Home > società > Graziano Mesina e la nuova palla al piede del Sardistàn.

Graziano Mesina e la nuova palla al piede del Sardistàn.


manifesto relativo alla taglia su Graziano Mesina (foto Antonello Zappadu/Lapresse)

manifesto relativo alla taglia su Graziano Mesina (foto Antonello Zappadu/Lapresse)

Graziano Mesina ritorna in carcere.

Evidentemente 40 anni dietro le sbarre non gli sono bastati.  E nemmeno la grazia, che nel 2004 l’aveva restituito alla libertà.

Questa volta la Direzione distrettuale antimafia di Cagliari e i Carabinieri lo accusano di essere al vertice di un’organizzazione criminale del comparto droga, senza dimenticare le prese in custodia di esseri umani. Insieme a lui altre 25 persone.   Tutti sono presunti innocenti.

Ripartiranno i tanti, troppi, pennelli d’inchiostro per affrescare ancora il mito del bandito gentiluomo, colpito dalla disgrazia per colpa della società matrigna?

Sarebbe ora di finirla con un mito buono solo per film e rotocalchi, anche per non infierire su quelle centinaia di giovani orgolesi che aspirano a una vita diversa, migliore.

Sono i loro sforzi a ricevere questa palla al piede.

Stefano Deliperi

Graziano Mesina durante la latitanza

Graziano Mesina durante la latitanza

(foto Antonello Zappadu/Lapresse)

  1. Mara
    giugno 11, 2013 alle 3:35 PM

    Che storia… Dopo la splendida lettera dei giovani orgolesi fa veramente impressione. Chissà che ne penserebbe oggi Montanelli.

  2. max
    giugno 11, 2013 alle 4:08 PM

    o il programma di “recupero” ha fallito o piu’ probabilmente e’ irrecuperabile ( io sono persuaso che le persone non cambiano particolarmente se i reati sono reiterati).
    ha avuto la possibilita’ di scegliere ed ha scelto.
    se e’ un delinquente lasciamolo in carcere e buttiamo la chiave.

  3. riccardo serreli
    giugno 11, 2013 alle 8:22 PM

    il mito del bandito”balente” che diventa tale a causa dello stato etc…è una disgrazia per tutti noi sardi che lavoriamo onestamente ed è figlio proprio del servilismo che molti sardi hanno nei confronti dei continentali che legati ad un romanticismo ottocentesco si raffiguravano così il popolo “primitivo”. oggi sono più i sardi stessi che sono legati a queste idee, basti vedere la maggior parte dei romanzi di scrittori sardi: sempre le stesse baggianate.

  4. Maria
    giugno 11, 2013 alle 8:54 PM

    Sarebbe stato meglio pubblicare questo articolo in un blog personale.

    • giugno 11, 2013 alle 11:14 PM

      e per quale motivo?
      Anche in questo blog sono ospitate talvolta opinioni personali su argomenti d’interesse collettivo.
      Queste paiono proprio considerazioni d’interesse ben più ampio delle singole persone.

      Stefano Deliperi

  5. giugno 12, 2013 alle 2:52 PM

    da La Nuova Sardegna, 11 giugno 2013
    Mesina, un uomo prigioniero di una falsa leggenda. Giornali e tv lo fecero diventare un simbolo quasi romantico. Ma il banditismo sociale non esisteva. E lui da quella gabbia non è mai uscito. La madre del bandito: «Pregavo che si costituisse: preferivo saperlo in carcere, ma vivo, piuttosto che in camposanto». (Piero Mannironi): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/06/11/news/mesina-un-uomo-prigioniero-di-una-falsa-leggenda-giornali-e-tv-lo-fecero-diventare-un-simbolo-quasi-romantico-1.7240034

  6. giugno 13, 2013 alle 9:18 am

    ma noi non abbiamo altro di cui parlare in sardegna?parliamo di gente senza lavoro e piu importante sembra che non ce ne freghi nulla dei veri problemi ma chi se ne frega apriamo gli occhi ad altre cose piu importanti della nostra societa e lasciamo perdere come ci giudicano i settentrionali perche tutto il mondo e paese loro hanno i loro problemi

  7. giugno 13, 2013 alle 2:51 PM

    da L’Unione Sarda, 13 giugno 2013
    Il titolare di una società di vigilanza sassarese nel mirino dell’ex ergastolano. Mesina e gli affari in Costa. Indagini su una mediazione del bandito con la Fininvest. (Maria Francesca Chiappe): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130613085909.pdf

    ____________________________________

    da Sardinia Post, 13 giugno 2013
    Il bandito, il pastore e il Cavaliere. (Nicolò Businco): http://www.sardiniapost.it/cronaca/il-bandito-il-pastore-e-il-cavaliere/

    • giugno 21, 2013 alle 5:46 PM

      da Sardinia Post, 21 giugno 2013
      Le minacce di Mesina per “liberare” le terre sul mare di Silvio Berlusconi: http://www.sardiniapost.it/cronaca/le-minacce-di-mesina-per-liberare-le-terre-sul-mare-di-silvio-berlusconi/

      ________________________________

      da L’Unione Sarda, 21 giugno 2013
      Le intercettazioni. Marina Berlusconi e i sequestri secondo Graziano: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130621084542.pdf

      • luglio 21, 2013 alle 10:30 am

        da La Nuova Sardegna, 21 luglio 2013
        Caso Costa Turchese, sentito in Procura Gianni Giovannelli.
        Il sindaco, che non è indagato, ha parlato con i magistrati Per risolvere la controversia forse un ruolo a Mesina. (Luca Rojch)

        OLBIA. Gianni Giovannelli in Procura a Cagliari. Il sindaco, che non è indagato, è stato ascoltato per oltre tre ore dal Procuratore aggiunto Gilberto Ganassi. Ma il suo ruolo da primo cittadino non ha nulla a che fare con la visita del sindaco in Procura. Giovannelli non nega di essere stato sentito dai magistrati, si limita a una frase educata, ma glaciale. «No comment – afferma Giovannelli –, posso solo dire che il dialogo non ha nulla a che fare con il mio ruolo da sindaco. Sono cose personali». Il primo cittadino non è indagato. È stato sentito dai magistrati come persona informata sui fatti. Ganassi e il procuratore Mauro Mura hanno tra le mani il faldone che riguarda l’arresto di Graziano Mesina. Ma in realtà il sindaco non è stato sentito per parlare delle ultime vicissitudini che hanno riportato in carcere il bandito di Orgosolo, ma per un’altra vicenda in cui Mesina sembra avere avuto un ruolo. Giovannelli conosce bene la battaglia sull’usucapione di 500 ettari tra Li Cuncheddi e Capo Ceraso che ha visto contrapposto il pastore Paolo Murgia e l’Edilizia Alta Italia, legata al pianeta Fininvest. Il sindaco ha cresimato uno dei figli di Paolo Murgia, il pastore morto a 86 anni nel 2010, che aveva tentato di usucapire 500 ettari di terreni su cui l’Edilizia Alta Italia, riconducibile alla famiglia Berlusconi, voleva costruire Costa Turchese. L’Edilizia Alta Italia voleva tirare su ville e alberghi per 280mila metri cubi, e creare un porto turistico per 2000 barche, nell’area tra Li Cuncheddi e Capo Ceraso. Tutto bloccato perché in tribunale c’era una richiesta di usucapione presentato da Murgia, che là aveva fatto pascolare le sue pecore per 40 anni. Gli avvocati della società edilizia avevano provato in tutti i modi a far recedere il pastore. Anche Giovannelli avrebbe tentato di parlare con Murgia. La vicenda si era chiusa nel 2009 con la firma di una transazione. Una cifra rimasta top secret, ma che si aggirerebbe tra i 300 e i 500 mila euro. Una vita avventurosa quella di Murgia, che ha affidato le sue memorie a un libro “Vita da pastore”. Capitoli di un’esistenza che, insieme al matrimonio con la signora Maria nel 1947, comprende anche il carcere e il legame con Graziano Mesina. E Grazianeddu, che non ha mai dimenticato l’amicizia intrecciata negli anni della gioventù, è sempre stato vicino a Murgia, aiutandolo nella difficile battaglia con gli avvocati della famiglia Berlusconi. Murgia, nato a Posada nel 1924, era arrivato a Capo Ceraso nel 1964, dopo qualche anno di carcere, una storia da cui uscì pulito. La Procura di Cagliari ora vuole chiarire quale fu il ruolo di Mesina all’interno di questa vicenda.

  8. Nico
    giugno 13, 2013 alle 2:55 PM

    invece questa cosa è importante per Orgosolo e la Sardegna: è l’immagine negativa che ne esce, siamo sempre delinquenti “irriducibili” noi sardi, anche quando siamo aiutati a trovare una strada “pulita”. così saremo sempre sulla bocca di tutti!

    • max
      giugno 21, 2013 alle 7:15 PM

      vallanzasca, turatello o lutring solo x citarne alcuni non erano sardi ma milanesi, quindi caro Nico non ti preoccupare che i sardi non sono associati necessariamente al supramonte o al gennargentu e quindi all’anonima.
      per quanto mi riguarda hanno delle specificita’come ce l’anno i lombardi, i campani i siciliani, specificita’ che in certi momenti tendiamo a evidenziare solo quelle “negative”.
      personalmente credo che sia uno dei popoli ancora piu’ genuini che abbiamo in italia, crogiolo di etnie e mi piace ricordare che nella grande guerra furono i dimonios/tagliagole che ruppero il fronte del piave consentendo alla fanteria di linea di sfondare le linee austriache nella battaglia del solstizio a nervesa della battaglia ( tv).
      forza paris…!

  9. luglio 22, 2014 alle 5:07 PM

    da La Nuova Sardegna, 22 luglio 2014
    Mesina mediò per la vendita di terreni galluresi a una società del gruppo Fininvest.
    Nel processo all’ex primula rossa del banditismo sardo è stata ricostruita anche la mediazione per un terreno di 500 ettari a Capo Ceraso: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/07/22/news/mesina-medio-per-la-vendita-di-terreni-galluresi-a-una-societa-del-gruppo-fininvest-1.9638879

  1. giugno 11, 2013 alle 4:16 PM

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: