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Tenuta di Rimigliano (San Vincenzo), la “prova del nove” per l’urbanistica toscana.


San Vincenzo, dune di Rimigliano

La Toscana ha goduto negli ultimi decenni d’una fama – meritata – di rilevanti capacità di buon governo del territorio.  Capacità frutto di pratiche e di equilibri secolari, ammirati in tutto il mondo.   Gli ultimi anni, però, han portato anche qui avidità, cemento, mattoni.  E si rischia di perdere ambienti, identità e atmosfere che attirano milioni di turisti ogni anno.  Il caso della Tenuta di Rimigliano, nel Comune costiero di San Vincenzo (LI), è proprio una specie di prova del nove per comprendere dove sta andando il buon governo del territorio toscano.   Il Gruppo d’Intervento Giuridico ha inoltrato una specifica azione legale in proposito (28 luglio 2011) e la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici per la Toscana ha già iniziato (nota prot. n._12634 del 9 agosto 2011) a chiedere chiarimenti al Comune di San Vincenzo.  Si attendono a breve ulteriori sviluppi.

Gruppo d’Intervento Giuridico

Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Buon Governo, Siena (1338-1339)

da Il Tirreno, 11 agosto 2011

«Vogliamo vedere i documenti».  Rimigliano, l’architetto Zucconi torna a parlare dei presunti 17mila metri quadrati di superfici della tenuta”.  Paolo Federighi

 SAN VINCENZO. L’architetto Massimo Zucconi, capogruppo di Comune dei Cittadini, torna a parlare dei 17.000 metri quadrati di superfici che si presumono esistenti all’interno della tenuta. Zucconi ritiene il dato non verificabile mediante i documenti del piano per la tenuta di Rimigliano. «È necessario – dice Zucconi – poter conoscere i rilievi dei fabbricati esistenti prodotti dalla proprietà e sottoscritti dai tecnici, e conoscere le verifiche effettuate dai tecnici comunali circa l’effettiva consistenza delle superfici, i titoli abilitativi che le legittimano (permessi a costruire, sanatorie, ecc.) e le caratteristiche tipologiche delle costruzioni. Questo – prosegue l’architetto – affinché, a norma dei regolamenti comunali, possano essere sostituite con civili abitazioni. Le norme edilizie vigenti non prevedono, infatti, che le tettoie cadenti o i pollai possano essere trasformati in volumi e civili abitazioni. Il tutto, ribadisco, deve essere attestato dai tecnici che hanno effettuato i controlli». Secondo Zucconi, un eventuale riscontro differente da quanto affermato «significherebbe – dice – che si stanno sanando illegalmente degli abusi o consentendo nuove volumetrie non previste dalle norme del Piano Strutturale e del Regolamento Urbanistico».

 Alla voce di Zucconi, si aggiunge quella di Stefano Deliperi, avvocato del Grig (Gruppo d’intervento giuridico) di Cagliari, una onlus attiva in Italia dal 1992 per la difesa del territorio. Deliperi spiega perché il Grig ha intrapreso un’azione legale contro il piano della Tenuta di Rimigliano. «L’amministrazione sanvincenzina – dice Deliperi – ha elaborato un progetto approssimativo e senza una corretta procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica), elemento fondamentale di una variante urbanistica. Il piano deve essere adeguato alle prescrizioni della Regione Toscana, che ha richiesto, appunto, una corretta valutazione sui possibili impatti dell’intervento previsto sull’ambiente. Senza Vas, un piano non si può approvare».  Il Grig ha inviato il fascicolo alla Commissione Europea. «Abbiamo inviato tutti i documenti alla Commissione Europea – afferma Deliperi – la quale si pronuncerà a settembre». Deliperi parla poi di San Vincenzo: «In Italia, noi addetti ai lavori – sostiene l’avvocato sardo – conosciamo il “caso San Vincenzo”: un luogo il cui territorio, prima splendido, è stato devastato negli ultimi anni dalla speculazione edilizia. Purtroppo, tutto il territorio italiano, oggi, soffre della “sindrome del mattone”, a partire dalla mia Sardegna. Ma mi stupisco che ciò accada in Toscana, fino a poco tempo fa considerata un modello di buona tutela e riproduzione del territorio. Non credo, poi, che si sia riflettuto sui danni al turismo nello svendere la principale risorsa del luogo. È bene mettere in chiaro un fatto: non esiste il diritto acquisito sul territorio. Nessuno è padrone di un territorio, neanche chi ha pagato per comprarlo».

San Vincenzo, Tenuta di Rimigliano

(foto da www.italianartdesign.net, Comitato per Campiglia, S.D., archivio GrIG)

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  1. agosto 15, 2011 alle 8:32 am

    da Il Tirreno, 14 agosto 2011
    Per il piano di Rimigliano s’infiamma la battaglia sui documenti mancanti. Nel mirino la Valutazione ambientale strategica Il sindaco Biagi assicura: «Gli atti ci sono tutti». (Paolo Federighi): http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2011/08/13/news/per-il-piano-di-rimigliano-s-infiamma-la-battaglia-sui-documenti-mancanti-4786425

  2. agosto 15, 2011 alle 8:40 am

    dal blog della Lista civica “Il Comune dei Cittadini”, 13 agosto 2011
    “A Rimigliano il confronto è tra rendita e interesse generale” (Massimo Zucconi): http://www.comunedeicittadini.it/blog/2011/08/12/a-rimigliano-il-confronto-e-tra-rendita-e-interesse-generale/

  3. agosto 17, 2011 alle 4:17 pm

    dal blog del Comitato per Campiglia, 17 agosto 2011
    Rimigliano, contraddizioni sulla realtà del patrimonio immobiliare: http://www.comitatopercampiglia.it/blog/2011/08/15/rimigliano-contraddizioni-sulla-realta-del-patrimonio-immobiliare/

  4. settembre 4, 2011 alle 11:33 am

    da La Nazione, 4 settembre 2011
    SAN VINCENZO. RIMIGLIANO: UN ALTRO AFFONDO DEL «FORUM». «La cubatura convertibile non torna E ora cosa intende fare la Provincia?»

    A PROPOSITO di Rimigliano, Nicola Bertini del Forum dice: «Grazie al lavoro certosino dell’architetto Primi — e solo grazie a questo — abbiamo finalmente idea di quante volumetrie ci siano all’interno della tenuta. I risultati sono sorprendenti e smentiscono clamorosamente quanto affermato in più occasioni che il patrimonio edilizio esistente ammonterebbe a 17.000 mq. In realtà, gli edifici convertibili in case non supererebbero i 9.500 mq e questo apre problemi giganteschi a enti e istituzioni che hanno vagliato il regolamento urbanistico. La Provincia che fa? Da Livorno è arrivato un nulla osta contraddittorio e stiracchiato in cui si autorizza la deruralizzazione di 17.000 mq che non esistono».
    AGGIUNGE Bertini: «Anche considerando tettoie e pollai si arriva a 12.500 mq: com’è dunque possibile deruralizzarne 4.500 in più? Prescindendo da tutte le valutazioni dal piano presentato e dal nulla osta elargito, come può la Provincia ritenere ancora valido il suo parere e esimersi da avviare controlli e valutazioni? Perché questo controllo, che richiedeva solo uno studio sulle mappe catastali e la richiesta di tutta la documentazione di dettaglio di ciò che esisteva a Rimigliano, non è stato fatto a suo tempo? Come mai né il Comune nè la Provincia hanno mai avuto la curiosità di verificare la consistenza effettiva e la tipologia dei manufatti edilizi esistenti? Dubbi ingombranti che gli Enti hanno il dovere di fugare a tutela della autorevolezza e credibilità delle Istituzioni».

  1. agosto 12, 2011 alle 12:35 pm
  2. novembre 8, 2011 alle 6:15 am
  3. novembre 11, 2011 alle 3:10 pm
  4. febbraio 28, 2012 alle 3:43 pm
  5. novembre 19, 2012 alle 12:42 pm
  6. dicembre 22, 2013 alle 7:19 am
  7. maggio 22, 2014 alle 12:12 pm

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