Caccia in Sardegna, stagione 2012-2013, morti e feriti (1).
E’ iniziata da qualche settimana la stagione venatoria 2012-2013 e, ovviamente, iniziano a giungere notizie sui morti e feriti umani.
Ben due morti e due feriti solo fra sabato 20 e domenica 21 ottobre 2012.
Il primo ferito in Sardegna (Giancarlo Salis, 51 anni, di Jerzu) è un cacciatore colpito da un compagno di battuta negli impervi canaloni dei Tacchi di Ulassai (OG): trasportato fra varie peripezie all’Ospedale civile di Lanusei è fuori pericolo di vita.
Attualmente, in tutta Italia, siamo già a 17 morti (15 cacciatori, 2 persone comuni) e 25 feriti (19 cacciatori, 6 persone comuni) umani durante la stagione di caccia 2012-2013.
Nella stagione venatoria 2011-2012 in Sardegna vi sono stati quattro morti e quattordici feriti, tutti cacciatori (ad eccezione di un pescatore di origine romena), dei quali uno (Domenico Molino, nelle campagne di Ovilò, Loiri Porto S. Paolo) ucciso in circostanze inquietanti per cause legate al mondo venatorio e un altro deceduto per infarto durante una battuta di caccia. In tutta Italia 25 morti (24 cacciatori, 1 persona comune) e 70 feriti (59 cacciatori, 11 persone comuni).
Nella stagione venatoria 2010-2011 in Sardegna ci sono stati 4 morti, tutti cacciatori, e 11 feriti, dei quali 10 cacciatori e 1 persona comune, una ragazza che cercava funghi. In tutta Italia ben 35 morti, dei quali 34 cacciatori e 1 persona comune, ben 74 feriti, dei quali 61 cacciatori e 13 persone comuni.
Il trend rispetto agli anni precedenti è in deciso aumento.
I morti e i feriti fra gli altri animali in una stagione venatoria si stimano in centinaia di milioni.
Una vera strage, di umani e altri animali, così, per un divertimento.
Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra
da La Nuova Sardegna, 22 ottobre 2012
ULASSAI. Cacciatore ferito salvato in una gola profonda 500 metri. Valeria Gianoglio
ULASSAI. I soccorsi hanno impiegato più di un’ora per raggiungerlo e altre due in totale per portarlo in ospedale. Tra nebbia fitta, umidità al 98 per cento, e montagne impervie, i celebri Tacchi di Ulassai, anche l’elicottero dei vigili del fuoco, con il personale medico a bordo, è dovuto tornare indietro, lasciando a piedi l’equipaggio. Era finito in fondo a un canalone, nella zona di Monte Goddi, Giancarlo Salis, 51 anni, di Jerzu, impegnato in una battuta di caccia. Giù in una gola profonda 500 metri, dove neppure i cellulari prendevano e quindi era decisamente arduo connettersi col resto del mondo. Ma pochi minuti prima delle 17 di ieri, l’uomo ha avuto bisogno d’aiuto: una fucilata caricata a pallini esplosa per sbaglio da un compagno di caccia – che per lo spavento si è sentito male – lo ha centrato alle gambe e al basso venteo. I suoi compagni di battuta, spaventati, sono riusciti per fortuna a comporre almeno un numero di telefono e ad allertare i soccorsi. E da lì è cominciato un travaglio durato più di tre ore. Perché erano circa le 19.50 quando il cacciatore ferito ha varcato le porte dell’ospedale di Lanusei per entrare in sala operatoria con un “codice 3” che indica un caso grave. In seguito verrà dichiarato fuori pericolo. L’allarme era scattato un paio di ore prima, e aveva mobilitato un nutrito gruppo tra soccorritori e forze dell’ordine: il 118, i vigili del fuoco, i carabinieri di Ulassai e della compagnia di Jerzu guidata dal capitano Sara Pini che ha avviato subito le indagini per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto. Ma stando alla prima ricostruzione non sembra che vi siano dubbi sul fatto che si sia trattato di un incidente. Uno dei tanti episodi che spesso accompagnano le domeniche di caccia nell’isola.
(vignetta di Vauro, pubblicità Federcaccia, foto La Lupus in Fabula)



da L’Unione Sarda on line, 22 ottobre 2012
Cacciatore ferito da compagno di battuta. L’incidente nelle campagne di Ulassai: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/292019