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“Cricca dell’eolico” e “P 3”: chiuse le indagini. Il Presidente della Regione Sardegna Cappellacci è “solo” un babbeo.


La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha concluso le indagini a livello nazionale sulla c.d. P 3, la “cricca dell’eolico” che intendeva far affari sulla pelle della Sardegna e dei sardi utilizzando il lucroso moltiplicatore degli investimenti rappresentato dall’energia eolica e dai relativi certificati verdi, nonché dalla bonifica ambientale di aree contaminate.

Le accuse più gravi (costituzione di associazione segreta al fine di indirizzare le scelte amministrative pubbliche) sono quelle rivolte al coordinatore nazionale del P.d.L. on. Denis Verdini, al senatore del P.d.L. Marcello Dell’Utri, all’imprenditore-mediatore Flavio Carboni, all’ex direttore generale dell’A.R.P.A.S. Ignazio Farris, al politico iglesiente Pinello Cossu, all’ex direttore della filiale Unicredit Banca di Iglesias Stefano Porcu e altri, fra cui politici, magistrati, imprenditori.  Esce di scena, in particolare, l’alto dirigente regionale Gabriele Asunis.    Proprio quest’ultimo è stato nominato recentemente responsabile della Direzione generale della Programmazione unitaria e della statistica regionale, avente competenza anche sulle pianificazioni di carattere generale, come quella energetica

Cade per il Presidente della Regione Ugo Cappellacci la più grave accusa di corruzione, ma rimane quella di abuso d’ufficio, in relazione alla nomina disinvolta di Ignazio Farris a direttore generale dell’A.R.P.A.S. su segnalazione di Denis Verdini e di Marcello Dell’Utri, che i magistrati romani, evidentemente, non ritengono esperti di energie alternative e di bonifiche ambientali.   

Da qui il ben noto outing del Presidente Cappellacci autodefinitosi babbeo coram populo.  Ce ne sarebbe abbastanza, in un Paese normale quale non è l’Italia, per cacciare via a calci tutti gli esponenti pubblici coinvolti, a iniziare proprio dal Presidente della Regione Ugo Cappellacci, reo confesso di babbeaggine e per ciò stesso incapace di gestire bene la res publica, come ulteriormente certificato dalla situazione di crisi economico-sociale devastante in cui si trova l’Isola.     La collettività sarda, invece, appare quasi addormentata.  Eppure la vicenda penale dà la sensazione di poter riservare ulteriori sviluppi clamorosi…  

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

da Il Fatto Quotidiano on line, 9 agosto 2011

P3, per i pm anche Verdini è un corrotto. Dopo un anno Capaldo chiude le indagini: 100 mila euro al senatore siciliano; 800 mila euro per il coordinatore nazionale e il coordinatore regionale della Toscana Massimo Parisi, sono le mazzette del Pdl per l’energia eolica in Sardegna. Marco Lillo, Rita Di Giovacchino: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/09/mazzette-stile-p3/150579/

da Il Fatto Quotidiano on line, 8 agosto 2011

 P3, chiusa l’inchiesta. Verdini e dell’Utri rischiano il processo per associazione segreta. L’ex coordinatore nazionale del Pdl e il senatore avrebbero cercato di “condizionare il funzionamento degli organi costituzionali”. Per l’oro anche l’ipotesi di reato di corruzione. All’ex sottosegretario all’Economia Cosentino contestata la diffamazione, al governatore della Sardegna Cappellacci l’abuso d’ufficio: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/08/p3-chiusa-linchiesta-i-pm-contestano-a-cappellacci-labuso-dufficio/150489/

 

 da La Nuova Sardegna on line, 9 agosto 2011

P3, chiusa l’indagine: Carboni e soci nei guai per l’eolico sporco. La Procura ha chiuso l’inchiesta sulla P3: Verdini, Dell’Utri e Flavio Carboni rischiano il processo per costituzione di un’associazione segreta. Per Cappellacci accuse ridimensionate: cade la corruzione ma resta l’abuso d’ufficio: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/08/09/news/p3-chiusa-l-indagine-carboni-e-soci-nei-guai-per-l-eolico-sporco-4760509

 

 

  1. agosto 10, 2011 alle 10:14 PM

    da La Nuova Sardegna on line, 10 agosto 2011
    Inchiesta sulla P3: un fiume di mazzette sull’eolico.
    Le somme destinate a Verdini, dell’Utri e Carboni. La struttura: la cupla e la base tutta sarda. Asunis e Piga prosciolti “ufficiosamente”: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/08/10/news/inchiesta-sulla-p3-un-fiume-di-mazzette-sull-eolico-4766679

    P3, «Asunis e Piga prosciolti: ecco perché».
    Parla il loro legale: nessuna accusa dalla Procura, ma la decisione spetta al Gip: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cronaca/2011/08/10/news/p3-asunis-e-piga-prosciolti-ecco-perche-4766687

  2. ottobre 1, 2011 alle 6:24 PM

    da La Nuova Sardegna, 1 ottobre 2011
    Dopo la bocciatura del progetto di parco, la società del gruppo Edison torna alla carica.
    Eolico a Ossi, Edens ricorre al Tar. «Norme regionali in contrasto con le direttive nazionali ed europee». (Pietro Simula)

    OSSI. Dopo la bocciatura da parte della Regione sancita nel giugno scorso in via preliminare per mancanza dei requisiti di ammissibilità si torna a parlare di parco eolico. L’Edens S.p.a. ha infatti deciso di opporsi al provvedimento.
    L’Edens S.p.a. è la società richiedente che aveva presentato in convenzione coi Comuni di Ossi e Florinas un progetto che interessava una vasta area tra Costa’e Lottene, Monte Mamas e Sa Pria. Decisione che è stata formalizzata con un ricorso depositato al Tar e trasmesso per conoscenza ai due Comuni interessati. Ed è da qui che la notizia è trapelata, sia pure attraverso le maglie di una consegna di comprensibile riservatezza. Si viene così a sapere che Edens (società controllata al 100% dal gruppo Edison) sosterrebbe che i requisiti imposti dalla normativa regionale per la realizzazione di impianti eolici contrastino con le linee guida nazionali: una normativa molto restrittiva in palese controtendenza tra l’altro con le direttive comunitarie in materia di energia rinnovabile. Infatti l’attuale normativa regionale limita la progettazione dei parchi eolici solo a pochissime porzioni di territorio, restringendo la fattibilità di tale tecnologia solo alle aree produttive, e cioè alle grandi aree industriali, alle aree Pip per una superficie superiore a 20 ettari, alle fasce contermini alle aree precedenti per un raggio di 4 chilometri. Oltre a contestare la validità della normativa generale in vigore la Edens entrerebbe anche nel merito del provvedimento emesso del Servizio regionale di sostenibilità ambientale (Savi) che nel giugno scorso ha negato l’avvio dell’iter di valutazione di impatto ambientale (Via) al progetto presentato. L’area interessata, ubicata a cavallo tra i comuni di Ossi e Florinas che hanno sottoscritto la convenzione con la società, sarebbe compatibile con le linee guida nazionali e rientrerebbe tra le aree ammissibili visto che ricade totalmente nelle fasce contermini agli insediamenti produttivi delle aree di cava Monte Mamas e Sa Pria nonché ai Pip dei Comuni di Ossi e Cargeghe. A conferma della legittimità dalla sua richiesta la Edison farebbe anche riferimento a precedenti sentenze del Tar, in particolare alla sentenza del 14 gennaio 2011 n.32, la quale sancisce «che la previsione di vincoli ambientali non può costituire una ragione ostativa generalizzata per la locazione di impianti eolici e quindi solo dopo una verifica puntuale dell’impianto con le caratteristiche ambientali e paesaggistiche del sito potrà essere espresso un giudizio positivo o negativo sull’opera». I giochi sono quindi nuovamente aperti. Da una parte la Edison S.p.a e le amministrazioni comunali di Ossi e Florinas, dall’altra gli enti, le associazioni e quella parte di opinione pubblica che avevano a suo tempo manifestato molte perplessità sull’operazione.

  3. ottobre 5, 2011 alle 2:59 PM

    da L’Unione Sarda, 5 ottobre 2011
    Inchiesta-stralcio su P3 ed eolico, nel fascicolo anche indagati sardi. Asunis e Piga ancora sotto indagine, attese sorprese dal filone-Tea. (Anthony Muroni): http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=176737&v=2&c=1489&t=1

  4. ottobre 15, 2013 alle 2:59 PM

    da La Nuova Sardegna, 15 ottobre 2013
    ABUSO D’UFFICIO. P3, giovedì le richieste del pm. Rischiano il rinvio a giudizio Cappellacci e altri sei indagati sardi.

    CAGLIARI. Potrebbe arrivare giovedì prossimo la richiesta di rinvio a giudizio per Ugo Cappellacci, accusato di abuso d’ufficio per la vicenda P3, la presunta associazione segreta che si sarebbe attivata per «condizionare il funzionamento degli organi costituzionali». Dopo aver atteso invano la risposta della giunta per le autorizzazioni a procedere di Camera e Senato che deve pronunciarsi sulla possibilità di utilizzare, come prova d’accusa, le intercettazioni telefoniche, acquisite dalla Procura, che riguardavano i tre esponenti del Pdl Denis Verdini, MarcelloDell’Utri e Nicola Cosentino, il gup Elvira Tamburelli ha deciso di stralciare le loro posizioni e di procedere con l’udienza preliminare. La posizione dei tre parlamentari del centrodestra è stata così aggiornata al 3 dicembre prossimo, nella speranza che dal Parlamento arrivi la tanto attesa risposta. Nel frattempo, il ruolo che la Procura ha attribuito in questa vicenda ad altri 17 imputati, tra cui Flavio Carboni, Pasquale Lombardi, Arcangelo Martino e il governatore Ugo Cappellacci, sarà affrontato dal pm Mario Palazzi che, nell’udienza del 17 ottobre, rinnoverà la richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza di ieri è saltata perchè il pubblico ministero – così ha comunicato ai legali – non ha avuto il tempo di esaminare gli atti. Giovedì prossimo però il rappresentante dell’accusa pubblica dovrebbe discutere. Gli indagati sardi sono Cappellacci, Pinello Cossu, Ignazio Farris, Marcello Garau, Antonella Pau, Maria Laura Scanu Concas e Stefano Porcu.

  5. novembre 5, 2013 alle 2:46 PM

    da La Nuova Sardegna, 5 novembre 2013
    P3, a giorni la decisione del gup. Forse già il 12 novembre dopo le arringhe dei difensori di Flavio Carboni. (Mauro Lissia)

    ROMA. Arriverà il 12 oppure il 18 novembre la decisione del giudice Elvira Tamburelli sul rinvio a giudizio di Ugo Cappellacci e degli altri sedici indagati dalla Procura di Roma nel procedimento penale sulla cosiddetta P3, la presunta organizzazione criminale impegnata negli affari legati ai progetti sardi sull’energia eolica, alle bonifiche delle aree industriali del Sulcis e in altre vicende politico-affaristiche avvenute nella penisola tra il 2009 e l’estate del 2010. Ieri hanno parlato alcuni difensori, mentre quelli di Flavio Carboni dovrebbero svolgere le loro arringhe il 12. L’intesa è di chiudere la discussione quel giorno, altrimenti il giudice ne fisserà un’altra per il 18. Se il gup accoglierà la richiesta del pm Stefano Palazzi, il governatore della Sardegna risponderà davanti al tribunale di Roma di abuso d’ufficio per aver ceduto – secondo il capo d’imputazione – alle pressioni di Carboni, Denis Verdini e Marcello Dell’Utri e nominato senza selezione pubblica e senza alcun criterio Ignazio Farris alla presidenza dell’Arpas, l’agenzia regionale da cui dipendevano in parte le autorizzazioni ad aprire i cantieri eolici e gli interventi di bonifica. Rischiano il giudizio, ma con la pesantissima accusa di associazione a delinquere, Carboni, Farris e gli altri indagati sardi: Pinello Cossu, Marcello Garau, Antonella Pau, Stefano Porcu e Maria Laura Scanu Concas, coinvolti con ruoli diversi nell’organizzazione capeggiata secondo l’accusa dall’anziano uomo d’affari sassarese. Un’organizzazione che per la Procura di Roma non era altro che un’associazione a delinquere rivolta a “condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, nonchè di apparati della pubblica amministrazione dello Stato e di enti locali, con l’obbiettivo di rafforzare la propria capacità di penetrazione negli apparati medesimi mediante il collocamento in posizioni di rilievo di persone a sé gradite”. Secondo i difensori di Cappellacci, gli avvocati Guido Manca Bitti e Alessandro Diddi, il governatore era del tutto estraneo alle attività della P3: la nomina di Ignazio Farris a direttore generale dell’Arpas, hanno sostenuto il 25 ottobre scorso, non è era rivolta a favorire gli affari di Carboni, Verdini e Dell’Utri, ma il nome era stato selezionato fra quelli di 48 candidati. Farris aveva tutti i titoli per svolgere quel ruolo e in Provincia aveva lavorato proprio nel settore di cui si sarebbe dovuto occupare all’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Resta sospesa la posizione per ora stralciata dei tre parlamentari del centrodestra, che sarà affrontata il 3 dicembre prossimo nella speranza che dal Parlamento arrivi la risposta sul possibile uso delle intercettazioni che li riguardano. Se non dovesse arrivare il processo andrà avanti comunque e il gup Tamburelli fisserà l’udienza di apertura davanti al tribunale. Ma è chiaro che in mancanza del materiale probatorio che riguarda i tre parlamentari del Pdl il percorso dell’accusa potrebbe essere più difficile. Finora il pm Palazzi ha preferito non trattare la questione delle intercettazioni rimandandola alla fase del dibattimento, quando sarà certamente sollevata dai difensori. L’impressione diffusa è che il processo si giocherà soprattutto su questo aspetto.

  6. aprile 8, 2014 alle 2:59 PM

    da La Nuova Sardegna, 8 aprile 2014
    P3, Cappellacci sotto processo. (Mauro Lissia): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/91329_P3_Cappellacci_sotto_processo.pdf

    ———————-

    P3, venti a giudizio, otto sono sardi: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/91331_P3_venti_a_giudizio_otto_sono_sardi.pdf

  7. febbraio 25, 2015 alle 2:57 PM

    da La Nuova Sardegna, 25 febbraio 2015
    «Una norma regionale elaborata dalla P3». (Mauro Lissia): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108229_Una_norma_regionale_elaborata_dalla_P3.pdf

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    Ma per la difesa il governatore Cappellacci non ha mai agevolato i progetti criminali: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108230_Ma_per_la_difesa_il_governatore_Cappellacci.pdf

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    da L’Unione Sarda, 25 febbraio 2015
    La ragnatela del faccendiere. (Andrea Manunza): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/108228_La_ragnatela_del_faccendiere.pdf

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    L’INCHIESTA. Le accuse: associazione a delinquere e segreta, corruzione, abuso d’ufficio. La vicenda “P3”: venti imputati, otto i sardi coinvolti: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150225092524.pdf

    __________________________________________

    da Sardinia Post, 25 febbraio 2015
    Processo P3, il filone sardo. Gli affari di Carboni, le pressioni su Cappellacci: http://www.sardiniapost.it/politica/p3-roma-il-filone-sardo-del-processo-gli-affari-di-carboni-nellisola-eolico-e-nomine/

  8. marzo 20, 2015 alle 2:54 PM

    da La Nuova Sardegna, 19 marzo 2015
    Gli affari della P3 in Sardegna: sentiti due testimoni dei pm: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109614_Gli_affari_della_P3_in_Sardegna_sentiti_due.pdf

  9. aprile 3, 2015 alle 2:53 PM

    da Sardinia Post, 3 aprile 2015
    P3, a processo a Roma le pressioni di Dell’Utri e Verdini per l’eolico sardo: http://www.sardiniapost.it/cronaca/p3-processo-roma-le-pressioni-di-dellutri-e-verdini-per-leolico-sardo/

    ________________________________________

    da L’Unione Sarda, 3 aprile 2015
    P3, le telefonate per l’eolico sardo. (Veronica Nedrini): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/110413_P3_le_telefonate_per_leolico_sardo.pdf

  10. maggio 20, 2015 alle 2:52 PM

    da L’Unione Sarda, 20 maggio 2015
    Il processo a Roma sull’associazione segreta: il ruolo di Flavio Carboni.
    La P3 e il convegno al Forte Village di Pula. (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150520090931.pdf)

    Al convegno organizzato al Forte Village di Santa Margherita di Pula nel 2009 c’erano i massimi esponenti di magistratura e mondo politico. Costituzionalisti, imprenditori, componenti del Csm e della Cassazione, presidenti di Regione. Flavio Carboni, uomo d’affari di Torralba, era il padrone di casa: aveva organizzato l’evento. «Salutava, stringeva mani. Lo conoscevano tutti». E tutti l’avevano visto: questo ha spiegato Antonio Martone, ex avvocato generale della Cassazione, nella deposizione di ieri in Tribunale a Roma dove si celebra il processo alla così detta “P3”, la presunta organizzazione segreta creata, secondo gli inquirenti, per «condizionare organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, apparati della pubblica amministrazione dello Stato ed enti locali». Venti le persone accusate a vario titolo di reati quali associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, illecito finanziamento, diffamazione, violenza privata, società segreta. Tra loro lo stesso Carboni, l’ex governatore Ugo Cappellacci (che si avvale della difesa dell’avvocato Guido Manca Bitti) e l’ex dirigente dell’Arpas Ignazio Farris oltre a big della politica nazionale come Denis Verdini, Marcello dell’Utri e Nicola Costentino. Secondo la Procura, per aggirare le norme sulle autorizzazioni regionali per l’eolico in Sardegna serviva ai vertici dell’Arpas un uomo di fiducia: ed ecco Farris, che sarebbe stato nominato proprio su indicazione di Carboni. Nell’udienza di 24 ore fa Martone ha spiegato di essere stato lui «a pretendere» che al convegno del Forte «fossero presenti almeno tre presidenti di Regione, visto che si doveva parlare di federalismo fiscale. Quello ospitante, uno del nord e uno del sud». Cappellacci, Roberto Formigoni della Lombardia e Antonio Bassolino della Campania. Ma c’erano anche «il presidente del Tribunale di Roma, il procuratore generale di Cagliari, il primo presidente della Corte dei conti, tanti magistrati della Cassazione. Era un convegno di grande prestigio». Seguì l’incontro in casa Verdini nella Capitale, conseguenza del buon esito del convegno di Pula e dimostrazione, secondo gli investigatori, di quanto le trame segrete stessero andando a buon fine: il gruppo premeva su Martone perché la Corte Costituzionale non bocciasse il Lodo Alfano sull’immunità delle più alte cariche dello Stato. Lo stesso testimone nelle intercettazioni diceva che, secondo lui, tutto sarebbe andato bene e chiedeva di attendere facendo credere (secondo le accuse) che avrebbe contattato qualcuno. In realtà l’arbitrato era stato bocciato. Giacomo Caliendo, ex sottosegretario alla Giustizia, ha parlato invece di un biglietto col numero del ricorso che diede «a Enrico Altieri», presidente della sezione che doveva occuparsi del caso. L’alto magistrato gli aveva risposto spiegando: «Ancora non l’ho visto, lo guardo e ti dico». Ma la causa era andata alle sezioni unite e Altieri «non l’aveva presa bene»: reazione che per i pm dimostrava la sua “non governabilità”. Nuova udienza il 3 luglio. (an. m.)

  11. settembre 30, 2015 alle 5:17 PM

    A.N.S.A., 30 settembre 2015
    P3: Cappellacci in aula per eolico.
    Farris mi fu segnalato da Verdini per nomina a numero uno Arpas. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/09/30/p3-cappellacci-in-aula-per-eolico_ede25310-e44b-42a7-94f1-09dee4f03e64.html)

    ROMA, 30 SET – “La nomina di Ignazio Farris avvenne al termine di una procedura, con circa 50 candidati, identica a quella utilizzata dalla nuova giunta per la nomina dell’attuale numero uno dell’Arpas. Mi venne segnalato dall’allora coordinatore del Pdl Denis Verdini ed era stato a lui segnalato dall’imprenditore Flavio Carboni”, è quanto detto in aula, nel processo per la P3, dall’ex governatore Ugo Cappellacci che per quella nomina è accusato di abuso d’ufficio nell’ambito del filone legato all’energia eolica.

    _________________________________________________________________

    da Sardinia Post, 30 settembre 2015
    P3, Cappellacci su nomina Arpas: “Verdini e Dell’Utri spinsero per Farris”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/processo-p3-cappellacci-su-nomina-arpas-verdini-e-dellutri-spinsero-per-farris/

  12. ottobre 1, 2015 alle 2:58 PM

    da La Nuova Sardegna, 1 ottobre 2015
    Processo P3, Cappellacci: «Farris? Segnalato da Verdini». (Mauro Lissia): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/119455_Processo_P3_Cappellacci_Farris_Segnalato_da.pdf

    ____________________________

    da L’Unione Sarda, 1 ottobre 2015
    «Eolico? Farris non aveva poteri». (Andrea Manunza): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/119488_Eolico_Farris_non_aveva_poteri.pdf

  13. ottobre 24, 2015 alle 7:32 PM

    da Il Corriere della Sera, 24 ottobre 2015
    Verdini e la P3, show in aula. «Vi racconto quel pranzo».
    «Un coacervo di millanterie. Dell’Utri un’icona, mi portò lui gli ospiti». (Tommaso Labate): http://www.corriere.it/politica/15_ottobre_24/verdini-p3-show-aula-vi-racconto-quel-pranzo-9521ec0a-7a14-11e5-9874-7180d07bb3bf.shtml

  14. Fabrizio De Andrè
    ottobre 24, 2015 alle 8:51 PM

    Processi sommari,altro che processi…..

  15. Terrae
    ottobre 25, 2015 alle 1:21 am

    Ma per quanto ne sapete, questo Ignazio Farris, è lo stesso Farris consulente ambientale di fiducia della benemerita giunta Puddu di Portoscuso?

    Se fosse, sarebbe singolare che entrambi i soggetti (Farris e Puddu) siano stati risucchiati dal vortice dell’eolico in due diversi “affaires” senza nesso tra loro.

    Vabbè, può essere anche che siano cerchie diverse operanti su obiettivi tangenti.

  16. marzo 16, 2018 alle 10:34 PM

    brave persone.

    A.N.S.A., 16 marzo 2018
    P3: giudici, fu associazione segreta, condannato Carboni.
    Assolto da questa accusa l’ex senatore Denis Verdini che però è stato condannato ad un anno e tre mesi per finanziamento illecito. (http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/03/16/p3-giudici-fu-associazione-segreta-condannato-carboni-_89ae03a9-110c-42fe-b8ef-02f4d368cf2f.html)

    Per i giudici della nona sezione penale di Roma la P3 fu una associazione segreta. Lo hanno affermato nella sentenza con cui hanno condannato, tra gli altri, a 6 anni e 6 mesi l’uomo d’affari Flavio Carboni. Assolto da questa accusa l’ex senatore Denis Verdini che però è stato condannato ad un anno e tre mesi per finanziamento illecito più il pagamento di una multa di 600mila euro.

    I giudici hanno condannato per associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete anche l’imprenditore Arcangelo Martino a 4 anni e nove mesi. Il reato era contestato anche anche per il giudice tributarista Pasquale Lombardi morto il 2 marzo scorso. In totale il tribunale ha inflitto otto condanne. Per i reati non legati all’associazione per delinquere condannato a 10 mesi per diffamazione e violenza privata per l’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino. Inflitti due anni all’ex presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, per il reato di abuso d’ufficio. Per le altre posizioni i giudici hanno riconosciuto una serie di prescrizioni tra cui quella dell’ex governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci.

    _____________________________________

    da Il Fatto Quotidiano, 16 marzo 2018
    Processo P3, condannato a 6 anni e 6 mesi Flavio Carboni. Un anno e tre mesi a Verdini per finanziamento illecito.
    Violazione della Legge Anselmi: 6 anni e 6 mesi al faccendiere. Assolto ex senatore di Fi, giudicato colpevole di un altro reato all’interno dello stesso processo. Due anni all’ex presidente di Cassazione Vincenzo Carbone per abuso d’ufficio. Flavio Carboni: “Non ho mai fatto nulla di illecito o di immorale”: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/16/processo-p3-condannato-6-anni-e-6-mesi-flavio-carboni-un-anno-e-tre-mesi-verdini/4230667/

    _______________

    da L’Unione Sarda, 16 marzo 2018
    Processo P3, sei anni a Carboni. Prescrizione per Ugo Cappellacci: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/03/16/processo_p3_condannato_carboni_prescrizione_per_ugo_cappellacci-68-707967.html

    _______________________

    da La Nuova Sardegna, 16 marzo 2018
    P3, per il filone dell’eolico in Sardegna due condanne per corruzione
    Un anno e dieci mesi per Ignazio Farris e per Pinello Cossu. Flavio Carboni condannato a 6 anni e 6 mesi: http://www.lanuovasardegna.it/italia-mondo/2018/03/16/news/p3-associazione-segreta-condanna-carboni-1.16598140

  1. ottobre 4, 2011 alle 4:47 PM
  2. ottobre 8, 2011 alle 8:53 PM
  3. aprile 7, 2013 alle 6:54 am

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