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Stop al parcheggio interrato previsto in Via Roma, a Cagliari!


Cagliari, panorama

Benissimo!  La Giunta comunale guidata dal Sindaco Massimo Zedda ha deciso di evitare a Cagliari quella sciagura annunciata rappresentata dal parcheggio interrato di Via Roma, il cui cantiere avrebbe bloccato la circolazione cittadina per chissà quanti anni.    La decisione (deliberazione G.C. 25 agosto 2011, n. 165) sarebbe supportata dalla specifica relazione del C.I.R.E.M. (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità) dell’Università degli Studi di Cagliari che avrebbe evidenziato “i possibili rischi di congestione e in generale di disagi per il traffico pubblico e privato”, cioè quello che – con mero buon senso e conoscenza dei luoghi – avevano sostenuto le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra da anni.

Un po’ di storia, vera, al di là delle amnesie

Dopo una lunga serie di approvazioni (deliberazione Giunta comunale n. 158 del 7 aprile 2006, approvazione progetto definitivo; deliberazione Giunta comunale n. 150 del 31 maggio 2007, nuova approvazione del progetto definitivo; deliberazione Giunta comunale n. 160 del 14 giugno 2007, approvazione del quadro economico), la Giunta, con deliberazione del 27 novembre 2008, ha approvato una revisione progettuale che ridimensiona il numero dei posti auto da 620 a 460 esclusivamente per evitare la procedura di “verifica preventiva”.   

Infatti, il Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (nota prot. n. 4675 del 20 febbraio 2008) aveva accolto le richieste delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico e aveva indicato al Comune di Cagliari che il progetto di parcheggio interrato fra Via Roma e il porto commerciale avrebbe dovuto esser assoggettato alla procedura di “verifica preventiva” (screening) perché “il decreto legislativo 152/2006, come modificato dal D.Lgs. 4/2008, ha stabilito che i parcheggi ad uso pubblico con capacità superiori a 500 posti auto devono esser sottoposti alla procedura di verifica di assoggettabilità a VIA di competenza regionale”.

Cagliari, tavola progettuale parcheggio interrato Via Roma

Secondo il Comune di Cagliari – Servizio cantieri (nota prot. n. 470 del 24 gennaio 2008), il progetto per la realizzazione del parcheggio sotto l’area portuale e la Via Roma non avrebbe dovuto essere assoggettato a procedura di verifica preventiva (screening), perché l’area interessata è di soli2,23 ettari, precisamente1,12 ettari sono interessati direttamente ai lavori (area di scavo) e altri1,11 ettari sono interessati dalla viabilità alternativa di superficie.      

Nessuna considerazione per gli effetti indiretti del cantiere, palesemente evidenti, come quelli alla circolazione stradale almeno di tutta la zona portuale, nessuna considerazione per il notevole volume di traffico in entrata e in uscita da Cagliari in direzione della S. S. n. 195 e della S. S. n. 130, verso l’aeroporto di Cagliari – Elmas.   Nessun numero di posti auto indicato con precisione.   Secondo il Comune di Cagliari, il cantiere non avrebbe avuto alcun effetto, nemmeno indiretto, sulla circolazione stradale della zona.      

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano richiesto (istanza del 15 dicembre 2007)  al Servizio valutazione degli impatti ambientali dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, al Comune di Cagliari ed alla Commissione europea di accertare se i lavori in progetto per la realizzazione del mega-parcheggio sotto l’area portuale e la Via Roma fossero, per l’ampiezza dell’area interessata e del progetto, da assoggettare a preventiva e vincolante procedura di “verifica preventiva” (screening).        Il Comune di Cagliari aveva indetto una gara per procedura aperta per l’appalto integrato, a corpo, dei “lavori di realizzazione di un parcheggio interrato nell’area portuale e sotto la Via Roma”, con importo complessivo a base di gara 11.520.152,98,  comprensivo di òneri per la sicurezza (non soggetti a ribasso) ed òneri per la redazione della progettazione esecutiva.  La scadenza per la presentazione delle offerte era prevista per il 13 dicembre 2007 (ore 10.00). L’aggiudicazione era prevista per il mese di gennaio 2008, ma è giunta solo nel gennaio 2010.

Il progetto medesimo presenterebbe vari aspetti problematici, basti considerare che quell’area prospiciente il quartiere di Marina presenta sistemi fognari risalenti, falde acquifere, quasi certamente testimonianze archeologiche di epoca romana e medievale.   

Cagliari, panorama

La realizzazione di detto progetto, qualora l’intervento – comprese le aree di cantiere e gli ambiti di pertinenza esclusiva (es. aree interdette al traffico veicolare e pedonale, ecc.) – superi il numero di 500 posti auto previsti, sarebbe subordinata ad esito positivo del preventivo e vincolante procedimento di “verifica preventiva” (screening),  ai sensi delle direttive comunitarie in materia (n. 85/337/CEE e n. 97/11/CE), della normativa nazionale (decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni) e regionale (legge regionale n. 1/1999 e successive modifiche ed integrazioni, deliberazione Giunta regionale n. 23/24 del 23 aprile 2008).

La circolazione stradale di Cagliari – che tuttora si “scarica” sull’asse Via Roma-Viale Trieste – sarebbe pesantemente stravolta per anni con vantaggi dubbi, visto che non c’è ancora un efficiente (e approvato) piano del traffico comunale.      Non risulta nemmeno una valutazione di siti alternativi, ad esempio l’attuale vicino parcheggio di Viale La Plaja o il parcheggio della Stazione ferroviaria (e la Società di gestione aveva offerto al Comune la realizzazione in condominio), certamente meno impattanti sull’ecosistema urbano.  

Domanda banalissima: perché non coinvolgere su un progetto così importante la cittadinanza dando finalmente un briciolo di concretezza a quella politica della partecipazione della quale, nell’ambito della procedura – passerella sul piano strategico, l’Amministrazione comunale Floris si è vantata ?   

La risposta è nei fatti.

Cagliari, la Torre dell'Elefante

Ora – per logica, competenza e buon senso – la nuova Amministrazione comunale Zedda ha preso la decisione giusta per Cagliari.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

da L’Unione Sarda on line, 30 agosto 2011

VIA ROMA. La Giunta dà mandato ai legali: trattino con l’impresa vincitrice. Parcheggio, stop definitivo.  Il Comune potrebbe perdere fondi per 7,2 milioni. Michele Ruffi

Il parcheggio di via Roma non si farà. O almeno questa è la strada indicata dalla Giunta comunale che giovedì scorso ha approvato una delibera che blocca ufficialmente l’affidamento del cantiere alla società vincitrice dell’appalto e allo stesso tempo dà mandato ai legali di instaurare una trattativa con l’impresa per arrivare a una transazione. Che ovviamente avrà un costo – a molti zeri – per il Comune.

LA DELIBERA. L’esecutivo di Zedda ha seguito le indicazioni del Consiglio comunale (che a luglio aveva deciso di bloccare l’opera) e ha fondato la delibera anche sulla relazione del Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità) dell’ateneo cagliaritano, che nello studio richiesto dal dirigente del Servizio urbanizzazioni e mobilità Sergio Murgia ha evidenziato «i possibili rischi di congestione e in generale di disagi per il traffico pubblico e privato». Insomma, il cantiere potrebbe paralizzare il traffico del centro cittadino.

I COSTI. L’appalto, aggiudicato il 28 dicembre del 2009, prevede una spesa di 7,2 milioni di euro finanziati da Stato e Regione. Soldi che potrebbero essere persi dall’amministrazione comunale (a deciderlo definivamente saranno gli uffici regionali), insieme a quelli già spesi per la progettazione dell’opera – non a caso, nelle ultime sedute di Consiglio comunale, l’opposizione di centrodestra ha posto il problema di un eventuale «danno erariale» – che rientrava tra gli obiettivi fondamentali della Giunta Floris.

Cagliari, Castello, l'Elefante sulla Torre

LE IMPRESE. Il 15 luglio i legali della World trade srl, società che insieme alla Ciro Menotti costituisce il raggruppamento di imprese che avrebbe dovuto costruire il parcheggio sotterraneo da circa 400 posti auto, avevano notificato al Comune una lettera nella quale chiedevano l’immediata consegna del cantiere.La risposta del responsabile unico del procedimento, il dirigente Mario Mossa, è arrivata il 2 agosto: non è possibile «emettere il certificato di cantierabilità propedeutico alla firma del contratto aggiuntivo, atto necessario e presupposto alla successiva consegna dei lavori». Nel frattempo il Comune dovrà acquisire un parere legale su una vicenda che la stessa delibera definisce «complessa», e che porta a un bivio: o l’amministrazione arriverà a una “transazione” con le imprese (cioè pagherà per non inaugurare il cantiere), oppure a decidere su un eventuale risarcimento danni sarà il tribunale. Passaggio chela Giunta comunale vorrebbe evitare: ecco perché i rappresentanti di World trade e Ciro Menotti potrebbero incontrare quelli del Municipio già nelle prossime settimane.

 

 

(tavola progettuale Comune di Cagliari, foto S.D., archivio GrIG)

 

  1. giugno 1, 2012 alle 2:54 pm

    da Sardegna Quotidiano, 1 giugno 2012
    Via Roma. «Rispettato il contratto per il park interrato».
    PARCHEGGIO INTERRATO. Era il sogno di Floris, ma Zedda lo ha cancellato.
    IL PROGETTO. Per la Giunta il Comune non trasgredisce gli accordi con l’impresa e non deve pagare maxi risarcimento.

    Il Comune non ha nessuna intenzione di pagare un maxi-risarcimento per il parcheggio interrato di via Roma. Lo stop al progetto sarebbe regolare. La Giunta ha deliberato che il via al cantiere si poteva anche non dare, senza trasgredire il contratto. Mentre i legali della cooperativa Ciro Menotti e della World Trade srl hanno chiesto diecimila euro per ogni giorno di ritardo dalla consegna dei lavori. Alle imprese poco importa se nel giro di quattro mesi (da maggio ad agosto 2011) in Comune è cambiata la bandiera e il parcheggio interrato è passato da essere il grande sogno di un sindaco al grande incubo del suo successore. Perché lo stop al progetto è stata una delle prime operazioni della nuova Giunta comunale, da allora l’impresa aspetta chiarimenti e soldi. La direzione generale del Comune si è affidata a uno studio legale romano per capire come interrompere un iter più che avviato e la Giunta comunale la settimana scorsa ha stabilito che la mancata consegna dei lavori non è da considerarsi un adempimento del contratto. In pratica, secondo la teoria del Comune non c’è spazio per chiedere la risoluzione del contratto e «l’appaltatore può soltanto chiedere di recedere dal contratto». Secondo la delibera della Giunta «la mancata consegna non rientra nella fattispecie dell’inadempimento contrattuale, quanto piuttosto della mora credendi. Ciò implica che non sono esperibili gli ordinari rimedi contro l’inadempimento, ma solo quelli previsti dal regolamento e dal capitolato generale». Il contratto con l’impresa prevedeva la stipula di un atto aggiuntivo dopo l’approvazione del progetto esecutivo e il Comune ha deciso di non farlo perché «non sussistono le condizioni necessarie per la cantierabilità ed eseguibilità dell’inter vento».

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