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Piano per l’edilizia 2, ancora e solo speculazione edilizia: il Consiglio regionale dà un esempio “edificante”.


Sardegna, ginepro sul mare

C’è poco da equivocare nel testo scodellato dalla Commissione permanente “urbanistica” del Consiglio regionale del disegno di legge n. 265/A a suo tempo presentato dalla Giunta regionale Cappellacci.

Al di là delle rassicurazioni dell’Assessore regionale dell’urbanistica Nicola Rassu (P.d.L.) e dello stesso Presidente della Commissione Matteo Sanna (F.L.I., geometra), prevede proprio il ritorno alla grande della speculazione immobiliare sulle coste e nelle campagne sarde.

Basti pensare a disposizioni come questa:

“5 ter. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 (interventi di adeguamento e ampliamento del patrimonio edilizio esistente, interventi di ampliamento per le costruzioni in zona agricola, interventi di ampliamento degli immobili a finalità turistico-ricettiva, interventi di demolizione e ricostruzione, interventi sul patrimonio edilizio pubblico, n.d.r.) sono realizzati in deroga alle previsioni dei regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici comunali vigenti ed in deroga alle vigenti disposizioni normative regionali. In particolare possono essere superati gli indici massimi di fabbricabilità, i limiti di altezza, distanza, veduta, le superfici minime di intervento, i rapporti di copertura. È in ogni caso fatto salvo il rispetto delle disposizioni del Codice civile e i diritti dei terzi.” (art. 1 octies, comma 8°, del disegno di legge n. 265/A).

Non solo: alla fine del comma 2, è inserito il seguente periodo: “Tale verifica non è necessaria per gli interventi previsti nel comma 1, lettera d), primo capoverso, nell’ipotesi in cui si sia verificato un mutamento consistente ed irreversibile dello stato dei luoghi. Tale mutamento si considera prodotto qualora le opere di urbanizzazione primaria di cui allo strumento attuativo siano state realizzate per almeno il 60 per cento ovvero siano stati realizzati gli interventi edilizi per almeno il 70 per cento della volumetria complessiva programmata.” (art. 1 undecies del disegno di legge n. 265/A).

rustico edilizio

Si tratta dell’eliminazione della verifica della coerenza delle volumetrie programmate con il contesto paesaggistico ed ambientale di riferimento, effettuata di concerto tra Amministrazione regionale e amministrazione comunale” (art. 13, comma 2°, della legge regionale n. 4/2009) per i piani di lottizzazione in tali condizioni senza specificare se abbiano o meno la relativa convenzione scaduta.  Un bel modo per riesumare piani di lottizzazione già morti e sepolti dalla scadenza dei termini e dalle sopraggiunte norme di tutela[1].

E ancora: “All’articolo 8 della legge regionale n. 4 del 2009, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera a), dopo la parola: “prescritto” sono aggiunte le seguenti: “fatti salvi i casi di edifici per i quali esista istanza di sanatoria in itinere e siano stati interamente versati gli oneri concessori e di oblazione e a condizione che abbiano ottenuto od ottengano il parere favorevole del competente ufficio regionale di tutela del paesaggio e della Sovrintendenza ai beni culturali. Gli adempimenti relativi al rilascio dell’autorizzazione, ai sensi dell’articolo 146 del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modifiche ed integrazioni, sono rilasciati dal competente ufficio comunale.”; 

b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
“1 bis. Le disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 della presente legge
(interventi di adeguamento e ampliamento del patrimonio edilizio esistente, interventi di ampliamento per le costruzioni in zona agricola, interventi di ampliamento degli immobili a finalità turistico-ricettiva, interventi di demolizione e ricostruzione, interventi sul patrimonio edilizio pubblico, n.d.r.) sono altresì ammesse anche contestualmente alle eventuali istanze di accertamento di conformità dell’unità immobiliare preesistente, oggetto dell’intervento.””  (art. 1 octies, comma 1°, del disegno di legge n. 265/A).

Domus de Maria, Torre di Chia e foce del Rio di Chia

In poche parole, gli incrementi volumetrici si applicherebbero anche agli abusi edilizi per i quali sia stata presentata istanza di sanatoria o di accertamento di conformità, un meritato premio per l’abusivismo edilizio.

La previsione di una deroga generalizzata per qualsiasi tipologia di intervento edilizio, il sogno libidinoso di qualsiasi costruttore scellerato, la morte per qualsiasi tutela del territorio e qualsiasi pianificazione.

Si tratta delle riedizione – peggiorata – della proposta (disegno di legge n. 93/A) già fatta fuori dal Consiglio regionale un anno fa.

Proposte che fanno il degno paio con la procedura sgangherata e farcita di illegittimità di modifica del piano paesaggistico regionale e con la leggina sui campi da golf alibi per cazzuole e mattoni.

Ce n’è in abbondanza per rispedire al mittente questa proposta di legge che punta a riportare cemento e mattoni sulle coste e nelle campagne sarde.  L’opposizione in campo legale e della sensibilizzazione dei cittadini delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia sarà durissima.

Gruppo d’Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia

Sardegna, paesaggio agrario

 
 

[1]  “Nei comuni non dotati di piano urbanistico comunale di cui alla legge regionale n. 45 del 1989, nelle zone territoriali omogenee C, D, G, ed F, all’interno della fascia dei 2.000 metri dalla linea di battigia, possono essere realizzati gli interventi previsti dagli strumenti attuativi già approvati e convenzionati, a condizione che le relative opere di urbanizzazione siano state legittimamente avviate prima dell’approvazione del Piano paesaggistico regionale. Oltre tale fascia sono realizzabili gli interventi previsti nei piani attuativi regolarmente approvati e, se di iniziativa privata, convenzionati” (art. 1, comma 1°, lettera d, della legge regionale n. 4/2009).

  1. ottobre 11, 2011 alle 4:33 PM

    da Sardegna 24, 11 ottobre 2011
    Ecco la deroga delle deroghe. (Monia Melis): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20111011091837.pdf

    Betoniere e cazzuole a 300 metri dal mare (Pablo Sole): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20111011091920.pdf

    «Stanno storpiando le regole, si torna indietro di 30 anni». Secondo l’architetto Roggio il “Piano casa”, se approvato con queste modifiche, distruggerà aree di pregio e centri storici: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20111011092006.pdf

    RESTA SOLO IL CODICE CIVILE. (Carlo Mannoni): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20111011092045.pdf

  2. ottobre 12, 2011 alle 7:25 PM

    da Sardegna 24, 12 ottobre 2011
    Il Piano per le famiglie? Un regalo ai costruttori: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20111012132809.pdf

    Le baraccopoli nel Piano casa, bocciatura di Confindustria: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20111012132715.pdf

  3. ottobre 12, 2011 alle 9:08 PM

    da Sardegna 24, 12 ottobre 2011
    L’attacco. Deliperi (Gruppo d’Intervento Giuridico) contro il piano casa 3. “Una legge farneticante, il sogno di ogni costruttore scellerato”. (Pablo Sole).

    “Uno spettacolo davvero edificante, nel vero senso del termine”. Stefano Deliperi, responsabile dell’associazione ambientalista Gruppo di intervento giuridico prova a sdrammatizzare ma sul “Piano casa 3” ha un’idea ben precisa. Norme farneticanti – taglia corto Deliperi – che favoriscono in particolar modo i grandi costruttori. Solo per fare qualche esempio: di certo l’imprenditore Sergio Zuncheddu tenterà di riportare in vita uno di quei progetti che chiamiamo ‘lottizzazioni zombie’, vale a dire “Cala Giunco”, a Villasimius. Ma penso anche alla Malfatano Spa a Piscinnì e allo stesso ampliamento delle strutture ricettive in Costa Smeralda. Si tratta di un testo invotabile, mi meraviglia che i consiglieri non abbiano un sussulto di decenza e dignità su una norma incredibile, in deroga a qualsiasi normativa pianificatoria”. Sono diversi i punti contro i quali l’associazione punta il dito. “Al di là delle assicurazioni dell’assessore all’Urbanistica Nicola Rassu e del presidente della commissione Matteo Sanna – dice Deliperi – la norma prevede il ritorno alla grande della speculazione immobiliare sulle coste e nelle campagne sarde. Basti pensare all’articolo 5 del Piano, dove si legge che gli interventi sono realizzati in deroga alle previsioni dei regolamenti edilizi, degli strumenti urbanistici vigenti e in deroga alle vigenti disposizioni normative regionali”. Per Deliperi l’eliminazione della verifica di coerenza delle volumetrie programmate con il contesto paesaggistico e ambientale è solo un modo per riesumare i piani di lottizzazione “morti e sepolti”. Ancora, il Gruppo di intervento giuridico critica aspramente la disposizione per cui “gli incrementi volumetrici si applicherebbero anche agli abusi edilizi per i quali sia stata presentata istanza di sanatoria o di accertamento di conformità: un meritato premio per l’abusivismo edilizio. La previsione di una deroga generalizzata per qualsiasi tipo di intervento edilizio – dice Deliperi – il sogno libidinoso di qualsiasi costruttore scellerato, la morte per qualsiasi tutela del territorio e qualsiasi pianificazione. E il Piano golf ha gli stessi obiettivi”.

  4. ottobre 13, 2011 alle 2:38 PM

    da Sardegna 24, 13 ottobre 2011
    “La Sardegna in balia del disordine edilizio”. Parla Giovanni Macciocco, architetto e preside di Architettura. “Il Piano casa è deregulation”. (Monia Melis): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/42491_La_Sardegna_in_balia_del_disordine_edilizio.pdf

  5. ottobre 18, 2011 alle 3:02 PM

    da La Nuova Sardegna, 18 ottobre 2011
    Piano casa, prefabbricati nei campeggi. Le accuse di Confindustria e degli albergatori: «Si distrugge il turismo di qualità». La Commissione esaminerà oggi i 255 emendamenti.

    CAGLIARI. Non tira aria buona sul nuovo Piano casa, il numero tre, che arriverà domani in Consiglio regionale. Sui pochi articoli della legge si stanno per abbattere 255 emendamenti, (da oggi all’esame della Commissione Urbanistica), mentre gira lo spettro del voto segreto, in questo momento un incubo per la maggioranza. Le fibrillazione del Centrodestra generano un clima da «tutti contro tutti».
    A complicare le cose per il governo della Regione e la maggioranza c’è anche la posizione degli industriali e degli albergatori sardi, indispettiti da una norma sui campeggi. Sì perché non è vero che nel piano casa si parla solo di cemento – come accusano gli ambientalisti e il Centrosinistra – ma anche di tende e roulotte che potranno formare delle baraccopoli. Nel disegno di legge c’è un articolo che punta a riclassificare le aziende ricettive e prevede la possibilità per i campeggi di installare tende, roulotte, caravan, mobil-home, case mobili.
    Il testo recita: «Anche se collocati in via continuativa, non costituiscono attività rilevante a fini urbanistici, edilizi e paesaggistici». Le condizioni sono due: che abbiano le ruote e che siano smontabili proprio come gli allacciamenti alle reti tecnologiche.
    Massimo Putzu, presidente degli industriali sardi, aveva sparato autentiche bordate sul piano casa in una lettera indirizzata ai consiglieri regionali alla fine di settembre. La norma sui campeggi ha indispettito ulteriormente gli imprenditori, soprattutto coloro che lavorano nel turismo: l’industria delle vacanze quest’anno è andata molto male, (a causa dei trasporti), e alla fine, a realizzare buoni numeri sono rimasti proprio gli alberghi. Il problema è molto sentito in Gallura, la provincia che ha insieme un alto numero di campeggi e di alberghi.
    Pierfranco Zanchetta, consigliere comunale di La Maddalena, spiega: «Abbiamo un territorio sensibile che sarebbe da valorizzare e che, invece, rischiamo di distruggere. Un territorio che ha già subìto ferite gravi con le seconde case. E ora cosa si pensa di fare? Di mettere in crisi anche la qualità turistica, le eccellenze dettate dall’ambiente e dai resort di qualità».
    Il Crenos, Centro di ricerca delle Università di Cagliari e Sassari, ha realizzato un Report sul sistema turistico della Gallura, il principale dell’isola, e ha dimostrato che il sistema, così importante per il turismo sardo, non ha realizzato mai grande collaborazione con gli organismi pubblici e privati della Provincia.
    La norma che spiana la strada all’accampamento «libero», secondo Confindustria, non farà altro, se sarà approvata dal Consiglio regionale, che rafforzare la tendenza ad andare avanti nel turismo senza un’organizzazione di sistema e una ledeaership nel guidare le diverse attività.

    A.G.I., 18 ottobre 2011
    PIANO CASA: DIANA (PD), NOSTRO OBIETTIVO E’ BOCCIARLO; E’ GOLPE: http://www.agi.it/cagliari/notizie/201110181812-pol-rca1044-piano_casa_diana_pd_nostro_obiettivo_e_bocciarlo_e_golpe

  6. ottobre 19, 2011 alle 2:43 PM

    da La Nuova Sardegna, 19 ottobre 2011
    Cemento sugli arenili, sarà battaglia. Oggi in Consiglio il Piano casa, emendamenti per salvare la fascia dei 300 metri. Campus (Pdl): «Bisogna chiarire alcuni aspetti». Diana (Pd): «Serve solo agli speculatori». (Alfredo Franchini)

    CAGLIARI. È il giorno della verità per il piano casa che da oggi è all’esame del Consiglio regionale. Siamo alla fase finale, l’esame degli articoli, dopo l’interruzione intercorsa alla fine della discussione generale della legge. Fase finale ma non sarà una discesa agevole.
    Che l’approvazione del testo non sarà una passeggiata si è capito ieri pomeriggio quando la commissione Urbanistica ha esaminato i 255 emendamenti e ne ha trovati alcuni, (soppressivi), presentati dal Centrosinistra e altri identici da alcuni consiglieri del Centrodestra tra cui Gian Vittorio Campus. Questo significa che si preannuncia una battaglia politica in aula sui temi più caldi: la possibilità di costruire anche all’interno della fascia dei trecento metri dal mare e la questione dell’abusivismo.
    Il presidente della commissione Urbanistica, Matteo Sanna, non si scompone: «È un provvedimento per il rilancio dell’economia attraverso l’edilizia», afferma, «ci sono 6.000 interventi che attendono risposte da queste modifiche al piano».
    Il Centrosinistra, con la relazione di Luigi Lotto e poi con tutti gli interventi della discussione generale ha bocciato la legge. Nel Centrodestra erano stati sollevati alcuni dubbi, da qui gli emendamenti soppressivi di alcuni punti. Gian Vittorio Campus fa un paragone ardito: «Se è vero che in molti cortei pacifici ci sono i black bloc che fanno i provocatori violenti, è altrettanto vero che nelle buone leggi ci può essere chi strumentalizza. Ciò che dobbiamo evitare è che i black bloc del cemento si inseriscano per inquinare questa legge che nasce in una situazione emergenziale». In sostanza anche nel Centrodestra c’è chi disapprova un piano casa applicato a macchia di leopardo e con troppa discrezionalità. «Il testo va ripulito», avveva annunciato Campus in aula. E infatti sugli emendamenti ci sarà battaglia e, se ci dovesse essere il voto segreto (molto probabile), potrebbero esserci problemi per la maggioranza.
    Il capogruppo del Pd, Giampaolo Diana, spiega: «Con questi contenuti è difficile contrabbandare il Piano casa numero tre per uno strumento voluto per soddisfare il bisogno di chi una casa non ce l’ha. È chiaro che i destinatari delle tante illiceità contenuto nel testo sono gli speculatori che si accingono a consumare il vero valore aggiunto della Sardegna: ambiente, paesaggio, territorio». Prosegue anche la battaglia di Confindustria. Il presidente Massimo Putzu ha espresso la posizione degli industriali sardi in una lettera ai consiglieri regionali: «Avevamo riposto grandi speranze sul Piano Casa nella sua prima formulazione», scrive Putzu, «ma ora abbiamo bisogno di provvedimenti chiari che semplifichino la difficile vita delle nostre imprese e cancellino le differenze esistenti tra attività economiche». Da qui anche la contrarietà delgi imprenditori alle norme del piano che prevedono l’installazione di prefabbricati nei campeggi.
    Alla Confindustria ha risposto ieri Matteo Sanna: «Tutti i suggerimenti sono positivi e saranno presi in considerazione, ma gli industriali devono chiarire la loro posizione: dall’Ance, sono giunte indicazioni diverse, nel senso di andare avanti sulla strada tracciata da questo disegno di legge».

  7. ottobre 19, 2011 alle 8:00 PM

    da Golem Informazione, 14 ottobre 2011
    Cemento selvaggio, battaglia in Sardegna.
    Una campagna pubblicitaria da centinaia di migliaia di euro pagata dalla Regione per cambiare il piano paesaggistico approvato dalla giunta precedente ed eliminare così i vincoli. (Francesca Cardia): http://www.goleminformazione.it/Centro/Cemento-selvaggio-battaglia-in-Sardegna.html

  8. ottobre 19, 2011 alle 8:47 PM

    A.N.S.A., 20 ottobre 2011
    Piano casa: si accelera per il varo entro questa settimana. Aula anche in notturna sino a venerdi’. Confronto nel Pdl: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/10/19/visualizza_new.html_670459542.html

    da La Nuova Sardegna on line, 20 ottobre 2011
    Scontro sul Piano casa, lavori a oltranza in consiglio regionale: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/19/news/scontro-sul-piano-casa-lavori-a-oltranza-in-consiglio-regionale-5163971

    da Tiscali Notizie, 20 ottobre 2011
    Nuovo Piano Paesaggistico sarà varato entro dicembre L’assessore respinge le critiche sollevate dalle opposizioni: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/11/10/19/ppr.html

    da Sardegna 24, 20 ottobre 2011
    L’ultima frontiera degli abusi: http://www.sardegna24.net/il-fatto/l-ultima-frontiera-degli-abusi-1.32950

  9. ottobre 21, 2011 alle 2:50 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 21 ottobre 2011
    Proroga Piano casa, trattativa notturna sull’intesa bipartisan.
    L’ostruzionismo e i dissensi nel centrodestra hanno spinto la Giunta a più miti consigli: in cambio della proroga di un anno per la presentazione delle domande saranno stralciate deroghe e sanatorie, soprattutto vicino al mare. (Filippo Peretti): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/21/news/proroga-piano-casa-trattativa-notturna-sull-intesa-bipartisan-5173139

    Piano casa, mediazione fallita: continua l’ostruzionismo: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/21/news/piano-casa-mediazione-fallita-continua-l-ostruzionismo-5173331

    da L’Unione Sarda, 21 ottobre 2011
    Il piano casa perde pezzi. La maggioranza asciuga il testo per accelerarne l’approvazione. Ma l’opposizione si divide sullo stop all’ostruzionismo in aula. (Giuseppe Meloni): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_370_20111021085710.pdf

  1. novembre 9, 2011 alle 5:19 PM

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