese di esercizio). Analogamente avviene per i depuratori industriali: non siamo in possesso di dati complessivi, ma si tratta di una realtà certo non trascurabile. Il solo depuratore CASIC produce circa 20 milioni di mc. all’anno di acqua depurata.

Eppure non si pensa al restyling delle reti di distribuzione, al risparmio idrico.  Si pensa a realizzare nuove dighe.   Secondo notizie informali, infatti, il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale si appresterebbe a bandire un nuovo appalto per la realizzazione della diga di Monte Nieddu – Is Canargius, nel Sulcis, già teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari più scandalosi d’Italia, con centinaia di milioni di euro già letteralmente sprecati fra lavori non conclusi, contenziosi con le imprese esecutrici, mancanza di reti di distribuzione.      L’ennesima follìa che non passerà certamente sotto silenzio, ma sarà portata in tutte le sedi opportune e denunciata all’opinione pubblica.

Gestire l’acqua in Sardegna vuol dire avere una regìa unica, collegamenti fra gli invasi, riciclaggio e riutilizzo dei reflui, risparmio idrico, sistemi a circuito chiuso e, soprattutto, basta con ulteriori dighe!

E’ necessario voltare pagina rispetto ad una politica di gestione dell’acqua fallimentare e folle.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

Sarroch-Villa S. Pietro, Monte Nieddu, il cantiere della diga

 

 

 

 

 

 

 

A.N.S.A., 17 ottobre 2011

 Acqua: allarme geologi, non piove da 5 mesi in  Sardegna. In settembre negli invasi 437 mln mc in meno rispetto ad aprile: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/10/17/visualizza_new.html_671436699.html

 

da L’Unione Sarda on line,  17 ottobre 2011

Acqua, geologi danno l’allarme per l’Isola: “Non piove da 5 mesi, bacini si vuotano”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/239016

acqua

 

da La Nuova Sardegna, 18 ottobre 2011

I geologi sardi lanciano l’allarme siccità: cala il livello dell’ac

qua in tutti i bacini. Non piove da cinque mesi. Rispetto al 2010, 437 milioni di metri cubi in meno.

CAGLIARI. «In Sardegna non piove da ben cinque mesi. Il preoccupante abbassamento del livello dell’acqua in tutti i bacini della Sardegna, causato dalla perdurante mancanza di piogge di questi ultimi mesi, stà mettendo in allarme soprattutto il sistema produttivo agricolo e zootecnico». L’allarme viene da Davide Boneddu, presidente dell’Ordine dei Geologi della Sardegna.  L’allarme è stato dato alla vigilia del Forum Nazionale sull’Acqua organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi in programma oggi e domani a Roma. «Il volume invasato nei bacini sardi al 31 settembre 2011», spiega Boneddu, «ha subìto una diminuzione di 437 milioni di metri cubi rispetto al valore registrato nel mese di aprile 2011. Una situazione quindi che allo stato dei fatti inizia ad assumere i connotati di una nuova crisi, a testimonianza, qualora vi fosse necessità di dimostrarlo, della estrema fragilità del sistema idrico regionale».  «La Sardegna è la seconda regione in Italia per percentuale di acqua potabile sprecata a causa dell’inefficiente stato delle condutture idriche. Se in Italia quasi la metà dell’acqua potabile immessa nelle rete idrica nazionale va persa», aggiunge Boneddu, «nell’isola il dato arriva all’85%».  «Si deve però segnalare in controtendenza un utilizzo più attento della risorsa acqua – conclude Boneddu – fatto dai cittadini: nel 2009 infatti il consumo pro capite per uso domestico, dato dalla media dei 115 comuni capoluogo di provincia, è stato pari a68 metri cubi per abitante (186,6 litri al giorno), in calo dello 0,7% rispetto al 2008. Per quanto riguarda l’acqua da bere, circa il 50% (percentuale in crescita esponenziale) dei sardi preferisce bere dalle bottiglie e non si fida dell’acqua del rubinetto». Intanto arriva un allarme sulle condizioni idrogeologiche del territorio italiano. «Le attuali condizioni di dissesto del territorio, l’inadeguatezza delle risorse economiche messe a disposizione per interventi strutturali di prevenzione e mitigazione del rischio non ancora avviati o realizzati, l’alto livello di esposizione al rischio di numerosissimi comuni impongono un’azione congiunta e coordinata delle diverse componenti del Servizio nazionale di protezione civile». Lo scrive il capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, in una circolare inviate alle componenti del Servizio nazionale di Protezione civile.

Sarroch-Villa S. Pietro, cantiere diga Monte Nieddu, cartello "inizio lavori"

(foto C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. Juri
    ottobre 18, 2011 alle 5:27 PM

    L’ordine dei geologi ha fatto bene a denunciare l’enorme spreco causato dalle perdite delle reti idriche, però la situazione degli invasi è ad oggi del tutto tranquillizzante, si può dire buona, e i dati diffusi e ripresi pedestremente e con enfasi da TG e giornali, completamente fuorvianti.
    Le dighe al 31 agosto 2011 erano piene al 70%, un buon dato visto il periodo dell’anno. Fare il confronto con aprile è del tutto fuorviante: in quel mese di solito si registra il massimo annuale, ad agosto-settembre il minimo.
    Il confronto corretto va fatto per lo stesso periodo dello scorso anno e in questo caso la differenza è di soli 6 punti percentuali (70% di riempimento quest’anno, 76% l’anno scorso al 31 agosto).
    Detto questo resta il fatto che il tasso di perdite delle reti idriche è gigantesco e puntare ad incrementare la capacità di accumulo anziché sulla riduzione delle perdite è pura follia. È come se per tenere calda una casa con finestre senza vetri si investisse per potenziare ulteriormente un impianto di riscaldamento già sovradimensionato anziché aggiustare, con una spesa inferiore, i vetri.

    Fai clic per accedere a 1_38_20110912135748.pdf

  2. deltap2
    ottobre 23, 2011 alle 5:28 am

    I costi dell’acqua persa, sono insignificanti rispetto ai soldi percepiti dagli apparati dei gestori che molto spesso sono organizzati su basi clientelari, dalle quali non si ottiene che spreco ed inefficienza. Di pari passo con la gestione dell’acqua fatta senza regole si presenta lo spreco energetico nel sistema idrico. Capita di vedere situazioni dove si sono fatte scelte speculative con le quali si perde energia idraulica dissipata in attrito per poi risollevare l’acqua con le pompe. Per non parlare di interi bacini imbriferi scaricati a mare by-passando i sistemi idraulici, viceversa acque inquinate raccolte per usi irrigui e potabili.
    Dopo diversi lustri, venendo meno per ripetute alluvioni, il ruolo del Commissario Straordinario per l’Emergenza Idrica, gli addetti ai lavori sentono la “crisi” degli incarichi e a modo loro presentano una sorta di questione idrica che altro non è che una necessità di far cassa.
    Meglio sarebbe se partisse un’ inchiesta dei Commissari europei.

  3. deltap2
    ottobre 23, 2011 alle 1:00 PM

    “Non una goccia al mare se prima non ha fecondato la terra”
    Slogan israeliano fatto proprio dall’ Ente Autonomo del Flumendosa per dare enfasi a quel “grandioso programma” studiato per la costruzione del sistema idrico medio e basso Flumendosa.
    Iniziato negli anni ’50 questo programma ISTITUZIONALE non è mai stato ultimato, viceversa gli addetti ai lavori hanno ben consapevolmente modificato il corso del programma e delle acque (!) al fine di mantenere propri vantaggi in perpetuo. Vedi bene come questo “miracolo” l’hanno ottenuto col governo Soru e per acclamazione politica trasversale un ente storicamente inadempiente è stato promosso Ente delle Acque Sardegna; aggiungendo, per i sardi, la beffa al danno.
    Meglio non essere sprovveduti, a scanso di inconvenienti alla salute (!), comprando la verdura irrigata con l’acqua malsana del lago Cixerri; una diga che raccoglie gli scarichi fognari di Iglesias al servizio del Campidano di Cagliari!
    Altro che fare Forum per l’ultima goccia d’acqua!
    Subito i Commissari europei!

  1. novembre 23, 2011 alle 2:45 PM

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