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A giudizio l’ipotizzata corruzione in Costa Smeralda.


Arzachena, Costa Smeralda, il procuratore Fiordalisi e Carabinieri all’ingresso dell’Hotel Cervo (29 maggio 2015, foto La Nuova Sardegna)

Dopo un lungo procedimento penale avviato dall’allora Procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi, oggi, 10 luglio 2019, il G.I.P. del Tribunale di Tempio Pausania ha disposto il rinvio a giudizio di manager e dirigenti delle società immobiliari della Costa Smeralda, imprenditori, amministratori, progettisti e tecnici galluresi.

Sul piano ambientale spiccano provvedimenti di sequestro penale e successive revocherelativi agli ampliamenti a due passi dal mare degli Hotel storici della Costa Smeralda (Romazzino, Pitrizza, Cervo, complessivamente volumetrie per mc. 17 mila su 6 mila mq.), oggetto (2011) di puntuali e documentate richieste di informazioni ambientali e adozione provvedimenti da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

In proposito le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra avevano inoltrato (9 settembre 2011 e 31 ottobre 2011) puntuali richieste di informazioni a carattere ambientale e di adozione di opportuni interventi riguardo l’ampliamento dell’Hotel Romazzino nella prestigiosa ed esclusiva Liscia di Vacca,analogamente a quanto in precedenza (2010) effettuato relativamente all’Hotel Pitrizza[1].

I lavori dell’intero programma di restyling – dal quadro normativo e giurisprudenziale – emergevano di dubbia liceità: il T.A.R. Sardegna era intervenuto – su ricorso di Privati – con un provvedimento cautelare (ordinanza Sez. II, 18 marzo 2011, n. 135) di blocco dei lavori di ristrutturazione e ampliamento(6 family suites, un parcheggio interrato, una nuova piscina, una nuova area servizi di ristorazione, rimodulazione delle restanti aree esterne e adeguamento/ampliamento del corpo centrale).  In seguito – secondo notizie stampa – le parti avrebbero raggiunto un accordo comportante la rinuncia al procedimento giurisdizionale amministrativo.

Arzachena, Costa Smeralda, lavori di ampliamento dell’Hotel Romazzino

Ciò non toglie che i lavori non potessero essere autorizzati.

Il Comune di Arzachena, con concessione edilizia n. 131/2010 del 28 maggio 2010, aveva autorizzato i lavori, previo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica da parte del Servizio regionale Tutela paesaggistica per la Provincia di Olbia–Tempio con determinazione n. 296/09/OT del 22 luglio 2009 e del successivo provvedimento positivo di controllo emanato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Sardegna con nota n. 9093/SS dell’11 agosto 2009. 

Tuttavia, gli interventi previsti all’Hotel Romazzino non rientravano – a giudizio del T.A.R. Sardegna – fra quelli per cui operano le “deroghe” di cui all’art. 20, comma 1°, delle norme di attuazione del piano paesaggistico regionale – P.P.R.  Quindi sono illegittime l’autorizzazione paesaggistica emanata dal Servizio regionale tutela paesaggistica e la successiva presa d’atto positiva da parte della competente Soprintendenza. 

Conseguentemente, lo stesso rilascio dei titoli abilitativi risulta in contrasto con le disposizioni del piano paesaggistico regionale – P.P.R. (artt. 19-20 delle norme di attuazione), dove definisce la fascia costiera (spesso ben più ampia di quella dei mt. 300 della battigia marina) “quale ‘bene paesaggistico d’insieme’ e ‘risorsa strategica fondamentale’ (art. 19, comma 1), vietando al suo interno qualunque intervento di trasformazione (art. 20, comma 1), con la sola eccezione degli interventi (per quanto ora di specifico interesse) di ‘a) riqualificazione urbanistica e architettonica degli insediamenti turistici o produttivi esistenti; b) riuso e trasformazione a scopo turistico-ricettivo di edifici esistenti; c) completamento degli insediamenti esistenti’ (art. 20, comma 2, n. 2), tutti attivabili previa intesa di cui all’art. 11, lett. c)”.    Sempre secondo il T.A.R. Sardegna, né poteva autorizzare gli interventi previsti il complesso di disposizioni di cui alla legge regionale Sardegna n. 4/2009, il c.d. piano per l’edilizia.   Non l’art. 12, applicabile a “interventi di alta qualità paesaggistica” solo se non siano previsti aumenti di volumetrie.   Nemmeno l’art. 13 (aumento di cubatura fino ad un massimo del 25% per la riqualificazione di strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive): infatti, il relativo impianto delle deroghe“presuppone il preventivo recepimento delle stesse all’interno della pianificazione paesaggistica regionale, mediante modifica del P.P.R. e delle correlative misure di salvaguardia”.   Il P.P.R. è investito dal decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.“(espressione della competenza legislativa statale prevista, in subiecta materia, dall’art. 117, comma 2, lett. s, della Costituzione: cfr., ex multis, Corte costituzionale, 29 maggio 2009, n. 164)” del “compito di dettare il regime giuridico concretamente applicabile a quella tipologia di bene, che riveste particolare importanza sotto il profilo paesaggistico e ambientale”.    Quindi la stessa legge regionale non può che assegnare al P.P.R. la previsione di eventuali eccezioni al sistema generale di salvaguardia dei beni ambientali e paesaggistici tutelati, in primo luogo la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina.      Se vi fosse una portata precettiva diretta, la norma sarebbe in conflitto con le competenze statali costituzionalmente garantite.

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

La ripresa dei lavori – nonostante la cessazione del contenzioso amministrativo – è apparsa quindi di dubbia liceità.

Alle istanze ecologiste il Comune di Arzachena – Area tecnica replicava (nota prot. n. 39381 del 20 ottobre 2011) invocando “soluzioni condivise” con il Ministero per i beni e attività culturali e la Regione autonoma della Sardegna.

Ora il 16 ottobre 2019 si aprirà il dibattimento presso il Tribunale di Tempio Pausania

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Arzachena, Costa Smeralda, ampliamento Hotel Romazzino

da Sardinia Post, 10 luglio 2019

Corruzione per hotel in Costa Smeralda, rinviato a giudizio l’ex ministro Carraro.

Il gup del tribunale di Tempio Cristina Arban ha rinviato a giudizio con l’accusa di concorso in corruzione l’ex ministro e senatore di Forza Italia Franco Carraro, gli ex manager della Sardegna Resort srl (la cassaforte immobiliare della holding Costa Smeralda) Mariano Pasqualone e Aleksandra Dubrova, gli ex dirigenti del settore urbanistica del comune di Arzachena Antonello Matiz (corruzione e abuso d’ufficio) e Libero Meloni (al quale viene contestato il solo abuso d’ufficio), l’ex comandante della polizia locale di Arzachena Giovanni Mannoni (corruzione e abuso d’ufficio) , i tecnici Tonino Fadda e Antonio Tramontin, l’imprenditore arzachenese Angelo Filigheddu e il commercialista e tributarista milanese Stefano Morri, membro del consiglio di amministrazione della Holding Costa Smeralda sotto la gestione del finanziere libanese con passaporto statunitense Tom Barrack. Il non luogo a procedere è stato invece deciso per il reato di associazione per delinquere mentre per diverse contestazioni di abusi edilizi è intervenuta la prescrizione.

Arzachena, Costa Smeralda, ampliamento Hotel Romazzino

LEGGI ANCHE: Ampliamento hotel in Costa Smeralda: chiesto rinvio a giudizio per corruzione

Le accuse che hanno portato al rinvio a giudizio (il procedimento si aprirà davanti ai giudici del Tribunale di Tempio il 16 ottobre prossimo) Franco Carraro (anche ex sindaco di Roma ed ex presidente Coni e Figc), gli ex vertici della Costa Smeralda, i professionisti dell’edilizia, gli ex dirigenti dell’ufficio tecnico del comune di Arzachena e gli imprenditori erano finiti sotto inchiesta nella mega indagine che l’ex capo della Procura della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi aveva avviato sugli ampliamenti di tre grandi alberghi a cinque stelle della Sardegna Resort (società oggi di proprietà dei fondi Sovrani del Qatar, acquisiti nel 2012 dalla Colony Capital di Tom Barrack): il Romazzino, il Pitrizza e lo storico Hotel Cervo Per il collegio difensivo – gli avvocati penalisti Agostinangelo MarrasDomenico PutzoluGerolamo e Filippo OrecchioniGuido Manca BittiBenedetto Ballero e Rita Dedola, l’ex ministro della Giustizia Paola Severinoe il cassazionista Roberto Borgogno – l’intero castello accusatorio si basava su un equivoco di fondo, che non teneva conto che i lavori erano stati effettuati in perfetta sintonia con le normative vigenti, ovvero utilizzando gli strumenti urbanistici messi a disposizione di società immobiliari e dei comuni sardi con il cosiddetto “Piano Casa”, che prevedeva un aumento di cubature del 30 per cento sugli immobili preesistenti. Argomenti ritenuti non validi dal gup, che ha deciso per il rinvio a giudizio collettivo ritenendo gli ampliamenti frutto di connivenze e corruzione. (G.P.C.)



[1]  I suddetti lavori rientrano nel “Programma di riqualificazione del sistema ricettivo alberghiero Costa Smeralda” , oggetto della procedura di verifica di coerenza (aprile 2010) da parte della Regione autonoma della Sardegna e approvati con deliberazione Consiglio comunale Arzachena n. 29 del 27 maggio 2010 e ambito di specifica convenzione tra il Comune di Arzachena e la Sardegna Resorts s.r.l.

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

(foto da La Nuova Sardegna, per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. G.Maiuscolo
    luglio 11, 2019 alle 8:17 am

    Diciamo pure ipotizzata…
    Per ora. Lasciamo che sia la Magistratura a…

  2. luglio 11, 2019 alle 9:02 am

    Vengo a segnalare la sentenza 26 marzo 2019 del Tribunale di Palermo, Sez. III, Giudice dott.ssa Marina Petruzzella, nella quale, aderendo ai principi espressi in Cassazione, Sez. III penale, n. 44836/2018, viene stabilita l’IMPRESCRITTIBILITA’ del reato di lottizzazione abusiva allorquando l’USO del territorio, mediante le costruzioni realizzate, continua a confliggere con vincoli ambientali dovuti alla presenza di una risorsa naturale destinata dalla pubblica amministrazione all’uso pubblico oppure di vincoli connessi a ragioni di sicurezza pubblica.
    Pare che questo caso di lottizzazione in Costa Smeralda si attagi ai principi espressi dalla Cassazione e condivisi, nonché sviluppati, dal Tribunale di Palermo.

  3. luglio 11, 2019 alle 3:00 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 11 luglio 2019
    Sardegna, corruzione per l’ampliamento di alcuni hotel di lusso in Costa Smeralda: a processo l’ex ministro Franco Carraro.
    Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Tempio Pausania ha stabilito il rinvio a giudizio per Carraro e altre 8 persone, tra cui manager, progettisti e funzionari del comune di Arzachena nell’ambito della maxi inchiesta giudiziaria sui presunti abusi edilizi commessi in Costa Smeralda, in Sardegna, per l’ampliamento di tre hotel di lusso: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/11/sardegna-corruzione-per-lampliamento-di-alcuni-hotel-di-lusso-in-costa-smeralda-a-processo-lex-ministro-franco-carraro/5316890/

    ____________________

    da La Nuova Sardegna, 11 luglio 2019
    Corruzione in Costa Smeralda: Franco Carraro e altri 18 rinviati a giudizio.
    Le accuse a manager e dirigenti comunali e regionali sono articolate, per l’ex ministro restano in piedi due ipotesi di corruzione: http://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2019/07/11/news/corruzione-in-costa-smeralda-franco-carraro-e-altri-18-rinviati-a-giudizio-1.17850317

    __________________

    da L’Unione Sarda, 11 luglio 2019
    Corruzione. Ampliamento degli alberghi di lusso in Costa Smeralda: a processo l’ex ministro Carraro.
    Con lui altri nomi importanti, dagli ex manager di Sardegna Resort all’ex comandante della polizia locale di Arzachena: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/sassari-provincia/2019/07/11/ampliamento-degli-alberghi-di-lusso-in-costa-smeralda-a-processo-136-903476.html

  4. luglio 11, 2019 alle 4:19 pm

    Mi farebbe piacere che il Procuratore della Repubblica impugnasse in Cassazione la decisione del GUP di prescrizione degli abusi edilizi, perché ancora i Magistrati non comprendono che all’indomani delle modifiche apportate al Testo Unico dell’Edilizia con la qualificazione dell’utilizzazione degli immobili quale “attività edilizia” si ha la ripresa e sviluppo di attività edilizia abusiva fino a quando gli immobili non cessano di essere utilizzati.
    Speriamo lo faccia …

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