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Il “ripascimento” del Poetto è un’illusione ottica.


La Corte di Cassazione ha confermato quanto stabilito dalla Corte d’Appello di Cagliari per la vicenda del “ripascimento” del Poetto (Cagliari): assolti i ricorrenti per l’intervento salvifico della santa prescrizione, come era fra le previsioni.   Sarà però il giudice civile a decidere sul risarcimento del danno e sul pagamento delle spese legali delle parti civili costituite, fra cui le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, che avevano inoltrato i primi esposti in sede penale ed erariale (marzo e luglio 2002), contribuendo all’avvio delle azioni penali ed erariali.

Tuttavia, la vicenda del “ripascimento” del Poetto non rimane senza responsabili. Infatti, era giunta anche la pesante sentenza di condanna da parte della Sezione giurisdizionale sarda della Corte dei conti al termine del procedimento per danno erariale relativo all’operazione di “ripascimento” della spiaggia.

Respinte tutte le eccezioni sollevate dalla difesa. Infatti, con sentenza Sez. Giurisdizionale Corte dei conti Sardegna, 18 settembre 2008, n. 1830 era stato confermato che (art. 313, comma 6°, del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni) anche il danno ambientale è competenza della Corte dei conti quando l’eventuale danno sia stato provocato da soggetti sottoposti alla competenza della Corte dei conti (amministratori, funzionari pubblici, ecc.).

Cagliari, Poetto, ripascimento

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra esprimono forte fiducia nell’operato della magistratura erariale e riconoscimento per il grande lavoro fatto dalla magistratura penale, pur essendo stato solo parzialmente utile, in attesa che un (bel) po’ di giustizia sia fatta per il Poetto e per i cagliaritani.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

P.S.  secondo un filone interpretativo non scevro di interessi diretti, il Poetto avrebbe subito solo un “danno estetico”.    Perchè allora non portare alle estreme conseguenze il ragionamento è non dire una volta per tutte che si tratta di una semplice illusione ottica?

Qui Il conto salato di una spiaggia devastata dal “ripascimento”, al Poetto di Cagliari (danno erariale e danno all’immagine) , sulla rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente.

da La Nuova Sardegna, 15 luglio 2011

Ripascimento, la parola passa al giudice civile. La Cassazione accoglie il ricorso della Provincia e dell’impresa.  FILIPPI. Il nuovo dibattimento dovrà decidere se il danno esiste e in tal caso la cifra da risarcire. Roberto Paracchini

CAGLIARI. L’otto marzo del 2002, i cagliaritani si risvegliarono con un Poetto diverso: il colore e la granulometria della sabbia erano cambiati. Il ripascimento ne aveva modificato la fisionomia. Poi una serie di denunce e una lunga odissea giudiziaria: Ierila Cassazione ha accolto il ricorso della Provincia (difesa da Leopoldo Filippi) e dell’impresa. Da una parte ci sono gli ambientalisti ela Regione a chiedere i danni, dall’altrala Provincia (che ha gestito il ripascimento) e la società che ha eseguito i lavori. L’amministrazione locale aveva ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello che aveva dichiarato la prescrizione dei reati (atto impugnato dal Procuratore), ma anche confermato le condanne al risarcimento del danno alle parti civili per l’allora assessore provinciale ai Lavori pubblici Renzo Zirone e altri quattro imputati (i dirigenti Salvatore Pistis, Lorenzo Mulas, Andrea Gardu e l’imprenditore Piergiorgio Baita).La Provincia è responsabile civile e avrebbe dovuto risarcire. Ierila Cassazione ha giudicato «inammissibile la richiesta del Procuratore che domandava che il reato non fosse dichiarato prescritto – spiega Filippi – mentre ha accolto il nostro ricorso annullando la sentenza della Corte d’Appello per il risarcimento e lasciando che sia il giudice civile a decidere se c’è il danno e a quanto ammonta». Se il ricorso della Provincia non fosse stato accettato si sarebbe ugualmente andati dal giudice civile, ma solo per stabilire la cifra da pagare, essendo già stato accettato il danno. «La sentenza impugnata è carente di motivazione – aveva precisato Filippi nell’atto depositato in Cassazione – in ordine ai motivi di gravame sollevati dalla difesa, che sono i presupposti della responsabilità civile. Il giudice territoriale non offre sufficienti argomentazioni in ordine all’integrazione del delitto di danneggiamento». La spiaggia del Poetto, aveva sostenuto Filippi, avrebbe subito «solo un deterioramento estetico» ma non in senso tecnico-giuridico. I giudici della Corte d’Appello, in precedenza, avevano invece argomentato la decisione sostenendo che il danneggiamento consiste nella colorazione nerastra delle nuove sabbie. La storia di questa vicenda è anche percorsa da qualche casualità, come quella che ha portato alla prescrizione per i reati d’abuso d’ufficio e di falso (nella sentenza della Corte d’Appello, confermata ieri dalla Cassazione). L’accusa aveva collocato il reato di danneggiamento della spiaggia al giugno 2002, quando i bulldozer dell’impresa finirono di spargere sul lido del Poetto il materiale prelevato dal fondale marino. Per la difesa invece l’eventuale reato sarebbe stato compiuto all’atto dello sversamento delle sabbie scure sull’arenile, quindi a marzo 2002. Su questo scarto di circa novanta giorni venne giocata la partita della prescrizione: fra le letture contrapposte prevalse (e prevale) la difensiva.

Cagliari, Poetto e Marina Piccola dalla Sella del Diavolo

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. fabio
    luglio 15, 2011 alle 9:03 PM

    nessuno dei link dentro l’articolo è funzionante …

  2. luglio 15, 2011 alle 9:09 PM

    da L’Unione Sarda on line, 15 luglio 2011
    Poetto, il ripascimento della spiaggia: dopo il disastro ora chi paga i danni? : http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/228971

  3. fabio
    luglio 15, 2011 alle 9:47 PM

    provate a cliccare sul link “sentenza di condanna” vi funziona quel link???

  4. luglio 22, 2011 alle 2:49 PM

    tanto per cambiare… E l’Agenzia della Conservatoria delle coste che pure collabora strettamente con il Comune di Quartu S. Elena?

    da La Nuova Sardegna, 22 luglio 2011
    Poetto, dune spianate da due giorni di festa. Nuova «aggressione», eppure Cagliari è capofila di un progetto europeo di salvaguardia. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Poetto, spiaggia martire di Sardegna. Da una settimana c’è una nuova aggressione che toglie l’ultima sabbia ancora composta da feldspati e quarzo nella porzione non toccata dal rovinoso ripascimento di dieci anni fa: a Quartu, teatro dell’evento Mondo Ichnusa.
    Vicino al curvone del Margine Rosso, dove si è tenuta la manifestazione è in corso un piccolo disastro ambientale. La festa di per sé è andata bene, ma le migliaia di persone che hanno vissuto sulla spiaggia per un paio di giorni e di notti, hanno lasciato un mare di vetro e di plastica, che i mezzi della società di pulizia hanno portato via con un lavoro di aratura responsabile del vistoso abbassamento delle piccole avandune coperte di piantine, vale a dire l’ecosistema naturale che tiene la sabbia in spiaggia. Il risultato, anche questo sotto gli occhi di chiunque voglia vedere, è che il maestrale sta spazzando via una gran quantità di sabbia e sta anche sospingendo in acqua i rifiuti non ancora raccolti. La situazione è grave per la tutela della spiaggia, ma è paradossale quando si scopre che la Provincia di Cagliari è capofila in un progetto europeo per la salvaguardia dei sistemi dunali e delle spiagge (si chiama Providune) dove Chia e Villasimius sono stati scelti per mettere alla prova ogni sistema virtuoso possibile allo scopo di trattenere la sabbia. Con risultati incoraggianti. Uno di questi risultati, la diffusione di una capillare informazione sulle buone pratiche per una gestione corretta delle spiagge, l’assessore alle Politiche ambientali della Provincia, Ignazio Tolu, lo ha voluto portare all’attenzione dei sindaci dei Comuni costieri, Cagliari e Quartu compresi che sono i «padroni» del Poetto. Tolu non lo manda a dire: per pulirla, non si può continuare a mandare sulla spiaggia mezzi meccanici. «Naturalmente – chiarisce l’assessore – non ce l’ho con la società di gestione ma con chi l’ha inserito nel capitolato d’appalto. Sappiamo tutti che il danno non è cominciato oggi: la ferita definitiva è stata lo spostamento della strada che ha separato lo stagno dalla sabbia. Gli esperti ce lo spiegano che una duna non è il monticello e basta ma un elemento che fa parte del sistema spiaggia che comincia dal fondale marino coperto di posidonia e finisce nelle retrodune. E’ chiaro che il Poetto è già pesantemente compromesso e quindi bisogna decidere cosa fare: lasciamo che si trasformi in una piazza di Quartu o di Cagliari o si decide di unirsi e ragionare sul da farsi? Non ci possono essere tre o quattro entità autonome che agiscono ognuno per conto suo: il compendio è unico. Pensiamo di proporre ai Comuni costieri un progetto per monitorare le spiagge e applicare i criteri di salvaguardia che si stanno rivelando validi». Sandro De Muro, docente di Difesa delle coste all’università di Cagliari, coordinatore scientifico di Providune, denuncia: «Nessun ente pubblico ha finanziato ricerche specifiche sul Poetto dal ripascimento in poi». Eppure il Poetto è un caso regionale: quando fu chiaro cosa era successo alla spiaggia, altri ripascimenti analoghi pronti a partire furono fermati. A Solanas un ex sindaco che ancora ringrazia.

    da L’Unione Sarda on line, 22 luglio 2011
    “Ajò al Poetto”, ma con radioni e birra. Va in scena il rave in salsa cagliaritana: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/229672

  1. luglio 28, 2011 alle 7:54 am
  2. novembre 14, 2011 alle 4:56 PM

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