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Carloforte: sono necessarie chiarezza e trasparenza sullo stato dell’ambiente e della salute.


Carloforte, centro storico visto dal mare

Mentre la magistratura conferma il sequestro preventivo del bacino dei fanghi rossi presente, sul mare, nel polo industriale di Portovesme e sono in corso i procedimenti penali relativi al traffico dei rifiuti industriali provenienti dalla Portovesme s.r.l., è ancora alta l’attenzione sullo stato dell’ambiente e della salute pubblica a Carloforte (CI).   Si registra ora un vivace scambio di opinioni fra il Comitato civico Carlofortini Preoccupati e l’Amministrazione comunale riguardo alcune analisi fatte eseguire dal comitato popolare su campioni di acqua piovana.

Recentemente erano giunti i primi dati sullo screening sanitario svolto su “campioni” dei residenti (personale scolastico e alunni; popolazione) di Carloforte: i dati, seppure indubbiamente parziali, appaiono piuttosto preoccupanti, basti pensare che nel campione “scolastico” più del 40% (25 persone su 62 controllate) è risultato affetto da alterazioni alla ghiandola tiroidea con “consiglio” di ulteriori accertamenti.   Inoltre, nell’autunno 2009 era stato svolto per conto del Comune di Carloforte un parziale monitoraggio ambientale.

Carloforte, corso d'acqua con "schiuma"

In ambedue i casi sono emersi elementi preoccupanti che richiedono i necessari approfondimenti: bene ha fatto l’Amministrazione comunale di Carloforte a prevedere varie misure in proposito, fra cui una centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria nel centro abitato, ma ci pare proprio il caso che Comune di Carloforte e Azienda sanitaria locale n. 7 si facciano promotori di un’approfondita indagine sanitaria ed epidemiologica, come richiesto da tempo (22 novembre 2009) anche dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

da Il Sardegna 24, 18 agosto 2011

c.d. bacino fanghi rossi, visto da Carloforte

Inquinamento, guerra sui dati. Polemica a Carloforte su un volantino. Tamara Peddis

«Un atto criminale». Così il sindaco di Carloforte Agostino Stefanelli definisce la diffusione tra i turisti di un volantino con i dati sull’inquinamento dell’acqua piovana di Carloforte diramato dal comitato locale “Carlofortini Preoccupati”. Il primo cittadino viene a sapere del fatto da chi scrive e precisa: «Non sapevo nulla e mi dispiace perché sono valori che non corrispondono alla realtà e creano una brutta immagine per l’Isola, soprattutto in un momento clou della stagione». Il comitato Carlofortini Preoccupati è nato alcuni anni fa con lo scopo di tutelare e salvaguardare l’Isola e i cittadini che ci vivono. Da tempo inoltre effettua dei monitoraggi non solo sull’acqua, ma anche sull’aria e sugli alimenti. Il portavoce, Salvatore Casanova, spiega come si è arrivati ai dati sull’inquinamento dell’acqua piovana: «Lo scorso maggio dal bacino di fanghi rossi dell’Eurallumina di Portovesme si sollevava un polverone tossico in direzione della nostra Isola, due giorni dopo durante un acquazzone abbiamo preso un campione di acqua che presentava un: colore rosso intenso e l’abbiamo portato ad analizzare nel laboratorio chimico merceologico della Sardegna di Elmas». Da queste analisi sono risultati valori inquinanti come cadmio, piombo, alluminio, decine di volte superiori ai livelli di norma. Di fronte a questi dati insorge il sindaco che dice: «Non sono attendibili in quanto non si sa esattamente come sia stato prelevato questo campione di acqua. Ho chiamato il laboratorio per avere notizie dettagliate e mi hanno detto che il liquido presente nel campione è stato definito non classificabile».

Carloforte, Stagno e miniera della Vivagna

Il comitato ha diffuso il volantino in occasione del Posidonia Festival che si è svolto a fine luglio. Una manifestazione dedicata alla pianta marina, elemento fondamentale degli ecosistemi del Mediterraneo.  Al centro del Festival internazionale i temi della sostenibilità dell’ambiente e della natura. «Ci dispiace di non essere stati inviatati alla manifestazione, soprattutto perché i temi relativi all’inquinamento non dovevano essere esclusi dal dibattito di questo Festival che pur prendendo il nome da una pianta acquatica non si è occupato delle acque inquinate che circondano l’Isola di San Pietro». È stato questo il commento ‘ di Casanova. Agostino Stefanelli insiste affinché i dati relativi l’inquinamento debbano essere sempre chiari e certi prima di creare allarmismi tra la popolazione e in particolare tra i turisti.  Il comune, secondo quanto riferisce il sindaco, effettua i controlli sul territorio due o tre volte al mese, e tra pochi giorni darà avvio ad un appalto per acquistare tre centraline che controlleranno la qualità dell’aria. All’inizio di quest’anno l’amministrazione ha incaricatola Aslper effettuare degli screening sulla tiroide nelle scuole. «Dati non rassicuranti in quanto su 62 persone sottoposte al controllo, in 25 sono state riscontrate alterazioni alla ghiandola tiroidea», sottolinea Salvatore Casanova. Sono diverse le analisi effettuate per conto del Comitato: sulle alghe marine, (uno studio scientifico dell’Università di Cagliari) ) sulla frutta. I risultati appaiono preoccupanti. L’Isola di San Pietro dista dal Polo industriale di Portovesme circa1 kmin linea d’aria. Il Comitato “Carlofortini Preoccupati” chiede non solo un controllo più attento sul territorio da parte dell’amministrazione e della Asl, ma soprattutto di rientrare nell’area ad alto rischio di crisi ambientale del Sulcis Iglesiente istituita nel 1990 che attualmente interessa i comuni di Portoscuso, Gonnesa, San Giovanni Suergiu e Sant’Antioco.

Videolina, 9 agosto 2011, telegiornale 23.00

Carloforte inquinata.

 

Videolina, 15 agosto 2011, telegiornale 20.00

Carloforte inquinata, replica il sindaco Stefanelli.

 

 

(foto)

  1. Mario
    agosto 25, 2011 alle 6:16 PM

    Le bugie hanno le gambe corte

  2. PS
    agosto 28, 2011 alle 8:54 am

    Inutile che il Comitato civico Carlofortini e l’Amministrazione comunale fingano di dichiararsi preoccupati, come se la questione avesse preso piede solo or ora! Lo sanno bene tutti da anni com’è la situazione ambientale nei centri che gravitano attorno a Portovesme! Assurdo anche che il sindaco di Carloforte Agostino Stefanelli si affanni a smentire il contenuto sacrosanto del volantino che circola fra la popolazione. Assurdo ignorare che la gente per cucinare usa acqua minerale. Assurdo nascondere lo stato di corrosione, che si può notare dovunque, causato dalle piogge acide. Inutile nascondere gli studi fatti dall’Università di Cagliari sullo stato sanitario dei bambini di Portoscuso! E’ questa volontà di minimizzare, messa in essere per fini politici, che danneggia la popolazione ancor più dei miasmi che ammorbano Portovesme e dintorni. Io stessa ho più volte segnalato la presenza di pesci deformi presso gli stagni di Matzaccara e Boi Crobus. Anche le mie segnalazioni sono state celate e minimizzate. Era ora che la popolazione cominciasse a muoversi, seppure non si stia muovendo ancora abbastanza.

  3. agosto 28, 2011 alle 8:24 PM

    da La Nuova Sardegna, 27 agosto 2011

    Carloforte. L’impianto dovrà rilevare eventuali tracce di inquinamento nel paese. Una centralina per la qualità dell’aria. (Simone Repetto)

    CARLOFORTE. Una centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria, per avvertire prontamente tracce di inquinamento. L’impianto,verrà installato dal Comune grazie ai 140 mila euro del protocollo “Isola Ecologica”, attraverso un bando per affidare fornitura e servizi di gestione triennale di un sistema di controllo della qualità dell’aria. In particolare si vogliono rilevare i livelli di biossido di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio e ozono, in linea alle norme vigenti sulla qualità dell’aria. L’inquinamento sull’isola è un tema caldo, con le iniziative del gruppo civico “Carlofortini preoccupati” che, oltre a sensibilizzare il pubblico sugli inquinamenti provenienti dal polo industriale di Portovesme, ha compiuto analisi autonome e diffuso risultati allarmanti. Secondo quanto dichiarato dal gruppo, analisi compiute su campioni d’acqua piovana, avrebbero fatto emergere percentuali di metalli pesanti oltre la norma, puntando ancora una volta il dito contro le industrie di Portovesme. Inquinanti e contaminazioni al suolo giungerebbero sull’isola da Portovesme in determinate condizioni meteo, per cui molti avrebbero avvertito aria inquinata e notato acqua di cisterna rossastra. La centralina in funzione potrà fornire dati precisi in tempo reale, così da poter agire con un certo tempismo.

  4. comitato carlofortini
    agosto 30, 2011 alle 4:44 PM

    NEL MESE DI MAGGIO 2011 dal bacino dei fanghi rossi dell’Eurallumina, si sollevava un polverone tossico in direzione della nostra isola, 2 giorni dopo in località Mandria, una località interna dell’isola, dopo un acquazzone abbiamo preso un campione di acqua piovana con un deposito di un colore rosso intenso, e portato immediatamente in un laboratorio privato ad analizzare ecco i valori trovati:
    CADMIO valore trovato 160 μg/l , limite 5μg/l = 32 volte oltre il limite.
    PIOMBO valore trovato 200 μg/l , limite 10 μg/l = 20 volte oltre il limite.
    ALLUMINIO valore trovato 12 700 μg/l , limite 200 μg/l = 63.5 volte oltre il limite.
    (Sono tutti metalli pesanti: tossici, nocivi e/o cancerogeni)
    I limiti di legge sono riferiti ad acqua potabile, tale dagli abitanti dell’isola di San Pietro viene considerata l’acqua piovana, in quanto usualmente raccolta dai tetti nelle cisterne per uso domestico.

  5. febbraio 16, 2012 alle 5:56 PM

    da La Nuova Sardegna, 15 febbraio 2012
    Carloforte, sì alla centralina per controllare la qualità dell’aria. (Simone Repetto)

    CARLOFORTE. Sì alle centralina per monitorare la bontà dell’aria a Carloforte. L’appalto comunale è stato aggiudicato ad una azienda lombarda, che si occuperà di impiantare e gestire per tre anni, un sistema multiparametrico per la determinazione della qualità dell’aria, con particolare riferimento alla rilevazione del biossido di zolfo, di ossidi di azoto, monossido di carbonio e ozono, in conformità con le direttive e i parametri previsti dalle normative comunitarie e nazionali. La centralina dovrebbe essere installata nel centro del paese e sarà in grado di fornire in tempo reale dati sulla composizione chimico-fisica dell’aria, in modo da rilevare l’eventuale superamento dei limiti di guardia a causa di elementi inquinanti che possono trovarsi nell’atmosfera. L’analisi puntuale della qualità dell’aria, insieme a campionamenti sui terreni e sulle le acque costiere, è stata chiesta più volte da ambientalisti e dai cittadini del comitato “Carlofortini preoccupati”. I gruppi civici sono più volte intervenuti per denunciare tracce di inquinanti provenienti dal vicino polo industriale, al punto da aver provocato un allarmante aumento di alcune patologie. Per questo motivo hanno più volte chiesto al Comune l’installazione di un sistema di monitoraggio dell’aria. Accontentati.

  6. aprile 22, 2012 alle 10:48 am

    da La Nuova Sardegna, 21 aprile 2012
    Carloforte, nessun allarme per l’inquinamento. (Simone Repetto)

    CARLOFORTE. Sull’isola di San Pietro, non sono presenti tracce preoccupanti e diffuse di inquinanti, nel suolo e nelle acque di cisterna. Il risultato emerge dopo i campionamenti richiesti dal Comune al Laboratorio chimico e merceologico della Sardegna, che ha eseguito, ai primi del mese, diversi sondaggi a campione in terreni e depositi idrici (acque di cisterna) carlofortini. In base alle risultanze delle analisi laboratoriali, per quanto riguarda i terreni analizzati, è emersa solamente una presenza eccessiva di ferro e alluminio, che potrebbe avere origini di natura geologica. Per quanto attiene alle acque piovane, raccolte nei depositi, l’analisi ha riscontrato una presenza significativa di ferro, anche in questo caso non imputabile a diretti fattori di inquinamento. Fattori che, invece, furono portati alla luce dal gruppo civico “Carlofortini preoccupati”. Durante vari sit – in, presentarono in pubblico risultati di analisi compiute l’anno scorso, dove si evidenziava la presenza di inquinanti oltre il limite di guardia, al punto da mettere in pericolo la salute della popolazione ed originare, gravi patologie presso la popolazione residente.

  7. gennaio 12, 2013 alle 10:01 PM

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  1. ottobre 28, 2011 alle 4:28 PM

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