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I domini collettivi: un patrimonio intergenerazionale tra passato, presente e futuro. Un libro per conoscerli e gestirli con la cura necessaria.


bosco e girasoli

E’ appena uscito il libro I domini collettivi: un patrimonio intergenerazionale tra passato, presente e futuro, pubblicato dal torinese Giappichelli Editore e curato dalla prof.ssa Rosalba Sorice, docente di Storia del diritto medievale e moderno e Diritto Comune presso l’Università degli Studi di Catania.

E’ il frutto dell’approfondito lavoro di ricerca condotto nell’ambito del Progetto Prin Demania. Domini collettivi e usi civici nell’Italia centro-meridionale. Legislazione, giurisprudenza e fonti documentali dall’eversione feudale alla riforma agraria del 1950: materiali storici per l’istruzione dei giudizi commissariali dopo la l. 20 novembre 2017 n. 168, a cui partecipano le Università degli Studi di Padova, “Aldo Moro” di Bari, di Catania, di Camerino, “Magna Graecia” di Catanzaro.

Progetto PRIN Demania, Convegno Usi Civici (Catania, 22 – 24 ottobre 2025)

Momento espositivo importante per i risultati è stato il Convegno I domini collettivi: un patrimonio intergenerazionale tra passato, presente e futuro, tenutosi a Catania nei giorni 22 – 24 ottobre 2025.

Ora, “il volume raccoglie contributi dedicati agli usi civici e ai domini collettivi, analizzati come fenomeno giuridico di lunga durata, in costante confronto con pratiche comunitarie, interventi normativi e assetti istituzionali. Muovendo da una prospettiva storica che attraversa medioevo, età moderna e contemporanea, i saggi ricostruiscono in maniera diacronica le trasformazioni degli assetti fondiari collettivi e le persistenti difficoltà di ricondurli entro categorie giuridiche fondate sul modello della proprietà individuale. Nel suo insieme il volume vuole sollecitare una riflessione critica sulla rilevanza giuridica dei domini collettivi e sui presupposti della loro tutela e gestione per una cura condivisa delle risorse comuni”.

Montepescali, cartello riserva di proprietà e diritti di uso civico

La ricerca scientifica condotta vuol costituire un momento rilevante di divulgazione e confronto sul tema ancora ben poco conosciuto delle terre collettive, che costituiscono il 7-10% del territorio nazionale italiano, almeno 5 milioni di ettari.

Boschi, pascoli, terreni agricoli, zone umide, litorali di proprietà collettiva, sebbene spesso tuttora oggetto di mire speculative e utilizzi incongrui.

I domini collettivi, i terreni a uso civico e i demani civici (legge n. 1766/1927 e s.m.i., legge n. 168/2017, regio decreto n. 332/1928 e s.m.i.) costituiscono un patrimonio di grandissimo rilievo per le Collettività locali, sia sotto il profilo economico-sociale che per gli aspetti di salvaguardia ambientale, valore riconosciuto sistematicamente in sede giurisprudenziale.

I diritti di uso civico sono inalienabili, indivisibili, inusucapibili e imprescrittibili (artt. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017 e 2, 9, 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.). I domini collettivi sono tutelati ex lege con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).  Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto a particolari condizioni, previa autorizzazione regionale e verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (artt. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.).

Altopiano di Asiago

I cittadini appartenenti alle collettività locali sono gli unici titolari dei diritti di uso civico nei rispettivi demani civici (artt. 2, commi 3° e 4°, e 3, commi 1° e 2°, della legge n. 168/2017 e s.m.i.).  Inoltre, il regime giuridico dei demani civici prevede la “perpetua destinazione agro-silvo-pastorale” (art. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017), nonché “l’utilizzazione del demanio civico … in conformità alla sua destinazione e secondo le regole d’uso stabilite dal dominio collettivo” (art. 3, comma 5°, della legge n. 168/2017).

Quindi, i beni in proprietà collettiva sono soggetti per legge a vincolo di destinazione e a vincolo ambientale: non possono essere oggetto di una concessione amministrativa che ne comporti la trasformazione.

Un grande patrimonio ambientale collettivo che dobbiamo conservare e custodire per le generazioni future.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Trino Vercellese, Bosco delle Sorti

I domini collettivi: un patrimonio intergenerazionale tra passato, presente e futuro, Giappichelli Editore, Torino, 2026  

Curatori

Sorice Rosalba

Autori

Condorelli OrazioDeliperi StefanoDi Stefano AlessiaFuschi DamianoIbba RobertoLatini CarlottaLouvin RobertoMarinelli FabrizioMastroberti FrancescoMeli MarisaPassarella ClaudiaPettinato Cristiana MariaSorice RosalbaSpeciale GiuseppeTavilla Carmelo ElioVolante Raffaele

Lupo (Canis lupus)
Tuili – Gesturi, Giara, Pauli Maiori, bosco, sullo sfondo il Gennargentu innevato

(foto da mailing list ambientalista, C.B., M.D., S.D., archivio GrIG)

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