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Colpo di scena, un po’ a vuoto, nel processo sul traffico di rifiuti industriali di Portovesme.


Erano previste le conclusioni degli avvocati della difesa e, infine, la sentenza nel processo con rito abbreviato davanti al G.U.P. del Tribunale di Cagliari Giovanni Massidda nei confronti di Maria Vittoria Asara (responsabile della gestione rifiuti dello stabilimento Portovesme s.r.l.) e Aldo Zucca (responsabile del sistema Gestione ambientale della Portovesme s.r.l.) relativamente al  traffico di rifiuti altamente pericolosi prodotti dagli impianti della Portovesme s.r.l. smaltiti illecitamente in cave del Cagliaritano e, addirittura, nella realizzazione di riempimenti stradali e piazzali degli ospedali.    

Invece, dal cappello a cilindro del collegio difensivo, è saltato fuori Gioacchino Genchi, l’ex esperto informatico giunto alla cronaca per il famoso ”archivio Genchi” con migliaia di intercettazioni telefoniche.  Ora è diventato avvocato e fa parte della difesa in questo procedimento. Ha parlato per quasi due ore sostenendo l’illegittimità di fondamentali intercettazioni telefoniche, perchè l’intercettato avrebbe utilizzato una “dual sim” (due numeri telefonici sulla stessa utenza) mentre l’autorizzazione alle intercettazioni sarebbe stata richiesta (e concessa) solo per uno.  Il G.U.P. ha respinto l’eccezione, sulla base dell’unicità dell’utenza telefonica.    Il prossimo 15 novembre 2011 è prevista la conclusione del processo.

Avviato con l’udienza di apertura del 20 maggio scorso, il dibattimento ha visto le dichiarazioni spontanee degli imputati e le richieste del pubblico ministero Daniele Caria (3 anni di reclusione). Ulteriori udienze il  12 luglio, il 27 settembre e oggi.

Si tratta del primo troncone dell’unico procedimento n. 5890/2007 G.I.P. (e R.N.R. 2930/2007) concernente un’importantissima indagine condotta dai Carabinieri del N.O.E. di Cagliari su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Il prossimo 10 novembre 2011 compariranno, poi, davanti al Tribunale di Cagliari, Sez. II, in composizione monocratica gli altri indagati (Massimo Pistoia, amministratore unico della Tecnoscavi;  Lamberto Barca, gestore della società Gap service s.r.l.; i dipendenti della Tecnoscavi Stefano Puggioni, Giampaolo Puggioni, Larbi El Oualladi; Danilo Baldini, socio e coordinatore dell’area chimico-analitica del laboratorio di analisi Tecnochem s.r.l.).

Sono tutti stati rinviati a giudizio lo scorso 8 febbraio 2011 dal G.U.P. del Tribunale penale di Cagliari Giovanni Massidda, il quale ha riconosciuto la costituzione quale parte civile delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra (avv. ti Lia Pacifico e Annalisa Zedde) insieme ad amministrazioni pubbliche (Comuni di Portoscuso, di Serramanna, di Settimo S. Pietro, A.S.L. n. 8 di Cagliari).  L’udienza, dopo l’apertura dello scorso 10 dicembre 2010 e dopo alcuni rinvii, è proseguita con l’esame delle singole posizioni degli indagati, al termine del quale ne è stato disposto il giudizio.

Cagliari, Palazzo di Giustizia, sit in

Il Comitato popolare Carlofortini preoccupati ha promosso in occasione delle varie udienze sit in all’ingresso del Palazzo di Giustizia di Cagliari con le richieste di giustizia, monitoraggi ambientali e sanitari, salute pubblica

Si ricorda che la Portovesme s.r.l. (gruppo Glencore) è stata ancora recentemente coinvolta nell’arrivo di fumi di acciaieria radioattivi in Sardegna.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra sono, naturalmente, dalla parte della giustizia, della salvaguardia ambientale, della tutela della salute pubblica.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto T.C., S.D., archivio GrIG)

  1. ottobre 5, 2011 alle 2:26 PM

    da La Nuova Sardegna, 5 ottobre 2011
    VELENI DI PORTOSCUSO. No del gup a Genchi, sentenza a novembre. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Un esperto di intercettazioni, l’ex poliziotto Gioacchino Genchi, ha provato a smantellare l’inchiesta della procura cagliaritana sul traffico di rifiuti tossici Portoscuso-Cagliari: all’udienza preliminare davanti al gup Giovanni Massidda e nelle nuove vesti di avvocato della difesa, Genchi ha sostenuto che parte delle conversazioni registrate su una delle utenze sarebbe inutilizzabile perchè l’indagato aveva richiesto una dual sim, cioè due numeri di telefono nello stesso cellulare, e dunque la Procura avrebbe dovuto richiedere al gip una seconda autorizzazione. In accordo col pm Daniele Caria il giudice ha respinto la questione: il via libera del gip non era necessario perchè si trattava della stessa utenza. La questione comunque ha coperto l’intera mattinata e alla fine il giudice Massidda è stato costretto ad aggiornare l’udienza al 15 novembre per la sentenza. Davanti al palazzo di giustizia sono rimasti in attesa ambientalisti ed esponenti di varie organizzazioni.
    Per l’accusa tra il 2005 e il 2007 i fumi d’acciaieria prelevati alla Portovesme srl sono finiti in una discarica di Settimo San Pietro, diecimila tonnellate di scorie pericolosissime per la salute, una miscela di arsenico, piombo, zinco, cadmio, rame, nichel, fosfati e fluoruri poi usate per realizzare il sottofondo di strade e piazzali, tra cui quello dell’ospedale Oncologico.
    Sul banco degli imputati nel giudizio abbreviato sono Aldo Zucca (58 anni) di Gonnosfanadiga, responsabile gestione ambientale della Portovesme srl, e Maria Vittoria Asara (39) di Sestu, capo della gestione rifiuti dello stabilimento del Sulcis. Sono accusati di traffico di rifiuti pericolosi: il pm ha chiesto per loro tre anni di reclusione. Altri sette imputati verranno processati col rito ordinario il 10 novembre dai giudici della prima sezione: sono l’amministratore unico della Tecnoscavi Massimo Pistoia (48 anni) di Monserrato, i dipendenti della società Stefano Puggioni (24 anni) e Giampaolo Puggioni (59) entrambi di Quartu e Larbi El Oualladi (38) di Bouznica (Marocco), residente a Selargius. A giudizio anche il coordinatore dell’area chimico-analitica del laboratorio Tecnochem Danilo Baldini (53 anni) di Iglesias, il gestore della Gap service Lamberto Barca (58 anni) di San Giovanni Suergiu.

  2. Mara
    ottobre 8, 2011 alle 6:38 PM

    Finora avevo pensato che Genchi stesse dalla parte della giustizia. Che tempi…. una delusione dopo l’altra.

  1. novembre 6, 2011 alle 11:56 am

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