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Gli scarichi di Bassacutena nel fiume.


scarichi nel Rio Bassacutena

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (12 luglio 2011) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione di opportuni interventi riguardo la presenza di scarichi presumibilmente di liquami non trattati lungo il corso del Rio Bassacutena, affluente del Fiume Liscia, presso la frazione di Bassacutena, in Comune di Tempio Pausania (OT).   Trasportati dal Fiume Liscia, finiscono in mare, presso la spiaggia della Sciumara (Palau).

Secondo numerose segnalazioni pervenute, la situazione durerebbe da anni: in buona sostanza la frazione di Bassacutena scaricherebbe direttamente nel corso d’acqua i reflui, mentre il depuratore esistente in zona sarebbe inutilizzato.   Né il Comune di Tempio Pausania, né la società di gestione Abbanoa s.p.a. sarebbero finora riusciti a far funzionare correttamente l’impianto con gli intuibili problemi ambientali e igienico-sanitari.

Bassacutena, depuratore

Sono stati interessati il Ministero dell’ambiente, l’A.R.P.A.S., la Provincia di Olbia-Tempio, il Comune di Tempio Pausania, Abbanoa s.p.a., i Carabinieri del N.O.E., il Corpo forestale e di vigilanza ambientale e, per gli aspetti di eventuale competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania.    Si auspica un rapido intervento risolutore da parte delle amministrazioni pubbliche competenti.

Il Rio Bassacutena è classificato “acqua pubblica” (regio decreto n. 1775/1933 e s.m.i.) e quindi – insieme alle relative fasce spondali – è tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e ss.mm.ii.), la sua vocazione naturale non è certo quella della fogna.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Bassacutena e il Rio Bassacutena

(foto A.M., archivio grIG)

  1. luglio 13, 2011 alle 2:43 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 luglio 2011
    «Scarichi fognari nel Rio Bassacutena». La denuncia di due associazioni ambientaliste: a rischio la foce del Liscia.

    BASSACUTENA. Gli scarichi di Bassacutena nel fiume- Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato una richiesta di informazioni sulla presenza di scarichi presumibilmente di liquami non trattati lungo il corso del Rio Bassacutena, affluente del Liscia, che finiscono in mare, nella spiaggia della Sciumara a Palau). «La frazione di Bassacutena scaricherebbe direttamente nel corso d’acqua i reflui, mentre il depuratore esistente in zona sarebbe inutilizzato – scrivono le associazioni – Né il comune di Tempio, né Abbanoa sarebbero finora riusciti a far funzionare correttamente l’impianto con gli intuibili problemi ambientali e igienico-sanitari».
    Sono stati interessati il ministero dell’Ambiente, l’Arpas, la Provincia, il Comune, Abbanoa, i carabinieri del Noe, il corpo forestale e, per gli aspetti di eventuale competenza, la Procura della Repubblica.
    «Il Rio Bassacutena è classificato “acqua pubblica” e quindi – insieme alle relative fasce spondali – è tutelato con vincolo paesaggistico: la sua vocazione naturale non è certo quella della fogna» chiudono le associazioni.

    da Sardegna24, 13 luglio 2011
    Bassacutena. Liquami dal Rio Liscia sino a Palau: un esposto.

    Secondo il Gruppo d’Intervento Giuridico e gli Amici della Terra il Rio Bassacutena sarebbe stato trasformato in una fogna, nel quale confluirebbero liquami non trattati che poi sboccherebbero a Palau nel golfo della Sciumara. E’ questo il senso dell’esposto presentato presso la Procura di Tempio. I liquami non trattati, trasportati dal fiume Liscia, finiscono in mare, presso la spiaggia della Sciumara. “Secondo numerose segnalazioni pervenute alle due associazioni – si legge in una nota – la situazione durerebbe da anni. in buona sostanza la frazione di bassacutena scaricherebbe direttamente nel corso d’acqua i reflui, mentre il depuratore esistente in zona sarebbe inutilizzato. Nè il Comune di tempio Pausania, nè Abbanoa sarebbero finora riuscite a far funzionare correttamente l’impianto”. Sono stati interessati il Ministero dell’ambiente, l’Arpas, la Provincia di Olbia-Tempio, il Comune di Tempio Pausania, Abbanoa, i Carabinieri del Noe, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale e, per gli aspetti di eventuale competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania. Il Rio Bassacutena è classificato “acqua pubblica” (regio decreto n. 1775/1933 e s.m.i.) e quindi – insieme alle relative fasce spondali – è tutelato con vincolo paesaggistico: la sua vocazione naturale non è certo quella della fogna.

  2. agosto 20, 2013 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 agosto 2013
    Morìa di pesci nella foce del Liscia.
    Segnalazione di un ex amministratore comunale. «Aspettiamo da Tempio il collettore fognario per Bassacutena». (Angelo Mavuli)

    BASSACUTENA. Una moria di pesci si sarebbe verificata nella foce del Liscia nelle giornate a cavallo fra Ferragosto e domenica. Il fenomeno sarebbe già stato rilevato anche dagli uomini della capitaneria di porto. A segnalarlo, fra gli altri, è Tomaso Mannoni, “ambientalista da sempre”, dice con orgoglio, e cittadino di quella porzione di San Pasquale ricadente nella “giurisdizione” di Santa Teresa di cui è stato, per una decina d’anni, anche amministratore comunale. «Il fenomeno, per la gioia dei gabbiani che hanno fatto festa per tre giorni fra la preoccupazione dei turisti – racconta sconcertato Tomaso Mannoni – si è verificato soprattutto a Ferragosto e il giorno dopo, quando la foce del fiume – in questo momento ostruita, per un fenomeno naturale che scomparirà con la prima maestralata seria – si è riempita di pesci morti in grandissima quantità. Probabilmente – spiega Mannoni, da buon conoscitore dei problemi che nella foce periodicamente si presentano -, i pesci potrebbero essere morti per mancanza di ossigeno. Al fenomeno potrebbero non essere estranei gli scarichi fognari che, nonostante le nostre segnalazioni e denunce, continuano a essere versati nel Liscia, a cielo aperto, dal rio Bassacutena, che senza alcun tipo di trattamento scarica le acque reflue della frazione tempiese direttamente nel Liscia. Da anni – lamenta ancora Tomaso Mannoni -, Tempio promette la realizzazione di un collettore fognario tra le fosse settiche della frazione e il depuratore. Sinora, l’opera, dopo decenni, si è rivelata come una delle mille promesse alle frazioni mai mantenute». Recentemente sembrava che la realizzazione del collettore fosse imminente e già il consigliere comunale Giampaolo Comiti, spina nel fianco della sua stessa amministrazione, si preparava finalmente a festeggiare. Qualcosa però non è andata per il verso giusto ed i decantati 700 mila euro disponibili sembrano essersi persi nei meandri dell’ufficio tecnico comunale e nelle pastoie burocratiche della Regione.

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