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Italiani, c’è la crisi. C’è ed è tutta per voi.


Con la recentissima manovra economica (decreto-legge n. 98/2011, “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”), il Governo Berlusconi farà sputare lacrime e sangue a decine di milioni di italiani per raddrizzare un sistema economico fortemente mal gestito negli ultimi anni.   Il compiacimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano appare decisamente fuori luogo, quasi non si accorgesse di che cosa sta accadendo in Italia e ai danni degli italiani.

Sono pesantemente toccati anche diritti fondamentali, come quelli di uguaglianza e alla giustizia (artt. 3 e 24 cost.).  Solo per fare qualche esempio viene introdotto il contributo unificato per l’iscrizione a ruolo anche per le cause di lavoro (art. 27, comma 6°), finora inesistente: pensate a un lavoratore in nero che debba pagare da 37 euro in su per vedersi riconosciuto il diritto a uno straccio di retribuzione, poi sommate la parcella dell’avvocato, altre spese legali e..vedrete il lavoratore aspirante ricorrente tornarsene indietro con la coda fra le gambe.

Eppure non c’è uno straccio di disposizione per aggredire l’evasione fiscale, quella tosta, quella dei paradisi fiscali.  Spesso e volentieri beneficiata con i vari scudi fiscali proprio dai Governi Berlusconi.  Per l’ISTAT il tasso di evasione medio nazionale è del 13,5% del reddito dichiarato.   Tasso medio vuol dire che – essendo praticamente zero per i lavoratori dipendenti e i pensionati – i lavoratori autonomi/imprenditori e i capitalisti presentano un tasso di evasione rispettivamente del 56% e dell’84% del reddito. In parte cospicua anche se non accertabile quelle ricchezze evasive affluiscono nei paradisi fiscali.

C’è anche un altro settore che non viene nemmeno sfiorato dai sacrifici per la causa comune.  Quello dei politici di professione1.032 parlamentari europei e nazionali, ministri, vice-ministri e sottosegretari, 1.366 presidenti, assessori e consiglieri regionali, 4.528 presidenti, assessori e consiglieri provinciali, 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali, circa 12.000 consiglieri circoscrizionali e dei municipi, circa 24.000 componenti delle circa 7.000 società partecipate, enti, consorzi, autorità d’ambito, aziende sanitarie locali.  In tutto circa 145.000.   Poi ci sono quasi 318.000 persone con un incarico e/o consulenza a vario titolo presso amministrazioni pubbliche, un numero imprecisato di componenti del personale di staff e supporto dei vari rappresentanti politici.  Secondo le stime della U.I.L. sono circa 1,3 milioni gli italiani che vivono direttamente o indirettamente di politica: “Ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 18,3 miliardi di euro, a cui occorre aggiungere i costi derivanti da un ‘sovrabbondante’ sistema istituzionale quantificabili in circa 6,4 miliardi di euro, arrivando così alla cifra di 24,7 miliardi di euro.  Una somma che equivale al 12,6% del gettito Irpef (comprese le Addizionali locali), pari a 646 euro medi annui per contribuente”.   A puro titolo di esempio, “per le consulenze, gli incarichi, le collaborazioni e le spese per i comitati e varie commissioni la spesa nel 2009 è stata di 3 miliardi di euro.  Per i compensi, le spese di rappresentanza, il funzionamento dei consigli di amministrazione, organi collegiali, delle Società pubbliche o partecipate ed Enti, locali e nazionali, si sono spesi nel 2010 2,5 miliardi di euro.”

Qui non c’è il minimo taglio, come non c’è il minimo taglio su quelle autentiche follìe ambientali e finanziarie che vanno sotto il nome di “grandi opere”: dall’alta velocità ferroviaria Torino – Lione, buona per far correre a 250 all’ora i barattoli di pomodori, al ponte sullo Stretto di Messina, buono per finanziare la più importante impresa italiana.

Firenze

Certamente vi sono operazioni speculative internazionali, ma è ancora più certo che vi siano sprechi pazzeschi, impudenti arbitri, e una crescente voglia di buttare a mare una classe politica che sta togliendo ogni speranza per il futuro.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

A.N.S.A., 17 luglio 2011

Da bollo a ticket, tutti i contenuti. Arriva la manovra e scattano da subito i primi effetti per le tasche dei cittadini: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/07/17/visualizza_new.html_785029782.html  da

L’Espresso, 8 luglio 2011

Casta, proposta choc: chi ci sta?  Una sola Camera, con cento deputati. Incompatibilità totale tra diverse cariche elettive. Immunità parlamentare ristretta al solo caso di arresto. Abrogare le province. Proibire il ricorso alle consulenze. E naturalmente, una legge sul conflitto di interessi che non si possa aggirare. Utopia? No, dipende da noiPaolo Flores d’Arcais: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/casta-proposta-choc-chi-ci-sta/2155742

da Il Corriere della Sera on line, 18 luglio 2011

SPRECHI E PRIVILEGI, RIDURLI SI PUÒ. La Casta paghi. Qualche idea… Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo: http://www.corriere.it/editoriali/11_luglio_18/rizzo-stella-casta_4d7c4256-b0fb-11e0-8890-9ce9f56cae65.shtml

La manovra fiscale. Dal bollo al forfettone del 5% . Chi vince e chi perde con il Fisco. Il prelievo sul conto titoli fino a 680 euro, l’Irap al 4,2%, la tassa sulle stock option: che cosa cambia:  http://www.corriere.it/economia/11_luglio_18/bollo-marro-manovra-aumenti_5e3d9eb4-b0fb-11e0-8890-9ce9f56cae65.shtml

 sul social network quasi 170MILA «amici» in due giorni. il palazzo trema. I privilegi della «casta» su Facebook. Sconti, contratti, tariffe ridotte. A «fare in conti in tasca» a Montecitorio un ex precario che ora si vendica: http://www.corriere.it/politica/11_luglio_17/casta-facebook-montecitorio_7c326726-b054-11e0-b0ea-f35f7bc4068c.shtml

blog “I segreti della casta di Montecitorio”: http://isegretidellacasta.blogspot.com/ (vero o falso che sia non c’è un nome manco a pagarlo in oro…)

(disegno S.D., foto E.L., S.D., archivio GrIG)

  1. luglio 19, 2011 alle 2:49 pm

    da La Repubblica on line, 19 luglio 2011
    LE STORIE. “Noi, improvvisamente poveri con 1000 euro al mese”.
    Precari, con figli a carico, costretti a tornare nella casa dei genitori. È la situazione di tanti italiani che sono passati dalla serenità alla miseria. Costretti a sopravvivere con meno di 1000 euro al mese. (Jenner Meletti): http://www.repubblica.it/economia/2011/07/19/news/poveri_mille_euro-19304866/?ref=HREC1-4

    CRISI. Allarme Istat: la povertà aumenta. “Otto milioni di italiani in bilico”.
    Dati drammatici dall’istituto di statistica: il 13,6% della popolazione campa con 900 euro mensili (per due persone) e sale al 4,6% la percentuale delle famiglie che non hanno più i mezzi per assicurarsi beni e servizi essenziali per vivere dignitosamente. Il Sud più in difficoltà con Basilicata, Sicilia e Calabria: http://www.repubblica.it/economia/2011/07/15/news/istat_allarme_povert_sono_oltre_otto_milioni-19154153/?ref=DRC-6

    Valigia Blù, 19 luglio 2011
    Lo strano caso del precario della casta: http://www.valigiablu.it/doc/442/lo-strano-caso-del-precario-della-casta.htm

  2. Occhio nudo
    luglio 19, 2011 alle 3:34 pm

    e vogliamo parlare della casta degli avvocati in Parlamento, che ha bloccato la parte della manovra che prevedeva l’abolizione degli ordini professionali? Gente del genere non può fare gli interessi della collettività e di chi sbarca (lo sbarca??) il lunario con meno di mille euro al mese non gliene frega un fico secco.

  3. marghe
    luglio 20, 2011 alle 1:33 pm

    lucida esposizione: più ci penso e più mi incazzo.

  4. luglio 22, 2011 alle 3:00 pm

    da leggere.

    da L’Espresso on line, 18 luglio 2011
    Monza, la Provincia delle beffe. (Thomas Mackinson): http://espresso.repubblica.it/dettaglio/monza-la-provincia-delle-beffe/2156502//0

  5. luglio 23, 2011 alle 9:56 pm

    e questi cialtroni sprecano soldi pubblici per altre buffonate.

    da La Repubblica on line, 23 luglio 2011
    Ministeri, inaugurati gli uffici a Monza, sulle pareti anche la foto di Bossi.
    Le sedi distaccate dei dicasteri di Economia, Semplificazione e Riforme aperte con una cerimonia a marchio leghista, ritardata di quasi due ore in attesa del Senatur. Fuori la protesta di decine di persone. Alemanno: “Una cosa inammissibile”. Noi Sud: “Pronti a togliere l’appoggio al governo”: http://www.repubblica.it/politica/2011/07/23/news/ministeri_inaugurati_uffici_a_villa_reale_appese_foto_di_napolitano_e_bossi-19516299/?ref=HRER2-1

    da Il Corriere della Sera on line, 23 luglio 2011
    Ministeri a Monza, Bossi arriva in ritardo. «Come va col premier ? Chiedetelo a lui».
    Due consiglieri comunali del Pd, con tanto di bandiera italiana, non sono stati fatti entrare: http://www.corriere.it/politica/11_luglio_23/monza-villareale-lega_3a84d1fc-b51c-11e0-9870-5546c4221366.shtml

  6. ottobre 4, 2011 alle 2:48 pm

    da L’Espresso on line, 3 ottobre 2011
    E la chiamano opposizione. (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-la-chiamano-opposizione/2162860)
    Dallo scudo fiscale al salvataggio Alitalia: una legge su tre, fra quelle volute da Pdl e Lega Nord, è stata approvata grazie al voto del centrosinistra o all’assenteismo nelle sue fila. I risultati-choc di uno studio di Openpolis. (Silvia Cerami)

    Nel 2001, quando Berlusconi vinse le elezioni, Nanni Moretti disse che il Cavaliere non doveva ringraziare milioni di italiani, bastavaringraziarne uno: Fausto Bertinotti. L’allora segretario di Rifondazione, con la mancata alleanza con l’Ulivo, aveva consegnato la vittoria al centrodestra. Anche oggi, nonostante una maggioranza che all’inizio della legislatura era schiacciante e poi con l’uscita di Fini si è via via assottigliata, Berlusconi deve ringraziare per la stabilità del suo governo non solo i suoi gruppi parlamentari, ma anche un bel pezzo di opposizione. Sono il partito meno noto. I Responsabili mascherati. Gli assenteisti. I dispersi. I desaparecidos dell’aula. Quelli che non ci sono quando si vota. E che con il loro mancato voto consegnano la vittoria alla maggioranza (dove, sia chiaro, gli assenti sono ancora di più: ma sono la maggioranza, appunto, non l’opposizione che ha il dovere di non far passare le leggi del governo).
    Dalla Finanziaria del 2009, al decreto sul terremoto de L’Aquila, dal salvataggio dell’Alitalia allo scudo fiscale, è tutto merito dell’opposizione. Una legge su tre, tra quelle volute da Pdl e Lega Nord, è stata approvata grazie all’assenteismo o al voto a favore del centrosinistra che per ben 5.098 volte ha contribuito a salvare il nemico Berlusconi.
    E’ quanto emerge dal rapporto ‘L’opposizione che salva la maggioranza’ realizzato dall’associazione Openpolis. Su un totale di 14.494 votazioni, il 35 per cento dei provvedimenti approvati in questa legislatura è stato determinato dal non-voto del centrosinistra, tanto che i ricercatori di Openpolis parlano di “carattere sistemico”. Un dato che nel primo anno di legislatura alla Camera ha superato persino la soglia del 50 per cento. La maggioranza finisce così per governare proprio grazie all’opposizione che spesso preferisce disertare l’ Aula.
    Doppi e tripli incarichi, professioni o affari da curare fanno sì che l’attività parlamentare “si riduce ad essere una sorta di incombenza ben remunerata, da gestire come si può tra le altre”. In troppi sono presi da altre faccende. Sindaci, presidenti di provincia, consiglieri, assessori. Sono 82 i parlamentari che assommano all’attività elettiva almeno un’altra poltrona. Senza considerare le attività professionali. 134 avvocati, 116 imprenditori e poi medici, dentisti. E così quella di andare a Roma a pigiare un bottone diventa l’ultima cosa a cui pensare. Una fatica inutile, tanto si sa “la minoranza soccombe davanti alla maggioranza schiacciante”. Se gli altri non ci sono, tanto vale non esserci. Il viaggio vale solo se serve per salvare la propria poltrona.
    Tutti i deputati e i senatori dell’opposizione hanno contribuito almeno una volta a salvare la maggioranza non partecipando al voto. Tra i senatori al primo posto proprio la radicale Emma Bonino con 1.331 voti, seguita da Sergio Zavoli e poi Franco Marini con 890 voti e ancora Anna Finocchiaro, Giuseppe Lumia, Nicola Rossi.
    Alla Camera in pole position proprio il leader del Pd Pier Luigi Bersani con 2.306 voti batte ogni record. Lo segue l’onorevole fantasma, il medico Antonio Gaglione, recordman in assenteismo, entrato con il Pd ma ora non iscritto a nessun gruppo, mentre in terza posizione con 2.019 si piazza Antonio Di Pietro. Al quinto posto Massimo D’Alema e nelle prime dieci posizioni Dario Franceschini, Livia Turco e poi ancora Enrico Letta, Lorenzo Cesa, Walter Veltroni.
    Leader che tutti i giorni declamano il loro j’accuse e peones. Tutti accomunati dall’essere proprio stanchi per andare a votare.
    Grazie a molti di loro nel 2008 la legge salva Alitalia è passata per 23 voti di scarto. All’opposizione non si sono presentati in 24 e la cordata CAI ha espresso il suo sentito ringraziamento. Grazie anche da parte di Brunetta per aver approvato la sua riforma della pubblica amministrazione. Uno scarto di 92 parlamentari, ma in 94 a sinistra non si sono presentati.
    Le assenze di ben 120 deputati dell’opposizione hanno permesso di far diventare legge lo scudo fiscale, i 100 deputati che hanno disertato l’aula hanno determinato l’approvazione della Finanziaria 2009 con 99 voti di scarto.
    E ancora l’opposizione è stata decisiva per ottenere la legge sul terremoto a L’Aquila, la sospensione delle demolizioni delle case fuorilegge in Campania approvata con 22 voti di scarto, il provvedimento sui rifiuti in Campania, l’assestamento di bilancio 2011 e il Milleproroghe promulgato con 23 voti di scarto per le decisive 24 assenze.
    Numeri e assenze che andranno considerati se, come sembra, tra qualche mese si tornerà a votare. Soprattutto se esisteranno ancora le liste bloccate. Deputati assenteisti, no grazie.

    qui il rapporto completo “L’opposizione che salva la maggioranza”: http://speciali.espresso.repubblica.it//grafici/grafici_maggioranza_salvata/openpolis_report_2-2001.pdf

  1. agosto 11, 2011 alle 4:46 pm
  2. agosto 31, 2011 alle 12:13 pm

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