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Il “padrone” dell’Anfiteatro romano di Cagliari.


Cagliari, Anfiteatro romano sotto la "legnaia"

 

C’è chi pensa di essere il “padrone” dell’Anfiteatro romano di Cagliari.   Esser stato il “gestore” per anni grazie ad affidamenti da parte del Comune di Cagliari senza alcuna gara pubblica e grazie a finanziamenti pubblici deve averlo convinto di questo. La sua convinzione non ha però convinto vari magistrati e – insieme a funzionari comunali – spiegherà le sue ragioni a Palazzo di Giustizia, come già accaduto in passato.  E non è detto che sia l’ultima volta.

Questa sua convinzione è, molto probabilmente, il motivo che lo spinge a scalmanarsi così tanto per mantenere la famigerata legnaiaabusiva, soprattutto ora che la nuova Amministrazione comunale Zedda pare proprio che faccia sul serio e intenda sbaraccarla, su richiesta anche del Ministero per i beni e le attività culturali e con un’indagine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Trova sponda, senza alcuna meraviglia, nell’attuale opposizione consiliare, ieri maggioranza al Comune di Cagliari.

‘sto personaggio afferma che non abbiamo alcuna idea su come si possa preservare l’Anfiteatro romano e dare la possibilità di svolgere spettacoli.   Mente spudoratamente, visto che abbiamo effettuato una proposta da anni: rimuovere la “legnaia” e montare un allestimento teatrale, tribune comprese, avendo sullo sfondo l’Anfiteatro romano.   Un allestimento speculare, “al contrario” di quello attuale, tanto per capirci.   Sempre che non vi siano pericoli per la conservazione del monumento, perché è un “bene culturale” (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), non un “bene privato” a suo uso e consumo.

Non è carne di porco, tanto per capirci.  C’è invece chi proprio non riesce a capirlo. Non importa, si adegui e basta.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Cagliari, Anfiteatro romano, illustrazione fine '800

da La Nuova Sardegna, 15 febbraio 2012

Scambio d’accuse tra l’ecologista Deliperi e l’organizzatore di spettacoli Massimo Palmas. Battaglia sull’anfiteatro.  Fare Verde: «No alla gestione e agli interessi privati». Mauro Lissia
 CAGLIARI. Ora è polemica aperta sull’anfiteatro e sulla decisione dell’amministrazione comunale di smontare in parte la tribuna in legno installata dodici anni fa dalla giunta Delogu: se Stefano Deliperi definisce «da vomito» la proposta di affidare l’arena alla gestione privata, l’organizzatore di spettacoli Massimo Palmas lo accusa nella sua pagina facebook di diffondere menzogne.
 Ed è un batti e ribatti che segue a ruota una scelta da anni sollecitata dalle associazioni culturali e ambientaliste, scelta destinata inevitabilmente a scontrarsi con gli interessi economici dell’operatore – Sardegna Concerti e Sardinia Jazz – cui l’amministrazione Floris aveva affidato senza alcuna selezione pubblica la gestione dell’arena, una realtà contestatissima dagli altri imprenditori dello spettacolo ora al centro di un processo penale in cui lo stesso Palmas è imputato insieme a un dirigente e a una funzionaria comunali. Scrive Palmas: «Piuttosto che scomodarsi a ipotizzare un futuro credibile per l’anfiteatro, Deliperi si permette di liquidare come squallida una seria proposta avanzata dall’opposizione di centrodestra in consiglio comunale ma condivisa anche da numerosi esponenti della maggioranza, di coinvolgere i privati nel recupero e nella gestione dell’anfiteatro romano secondo un modo di operare ritenuto dai più indispensabile per garantire una vera tutela e salvaguardia del nostro patrimonio archeologico e culturale». L’intervento prosegue accusando Deliperi di «non avere alcuna opinione nel merito della questione anfiteatro» ma di voler soltanto spargere «qualche demagogica spalata di letame su coloro che hanno un’opinione diversa dalla sua». Se Deliperi liquida sbrigativamente l’uscita di Palmas («è convinto che l’anfiteatro sia una sua proprietà, dovrebbe solo vergognarsi e osservare un rispettoso silenzio, valuterò se querelare») l’associazione ambientalista Fare Verde, di area centrodestra, replica duramente con una nota del coordinatore provinciale Simone Spiga: «Auspichiamo tempi brevi per la fase di realizzazione degli interventi di recupero per ragionare insieme sulla sua salvaguardia e sulle future iniziative per sviluppare interventi di utilizzo sostenibile del monumento – è scritto – ed esprimiamo netta opposizione all’ipotesi del centro destra di coinvolgere i privati nel recupero e nella gestione». C’è un passaggio dedicato a Palmas: «Certo che il patron di Sardegna Concerti è favorevole, il difensore delle sue tasche non può non essere d’accordo con quella posizione, perchè in tanti non dimentichiamo che per anni ha avuto la gestione dello splendido spazio senza alcuna gara d’appalto e senza fare alcun tipo di intervento annuale di ripristino delle strutture, ma ancora peggio, oggi è sotto processo, insieme a funzionari del Comune, per la gestione di quello spazio». Prosegue la nota: «Più volte siamo stati in pochi a denunciare la gravità della situazione della gestione dell’Anfiteatro e oggi invitiamo il signor Palmas ad occuparsi del processo e non alla futura gestione dello spazio. L’invito che invece rivolgiamo al Comune gliari è di aprire un tavolo insieme al mondo dell’ambientalismo per salvaguardare al meglio l’Anfiteatro e contemporaneamente trovare uno spazio adatto in città per aprire il grande circuito dei concerti internazionali e non favorire, come si è fatto negli ultimi quindici anni, solo Massimo Palmas e la sua struttura, senza dimenticare che con i soldi che ha preso in questi anni da Comune, Provincia e Regione, oggi avrebbe potuto persino comprare l’Anfiteatro».  L’intervento annunciato dall’assessore comunale ai lavori pubblici Luisa Anna Marras costerà per la fase iniziale 350 mila euro, una cifra considerata sufficiente per ripulire il monumento e avviare lo smontaggio di una parte della gradinata in legno. L’operazione sarà graduale e verrà seguita passo passo da un funzionario delegato dalla Sovrintendenza archeologica, forse anche da un consulente della Procura della Repubblica che indaga sull’ipotesi di danneggiamento dopo la relazione degli ispettori dell’istituto superiore di restauro. Una relazione che ha confermato i timori espressi negli anni da intellettuali ed ecologisti: le basi del monumento sono in uno stato di grave degrado, con spaccature e infiltrazioni di umidità.

Cagliari, Anfiteatro romano oppresso dalla "legnaia"

IL PROCESSO. Il 14 marzo se ne parla in tribunale.
 CAGLIARI. L’anfiteatro romano concesso senza gara pubblica, le attrezzature del palco acquistate coi fondi europei ma usate anche per scopi privati, fatturazioni ripetute e rendiconti ballerini, fino all’organizzazione del Capodanno cagliaritano affidata direttamente, senza alcuna procedura di evidenza pubblica: è accaduto a Cagliari tra il 2005 e il 2007. Per questi fatti è a giudizio l’ex dirigente Bruno Soriga (68 anni), che deve rispondere di peculato e di tre abusi d’ufficio e ha scelto il rito abbreviato: il 28 marzo la discussione e forse la sentenza. Poi la funzionaria Luisa Lallai, accusata del solo peculato, dovrà presentarsi davanti ai giudici della prima sezione del tribunale il 14 marzo 2012 insieme ai vertici delle due società: Massimo Palmas (57 anni) è imputato di peculato, due abusi d’ufficio, sei fatti di truffa, due falsi in atti pubblici e appropriazione indebita. Il fratello Michele Palmas (44 anni) risponderà di abuso d’ufficio, appropriazione indebita e truffa. Infine l’amministratrice Maria Gabriella Manca (42) di peculato, due abusi d’ufficio, due truffe e appropriazione indebita. Un’altra inchiesta per fatti analoghi, aperta su denuncia dell’organizzatore Andrea Caldart, è in chiusura.

 

(immagine d’epoca, foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Occhio nudo
    febbraio 15, 2012 alle 7:14 pm

    Speriamo che la giunta Zedda abbia il coraggio di andare avanti e restituire l’Anfiteatro ai sardi e a tutti i viaggiatori che vorranno ammirarlo. Quello che Palmas ha scritto lo fa conoscere al mondo in tutta la sua prepotenza e arroganza, e fa anche capire il clima nel quale gli operatori culturali hanno vissuto negli anni scorsi, tutto questo non sarebbe possibile se nelle amministrazioni pubbliche ci fossero persone serie a gestire i beni pubblici.

  2. angela rasetti
    febbraio 18, 2012 alle 7:14 pm

    la mancanza di cultura ci porta allo scempio dell’anfiteatro .non ho parole la cultura è tutto

  3. marzo 9, 2012 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda on line, 9 marzo 2012
    Concerti vietati all’Anfiteatro per il 2012. Il Comune: “Mancano le vie di fuga”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/256915

    Anfiteatro, si riapre nel 2013. Salta il programma di utilizzo dell’arena romana per i concerti all’aperto del 2012. Spettacoli estivi: prende quota l’ipotesi del campo Coni. (Michele Ruffi)

    Questa volta la sovrintendenza sarebbe stata anche d’accordo, ma a bloccare la riapertura dell’Anfiteatro per i concerti estivi del 2012 ci hanno pensato le norme di sicurezza: «Due settimane fa abbiamo fatto un sopralluogo insieme ai Beni archeologici», racconta l’assessore alla Cultura Enrica Puggioni, «anche per valutare la possibilità di ospitare gli spettacoli nella zona tra l’attuale palco e l’Orto botanico. Purtroppo non ci sono le vie di fuga necessarie: riusciremo a realizzare il progetto, probabilmente, per l’estate del 2013».
    LE TRIBUNE IN LEGNO. La stagione 2012 invece potrebbe essere ospitata, almeno in parte, nel campo del Coni, anche se l’assessore ha parlato di «ipotesi non ancora definita». Di sicuro entro l’anno sarà aperto il cantiere per l’eliminazione delle tribune di legno, come ha ricordato ieri l’assessore Luisa Anna Marras nel corso di una riunione congiunta delle commissioni Cultura e Lavori Pubblici: «Saranno rimossi il primo anello, la platea e il palco. Una volta terminati i lavori e accertate le condizioni del monumento, che ci risulta essere in una situazione di grande sofferenza, penseremo a come togliere anche le altre strutture». Ma secondo Maurizio Porcelli (Pdl), «l’Anfiteatro rischia di rimanere chiuso per anni. Dopo aver fatto saltare i concerti dell’estate 2011, ora si rischia di compromettere anche la prossima stagione di spettacoli all’aperto».
    IL PROGETTO. L’arena di viale Sant’Ignazio potrebbe ospitare «concerti per un pubblico di 1500-2000 persone, la sovrintendenza ha già fatto sapere di essere d’accordo», ha ricordato Enrica Puggioni. Prima però dovranno essere realizzate nuove uscite di sicurezza.

  4. marzo 14, 2012 alle 5:38 pm

    A.N.S.A., 14 marzo 2012
    Inchiesta Anfiteatro Cagliari: al via processo, 4 alla sbarra
    Imprenditori e funzionari nel mirino per gestione spettacoli: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/03/14/visualizza_new.html_131933174.html

    da L’Unione Sarda on line, 14 marzo 2012
    Cagliari, spettacoli all’Anfiteatro romano. Al via il processo contro quattro imputati: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/257686

    da Casteddu on line, 14 marzo 2012
    Gestione illecita dell’Anfiteatro: a processo il “gotha” degli spettacoli a Cagliari: http://www.castedduonline.it/cronaca/gestione-illecita-dellanfiteatro-a-processo-il-gotha-degli-spettacoli-a-cagliari/12748

  5. marzo 15, 2012 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 15 marzo 2012
    Confermate le accuse al processo contro Sardegna Concerti-Sardinia Jazz che si è aperto ieri davanti alla prima sezione del tribunale. I Palmas e la gestione «privata» dell’anfiteatro.
    «Nessuna gara e per le forniture si rivolgevano a società legate alla famiglia di organizzatori».
    Palco e attrezzature pubbliche usate anche per scopi privati. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Il palco e le attrezzature tecniche per il jazz erano state acquistate dal Comune con fondi pubblici ma l’accoppiata Sardegna Concerti-Sardinia Jazz usava l’uno e le altre come se fossero private: a Cagliari, ma anche a Macomer e in altre città. Eppure la convenzione firmata con l’amministrazione parlava chiaro: servivano per il festival jazz e per nient’altro perchè i fondi regionali erano destinati a quello. Un po’ come l’anfiteatro: è un’arena pubblica per gli spettacoli ma erano sempre le solite due società a fare il bello e il cattivo tempo. Per una ragione che è alla base del processo aperto ieri davanti al tribunale presieduto da Mauro Grandesso: la giunta Floris gli aveva concesso il monumento storico, con la sua orrenda gradinata in legno, senza che gli altri operatori dello spettacolo potessero interloquire. Niente, nessuna gara. Solo un accordo privato fortemente sponsorizzato dal centrodestra cagliaritano.
    Per questi fatti è a giudizio l’ex dirigente comunale Bruno Soriga (69 anni), che deve rispondere di peculato e di tre abusi d’ufficio e ha scelto il rito abbreviato: il 28 marzo la discussione e forse la sentenza. Poi la funzionaria Luisa Lallai, accusata del solo peculato: ieri non si è presentata nell’aula della prima sezione del tribunale così come Michele Palmas (45 anni) accusato di abuso d’ufficio, appropriazione indebita e truffa. Presenti invece Massimo Palmas (58 anni) imputato di peculato, due abusi d’ufficio, sei fatti di truffa, due falsi in atti pubblici e appropriazione indebita con l’amministratrice Maria Gabriella Manca (42) che risponde di peculato, due abusi d’ufficio, due truffe e appropriazione indebita.
    A ricostruire la vicenda è stato Paolo Fraioli, il finanziere impegnato nelle indagini. Rispondendo alle domande del pm Daniele Caria il militare ha illustrato le prove documentali raccolte tra il 2005 e il 2007, confermando – almeno sul piano accusatorio – la gestione ballerina dei beni pubblici affidati alle due società dei Palmas e l’incredibile leggerezza con cui l’amministrazione comunale di Emilio Floris ha condotto i rapporti con due società che nei fatti usavano un luogo e beni pubblici in regime di assoluto monopolio. Fraioli è stato categorico: gli atti dimostrano che ad acquistare le attrezzature è stato il dirigente Soriga per conto del Comune, poi però tutto è finito nelle mani dei Palmas, così come l’anfiteatro. Quando serviva qualcosa, i fornitori prescelti erano «tutte società in rilevanti rapporti coi Palmas – ha spiegato il finanziere – o a loro riconducibili». Come dire che si faceva tutto in famiglia, saltando allegramente le gare pubbliche per le immancabili ragioni d’urgenza. Ogni spettacolo – nella gestione dell’accoppiata Soriga-Palmas – passava come jazz. Persino il cantautore bolognese Francesco Guccini, certo a sua insaputa, venne inserito nel cartellone del festival per giustificare – così sostiene l’accusa – l’uso delle attrezzature e dei fondi pubblici. In un crescendo di rendicontazioni taroccate e di beni pubblici utilizzati anche per scopi personali, quelli che il pm Caria ha elencato dettagliatamente nel capo d’imputazione. Un esempio: nel computer acquistato coi soldi del Comune Michele Palmas custodiva i file degli artisti Elena Ledda e Roberto Sanna, materiale assolutamente privato. Mentre risulta – così ha detto Fraioli – che alcuni beni affidati all’uso di Sardinia Jazz finivano ad altre società, a seconda delle convenienze. E le altre associazioni? Costrette a trattare coi Palmas anche per poter usare l’anfiteatro una sola sera, coi Palmas che dettavano condizioni e stabilivano le tariffe. Si va avanti il 6 giugno con l’esame di un consulente e di altri due testimoni.

    da Sardegna Quotidiano, 15 marzo 2012
    In aula entra la strana gestione dell’Anfiteatro.
    LA LEGNAIA. Prima udienza del processo contro i fratelli Palmas e dirigenti.
    IL PROCESSO. Prima udienza del procedimento sull’uso delle attrezzature “cedute ” alla Sardegna Concerti.

    Il palco, le transenne e la strumentazione acquistata con i fondi Por (programma operativo regionale) dovevano essere usate solo per “Jazz in Sardegna”, manifestazione musicale targata “Sardegna Jazz”, società di Massimo e Michele Palmas. A stabilirlo c’era una determinazione regionale, datata 4 marzo 2005, che precisava come la destinazione d’uso non potesse essere modificata per dieci anni. Ma l’attrezzatura – stando all’accusa – venne usata per alti eventi realizzati da società riconducibili ai fratelli Palmas per i quali si è aperto ieri il processo davanti alla prima sezione penale. Con loro alla sbarra ci sono l’amministratrice Maria Gabriella Manca e la funzionaria comunale Luisella Lallai. Tutti sono chiamati a rispondere a vario titolo dei presunti illeciti commessi tra il 2005 e il 2007 nella gestione dell’Anfitea – tro romano, l’uso della strumentazione acquistata con i fondi Por e le anomalie riscontrate in fatturazioni e rendiconti. Ieri l’accusa – rappresen – tata in aula dal pm Daniele Caria –ha chiamato a testimoniare il maresciallo Paolo Fraioli, che durante le indagini ha condotto diversi accertamenti. Ed è stato lui a ricostruire quanto stabilito dalla determinazione regionale e dalla convezione che il Comune aveva firmato con “Sardegna Jazz”: la destinazione d’uso vincolata. Tutto il materiale venne comprato con una trattativa privata, senza una gara pubblica, scelta giustificata da una presunta urgenza che, stando a quanto ricostruito ieri, non sembrerebbe motivata dalla successione temporale degli eventi. Ma soprattutto, stando agli accertamenti fatti nel corso dell’inchiesta, la strumentazione venne usata per eventi diversi da ‘Jazz in Sardegna’. Tra questi gli spettacoli di Vasco Rossi e Laura Pausini.
    M.B.

  6. marzo 28, 2012 alle 5:06 pm

    da L’Unione Sarda on line, 28 marzo 2012
    Cagliari, abusi in gestione Anfiteatro. Chiesta condanna per dirigente Comune.
    La condanna a due anni per i presunti abusi nella gestione dell’Anfiteatro romano di Cagliari è stata chiesta stamani dal pubblico ministero Daniele Caria nei confronti dell’ex dirigente della divisione Cultura del Comune, Bruno Soriga, finito nell’inchiesta della Procura assieme a Maria Grabriella Manca e ai fratelli Michele e Massimo Palmas, imprenditori del settore spettacolo, e alla funzionaria comunale Luisa Lallai: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/259700

  7. aprile 11, 2012 alle 8:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 11 aprile 2012
    Anfiteatro-bis: gli indagati sono quattro. Nuovi guai giudiziari per i fratelli Palmas, spettacoli all’arena romana senza l’ok della commissione di vigilanza. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Spunta una nuova irregolarità nell’uso dell’anfiteatro romano, affidato in concessione senza alcuna selezione pubblica alle società Sardegna Concerti-Sardinia Jazz dei fratelli Palmas: l’autorizzazione della commissione di vigilanza sugli spettacoli era scaduta da mesi ma la famiglia di organizzatori andava avanti con i concerti. Per una volta non è stata la Procura a contestare la contravvenzione, ma la Polizia urbana: il verbale è stato poi trasmesso all’ufficio del pm Daniele Caria, titolare delle inchieste sui Palmas, che l’ha acquisito al fascicolo del procedimento-bis, arrivato in questi giorni alla fase finale. Fino a questo momento gli indagati sono quattro: i fratelli Massimo e Michele Palmas, l’amministratrice Maria Gabriella Manca e l’ex dirigente della divisione cultura del Comune Gerolamo Solina. Per tutti l’accusa è di concorso in abuso d’ufficio, legata alla concessione senza gara pubblica dell’arena romana. Ai quattro – stando alle indiscrezioni – potrebbe aggiungersi a breve Bruno Soriga, dirigente della divisione cultura in pensione, coinvolto nella vicenda per il 2008, mentre il suo successore Solina ha gestito la questione anfiteatro e i rapporti coi Palmas l’anno successivo ignorando del tutto il fatto che la Procura indagasse da tempo proprio sulla concessione esclusiva del monumento. Prima che l’inchiesta sia chiusa resta ancora un brandello di indagine da compiere: l’acquisizione di alcuni documenti sulla base di un provvedimento di esibizione che il pm Caria ha firmato nei giorni scorsi. Poi dovrebbe calare il sipario sull’indagine e si andrà verso la richiesta di rinvio a giudizio, a meno che gli indagati non chiariscano la propria posizione nelle prossime settimane. Nel corso della prima inchiesta i Palmas e la Manca hanno scelto la linea del silenzio, affidandosi a memorie e atti. Stavolta la linea potrebbe cambiare: si vedrà più avanti. Per Soriga, che dopo la prima inchiesta deve rispondere davanti al gup Alessandro Castello di peculato e di tre abusi d’ufficio il pm Caria ha chiesto la condanna a due anni di reclusione con la condizionale. Gli altri imputati sono sotto processo davanti alla prima sezione del tribunale: Michele Palmas (45 anni) è accusato di abuso d’ufficio, appropriazione indebita e truffa, il fratello Massimo Palmas (58 anni) di peculato, due abusi d’ufficio, sei fatti di truffa, due falsi in atti pubblici e appropriazione indebita con l’amministratrice Maria Gabriella Manca (42) che risponde di peculato, due abusi d’ufficio, due truffe e appropriazione indebita. Secondo la ricostruzione dell’accusa il palco e le attrezzature tecniche per il jazz erano state acquistate dal Comune con fondi pubblici ma l’accoppiata Sardegna Concerti-Sardinia Jazz usava l’uno e le altre come se fossero private: a Cagliari, ma anche a Macomer e in altre città. Eppure la convenzione firmata con l’amministrazione parlava chiaro: servivano per il festival jazz e per nient’altro perchè i fondi regionali erano destinati a quello. Un po’ come l’anfiteatro: è un’arena pubblica per gli spettacoli ma erano sempre le solite due società a fare il bello e il cattivo tempo. La giunta Floris gli aveva concesso il monumento storico, con la sua orrenda gradinata in legno, senza che gli altri operatori dello spettacolo potessero interloquire. Niente, nessuna gara. Solo un accordo privato fortemente sponsorizzato dal centrodestra cagliaritano. Sentito in tribunale in udienza pubblica è stato Paolo Fraioli, il finanziere impegnato nelle indagini a illustrare le prove documentali raccolte tra il 2005 e il 2007, confermando – almeno sul piano accusatorio – la gestione ballerina dei beni pubblici affidati alle due società dei Palmas e l’incredibile leggerezza con cui l’amministrazione comunale di Emilio Floris ha condotto i rapporti con due società che nei fatti usavano un luogo e beni pubblici in regime di assoluto monopolio, in barba agli altri operatori dello spettacolo, costretti a trattare con loro.

  8. aprile 13, 2012 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 aprile 2012
    Anfiteatro-bis: indagato anche Soriga. L’ex dirigente comunale accusato di abuso d’ufficio insieme ai fratelli Palmas e al collega Solina. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Ora c’è anche Bruno Soriga, l’ex dirigente della divisione cultura del Comune, tra gli indagati nell’inchiesta-bis sulla concessione senza gara pubblica dell’anfiteatro romano. Il pm Daniele Caria, titolare dell’indagine, gli contesta la stessa accusa rivolta agli altri quattro: concorso in abuso d’ufficio. Accusa riferita ancora una volta alla scelta di affidare l’arena romana alla Sardinia Enterteinment – che fa capo a Sardegna Concerti e Sardinia Jazz – saltando a piè pari un obbligo stabilito dalla legge: la selezione pubblica fra gli operatori dello spettacolo. Soriga è già sotto processo: deve rispondere davanti al gup Alessandro Castello di peculato e di tre abusi d’ufficio. Per lui il pm Caria ha chiesto la condanna a due anni di reclusione con la condizionale. Il suo nome è entrato anche nell’inchiesta-bis per la gestione del 2008 mentre per il 2009 l’attenzione della Procura si è spostata sul suo successore, Gerolamo Solina. Gli altri indagati sono i fratelli Massimo e Michele Palmas con l’amministratrice Maria Gabriella Manca. Stando alle indiscrezioni l’inchiesta è ormai in chiusura: mancherebbe un’acquisizione di documenti, ma del tutto secondaria. Poi Caria dovrebbe notificare agli indagati il 415 bis, l’atto che comunica la conclusione delle indagini e che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Sulla scrivania del magistrato giace da mesi anche un esposto firmato dall’organizzatore Andrea Caldart nel quale si segnala la presunta «sparizione» del palco e delle altre attrezzature trasferite la scorsa estate dall’anfiteatro alla spiaggia del Poetto. Per Palmas c’era l’autorizzazione della Regione, il Comune aveva diffidato Sardegna Concerti dall’utilizzarle al di fuori del programma jazz.

    da L’Unione Sarda, 13 aprile 2012
    Anfiteatro, cinque indagati. Nel mirino della Procura sono finite le concessioni relative alle estati 2009 e 2010. Svolta nell’inchiesta-bis, coinvolti anche due dirigenti comunali.

    È arrivata a una svolta l’inchiesta-bis sulle irregolarità nella concessione dell’Anfiteatro romano di viale Sant’Ignazio per gli spettacoli estivi. Il pm Daniele Caria ha infatti iscritto nel registro degli indagati cinque persone per abuso d’ufficio: sono Michele e Massimo Palmas, imprenditori nel settore dell’organizzazione dei concerti, l’ex moglie di quest’ultimo Maria Gabriella Manca, l’ex dirigente comunale Bruno Soriga e il suo successore al servizio cultura e spettacoli Gerolamo Solina. Tutti, ad eccezione di Solina, sono attualmente sotto processo anche nell’ambito della prima inchiesta che riguarda la gestione dell’anfiteatro nel biennio 2007-2008. Il nuovo filone sul quale sta lavorando il pm Caria riguarda le estati del 2009 e del 2010, durante le quali il Comune ha continuato a concedere l’uso dell’Anfiteatro alle società dei Palmas senza indire, come avrebbe dovuto, alcuna gara d’appalto.
    Una situazione del tutto identica a quella che, quattro anni fa, aveva dato il via alla prima inchiesta – che ruota proprio attorno alla concessione dello spazio comunale alla società Sardegna Jazz a titolo gratuito e senza gara pubblica – che è ormai approdata nelle aule di giustizia: Soriga ha scelto il rito abbreviato e nei suo confronti il magistrato inquirente ha già chiesto la condanna due anni di reclusione per peculato (la sentenza è attesa per il 18 maggio), mentre il dibattimento in cui sono imputati i Palmas e la Manca (ma c’è anche la funzionaria comunale Luisa Lallai) è iniziato un mese fa. Oltre alle irregolarità nella concessione dell’Anfiteatro la prima indagine riguarda anche un finanziamento Por da 700.000 euro per l’acquisto di attrezzature, affidato, sempre senza gara pubblica, a fornitori indicati dai fratelli Palmas. Attrezzature che sarebbero state utilizzate anche per altre manifestazioni, nonostante fossero destinate – stando al pm – esclusivamente al festival Jazz in Sardegna. Tra i reati contestati ai Palmas e alla Manca nel processo in corso c’è anche una presunta truffa sui rimborsi di alcune fatture. (m. le.)

  9. maggio 23, 2012 alle 2:50 pm

    da L’Unione Sarda, 23 maggio 2012
    Anfiteatro, lavori al via. Il monumento ospita feste notturne: è una distesa di immondizia. Ma il Pdl accusa: «L’arena è abbandonata». (Michele Ruffi)

    Ormai è solo una questione di giorni e il cantiere per la rimozione degli spalti dall’Anfiteatro dovrebbe prendere il via: «Gli uffici hanno individuato la ditta vincitrice dell’appalto», annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Luisa Anna Marras, «e stanno verificando che abbia tutti i requisiti di legge. Poi inizieranno i lavori». Nel frattempo però l’arena romana è diventata «una discarica e un monumento all’abbandono e all’incuria», come dice il vice coordinatore cittadino del Pdl Salvatore Deidda.
    RIFIUTI E FESTINI. Tutto il versante di viale Sant’Ignazio è coperto da lattine, piatti di plastica, bottiglie, bicchieri, buste. Rifiuti accumulati durante l’ultimo anno e in particolare negli ultimi mesi, da quando ogni week-end la strada che attraversa il polo economico-giuridico dell’università è diventata un ritrovo notturno. Ogni venerdì e sabato lo spiazzo tra via Nicolodi e via Fra Nicola da Gesturi ospita regolarmente decine di ragazzi. Se ne sono accorti i netturbini che solitamente puliscono viale Buoncammino e dintorni: ogni lunedì mattina la strada è ricoperta da immondizia. E una buna parte finisce dentro l’Anfiteatro.
    LA PROTESTA. «È passato un anno dalla chiusura al pubblico dell’arena: noi avevamo accettato di buon grado la decisione dietro l’impegno di un pronto intervento e di un progetto che avrebbe coinvolto l’Orto botanico e la trascurata Villa Tigellio», ricorda Deidda. «Considerato che la legnaia non è stata tolta, i pali sono sempre lì, la vegetazione aumenta e non si capisce a cosa sia servita la chiusura totale. Ora l’Anfiteatro è una triste rappresentazione dell’abbandono e dell’inciviltà. Quanto costa mandare due operai per pulirlo dall’immondizia e dalle erbacce? Per ora ci sono stati grandi annunci, ma a fatti stiamo a zero. Se la cultura era il cavallo di battaglia di questa Giunta, figuriamoci il resto».
    LA RISPOSTA. L’assessore Marras replica: «Rispetto a un anno fa abbiamo presentato un progetto di rimozione delle tribune di legno e di recupero del monumento, bandito la gara d’appalto che si sta concludendo proprio in questi giorni. L’inizio dei lavori è imminente. Mi pare che la situazione rispetto a un anno fa si cambiata».
    IL PROGETTO. La rimozione della prima parte delle tribune costerà circa 320 mila euro. L’area verrà pulita dalle erbacce che hanno ricoperto rocce e gradoni, poi si smonteranno gli spalti di legno del primo anello e la platea. Solo dopo si penserà a come eliminare il secondo e terzo anello e costruire un’altra arena nello spiazzo tra il monumento e l’Orto botanico. La Sovrintendenza avrebbe dato, almeno in maniera informale, il proprio assenso a una struttura in grado di ospitare spettacoli per 1500-2000 persone. Ma se ne parlerà, forse, per l’estate del 2013.

  10. giugno 7, 2012 alle 2:58 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 giugno 2012
    «Il Lirico pagava le spese per i Palmas». Ricostruita in tribunale dall’accusa la gestione dell’anfiteatro dal 2005 al 2007 e le anomalie negli aiuti pubblici.
    IL MARESCIALLO FRAIOLI. Un contributo da diecimila euro concesso dal Comune senza che risulti neppure una richiesta dalle due societa’. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Per tre anni, dal 2005 al 2007, l’anfiteatro romano è stata una questione privata delle società di cui Massimo Palmas era «l’amministratore di fatto». Concessa alla Fondazione del teatro lirico, l’arena era stata affidata con una convenzione a Sardegna Jazz, che senza neppure informare il Comune l’aveva girata a Sardegna Concerti. C’erano alcune condizioni perché la gestione dello spazio andasse in mani private: una fidejussione da 60 mila euro, una polizza per la sicurezza e il saldo dei costi per energia elettrica e acqua. Ma per quanto il sovrintendente Maurizio Pietrantonio avesse ceduto gratis il monumento a Palmas, i costi sono rimasti sempre a carico del Comune e del teatro: in tre anni Sardegna Concerti ha provocato consumi per oltre trentamila euro, regolarmente pagati da Comune e teatro lirico. Nessuna traccia di polizze e di fidejussioni. A riferirlo in tribunale – al processo che vede imputati Massimo e Michele Palmas, Maria Gabriella Manca e la funzionaria comunale Luisa Lallai, con il dirigente Bruno Soriga che viene processato a parte col rito abbreviato – è stato Paolo Fraioli, il maresciallo della Guardia di Finanza che ha condotto le indagini. Rispondendo alle domande del pm Daniele Caria, il sottufficiale ha illustrato lo strano meccanismo col quale Sardegna Concerti-Sardegna jazz hanno governato l’uso dell’anfiteatro per tre anni – gli anni successivi sono oggetto di un’altra inchiesta – praticamente senza alcun costo: chi voleva lo spazio per una sera doveva rivolgersi a Palmas e versare cinquemila euro, che poi venivano rimborsati attraverso i contributi pubblici. Come se non bastasse – ha chiarito Fraioli – pur di regalare la gestione dell’anfiteatro alle cooperative del jazz, la Fondazione ha perso ricavi per cifre importanti senza ridurre i costi di un euro. In pillole: Palmas incassava e gli altri pagavano, malgrado l’arena romana gli fosse stata assegnata senza alcuna selezione pubblica, con un chiaro – così sostiene il pm Caria – abuso d’ufficio. Ma c’è dell’altro: tra il 2006 e il 2007 compare un contributo una tantum di diecimila euro, elargito con firma del dirigente Soriga senza che agli atti risulti alcuna richiesta da parte dei Palmas. Curioso poi osservare – ha riferito Fraioli – come i soldi pubblici andassero indifferentemente ad una o all’altra delle due cooperative – c’è anche la terza, la Sarconline, che si occupava di biglietteria – che condividevano sede, provider e telefoni. Fra i tanti aspetti anomali riferiti al tribunale spunta anche uno spettacolo alla Fiera dei comici Aldo, Giovanni e Giacomo, finanziato con fondi Por, che finisce nel festival jazz. Qui Sardinia Jazz offre lo spazio agli organizzatori della penisola ma poi – così ha riferito il sottufficiale – incassa due volte il rimborso per il servizio d’appoggio allo spettacolo. Infine lo strano rapporto tra Comune e Regione, nel 2005: quando saltano fuori problemi per via dei precedenti penali di Palmas – truffa, bancarotta e reati fiscali – e la concessione dei fondi Por viene messa in forse, il Comune dimentica di trasmettere agli uffici regionali la documentazione e il contributo passa. C’è poi un episodio del 2006 rimasto inspiegato: una mano misteriosa, negli uffici della Regione, trasmette via fax a Sardegna Concerti una nota di protesta dell’associazione Vox Day che riguarda l’uso improprio di impianti per la musica al festival Rocce Rosse blues. Il caso vuole che ora anche i Palmas debbano rispondere di questa presunta irregolarità: il palco acquistato con fondi Por sarebbe stato usato in manifestazioni del tutto diverse. Fraioli è stato controesaminato per alcuni minuti dalla difesa di Palmas, l’avvocato Dora Magliona e il collega Michele Schirò. Mentre il difensore di Michele Palmas ha chiesto al testimone di chiarire con precisione quale fosse il ruolo di Michele Palmas nelle due società. Poi Schirò a chiedere un rinvio e il tribunale l’ha accordato: si va al 24 ottobre, quando le difese potranno esaminare ancora il maresciallo della polizia giudiziaria.

  11. luglio 18, 2012 alle 3:52 pm

    da CagliariPad, 18 luglio 2012
    Giorgio Pellegrini: “Ma quale Zedda. L’anfiteatro l’ho chiuso io”: http://www.cagliaripad.it/it/news/luglio/18/l'anfiteatro-l'ho-chiuso-io/

  12. ottobre 26, 2012 alle 4:29 pm

    da CagliariPad, 26 ottobre 2012
    Abuso d’ufficio, condannato ex dirigente del Comune. (Valentina Nedrini): http://www.cagliaripad.it/it/news/ottobre/26/soriga/

    da Sardinia Post, 26 ottobre 2012
    ABUSI NELLA GESTIONE DELL’ANFITEATRO DI CAGLIARI. EX DIRIGENTE COMUNALE CONDANNATO PER ABUSO D’UFFICIO: http://www.sardiniapost.it/cronaca/1119-abusi-nella-gestione-dell-anfiteatro-di-cagliari-ex-dirigente-comunale-condannato-per-abuso-d-ufficio

    da L’Unione Sarda, 26 ottobre 2012
    Cagliari, abusi all’Anfiteatro romano. Condannato ex dirigente del Comune: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/292614

  13. febbraio 6, 2013 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 6 febbraio 2013
    Scandalo dell’anfiteatro: lo gestiva anche il Comune.
    Sfilano i testi della difesa al processo in tribunale contro i fratelli Palmas. La dirigente regionale: «Per noi il doppio uso delle fatture non è irregolare». (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La doppia fatturazione delle spese per realizzare gli spettacoli musicali è regolare, almeno per quanto riguarda la Regione. L’anfiteatro veniva gestito in concessione da Sardegna Concerti ma era il Comune e non gli imprenditori privati a tenere il calendario-programma delle serate. La sfilata dei testimoni davanti ai giudici del tribunale ha portato qualche punto alla difesa di Massimo Palmas imputato di peculato, due abusi d’ufficio, sei fatti di truffa, due falsi in atti pubblici e appropriazione indebita con l’amministratrice Maria Gabriella Manca, che risponde di peculato, due abusi d’ufficio, due truffe e appropriazione indebita. Ieri erano in aula anche la funzionaria Luisa Lallai, accusata del solo peculato e Michele Palmas, accusato di abuso d’ufficio, appropriazione indebita e truffa. E’ stata Laura Corda, dirigente del servizio spettacolo e sport della Regione, a rispondere per prima alle domande degli avvocati Michele Schirò e Dora Magliona, chiarendo la questione delle fatture che i Palmas hanno portato a diversi enti pubblici a giustificazione dei costi, per incassare i contributi: «La Regione – ha spiegato ai giudici la dirigente – contribuisce per il sessanta per cento alle spese degli eventi, quindi è possibile che le fatture possano essere presentate anche ad altri enti». Il direttore di produzione del teatro lirico Marco Maimeri ha spiegato al tribunale presieduto da Mauro Grandesso che negli anni 2005-2007 la gestione dell’anfiteatro era ormai per la Fondazione un costo inutile: «Pagavamo le rette e basta – ha detto Maimeri – le perdite oscillavano tra i 120 e i 200 mila euro all’anno, alla fine abbiamo anche smesso di dare assistenza tecnica e si è deciso di restituire l’arena al Comune». E’ in quella fase che subentra Sardegna Concerti, che per l’accusa monopolizza uno spazio ottenuto senza alcuna selezione pubblica. Il funzionario comunale Nicola Mameli ha chiarito che chiunque volesse utilizzare l’anfiteatro «doveva comunque fare domanda al Comune» che teneva conto del calendario e delle date stabilite dai diversi organizzatori. Secondo Mameli «anche Sardinia jazz doveva fare domanda, poi sulle date in genere si mettevano d’accordo loro, gli organizzatori, altrimenti prevaleva chi l’aveva presentata prima». Mauro Martinez, fornitore di servizi allo spettacolo con la società Stand Up, ha confermato come alcune attrezzature di prprietà pubblica, usate all’anfiteatro, siano state utilizzate anche per spettacoli organizzati da Sardegna Concerti ad Alghero: «Parliamo di una scrivania e di qualche sedia – ha precisato Martinez al pm Caria – un fatto irrisorio, sarebbe come il cacciavite per un elettricista». Roberto Massa di S&M ha confermato che il contratto per le serate all’anfiteatro «si firmava con la società dei Palmas» mentre la musicista Elena Ledda ha ricordato di aver registrato – come sostiene l’accusa – un inno per il Cagliari calcio nello studio di via Lanusei, per l’accusa a spese pubbliche, con mezzi privati per la difesa. Il pubblico ministero è intervenuto più volte negli esami dei testi, per precisare alcuni aspetti e chiedere conferme delle dichiarazioni agli atti del procedimento. Il dibattimento andrà avanti il 9 aprile alle 10.30: in programma l’esame di altri undici testimoni, tre per i Palmas e otto per la funzionaria Lallai, difesa da Patrizio Rovelli. Poi sarà la volta degli imputati: Massimo Palmas dovrebbe rispondere alle domande del pm, il fratello Michele farà solo dichiarazioni spontanee, gli altri imputati decideranno probabilmente nella fase finale del dibattimento.

  14. aprile 2, 2013 alle 2:58 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 aprile 2013
    ABUSO D’UFFICIO. Inchiesta-bis sull’anfiteatro: in quattro verso il giudizio.

    CAGLIARI. La Procura ha chiuso l’inchiesta-bis sull’anfiteatro romano affidato in concessione senza alcuna selezione pubblica alle società Sardegna Concerti-Sardinia Jazz dei fratelli Palmas: il pm Daniele Caria si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per Massimo e Michele Palmas, Maria Gabriella Manca e l’ex dirigente della divisione cultura del Comune Gerolamo Solina. Per tutti l’accusa è di concorso in abuso d’ufficio, legata alla concessione senza gara pubblica dell’arena romana. I primi tre – che hanno ruoli diversi all’interno di Sardegna Concerti e Sardinia Jazz – sono già sotto processo davanti alla prima sezione del tribunale sempre per reati legati alla gestione dell’anfiteatro negli anni fino al 2009, mentre l’ex dirigente comunale Bruno Soriga è stato condannato a un anno col rito abbreviato perché giudicato colpevole di tre abusi d’ufficio commessi nella prima fase della vicenda legata all’uso illegale dell’arena storica.

  15. giugno 2, 2013 alle 11:11 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 giugno 2013
    Uso illegale dell’anfiteatro: sotto accusa due dirigenti. Il pm Caria ha chiesto il rinvio a giudizio di Girolamo Solina e Bruno Soriga Imputati di abuso d’ufficio insieme ai fratelli Massimo e Michele Palmas. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. L’anfiteatro romano affidato senza gara pubblica a una società che lo gestiva come se fosse un impianto privato, senza versare un euro al Comune, senza spese di utenze elettriche e idriche, ma imponendo invece pesanti canoni a chiunque chiedesse di utilizzare l’arena storica per uno spettacolo: chiusa l’inchiesta-bis sulla privatizzazione illegale del monumento, il pm Daniele Caria ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex dirigente della divisione cultura del Comune Girolamo Solina (62 anni) – oggi direttore generale dell’urbanistica regionale, su nomina di Ugo Cappellacci – dell’ex predecessore nello stesso ruolo dirigenziale Bruno Soriga (70 anni), dei fratelli Massimo e Michele Palmas (59 e 46 anni) come gestore di fatto e amministratore della società cooperativa Sardinia Jazz, e di Maria Gabriella Manca (54 anni) come responsabile di Sardegna Concerti. Solina, Soriga e i Palmas devono rispondere di concorso in abuso d’ufficio aggravato e di apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo, la Manca soltanto della contravvenzione. I fatti sono speculari a quelli che hanno dato origine al processo in corso davanti ai giudici della prima sezione del tribunale, cambia soltanto il periodo – dal 2009 a settembre 2010 – e compare sulla scena il dirigente Solina, che nell’ultima fase della vicenda aveva preso il posto di Soriga, andato in pensione e poi condannato in primo grado dopo il giudizio abbreviato. C’è al solito l’amministrazione comunale guidata da Emilio Floris che senza alcuna selezione pubblica trasferisce la concessione dell’Anfiteatro romano dalla Fondazione del teatro lirico alle società dei Palmas, che sfruttano lo spazio a piacimento. Secondo il pm Caria non pagano affitto, non pagano le bollette di luce e acqua, non sottoscrivono la polizza assicurativa obbligatoria e la fidejussione, saltano a piè pari quanto la convenzione stipulata con il Comune stabiliva. Il tutto senza che i dirigenti, prima Soriga e poi Solina, muovano un dito. E soprattutto in barba ad altri operatori, esclusi dal Comune e costretti a pagare in media cinquemila euro ai Palmas per usare una sera l’anfiteatro. Anfiteatro che secondo il magistrato veniva aperto con un’autorizzazione comunale firmata in assenza del parere preventivo delal commissione di vigilanza per gli spettacoli. Secondo la Procura le persone offese in questo procedimento sono il Comune e l’imprenditore di spettacolo Andrea Caldart, che dopo aver chiesto invano di partecipare a una selezione pubblica per l’assegnazione dell’anfiteatro ha deciso di rivolgersi alla magistratura e di chiedere il risarcimento dei danni.

  16. Michele
    luglio 18, 2013 alle 12:34 pm

    la cosa che mi lascia basito è che Sardegna Concerti-Sardinia Jazz sono in gara per l’affidamento del centro culturale Villa Muscas. Vorranno mettere una legnaia anche li?

  17. settembre 28, 2013 alle 7:54 am

    da La Nuova Sardegna, 28 settembre 2013
    TRIBUNALE. L’anfiteatro «privatizzato»: slitta a ottobre il processo-bis.

    CAGLIARI. E’ stata rinviata al 16 ottobre l’udienza preliminare per lo scandalo-bis dell’anfiteatro romano, affidato senza gara pubblica a una società che lo gestiva come se fosse un impianto privato. Il pm Daniele Caria ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex dirigente della divisione cultura del Comune Girolamo Solina (62 anni) – oggi direttore generale dell’urbanistica regionale – dell’ex predecessore nello stesso ruolo dirigenziale Bruno Soriga (70 anni), dei fratelli Massimo e Michele Palmas (59 e 46 anni) come gestore di fatto e amministratore della società cooperativa Sardinia Jazz, e di Maria Gabriella Manca (54 anni) come responsabile di Sardegna Concerti. Solina, Soriga e i Palmas devono rispondere di concorso in abuso d’ufficio aggravato e di apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo, la Manca solo della contravvenzione. I fatti sono speculari a quelli che hanno dato origine al processo in corso davanti ai giudici del tribunale: c’è l’amministrazione comunale guidata da Emilio Floris che senza alcuna selezione pubblica trasferisce la concessione dell’Anfiteatro romano dalla Fondazione del teatro lirico alle società dei Palmas, che sfruttano lo spazio a piacimento.

  18. ottobre 17, 2013 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 17 ottobre 2013
    Tribunale. Solina in aula. (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=34499)

    All’Anfiteatro nel 2009 «era pronta e disponibile l’attrezzatura che il Comune aveva comprato con i fondi Por regionali per la manifestazione Jazz in Sardegna», quindi la cosa più semplice da fare, per la nuova stagione, era concedere gli impianti «alla società dei Palmas» che già si occupava degli appuntamenti estivi in quel sito. Così, «col permesso della Regione», l’amministrazione cittadina «avrebbe risparmiato».
    Con questa dichiarazione ieri Gerolamo Solina, dirigente comunale al servizio Cultura e spettacoli, ha spiegato al gup Giovanni Massidda perché, quattro anni fa, si permise alla “Sardegna Jazz” di Michele e Massimo Palmas di utilizzare l’Anfiteatro senza indire, come il pm Daniele Caria ritiene sarebbe dovuto essere, una gara d’appalto. Per quell’iniziativa sono finite a processo, accusate di abuso d’ufficio, cinque persone: oltre a Solina (assistito dall’avvocato Luigi Concas) e ai Palmas (difesi dai legali Stefano Pisano e Michele Schirò), anche Maria Gabriella Manca, moglie di Massimo Palmas (tutelata da Michele Schirò e Dora Magliona) e Bruno Soriga (assistito dal penalista Pierluigi Concas), dirigente comunale che aveva preceduto Solina nell’incarico. Tutti, a eccezione di quest’ultimo, sono imputati anche nella prima inchiesta sulla gestione dell’Anfiteatro per il 2007-2008. Il nuovo filone riguarda le estati del 2009 e del 2010: ieri il pm ha chiesto per la prossima udienza (il 13 dicembre) l’acquisizione degli atti del primo procedimento, perché a suo dire quelle attrezzature si potevano usare solo per iniziative legate al festival “Jazz in Sardegna” e non per altre, come sarebbe accaduto. (an. m.)

  19. dicembre 13, 2013 alle 10:10 pm

    da L’Unione Sarda on line, 13 dicembre 2013
    Cagliari, cinque rinviati a giudizio per la gestione dell’Anfiteatro: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/12/13/cagliari_cinque_rinviati_a_giudizio_per_la_gestione_dell_anfiteatro-6-345583.html

    —————

    da L’Unione Sarda, 14 dicembre 2013
    Eventi all’Anfiteatro, 5 rinvii a giudizio per abuso d’ufficio.

    Andranno a processo il prossimo 13 giugno i cinque imputati dell’inchiesta-bis sulle irregolarità nella concessione dell’Anfiteatro romano di viale Sant’Ignazio per gli spettacoli estivi.
    Ieri mattina il Gup Giovanni Massidda ha accolto la richiesta del pm Daniele Caria rinviando a giudizio per abuso d’ufficio Michele e Massimo Palmas, imprenditori nel settore dell’organizzazione dei concerti, l’ex moglie di quest’ultimo Maria Gabriella Manca, l’ex dirigente comunale Bruno Soriga e il suo successore al servizio cultura e spettacoli Gerolamo Solina.
    Tutti, ad eccezione di Solina, sono attualmente sotto processo anche per le presunte irregolarità nella gestione dell’Anfiteatro romano relative al biennio 2007-2008 (Soriga è stato già condannato a un anno in abbreviato ed è in attesa dell’appello). Il secondo filone, aperto dal pm Caria due anni fa, riguarda invece le estati del 2009 e del 2010, durante le quali il Comune, nonostante ci fosse già unì’inchiesta, aveva continuato a concedere l’uso del sito alle società dei Palmas senza indire alcuna gara d’appalto. Una situazione del tutto identica a quella che aveva dato il via alla prima inchiesta – che ruota proprio attorno alla concessione dello spazio comunale alla società Sardegna Jazz a titolo gratuito e senza gara pubblica – che è ormai approdata nelle aule di giustizia. Nel corso della precedente udienza davanti al Gup, Gerolamo Solina, tutelato dall’avvocato Luigi Concas, si era difeso spiegando che nel 2009 «all’Anfiteatro era pronta e disponibile l’attrezzatura che il Comune aveva comprato con i fondi Por regionali per la manifestazione Jazz in Sardegna» e che quindi la cosa più semplice da fare, per la nuova stagione, era «concedere gli impianti alla società dei Palmas» che già si occupava degli appuntamenti estivi in quel sito. Così, «col permesso della Regione», l’amministrazione cittadina «avrebbe risparmiato».
    La prima indagine, già approdata al dibattimento, riguarda invece anche un finanziamento Por da 700 mila euro per l’acquisto di attrezzature, affidato, sempre senza gara pubblica, a fornitori indicati dai fratelli Palmas. Attrezzature che sarebbero state utilizzate anche per altre manifestazioni, nonostante fossero destinate – stando al pm – esclusivamente al festival Jazz in Sardegna. (m. le.)

  20. ottobre 22, 2014 alle 4:29 pm

    A.N.S.A., 22 ottobre 2014
    Gestione Anfiteatro, pm chiede 3 condanne.
    Affidamento sito senza gara da 2005 a 2007: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/10/22/gestione-anfiteatropm-chiede-3-condanne_d8c016f4-4362-422e-8c4d-37aa6528a0e8.html

    ____________________________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 22 ottobre 2014
    Processo per la gestione dell’Anfiteatro. Il pm Caria chiede tre condanne: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/10/22/processo_per_la_gestione_dell_anfiteatro_il_pm_caria_chiede_tre_c-6-392066.html

    ________________________________

    da CagliariPad, 22 ottobre 2014
    Processo Anfiteatro, chiesti 3 anni e 6 mesi per Massimo Palmas.
    Chiesti anche e un anno e quattro mesi per il fratello Michele, due anni di reclusione per la moglie Maria Gabriella Manca accusati a vario titolo, dalla truffa al peculato, per l’affidamento senza gara del sito: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=12222

    __________________________________________

    da Sardinia Post, 22 ottobre 2014
    Cagliari, gestione Anfiteatro: il pm Caria ha chiesto tre condanne: http://www.sardiniapost.it/senza-categoria/cagliari-gestione-anfiteatro-romano-pm-chiede-condanne/

  21. gennaio 20, 2015 alle 2:53 pm

    da L’Unione Sarda, 20 gennaio 2015
    Anfiteatro, sentenza il 4 marzo. Chiesta l’assoluzione per Palmas: http://www.unionesarda.it/articolo/spettacoli_e_cultura/2015/01/20/anfiteatro_sentenza_il_4_marzo_chiesta_l_assoluzione_per_palmas-22-404324.html

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