Home > biodiversità, coste, difesa del territorio, mare, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale, zone umide > Non si tagliano i rami che portano fiori, frutti e nuovi semi: l’inspiegabile soppressione della Conservatoria delle Coste.

Non si tagliano i rami che portano fiori, frutti e nuovi semi: l’inspiegabile soppressione della Conservatoria delle Coste.


Teulada, Capo Malfatano

Teulada, Capo Malfatano

L’assurda e autolesionistica vicenda del commissariamento in vista della soppressione dell’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna non cessa di preoccupare e allarmare tantissimi cittadini.

E’ anche il caso di Daniela Ducato, imprenditrice coraggiosa e innovatrice, esempio della Sardegna migliore.  

Ecco le sue riflessioni, le sue preoccupazioni, il suo dissenso.  Sono anche nostri, così come lo sono di tantissimi cittadini.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Daniela Ducato

Daniela Ducato

 

Solitamente si tagliano i rami secchi e non i rami sani che portano fiori, frutti e nuovi semi. E nuovi semi sono quelli messi a frutto dall’Agenzia della Conservatoria delle Coste: ente sano, innovativo, non in perdita, ma capace di produrre e attrarre finanziamenti per il territorio, di moltiplicarne la ricchezza materiale e immateriale, risparmiando denaro pubblico. Un fiore all’occhiello per la Regione Sardegna e per l’Italia, riconosciuto anche all’estero per l’altissimo livello di innovazione e con una gestione esemplare di  sostenibilità economica coniugata all’ambiente, il cui modello dovrebbe far scuola. Non lo dicono le parole, lo si deduce dai fatti e dai conti economici, dalla concretezza nuda e cruda dei numeri. Appare quindi incredibile e inspiegabile il suo commissariamento. Perché cancellare un ente produttivo come la Conservatoria delle Coste, che risulta essere anche dal punto di vista economico-finanziario l’agenzia più efficiente della Regione Sardegna? La Conservatoria, gioiello istituzionale preso come esempio virtuoso persino in Svezia, con  la  capitale verde d’Europa, emblema mondiale dell’ambientalismo, viene invece rinnegato e soppresso dal governo sardo. Preoccupa non aver sentito neppure un politico esprimere la propria opinione in merito, eccezion fatta per Alessandra Zedda. Il Governatore Pigliaru disattende le promesse elettorali che ruotavano intorno alla questione ambientale e all’importanza della meritocrazia. Sembra invece che ancora una volta a vincere sia l’appartenenza, piuttosto che la competenza.

Cagliari, Sella del Diavolo, ruderi della Torre costiera del Poetto

Cagliari, Sella del Diavolo, ruderi della Torre costiera del Poetto

Ma la cosa grave è che non si tratta solo della semplice eliminazione di un ente efficiente, bensì della soppressione di uno strumento di democrazia partecipata, e quindi di democrazia reale, che ha consentito ai nostri territori di esprimersi in possibilità e realizzazione di progetti, e soprattutto di farlo con i tempi snelli richiesti da Comuni e imprese, con i relativi risparmi di risorse pubbliche. La buona riuscita della Conservatoria delle Coste si deve a persone di valore e al suo direttore Alessio Satta (appena licenziato) la cui competenza tecnica e capacità di fare rete di territorio e democrazia dal basso di altissimo livello, sono lampanti e testimoniate dagli ottimi risultati ottenuti, conti economici compresi.

Non solo proporre dall’alto, ma raccogliere saperi, esperienze, visioni e proposte dal basso: era questo il modus operandi della Conservatoria. E il basso siamo tutti noi: imprese, associazioni, comitati di cittadini, Comuni e frazioni costiere, portatori tutti di esperienze culture e diversità. La Conservatoria ha consentito di partecipare e di creare tavoli comuni, dove parole come economia, paesaggio, salvaguardia dell’ambiente, non sono state tradotte in “burocratese” come spesso accade, bensì in relazioni, azioni, innovazioni e quindi in politica vera. Politica di comunità, che vuol dire partecipazione.

dune

dune

“Non cambierà nulla, ingloberemo il personale della Conservatoria nella Regione e faremo le stesse cose”,  sono le parole dell’Assessore Regionale all’Ambiente. Ma non spiega come farà a inglobare “noi”. Insieme ad un ente, si sopprime anche la nostra intelligenza collettiva.

Altre questioni importanti che non possono passare inosservate, evidenziate anche dal Grig (Gruppo di intervento giuridico) riguardano i beni gestiti dalla Conservatoria che, se inglobata dall’Assessorato all’Ambiente, dovranno  essere restituiti all’Assessorato degli Enti Locali, separando due competenze fondamentali come la disponibilità dei beni e la possibilità di tutelarli, e creare nuovo valore per il patrimonio regionale, rendendo legittime possibili speculazioni e svendite del territorio sardo.Inoltre rispetto all’Assessorato, l’agenzia della Conservatoria delle Coste essendo una entità giuridica diversa da quella dell’Amministrazione Regionale può partecipare individualmente ai bandi dei progetti europei raddoppiando le possibilità per la Regione di attrarre nuovi fondi.

La Conservatoria delle Coste ha stimolato attraverso strumenti evoluti una nuova consapevolezza identitaria del paesaggio costiero, l’importanza della biodiversità,  l’ottimizzazione e l’incremento della  flora e della fauna marina, il restauro e la fruizione di patrimoni artistici e storici prima abbandonati al degrado (antichi fari, torri di vedetta). Il tutto realizzato senza coltivare cemento e cardi spagnoli.  Sono solo alcuni esempi  efficaci e possibili del  “fare economia sana e  pulita” coltivando bellezza, amore per il paesaggio, e guardando il mondo con gli occhi del mare: senza petrolchimica.

Manifesto il mio dissenso per la scelta del Governatore Pigliaru, anche come portavoce de “La Casa Verde CO2.0” e del consorzio di imprese turistiche allevatori e pescatori C.I.A.O. assieme al suo Presidente Monica Saba, che ricopre anche il ruolo di Vicepresidente Impresa Donna di Coldiretti. Con questa azione si mette in discussione anche la visibilità e il prestigio della Regione Sardegna e dell’Italia, a livello nazionale e internazionale.  Auspichiamo che il Presidente Pigliaru  riprenda in mano la questione esaminandola con un’approfondita analisi. Potrebbe  rivelarsi utile  rinforzare le competenze dell’Agenzia, anziché disperderle. Per il bene di tutti.

Daniela Ducato

 

 

La Nuova Sardegna, 21 giugno 2014

 

 

dune, ginepri, spiaggia, mare

dune, ginepri, spiaggia, mare

(foto Comune di Cagliari, S.D., archivio GrIG)

  1. giugno 19, 2014 alle 4:11 PM

    Ma perché non volgere lo sguardo attento a tutti quegli enti che non hanno ottenuto risultati e si sono dimostrati delle zavorre??

  2. Genius Loci
    giugno 19, 2014 alle 6:35 PM

    Speravo in una maggiore attenzione verso le tematiche ambientali. Ho paura che ancora una volta la politica la faranno le “correnti” del cemento del PD. A questo punto chi si occuperà dei territori costieri ? I comuni ? Siamo punto e a capo.

  3. shardana
    giugno 20, 2014 alle 12:09 am

    Scusi genius loci,ma come potevate sperare in un cambiamento?I clan sono sempre gli stessi o ci stai o te ne vai.Vorrei sbagliarmi……ma il pdexmenoelle non ha nessuna intenzione di occuparsi di salvaguardia ambientale se nò lo avrebbe fatto da un pezzo.Al limite si butta dove c’è da mangiare con l’ambiente………….è cosa risaputa.

  4. Riccardo Pusceddu
    giugno 20, 2014 alle 4:32 am

    ma possibile che quando una cosa funziona la si debba sempre fermare? Viene il dubbio che questo sia il vero motivo per cui la conservatoria delle coste sia stata commissariata. Funzionava, e questo non piaceva ad alcuni che invece nelle coste anziché conservarle, ci vogliono ancora speculare. Con me Pigliaru ha chiuso. E’ il solito traditore

  5. giugno 21, 2014 alle 6:06 PM

    da Tramas de Amistade, 20 giugno 2014
    Quando la forma del modello organizzativo è sostanza: il caso della Agenzia Conservatoria delle Coste. (Giuseppe Melis, Professore di marketing management all’Università di Cagliari): http://tramasdeamistade.org/htdocs/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=457%3Aquando-la-forma-del-modello-organizzativo-e-sostanza-il-caso-della-agenzia-conservatoria-delle-coste&catid=102%3Agiuseppe-melis&Itemid=9

  6. giugno 23, 2014 alle 3:05 PM

    da L’Unione Sarda, 23 giugno 2014
    URBANISTICA. Si moltiplicano le voci (trasversali) contro la soppressione dell’agenzia regionale. Stop alla Conservatoria delle coste, ambientalisti all’attacco di Pigliaru. (Fabio Manca) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20140623091813.pdf)

    Il 5 giugno la Giunta Pigliaru non aveva alcuna intenzione di chiudere la Conservatoria delle coste. Lo dimostra la pubblicazione del bando per la ricerca di un nuovo direttore esecutivo. Le manifestazioni di interesse sarebbero dovute pervenire dopo una sola settimana, e questa è già un’anomalia. Ma sette giorni dopo, il 12, l’Agenzia è stata commissariata. Un’operazione che secondo molti assomiglia a un pasticcio. Che cosa è accaduto nel corso di quella settimana?
    È possibile che per una semplice operazione di spoil system, cioè per sostituire il direttore (a cui un anno fa era stato rinnovato il contratto da 105 mila euro lordi all’anno per cinque anni), sia stato deciso di cancellare un’eccellenza presa a esempio in tutta Italia e non solo? È possibile che una decisione così importante su un “asset” strategico per la politica urbanistica del centrosinistra sia stata persa in così poco tempo? Che cosa c’entra la spending review – indicata nella delibera come unica motivazione della soppressione – se l’agenzia era gestita come un’azienda privata efficiente?
    Domande diffuse e ancora prive di risposta su una vicenda che ogni giorno che passa suscita maggiori interrogativi e perplessità e che sta generando un grande movimento di difesa che va dal mondo ambientalista a quello delle imprese, da ambienti universitari a partiti politici di entrambi gli schieramenti.
    «In pochi mesi annotiamo gravi e pesanti contraddizioni della politica ambientale proposta agli elettori sardi e premiata dal risultato elettorale. A che gioco stiamo giocando? Che fine farà il patrimonio ambientale affidato, con grande difficoltà, alla gestione della Conservatoria delle coste?», si chiede il Gruppo di intervento giuridico che teme una nuova invasione di cemento sulle coste. Una preoccupazione condivisa da Italia Nostra: «Possibile che l’Agenzia rappresenti un voce di spesa tanto importante da dover essere cancellata per salvare il bilancio regionale? Che destino avranno le migliaia di ettari di costa e le tante strutture costiere attualmente gestite e salvaguardate dall’Agenzia?».
    «Non si tagliano i rami sani ma quelli secchi», osserva Daniela Ducato, imprenditrice pluripremiata per la sua attività innovativa anche in campo ambientale, secondo cui «la Conservatoria, come dimostrano i numeri, è un fiore all’occhiello per la Regione Sardegna e per l’Italia, riconosciuto anche all’estero per l’altissimo livello di innovazione e con una gestione esemplare di sostenibilità economica coniugata all’ambiente, il cui modello dovrebbe far scuola». E proprio sui numeri si basa l’approfondimento di Giuseppe Melis, docente di marketing management all’università di Cagliari, che dopo aver analizzato a fondo il modello organizzativo della Conservatoria si chiede «se vale davvero la pena rinunciare a questo capitale organizzativo e sociale che ha conseguito risultati economici e patrimoniali in nome di un risparmio che sembra solo apparente e, a conti fatti, rappresentato dal solo costo degli organi istituzionali».
    Eppure per la Giunta “lo strumento operativo rappresentato dall’Agenzia Conservatoria delle Coste non si è dimostrato adeguato per il raggiungimento dei compiti statutari”, come è scritto nell’atto di commissariamento. Una tesi contraddetta la sera stessa dell’approvazione della delibera dall’assessore all’Ambiente Donatella Spano che aveva pubblicamente elogiato l’operato dell’Agenzia.
    Tesi smontate punto per punto anche da Sardarch, autorevole blog di architetti che, statuto dell’Agenzia alla mano, dimostra invece che gli obiettivi sono stati raggiunti. «Non si capiscono le motivazioni che hanno spinto la Giunta a procedere in questa direzione così ostinatamente contraria rispetto anche al programma elettorale», conclude Sardarch. Insomma: sono in molti a sostenere che commissariare la Conservatoria sia stato un errore. E a suggerire una retromarcia. Del resto, evidenzia Melis, «talvolta tornare sulle proprie decisioni non è segno di debolezza ma di forza».

  7. Riccardo Pusceddu
    giugno 23, 2014 alle 5:38 PM

    Comunicazione di servizio per Stefano: gli articoli di giornale che metti in calce ai tuoi sono spesso troncati. Potresti allegarli interi o almeno mettere un link?

  8. Riccardo Pusceddu
    giugno 23, 2014 alle 6:51 PM

    no. Per esempio l’articolo dal titolo “L’associazione degli architetti: una decisione sbagliata” anche quando ci clicco sopra non mostra la parte inferiore delle colonne. Si ingrandisce soltanto

  9. Riccardo Pusceddu
    giugno 23, 2014 alle 6:55 PM

    mi sono letto il lungo intervento di Giuseppe Melis e sono d’accordo con la sua analisi. Una sola cosa mi lascia sconcertato: perché quando si decide di aprire un nuovo ente non si usa il personale già presente in seno ad altri organi regionali, in questo caso all’assessorato all’ambiente? Così cadrebbe la scusa dei tagli agli enti utili

  10. Federica
    giugno 24, 2014 alle 10:08 am

    Si vabbè…il marketing management è una cosa, la conservazione ambientale ben altra. Detto al prof, Melis, uno dei fautori dei campi da golf nell’isola a go-go. Non mischiamo il sacro col profano, facciamo informazione e non marketing,grazie.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: