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Pre-apertura della caccia, solo danni! E arriva il primo morto.


Fringuello (Fringilla coelebs) e cartuccia

CACCIA: LA “PRE-APERTURA” AD INIZIO SETTEMBRE E’ SOLO  UNA “PRE-FURBATA” AI DANNI DEL PATRIMONIO FAUNISTICO.

La Lega per l’Abolizione della Caccia ricorda i principali diritti di sicurezza del popolo disarmato.

  In linea generale la stagione venatoria dovrebbe spaziare, per legge, tra la terza domenica di settembre e la fine di gennaio. La scelta di una quindicina di Regioni italiane di avvalersi in varie forme di una facoltà di deroga, autorizzando a partire dal 1 settembre alcune ulteriori giornate di caccia a tortore, corvidi ed alcune specie di anatre selvatiche, oltre ad essere una farsa implica anche danni ed inconvenienti di vario tipo.

   In pratica autorizzare la caccia anche ad un limitato numero di specie, a causa della penuria di controlli, comporterà anche disturbo venatorio alle specie protette, nonchè abbattimenti illegittimi di esemplari di specie a cui la caccia non è ancora ammessa (lepri, pernici, merli, ecc.).

E’ facile immaginare anche un sensibile disturbo al turismo in una stagione estiva ancora in pieno svolgimento, con un collaterale rischio anche di incidenti alla persone che frequentano le campagne sia a scopo ludico che lavorativo.

Capriolo (Capreolus capreolus)

  La Lega per l’Abolizione della Caccia rammenta a tutti i cittadini che è vietato esercitare la caccia a 100 metri da fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o luogo di lavoro, a 50 metri di lato da strade e ferrovie, e che è vietato sparare col fucile in direzione di case e strade a meno di 150 metri di distanza; è vietata la caccia nei terreni in attualità di coltivazione sino alla data del raccolto. Chi riscontra abusi contatti telefonicamente (1515) le Polizie provinciali o le più vicine stazione del Corpo forestale dello Stato o dei Corpi forestali regionali delle Regioni autonome.

Lega per l’Abolizione della Caccia – Ufficio Stampa

 

rassegna stampa sulla preapertura della caccia 2011

 

da La Nuova Sardegna on line, 1 settembre 2011

Parte un colpo dal suo fucile, muore un cagliaritano. Un cacciatore, Maurizio Tasini, di 40 anni, di Cagliari, è morto questa mattina all’alba raggiunto dai colpi della sua doppietta mentre si trovava nelle campagne di Quartucciu: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/09/01/news/parte-un-colpo-dal-suo-fucile-muore-un-cagliaritano-4883696 

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. settembre 1, 2011 alle 2:17 PM

    da L’Unione Sarda on line, 1 settembre 2011
    Colpito al cuore dal suo fucile. Muore cacciatore cagliaritano: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/233856

  2. Avatar di paolo
    paolo
    settembre 1, 2011 alle 8:00 PM

    tirar fuori il pallottoliere dal cassetto, please……….

  3. settembre 4, 2011 alle 8:09 am

    Si può uccedere per divertimento?
    E LE REGOLE CHI LE FA RISPETTARE?
    Questa mattina (Perugia) sono stato svegliato alle 6,30 dai colpi di fucile…,
    e i piombini che mi cadevano in testa e sulla casa
    è una guerra, uno sterminio contro esseri indifesi!
    Siamo in un paese civile?
    …certo i cacciatori votano…no?
    destra, sinistra, ma siete sicuri che ci sia differenza ???

  4. settembre 16, 2011 alle 3:13 PM

    Bravissimo!

    Qui l’ordinanza sindacale n. 27/2011 del 12 settembre 2011: http://95.227.78.33:8600/calasetta/albo/DATI/20110785_01AL.PDF, http://95.227.78.33:8600/calasetta/albo/DATI/20110785_02AL.PDF, http://95.227.78.33:8600/calasetta/albo/DATI/20110785_03AL.PDF

    da La Nuova Sardegna, 16 settembre 2011
    Pericolo per gli abitanti: niente caccia. Ordinanza del sindaco a Calasetta, insorgono le doppiette locali. (Carlo Floris)

    CALASETTA. Troppe case nelle campagne e troppo alto il rischio di incidenti, nel territorio comunale per quest’anno non si potrà cacciare: è quanto stabilisce un’ordinanza sindacale: «Abbiamo fatto due riunioni – dice il sindaco Antonio Vigo – una in provincia ed una in prefettura a Cagliari il 31 agosto scorso per venire a capo di una situazione che ci preoccupava. Oramai la campagna è molto abitata, l’estate è ancora in corso e sono tante le persone che a piedi o in bicicletta la frequentano. Abbiamo perciò deciso, anche per evitare incidenti, di limitare l’attività venatoria in un’area lontana dalle abitazioni. Negli anni scorsi sono stati segnalati comportamenti irresponsabili da parte di alcuni cacciatori – avverte Vigo – che avevano creato disagio fra gli abitanti delle zone agricole». La decisione non è stata digerita dai cacciatori, che hanno chiesto all’amministrazione comunale la sede del centro velico per una riunione. Tutta l’isola di Sant’Antioco e quindi il territorio dei due comuni ricade nell’autogestita di caccia Isola di Sant’Antioco. I cacciatori pagano per il ripopolamento e per il controllo della selvaggina e si aspettano di andare a caccia all’apertura della stagione: «Di fatto – spiega Adriano Aversano, consigliere di opposizione e socio – poiché una parte del territorio comunale è in zona di divieto assoluto, nel comune di Calasetta non si potrà cacciare. Credo ci sia anche un problema di rapporto tra cacciatori e territorio disponibile, credo che si farà pressione sul primo cittadino perchè ci ripensi».

  5. settembre 21, 2011 alle 2:44 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 21 settembre 2011
    Strage di pernici e lepri nelle riserve faunistiche.
    Ad Alghero le doppiette approfittano di una «svista» della Provincia sul divieto di caccia. L’assalto domenica scorsa Un danno incalcolabile: nel mirino specie protette: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/09/21/news/strage-di-pernici-e-lepri-nelle-riserve-faunistiche-5000078

  6. settembre 22, 2011 alle 2:55 PM

    da La Nuova Sardegna, 22 settembre 2011
    Mai più cacciatori nella zona di Surigheddu. Su 6.400 ettari verrà imposto il vincolo di oasi permanente. Non si potrà ripetere mai più la strage di pernici. Forestale mobilitata per far rispettare i divieti alle doppiette.

    ALGHERO. Non ci sarà più nessuna strage di pernici e lepri nell’area di Surigheddu. Ad assicurarlo è l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Denegri, dopo che domenica scorsa, con l’avvio della stagione venatoria, la zona di ripopolamento faunistico alle porte della città era stata presa d’assalto da diversi cacciatori. Cacciatori pronti ad approfittare di una svista della Provincia di Sassari, colta alla sprovvista per non aver rinnovato in tempo con la Regione la convenzione che tutela i cosiddetti nobili stanziali. «Premesso che già da martedì sera abbiamo inviato a Cagliari la domanda per rinnovare l’accordo – spiega Denegri – ci tengo a ribadire che quanto è avvenuto è comunque contrario alla legge regionale 23 del 1998 e alla relativa direttiva, che specificano come la riapertura della caccia in quelle riserve faunistiche resti comunque subordinata all’istituzione di nuove zone analoghe e almeno della medesima superficie». Come dire: anche se la convenzione era scaduta, domenica scorsa a Surigheddu non si sarebbe dovuto sparare neanche un colpo di fucile. «In ogni caso – continua l’assessore – per evitare che la situazione possa ripetersi ci stiamo coordinando con la guardia forestale, che controllerà la zona e farà rispettare il divieto di caccia».
    Detto questo, Denegri annuncia un’altra novità. «Presto questi discorsi saranno inutili – dice -, non foss’altro perché la nostra amministrazione sta predisponendo da tempo il Piano faunistico venatorio provinciale, che prevede proprio per la zona di Surigheddu la trasformazione in Oasi permanente di protezione e cattura della superficie di ben 6.400 ettari». Una modifica sostanziale, non solo perché la riserva protetta si estenderà molto di più rispetto ai 1.150 ettari dell’attuale Zona di ripopolamento, ma anche perché il divieto di caccia diventerà a tutti gli effetti definitivo».

    • settembre 25, 2011 alle 10:54 am

      da La Nuova Sardegna, 25 settembre 2011
      Confermati i vincoli nella riserva. Mai più caccia a Surigheddu.

      ALGHERO. La riserva faunistica di Surigheddu è di nuovo ufficialmente «zona di ripopolamento», così che pernici e lepri non rischiano più di finire nel mirino dei cacciatori. Venerdì, infatti, la Provincia di Sassari e la Regione hanno rinnovato l’accordo a tutela dei cosiddetti nobili stanziali che vivono nella riserva alle porte della città. Ad annunciarlo è Paolo Denegri, assessore provinciale all’Ambiente, che dopo i fatti di domenica scorsa – quando parecchie doppiette avevano approfittato della scadenza della convenzione per invadere l’area protetta e sparare agli animali – ha preso contatti con Cagliari per siglare la proroga di altri sei anni. «Tuttavia – spiega Denegri – ci tengo a ricordare che quanto è avvenuto è comunque contrario alla legge regionale 23 del 1998, che specifica come la riapertura della caccia in quella tipologia di riserve faunistiche resti sempre subordinata all’istituzione di nuove zone analoghe». Detto questo, Denegri ha ribadito che l’amministrazione provinciale sta predisponendo da tempo il Piano faunistico e venatorio. Un piano che prevede proprio per Surigheddu la trasformazione da «zona di ripopolamento» in «oasi permanente di protezione e cattura» di ben 6.400 ettari. (a.m.)

  1. settembre 26, 2011 alle 4:45 PM
  2. novembre 13, 2011 alle 5:03 PM
  3. novembre 18, 2011 alle 10:14 am
  4. novembre 18, 2011 alle 4:24 PM
  5. novembre 20, 2011 alle 7:21 PM

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