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Gli Elefanti in discarica.


Sono emblematiche le immagini riprese da Tharmaplan Tilaxan ai margini della foresta pluviale dello Sri Lanka, l’antica Ceylon.

Un branco di Elefanti asiatici (Elephas maximus) si nutre di resti in un’immensa discarica abusiva.

Si stima che una buona parte dei 7.500 Elefanti che vivono nello Sri Lanka vivano di quanto ricavano – plastica compresa – nelle enormi discariche abusive.

Più o meno quanto accadeva sull’Appennino ai pochi esemplari superstiti di Lupo (Canis lupus italicus) negli anni ’70 del secolo scorso.  

Forse le autorità dello Sri Lanka hanno iniziato a rendersi conto della drammatica situazione, speriamo non sia troppo tardi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

da La Stampa, 3 ottobre 2020

Sri Lanka, le strazianti immagini degli elefanti costretti a cercare il cibo fra i rifiuti.

Un branco di elefanti. Trenta pachidermi, simboli della maestosità della natura, costretti a rovistare tra le montagne di rifiuti per cercare il cibo di cui nutrirsi. E’ la scena che il fotografo Tharmaplan Tilaxan ha immortalato in Sri Lanka in una di discarica vicino alla giungla. (Fulvio Cerutti)

Purtroppo però queste strazianti immagini non sono una novità perché già nel 2018 l’esperta di elefanti asiatici Jayantha Jayewardene dichiarava all’agenzia Afp che centinaia dei 7.500 elefanti nativi dello Sri Lanka si nutrivano di rifiuti: «Lo Sri Lanka considera gli elefanti un tesoro nazionale, ma vediamo questi animali ridotti a mangiare spazzatura – raccontava l’esperta evidenziando come gli stessi fossero ormai così abituati a queste pratiche da non essere neanche più aggressivi con i trattori che portavano loro la spazzatura: «Questi elefanti non si nutrono più nella giungla. Sono come animali da zoo. È uno spettacolo triste vedere i tesori nazionali raccogliere i rifiuti in decomposizione».

Alcuni degli animali ormai sono diventati dipendenti dalle discariche di rifiuti e a dimostrarlo sono le rilevanti quantità di plastica e altre sostanze tossiche ritrovate negli escrementi e nelle carcasse degli elefanti.

«Gli elefanti si ammalano mangiando plastica –  spiega Jayewardene – . Tuttavia, non abbiamo ancora prove post mortem che il politene abbia causato decessi, ma comunque è qualcosa che ci preoccupa molto». 

Nel 2017 il governo dello Sri Lanka ha vietato lo scarico di rifiuti in aree aperte vicino ai santuari per animali e a più di 50 discariche sono state applicate recinzioni elettriche attorno al loro perimetro. Oltre a questo, ad agosto, i funzionari hanno vietato le importazioni di plastica nello Sri Lanka nel tentativo di proteggere i loro elefanti selvatici e altri animali: «La plastica sta provocando danni incalcolabili alla nostra fauna selvatica, agli elefanti, cervi e altri animali – spiega il ministro dell’ambiente Mahinda Amaraweera – . Dobbiamo agire immediatamente per arrestare questa situazione».

foresta pluviale

(foto da mailing list ambientalista)

Categorie:Uncategorized
  1. G.Maiuscolo
    ottobre 14, 2020 alle 8:12 am

    Poveri animali… costretti ad elemosinare cibo in una discarica. Costretti soprattutto da una situazione indecente e drammatica e dall’incuria e dalla dabbenaggine crudele dell’uomo!

    Non vorrei che le immagini di questo video fossero emblematiche di un futuro mica da ridere che ci aspetta…

    Già abbiamo un rapporto con la plastica che impensierisce parecchio…

    Auguri agli elefanti, perché possano godere di cibo VERO.
    🐘🐘🐘

  2. donatella
    ottobre 14, 2020 alle 9:10 am

    Il Pianeta Terra, la casa di tutti , una immensa pattumiera, di questo scempio è responsabile solo una specie di vivente, il piccolo, insignificante, distruttore globale : uomo

  3. giulio
    ottobre 14, 2020 alle 9:53 am

    Segnalo questo articolo, emblematico, il problema è che riciclare la plastica forse è sbagliato perchè induce un senso di sicurezza nell’usarla e nel produrla, sarebbe meglio rassegnarsi a bruciarla negli inceneritori e cercare di smettere di produrla, alla fine solo le bottiglie dell’acqua e poco altro è veramente riciclabile ma dopo separazione che spesso deve essere fatta a mano, la plastica che va persa o separata è troppa (secondo me la differenziata è anche la responsabile dell’aumento di plastica nelle cunette e nei fiumi/mare perchè si disperde di piu e piu spesso mettendola in strada porta a porta quando c’è vento che la porta via)

    https://www.ilpost.it/2020/09/19/plastica-riciclaggio/

    • G.Maiuscolo
      ottobre 14, 2020 alle 12:28 pm

      Per Giulio:
      le Sue osservazioni sono credibili ma nel contempo preoccupanti. Io condivido in parte ciò che scrive e che afferma ma, per dirla tutta, NON mi sento per niente rassicurata,(usando la plastica), dal pensiero che la stessa venga riciclata.

      Premesso che faccio il possibile per usarne in modo ed in quantità molto limitati, (e soprattutto consapevole del fatto che solo un’esigua parte viene riutilizzata) , sostengo con convinzione che la raccolta differenziata aiuti e suggerisca ai cittadini corretti e responsabili di conferirla in modo non solo corretto ma anche responsabile.
      Non so da Lei, ma nel mio comune, la raccolta si fa in modo riogoroso ed io sono solita conferire i rifiuti di plastica, pochi per la verità, dentro una busta che viene prelevata dai gentili operatori, senza disperderla per strada. “Evitando che il vento”…

      I responsabili della plastica che finisce nelle cunette, sono i BARBARI ( in senso latino…) che, incapaci di rispettare l’ambiente e poco propensi a ritenere che l’essere ospiti di un territorio significhi essere in un ambiente che è anche il TUO ( dunque da rispettare e da onorare), abbandonano in giro i rifiuti ( e non solo la plastica, anche su “caddoztimini” in generale…) creando il deleterio ed increscioso spettacolo cui spesso assistiamo.

      Nel mio bellissimo e sano territorio, l’estate, talvolta ahimè, non arriva solo per incentivare “valuta” e occupazione e servizi e vacanze, anche per portare aliga…

      Cordialmente

      • giulio
        ottobre 16, 2020 alle 10:11 pm

        Buonasera
        Anche nel mio comune (hinterland di Cagliari) la differenziata si fa bene e da almeno 15 anni, ammetto che la mia era un esagerazione, ma sta di fatto che la mia via è orientata proprio in direzione del maestrale e la mia casa è alla fine, capita quindi quando c’è maestrale ed è giorno di raccolta plastica (o carta) che ogni tanto passa “qualcosa” davanti a casa (oltre ai piatti lasciati dalle gattare) e tutto finisce inglobato dai cespugli di macchia mediterranea del terreno incolto alla fine dell’asfalto
        altro aneddoto, c’è una palazzina di 4 o 5 piani in paese fatta a L con la parte dell’angolo interno esposta direttamente al maestrale (sempre lui) e per colpa di qualche inquilino distratto o menefreghista capita che con il vento il sacco di spazzatura lasciato aperto sul terrazzino disperda nel circondario il suo contenuto di bottiglie vuote
        Poi sono d’accordissimo con lei che il grosso del “lavoro” lo fanno quegli ignoranti farabutti barbari che buttano a terra cio che gli capita in mano, giovani e meno giovani, sardi e meno sardi
        Tornando all’articolo che ho postato comunque come avrà letto le percentuali di riutilizzo sul totale della raccolta differenziata della plastica sono basse e totalmente differenti da quello che si riesce a fare su carta, vetro, alluminio
        rinadisco, la raccolta della plastica per riciclarla è una copertina di linus, sarebbe molto meglio puntare sul non usarla piu e non illudersi che se si fa per bene si può continuare a incartare tutti i cibi con la plastica, bere e mangiare con stoviglie di plastica, è troppa e secondo me quella dispersa in natura sta aumentando a dismisura
        Saluti

      • giulio
        ottobre 16, 2020 alle 10:15 pm

        la plastica arriva prima o poi al mare, allego un immagine

        https://pbs.twimg.com/media/EJ6AMdvWwAA-o73?format=jpg&name=large

        dice: Il 95% della plastica che inquina gli oceani del mondo proviene da questi 10 fiumi

  4. giulio
    ottobre 14, 2020 alle 9:57 am

    Per chi non lo sapesse… non illudetevi che le confezioni di plastica tipo le merendine, sacchetti vari, plastica sporca o accoppiata con altri materiali, non illudetevi che venga riciclata, deve essere TUTTA separata e verrà mandata o in discarica o in inceneritore(qui almeno produce energia)

    • G.Maiuscolo
      ottobre 17, 2020 alle 9:41 am

      Per Giulio:

      La ringrazio per la Sua cortese risposta e per gli interessanti dati che illustrano, in modo esauriente, la situazione. Quella della plastica e del suo “ri-utilizzo” e soprattutto della sua dispersione nel territorio e nell’ambiente in generale, con il conseguente e drammatico inquinamente dappertutto, è un problema SERISSIMO.
      E’ necessaria la collaborazione civica di tutti, altrimenti non se ne esce.

      Mi permetterà, gentile Giulio, di aggiungere un dato privato, se così si può definire, riferibilmente a ciò che scrive a proposito di… (…) “rinadisco, la raccolta della plastica per riciclarla è una copertina di linus, sarebbe molto meglio puntare sul non usarla piu e non illudersi che se si fa per bene si può continuare a incartare tutti i cibi con la plastica, bere e mangiare con stoviglie di plastica, è troppa e secondo me quella dispersa in natura sta aumentando a dismisura”.

      D’accordissimo sulla “copertina di Linus” ( bella metafora…) ma riguardo “al bere ed al mangiare con stoviglie di plastica”, mi scuserà l’espressione “elegante” e lessicalmente colorita: a me la plastica a tavola…mi faidi schifu.

      Cordialmente

  5. amico
    ottobre 14, 2020 alle 3:15 pm

    Immagine di una tristezza infinita. Animali così belli, fieri e intelligenti ridotti a rovistare nell’immondezza.

  6. Srdn
    ottobre 14, 2020 alle 4:07 pm

    Pensate che il nostro futuro sia molto diverso? Guardatevi i intorno non é che abbiamo molto da invidiare,vi ricordo la merda campana scaricata con il tacito consenso delle istituzioni fino a ieri La plastica usa e getta non si ricicla, NON SI USAAAAAAAA

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