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Tenuta di Rimigliano (San Vincenzo), i conti non quadrano e la speculazione è alla porta.


Toscana, spiaggia

Preceduto da un’assemblea pubblica (30 settembre 2011) promossa dal Comune di San Vincenzo (LI), il 3 ottobre 2011 il Consiglio comunale probabilmente approverà definitivamente la variante al regolamento urbanistico per il sottosistema della pianura costiera – Tenuta di Rimigliano, comprendente, in estrema sintesi, la previsione di un nuovo complesso turistico-ricettivo (150 posti letto) avente volumetria di mc. 18.000, la demolizione di circa il 75% degli edifici storici della Tenuta di Rimigliano per una successiva ricostruzione quali 180 residenze stagionali, la realizzazione di piscine, impianti sportivi, campo da golf (18 buche), parcheggi, servizi

In buona sostanza, si tratterebbe di una variante urbanistica finalizzata alla realizzazione degli interventi immobiliari predisposti dalla fiorentina Progenia s.r.l. su mq. 7.500 (ricettivo) + mq. 25.000 (residenziale).

La Toscana ha goduto negli ultimi decenni d’una fama – meritata – di rilevanti capacità di buon governo del territorio.  Capacità frutto di pratiche e di equilibri secolari, ammirati in tutto il mondo.   Gli ultimi anni, però, han portato anche qui avidità, cemento, mattoni.  E si rischia di perdere ambienti, identità e atmosfere che attirano milioni di turisti ogni anno. 

Il caso della Tenuta di Rimigliano, nel Comune costiero di San Vincenzo (LI), è proprio una specie di prova del nove per comprendere dove sta andando il buon governo del territorio toscano.  

In realtà, non si comprende bene nemmeno che cosa possa andare ad approvare il Consiglio comunale di San Vincenzo.

San Vincenzo, dune di Rimigliano

Infatti, fra gli elementi fondamentali di chiarezza vi sono quelli relativi alle dimensioni reali del patrimonio immobiliare della Tenuta: in tutti i documenti progettuali viene indicata la superficie lorda trasformabile in residenze di circa mq. 17.000, con l’esclusione di mq. 650 da destinare alle necessità dell’azienda agricola.  Il P.P.M.A.A. (piano pluriennale di miglioramento agricolo ambientale) presentato dalla proprietà e approvato dalla Provincia e dal Comune, contiene in allegato le “schede del patrimonio edilizio esistente” con piante, sezioni e prospetti degli edifici divisi per nuclei poderali.

Secondo quanto verificato dal battagliero Comitato per Campiglia, a fronte dei mq. 17.000 circa dichiarati, ne risulterebbero invece 12.450 circa, quasi coincidenti con i mq.12.500 indicati nel vecchio piano fatto a misura delle originarie richieste del gruppo Parmalat di Callisto Tanzi.  Non solo: considerando gli edifici agricoli effettivamente utilizzabili per ragioni di abitabilità (es. altezze minime), risulterebbero soltanto mq. 9.450 circa. Il resto delle strutture sarebbe rappresentato da tettoie che non possono determinare superficie chiusa (mq. 2.450 circa) e da annessi (mq. 500 circa), privi di altezze minime per realizzare vani abitabili.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – dopo verifiche da parte dei propri soci toscani e segnalazioni da parte del Comitato per Campiglia – ha, quindi, inoltrato uno specifico ricorso (27 luglio 2011) avverso la variante urbanistica.   Una nuova azione legale contro la speculazione immobiliare sulle coste toscane, dopo quella per la tutela delle dune di Rimigliano (18 luglio 2011).

Vari i motivi di ricorso. Infatti, la predisposizione di una variante al regolamento urbanistico per il sottosistema della pianura costiera relativa esclusivamente alla Tenuta di Rimiglianosi presenta quale variante allo strumento urbanistico generale (piano strutturale) e appare palesemente incongrua rispetto all’impianto della pianificazione urbanistica comunale generale e al contesto dei Parchi della Val di Cornia.  

San Vincenzo, dune di Rimigliano

  In particolare il piano di indirizzo territoriale – P.I.T., approvato con deliberazione Consiglio regionale n. 72 del 24 luglio 2007 (scheda di paesaggio “ambito 23 Val di Cornia“, obiettivi di qualità e azioni prioritarie) e la successiva attuazione paesaggistica (deliberazione Consiglio regionale n. 32 del 16 giugno 2009) non consentono le previsioni edificatorie contenute nella predetta variante urbanistica.  Inoltre, dalle “osservazioni” inoltrate (marzo 2011) dalla Regione Toscana (art. 17 della legge regionale n. 1/2005), in merito alla variante urbanistica in argomento si evince con chiarezza l’assenza di una corretta, preventiva e vincolante procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.).

La V.A.S., prevista dalla direttiva n. 2001/42/CE, interessa piani e programmi aventi effetti sensibili diretti ed indiretti sull’ambiente e le varie componenti ambientali (artt. 12 e ss. del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), mentre la Regione Toscana vi ha dato attuazione con la legge regionale n. 10/2010.          La conclusione del procedimento di V.A.S. è precedente e vincolante all’approvazione definitiva ed all’efficacia dei piani e programmi ad essa assoggettati.

Fondamentale è la fase della consultazione del pubblico con le specifiche modalità previste dalla legge. Si ricorda, inoltre, che la VAS costituisce per i piani e programmi a cui si applicano le disposizioni del presente decreto, parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione. I provvedimenti amministrativi di approvazione adottati senza la previa valutazione ambientale strategica, ove prescritta, sono annullabili per violazione di legge(art. 11, comma 5°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

La Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici per la Toscana ha già iniziato (nota prot. n._12634 del 9 agosto 2011) a chiedere chiarimenti al Comune di San Vincenzo

In base a quanto deciderà il Comune di San Vincenzo l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus porrà in essere le ulteriori opportune azioni per difendere da mattoni e cemento in un contesto ambientale-paesaggistico di rara suggestione.

Gruppo d’Intervento Giuridico

Toscana, litorale

Qui Regione Toscana, “osservazioni” sulla variante urbanistica di Rimigliano (marzo 2011)

Qui un po’ di storia.       La costa di Rimigliano è certamente una delle più belle della Toscana e dell’intero litorale tirrenico,  una splendida spiaggia e cordone dunale (altezza media 5-10 mt.) con vegetazione mediterranea della lunghezza di circa km. 6, ricadente nel demanio marittimo (artt. 822 e ss. cod. civ.) e nel Parco naturale costiero di Rimigliano (circa 120 ettari).   Il litorale (già di proprietà dei della Gherardesca), sostanzialmente integro e ricoperto in buona parte da macchia mediterranea evoluta, è tutelato con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), delimitato dal mare da un lato e dalla strada provinciale “della Principessa” (n. 23) dall’altro, facente parte del complesso dei Parchi della Val di Cornia (Parco naturale costiero di Rimigliano, Parco archeologico di Baratti e Populonia, Parco minerario di San Silvestro, Parco costiero della Sterpaia, Parco naturale di Montioni, Parco forestale di Poggio Neri), istituiti in forma coordinata dai Comuni di San Vincenzo, Campiglia Marittima, Piombino, Sasseta e Suvereto a partire dal 1973.   La conformazione naturale del litorale è rimasta inalterata da quando – ai primi dell’800 – Napoleone I fece realizzare la strada costiera “della Principessa” per la sorella Elisa Bonaparte, da lui designata quale Principessa di Piombino.

San Vincenzo, Tenuta di Rimigliano

Attualmente i Parchi della Val di Cornia – a eccezione proprio del Parco naturale costiero di Rimigliano – sono  classificati area naturale protetta di interesse locale – A.N.P.I.L., ai sensi della legge regionale n. 49/1995. L’area oltre la strada provinciale n. 23 rientra nella Tenuta di Rimigliano(560 ettari), anch’essa tutelata da norme di salvaguardia.

Negli anni ’70-’80 del secolo scorso i Comuni interessati (San Vincenzo, Campiglia Marittima, Piombino, Sasseta e Suvereto) predisposero piani regolatori generali – P.R.G. coordinati, proprio per salvaguardare le caratteristiche ambientali e culturali del territorio della Val di Cornia.  Successivamente (1998) il Comune di San Vincenzo predispose un autonomo piano strutturale, comprendente possibilità edificatorie nella Tenuta di Rimigliano.    Il vigente piano strutturale (legge regionale n. 1/2005) di San Vincenzo (variante approvata con deliberazione Consiglio comunale n. 81 del 26 settembre 2009) classifica (sottosistemi ambientali A1 e A2) l’area costiera di Rimigliano quale zona di tutela integrale.

Tuttavia, assurdamente, il Comune di San Vincenzo (LI), con deliberazione Consiglio comunale n. 96 del 22 ottobre 2010, ha adottato la contestata variante al regolamento urbanistico per il sottosistema della pianura costiera – Tenuta di Rimigliano.

 

 (immagine Comitato per Campiglia, foto da http://it.wikipedia.org/, http://rimigliano.blogspot.com, www.comune.sanvincenzo.li.it, E.R., archivio GrIG )

  1. settembre 26, 2011 alle 6:10 PM

    da Nove da Firenze, 26 settembre 2011
    SAN VINCENZO. Tenuta di Rimigliano: speculazione alle porte? : http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b1.09.26.14.54

  2. Elena Romoli
    settembre 26, 2011 alle 10:13 PM

    Povera Toscana..

  3. ottobre 4, 2011 alle 2:53 PM
  1. ottobre 14, 2011 alle 5:43 PM
  2. novembre 8, 2011 alle 6:15 am

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