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Aperto il dibattimento penale su Tuvixeddu (Cagliari).


Cagliari, Tuvixeddu, tomba punica con disco rosso

 

Questa mattina si è aperto davanti al Tribunale di Cagliari – Sezione I il dibattimento penale relativo a varie ipotesi di reato concernente lavori edilizi e opere finalizzate al parco archeologico-ambientale di Tuvixeddu (Cagliari).    Vicenda complessa che ha visto, su richiesta della Procura della Repubblica al termine di lunghe indagini, il rinvio a giudizio dell’ex Soprintendente dei beni archeologici Vincenzo Santoni, dell’archeologa Donatella Salvi, del costruttore Raimondo Cocco, del direttore dei lavori Fabio Angius, del dirigente comunale Paolo Zoccheddu e del funzionario comunale Giancarlo Manis.

Varie ipotesi di reato contestate: dalla distruzione di patrimonio archeologico alla realizzazione di opere non autorizzate fra i lavori finalizzati al parco archeologico, all’abuso d’ufficio.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – che da molti anni si battono con ogni mezzo per difendere la più importante area archeologica punico-romana del Mediterraneo – hanno presentato in splendida solitudine istanza di costituzione di parte civile, patrocinate dall’avv. Lia Pacifico, del Foro di Cagliari.

Tuvixeddu, tombe romane ad arcosolio in degrado

Il Tribunale di Cagliari, davanti a varie eccezioni preliminari presentate dagli avvocati della difesa (principalmente sulla natura dell’attività d’indagine del Corpo forestale e di vigilanza ambientale), ha rinviato ogni decisione alla prossima udienza, fissata per il 21 novembre 2011.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. settembre 19, 2011 alle 3:14 PM

    da Tiscali Notizie, 19 settembre 2011
    Al via a Cagliari al processo sui presunti abusi a Tuvixeddu, sei gli imputati: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/11/09/19/tuvixeddu.html?sardegna

    da Sardegna 24, 19 settembre 2011
    Tuvixeddu: al via processo su presunti abusi: http://www.sardegna24.net/cagliari-e-provincia/tuvixeddu-al-via-processo-su-presunti-abusi-1.23798

    da Radio Press Facebook, 19 settembre 2011
    Presunti abusi a Tuvixeddu, iniziato il processo a Cagliari. A giudizio l’ex Sovrintendente Santoni e altri cinque imputati: http://it-it.facebook.com/notes/radio-press/presunti-abusi-a-tuvixeddu-iniziato-il-processo-a-cagliari-a-giudizio-lex-sovrin/10150315672138670

  2. settembre 20, 2011 alle 3:51 PM

    da La Nuova Sardegna, 20 settembre 2011
    La difesa attacca il Corpo Forestale. «Illegittime» le indagini condotte sul caso Tuvixeddu. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Subito una mitragliata di questioni preliminari dai banchi della difesa e un attacco diretto alle indagini della Forestale per mettere in chiaro una cosa: non sarà un dibattimento alla camomilla quello che si celebra in tribunale contro i sei tra dirigenti statali, funzionari e imprenditori mandati a giudizio a conclusione dell’inchiesta condotta dal pm Daniele Caria sui presunti abusi commessi sul colle di Tuvixeddu. L’avvocato Benedetto Ballero ha rilanciato per la terza volta la richiesta, finora sempre respinta dai giudici, di dichiarare illegittime le indagini svolte dal nucleo investigativo del Corpo Forestale, mentre il fronte difensivo si è schierato compatto contro l’ammissione come parti civili delle associazioni ecologiste Gruppo di Intervento giuridico e Amici della Terra. Il presidente Mauro Grandesso – coi giudici Carlo Renoldi e Alessandra Angioni – ha preso tempo per decidere: il 21 novembre dirà se le questioni sono fondate o no, il 12 dicembre si partirà con la testimonianza del commissario della Forestale Fabrizio Madeddu.
    La vicenda giudiziaria è ormai nota e ruota attorno alla grande necropoli punico-romana di Cagliari, al centro da anni di una furibonda controversia amministrativa e politica: per la realizzazione di muraglioni difformi dal progetto attorno all’area sepolcrale di Tuvixeddu – dove il Comune era impegnato nel 2008 ad allestire un parco pubblico – devono rispondere di varie contravvenzioni Donatella Salvi, l’archeologa della sovrintendenza che doveva vigilare sui lavori, il dirigente comunale per l’area gestione del territorio Paolo Zoccheddu, l’ingegnere del servizio pianificazione del territorio Giancarlo Manis e il direttore dei lavori Fabio Angius. La Salvi è imputata anche di concorso in abuso d’ufficio con l’ex sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni per aver autorizzato l’impresa Cocco a realizzare un palazzo – in seguito demolito – praticamente su una parte della necropoli punica, oscurando tombe e reperti. Per quello stesso palazzo è sott’accusa il costruttore Raimondo Cocco, mentre Santoni è accusato di un secondo abuso d’ufficio e di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale per la vicenda dei vincoli per notevole interesse pubblico che la giunta Soru aveva imposto sull’area del colle: il sovrintendente, che faceva parte di diritto della commissione regionale per il paesaggio – poi dichiarata illegittima dal Tar e dal Consiglio di Stato – avrebbe attestato falsamente nella seduta del 21 febbraio 2007 che tutte le sepolture scoperte dopo il 1997 si trovavano all’interno dell’area vincolata e che nulla era cambiato dalla firma degli accordi di programma Regione-Comune-impresa privata nell’estate del 2000, affermazione smentita dalle associazioni ecologiste e culturali, da altri archeologi e infine dal Consiglio di Stato nella sentenza di aprile 2011 che ha bloccato l’edificazione del colle punico e confermato la legittimità del vincolo regionale. Santoni fu il solo ad opporsi alla nuova tutela che l’amministrazione Soru intendeva imporre su Tuvixeddu e decise di votare malgrado la figlia Valeria fosse stata assunta come ingegnere dalla Nuova Iniziative Coimpresa, titolare del progetto edificatorio che l’iniziativa del governo regionale metteva in forse. La Salvi con Cocco e Angius sono accusati infine di aver omesso provvedimenti per impedire la costruzione di opere abusive.
    Gli imputati sono difesi dagli avvocati Benedetto Ballero, Massimiliano Ravenna, Pierluigi Concas, Mariano Delogu, Massimo Delogu, Michele Loy e Agostinangelo Marras.

  3. settembre 20, 2011 alle 3:53 PM

    da Sardegna 24, 20 settembre 2011
    Tuvixeddu, via al processo per gli abusi nella necropoli. Contro sei imputati fra i quali l’ex Sovrintendente ai Beni Archeologici accusato di abuso d’ufficio e falso. Vincenzo Santoni, sovrintendente ai beni archeologici della provincia di Cagliari. Nel processo che lo vede imputato hanno fatto istanza per la costituzione di parte civile le associazioni ecologiste “Amici della terra” e “Gruppo d’intervento giuridico”. Udienza aggiornata a novembre. Lo strano voto solitario contro l’estensione dei vincoli che aumentavano la tutela sulle aree del Colle. Santoni non si era astenuto dal partecipare a una seduta nonostante la figlia lavorasse con la società Coimpresa. (Edoardo Pisano)

    Autorizzazioni per la costruzione di alcuni edifici nel viale Sant’Avendrace che avrebbero impedito la visibilità della retrostante necropoli punica, realizzazione di fiorere e altri manufatti all’interno del parco archeologico in assenza di autorizzazioni, il voto contro l’estensione dei vincoli che avrebbero rafforzato la tutela sull’area. Questi i punti nodali del processo iniziato ieri mattina a Cagliari sui presunti abusi edilizi commessi sul colle di Tuvixeddu, dove si trova la più grande necrepoli punico-romana del Mediterraneo. Sul banco degli imputati ci sono l’ex Sovrintendente per i beni Archeologici della Provincia di Cagliari e Oristano Vincenzo Santoni, il dirigente del comune di Cagliari Servizio pianificazione del territorio Paolo Zoccheddu, il funzionariocomunale GiancarloManis, l’archeologa incaricata della direzione scientifica degli scavi archeologici Donatella Salvi, l’amministratore della societàCocco Costruzioni srl Raimondo Cocco e infine il direttore dei lavori Fabio Angius. L’udienza davanti ai giudici della prima sezione del tribunale del capoluogo (presidenteMauroGrandesso) si è aperta con le eccezioni preliminari sollevate dai difensori degli imputati: la prima riguarda la legittimità dell’utilizzo del Corpo forestale per lo svolgimento delle indagini (ipotesi già rigettata dal giudice Cristina Ornano in sede di udienza preliminare); la seconda questione è relativa a dubbi circa la richiesta di costituzione di parte civile da parte delle associazioni ecologiste “Gruppo d’intervento giuridico” e “Amici della terra”. Le riserve saranno sciolte dai giudici nell’udienza in programma il prossimo21novembre, mentre il dibattimento vero e proprio inizierà il 12 dicembre. L’ex Sovrintendente Santoni, assistito dall’avvocato Pierluigi Concas, deve difendersi dalle accuse di falso, tentato abuso d’ufficio, abuso d’ufficio e di alcune violazioni al cosiddetto codice Urbani che detta le regole per i beni culturali e del paesaggio. Più nel dettaglio, essendo di diritto componentedella commissione regionale del paesaggio, nella seduta del 21 febbraio 2007 avrebbe attestato falsamente che le numerose tombe rinvenute dopo l’apposizione del vincolo archeologico sulla necropoli del 1997, ricadevano già all’interno dell’area vincolata. Nella stessa seduta Santoni, secondo le accuse sostenute nel processo dal pubblico ministero Daniele Caria, non si era astenuto nonostante la figlia Valeria lavorasse come progettista delle opere pubbliche nelle aree di Tuvixeddu-Tuvumannu per conto della Nuova Iniziative Coimpresa dei fratelli Cualbu. Non solo: il sovrintendente era pure intervenuto affinché non passasse la proposta di allargamento del vincolo archeologico. Secondo l’accusa Santoni avrebbe fatto tutto questo in modo che la figlia potesse continuare a lavorare per Coimpresa. Ma tutti gli altri componenti della commissione avevano detto sì al nuovo vincolo proposto dalla giunta Soru. Insieme a Donatella Salvi (difesa dall’avvocato Michele Loy) l’ex sovrintendente è accusato di abuso d’ufficio per aver autorizzato la Cocco Costruzioni a edificare degli immobili nel viale Sant’Avendrace checompromettevano irreversibilmente la prospettiva, la luce e le condizioni di ambiente edecoro delle vicine tombe romane. Lo stesso Cocco, Angius (difesi rispettivamente dai legali Benedetto Ballero e Agostinangelo Marras) e Salvi, nei lavori all’interno di quel cantiere, avrebbero poi utilizzato alcuni degli antichi sepolcri come deposito di materiali edili, poggiando un ponteggio sulle pareti e sulle coperture di alcune tombe. Infine il capitolo riguardante la realizzazione di alcune opere che però non rientravano nel progetto approvato relativo al “Parco urbano archeologico di Tuvixeddu”: fra esse, aiuole in pietra a gradoni di 4 metri di larghezza, contenute all’interno di gabbie in rete metallica, realizzate immediatamente a ridosso dell’area sepolcrale; due piramidi tronche di3 metri d’altezza sopra alcune tombe;muri in pietra con gabbia in rete metallica larghi due metri e mezzoe altidue metri realizzati nell’area del Colle dei Punici. Il processo è solo alle battute iniziali: a novembre saranno sciolte le riserve sulle questioni preliminari poi a dicembre si entrerà nel vivo col dibattimento vero e proprio.

  4. settembre 20, 2011 alle 3:54 PM

    da Sardegna Quotidiano, 20 settembre 2011
    Tuvixeddu Il sipario si alza sul processo. (Maddalena Brunetti)

    Antiche tombe trasformate in deposito per attrezzi, fioriere e palazzi realizzati a ridosso di beni archeologici e vincoli falsati. L’affaire Tuvixeddu entra in tribunale. Ieri mattina si è aperto il processo che stabilirà se sono stati commessi abusi nell’area della necropoli punica più importante del Mediterraneo. Sotto accusa ci sono l’ex soprintendente ai Beni Archeologici Vincenzo Santoni, l’archeologa Donatella Salvi, il costruttore Raimondo Cocco, il direttore dei lavori Fabio Angius, il dirigente comunale Paolo Zoccheddu e il funzionario Giancarlo Manis. Tutti sono stati rinviati a giudizio lo scorso giugno e devono rispondere a vario titolo di reati che vanno dall’abuso d’ufficio, falso e abuso edilizio.
    L’udienza ha affrontato solo le questioni preliminari sollevate dagli avvocati Michele Loi (per Salvi) e Benedetto Ballero (per Cocco e Angius): la costituzione di parte civile della associazioni ambientaliste “Amici della terra” e “Gruppo di intervento giuridico” e i compiti di polizia giudiziaria affidati alla Forestale. Questioni sulle quali la prima sezione penale, presieduta da Mauro Grandesso, si pronuncerà il prossimo 21 novembre. Già fissate le udienze per il 12 e 19 dicembre, durante le quali si dovrebbe entrare nel merito dei presunti abusi compiuti sul colle di Tuvixeddu. Sono tre le vicende finite al centro dell’inchiesta condotta dal pm Daniele Caria: tra tutte spicca la seduta del 21 febbraio 2007 della commissione Paesaggio, in cui Santoni (difeso dall’avvocato Pierluigi Concas) avrebbe falsamente attestato che alcune tombe rinvenute dopo il vincolo imposto nel 1997 erano all’interno dell’area già vincolata.
    Una seduta in cui, per di più, l’ex sovrintendente non si era astenuto, nonostante la figlia Valeria lavorasse come progettista delle opere pubbliche nelle aree di Tuvixeddu-Tuvumannu per conto della Nuova Iniziative Coimpresa, la società del gruppo Cualbu che stava realizzando edifici nella zona del colle. Un’asten – sione a cui era obbligato dalla legge. Santoni e Salvi sono accusati anche di aver concesso le autorizzazioni per costruire dei palazzi a Sant’Avendrace, edifici che avrebbero compromesso la prospettiva, la luce, le condizioni di ambiente e di decoro di alcuni sepolcri.
    Con loro sono accusati anche il costruttore Cocco e il direttore dei lavori Agius. A loro è contestato anche l’aver usato le tombe a camera e delle altre strutture archeologiche come deposito di materiali edili, pedane, tavolini in legno e di aver anche appoggiato sulle pareti e coperture delle tombe un ponteggio fissato alla parete rocciosa. L’ex sovrintendente assieme all’archeologa, al dirigente Zoccheddu (difeso dagli avvocati Mariano e Massimo Delogu) e al funzionario Manis (difeso dall’avvocato Massimiliano Ravenna) sono invece accusati di aver autorizzato la realizzazione di aiuole in pietra a gradoni larghe quattro metri, proprio a ridosso dell’area sepolcrale. Di due piramidi tronche alte tre metri, questa volta sul alcune tombe ma anche una rampa, dei terrazzamenti e dei muri in pietra nell’area del Colle dei Punici.

    COMUNE ZEDDA CERCA DI REALIZZARE IL PARCO.

    Il sindaco Massimo Zedda lo ha detto chiaramente: per il Comune la realizzazione del parco archeologico è una priorità, non si può perdere tempo perché l’area archeologica è degradata. Per questo ha incontrato l’imprenditore Gualtiero Cualbu di Coimpresa, che sta realizzando la lottizzazione al centro delle polemiche. Lo ha fatto dopo aver aperto il tavolo con la Regione in un vertice col presidente Cappellacci. Con viale Trento è stato trovato un accordo per la realizzazione del parco e per la gestione del problema della strada, quella che sarebbe dovuta passare nel canyon del colle e avrebbe anche dovuto, nel progetto originiario, far abbattere parte del liceo Siotto. Il solo fatto di essersi seduto con il “diavolo” Cualbu ha fatto scatenare contro il sindaco gli strali degli ambientalisti, o una parte di essi. C’è chi, come l’ex assessore soriano Maria Antonietta Mongiu (più tecnica-politica che ecologista) si è detto addolorato per aver dovuto assistere a quella scena. Zedda però ha già dichiarato che su Tuvixeddu la linea è chiara: si risolve il problema.

  5. ottobre 1, 2011 alle 6:39 PM

    su Il Manifesto Sardo, 1 ottobre 2011, n. 107
    “Tuvixeddu in Tribunale”: http://www.manifestosardo.org/?p=10370

  6. novembre 21, 2011 alle 11:09 PM

    da L’Unione Sarda on line, 21 novembre 2011
    Tuvixeddu: ambientalisti confermati parte civile nel processo: http://www.unionesarda.it/Articoli/News/243155

  1. ottobre 15, 2011 alle 6:04 PM
  2. novembre 22, 2011 alle 4:14 PM

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