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Quirra, “strano” inquinamento e crisi economico-sociale.


Quirra, poligono

anche su Il Manifesto Sardo (“Che strano inquinamento“), n. 101, 1 luglio 2011

Marco Agus, barbone nero lungo, ha 51 anni, 35 dei quali passati sulle terre del Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Quirra a far pascolare le sue capre.   Secondo le cronache giornalistiche, la mattina del 23 giugno 2011 è sotto il Palazzo di Giustizia di Lanusei insieme a 300 “colleghi” pastori, decine di pecore, forme di pecorino e campanacci.  Grida ad alta voce, storpiando il nome: “Fiordaliso affacciati!!!”

Protesta – e con lui protestano amministratori locali, pastori, sindacalisti – contro il provvedimento di sequestro cautelare del Poligono che il Procuratore della Repubblica di Lanusei Domenico Fiordalisi ha ottenuto dal G.I.P. del Tribunale di Lanusei Paola Murru.

Il Presidente del Tribunale di Lanusei Sergio Gorjancontestatissimo dagli avvocati ogliastrini per la sua giurisprudenza – dialoga con i manifestanti, gusta del pecorino e promette il suo interessamento.

Quirra, Stagno di Murtas

Il Procuratore Fiordalisi forse nemmeno sente le grida.   E’ impegnato proprio in quei momenti nelle battute finali dell’udienza preliminare relativa alle indagini sull’omicidio dell’imprenditrice Rosanna Fiori, che vedranno rinviare a giudizio ben sette persone davanti alla Corte d’Assise di Cagliari per il prossimo 20 ottobre 2011.

Si tratta delle indagini a un punto morto su uno degli omicidi più efferati dell’Ogliastra degli ultimi decenni riprese proprio dal Procuratore Fiordalisi e portate avanti con tenacia e determinazione.  Come in tanti altri casi.  Proprio come le indagini sullo “strano” inquinamento di Quirra.

Piaccia o no il procuratore d’origine calabrese ha ridato fiducia nello Stato da parte di moltissimi ogliastrini.

Domenico Fiordalisi ha iniziato a fare sopralluoghi, ha dato mandato alla polizia giudiziaria di svolgere tutte le attività di competenza, ha nominato consulenti con domande peritali chiare, ha interrogato testimoni, ha verificato date, immagini, relazioni sanitarie, ha fatto analizzare “reperti”, ha raccolto dati e informazioni dalle fonti più disparate, ha iscritto nel registro degli indagati varie persone, fra cui autori di opache consulenze.     Ha agito quale un magistrato investito delle funzioni inquirenti deve fare, in tutte le direzioni plausibili, senza preconcetti.         Ha tratto delle conclusioni provvisorie del suo ampio lavoro: vi sarebbero elementi seri e fondati che proverebbero l’inquinamento ambientale dell’area del Poligono e i rischi sanitari, per cui ha chiesto un provvedimento cautelare e, il 12 maggio 2011, l’ha ottenuto dal G.I.P. Paola Murru.

Quirra, lancio missile (da http://www.nsd.it)

Ora c’è un decreto di sequestro preventivo relativo a quasi tutta l’area del Poligono, dove potrà, però, esser svolta l’attività militare e industriale preventivamente autorizzata dal Ministero della difesa, ma dovranno esser allontanati allevatori e bestiame.   Entro il 20 luglio prossimo.   Eventuali proroghe, richieste con vari ricorsi, non sono state accordate proprio per i rischi ambientali e (soprattutto) sanitari.

Da qui le contestazioni di sindaci, consiglieri provinciali, sindacati, imprenditori e chi più ne ha più ne metta.  Particolare non secondario: pare che gran parte dei pastori non avesse alcun titolo per far pascolare il bestiame nelle terre del poligono.

Una delle funzioni fondamentali del sequestro preventivo è quella di evitare che l’eventuale reato abbia ulteriori conseguenze, in questo caso di natura ambientale e sanitaria.

La “colpa” del Procuratore Fiordalisi e del Giudice Murru sarebbe quella di essersi convinti che gli elementi fin qui raccolti facciano supporre l’eventuale commissione di reati ambientali e sanitari, con relativi danni e rischi.

Finora, infatti, da parte di amministratori locali e regionali, sindacalisti, forze sociali non si sono sentite parole di particolare apprezzamento verso l’operato di un magistrato che ha fatto quello che amministrazioni pubbliche (in primo luogo la Regione autonoma della Sardegna) e la stessa magistratura non hanno fatto per oltre quindici anni, nonostante segnalazioni, esposti, articoli di stampa.

francobollo commemorativo 50° anniversario P.I.S.Q.

Decine di casi di tumori fra residenti di Quirra e militari, malformazioni di animali con un filo conduttore appare sempre lo stesso: a Quirra è accaduto nel recente passato qualcosa di strano che ha mutato in qualche misura le condizioni ambientali dell’area e ha provocato pesanti riflessi sulle condizioni della salute pubblica.

Dieci allevatori su diciotto, impegnati in sette aziende agro-pastorali sulle dodici esistenti nell’area di Quirra (aziende operanti in un raggio di 2,7 kmdal poligono) hanno contratto patologie tumorali nel periodo 2000-2010. Frequenti le malformazioni di animali da allevamento. Secondo i dati raccolti dal comitato “Gettiamo le basi”, i malati di tumori o linfomi sarebbero complessivamente ben 68 dal2001 a oggi (23 militari e familiari di militari e lavoratori presso il Poligono, 6 dipendenti della Vitrociset, 21 residenti a Quirra). Non risulta alcuna indagine epidemiologica ufficiale e risolutiva.

E sono in tanti, troppi, i soggetti che preferiscono che non si sappia che cosa realmente sia accaduto.  Soprattutto in una situazione di grave crisi economico-sociale.

Sembra ancora una volta doveroso ricordare che le indagini sanitarie ed epidemiologiche, nonché i monitoraggi ambientali, devono essere continui, efficaci, trasparenti e pubblici soprattutto quando si riferiscono a dubbi sanitari per la popolazione e ad aree di rilevante interesse ambientale. Tutto questo deve essere fatto con la massima serietà, senza sensazionalismi da un lato e senza sospetti di insulse accuse di boicottaggio ai danni di chicchessìa. La salute della popolazione e la sicurezza ambientale sono principi imprescindibili di qualsiasi convivenza civile.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico, da parecchi anni impegnata in proposito, sostiene con forza la difficile attività della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei finalizzata alla ricerca della verità e conferma la presentazione di istanza di costituzione di parte civile in un eventuale dibattimento penale.

Invitiamo fin d’ora residenti e militari interessati a contattarci all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com o al numero telefonico 345-0480069: tuteleremo in ogni modo possibile le loro ragioni. 

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

(foto da mailing list sociale, www.nsd.it, per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. luglio 1, 2011 alle 3:21 pm

    da L’Unione Sarda on line, 1 luglio 2011
    (http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/227626)
    RICORSO – il Tribunale del Riesame che deve rivalutare la decisione dello sgombero dei pascoli all’interno del Poligono imposto dalla Procura si è concesso dieci giorni di tempo per accogliere il ricorso dei pastori. E’ stata acquisita un’ulteriore documentazione prodotta dal procuratore Fiordalisi che proverebbe l’abusività della permanenza dei pascoli all’interno della zona militare. Gli accordi tra i comuni che hanno avuto in couso i terreni demaniali e il Ministero della Difesa sarebbero infatti scaduti e non più validi.

  2. riccardo
    luglio 1, 2011 alle 6:11 pm

    mah deve essere l’aria di quella zona, protestare non con chi occupa il tuo territorio e lo usa anche come discarica ma con la magistratura che semplicemente fa il suo lavoro! ma perchè non protestano affinchè quelle zone siano bonificate ( anche dai detriti delle vecchie miniere) e rese libere?

    • ale
      luglio 3, 2011 alle 10:32 am

      …non siamo tutti così, la maggior parte della gente aspetta in silenzio la fine dell’inchiesta. Il fatto è che c’è uno sparuto numero di persone che negli ultimi mesi, non appena esce una notizia, è pronta ad intervenire immediatamente, denigrando il lavoro dei giornalisti e sminuendo la professionalità e il lavoro di qualunque tecnico o scenziato che entri a far parte dell’inchiesta, talvolta con post molto nervosi o con argomentazioni sempre molto similari. Sembrano quasi tarati, come se avessero un copione, una sorta di norma di linguaggio…
      Praticamente un piccolo gruppo di persone fa credere che qui tutti siamo uniti e coesi nella difesa del poligono e nel criticare i metodi e i consulenti di Fiordalisi, ma non è proprio così…
      Poi, visto che fanno sempre leva sull’occupazione, mi piacerebbe sapere i numeri precisi su quante persone del comune di Villaputzu risultano occupate stabilmente grazie alla base, visto che è il paese che ha versato il tributo maggiore in termini di territorio. Forse sarebbero inferiori al numero di casi di tumore sospetti, chissà… Forse nessuno parla mai di cifre perche i loro ragionamenti sui benefici economici crollerebbero subito….

      • valentina
        luglio 4, 2011 alle 5:58 pm

        mi fa molto piacere leggere la tua testimonianza, perchè effettivamente i messaggi che più frequentemente passano, sia in quel giornale che si chiama unione sarda che in diversi blog, sono quelli di fantomatici abitanti contrari all’inchiesta. Persone che dichiarano che non c’è nulla di anomalo, che l’unica disgrazia di cui sono vittime è l’inchiesta stessa e la sua montatura mediatica. Probabilmente sono pochi, ma si impegnano talmente tanto che il loro pensiero sembra quello di tutta la cittadinanza. Certo non dev’essere facile uscire allo scoperto, ma aspettare in silenzio forse non sostiene il lavoro difficile e coraggioso della Procura di Lanusei. Aderite alla proposta del Grig, più numerosi che potete.

      • ale
        luglio 5, 2011 alle 11:13 am

        ..ti spiego: quelle poche decine di persone di Villaputzu che lavorano grazie al poligono sono conosciute da tutti; in un paese così ci si conosce persona per persona. Di conseguenza gli abitanti, per non creare problemi e per la paura di offendere o entrare in lite con quelle famiglie, preferisce evitare ed aspettare gli esiti dell’inchiesta. Ecco uno dei perchè dell’omertà. Poi ci sono quelli che lavorano col turismo, che vedono la faccenda come un brutto incubo, invece di pensare che potrebbe essere una possibilità di riscatto per il territorio, ormai bisognoso di bonifiche serie. E non dimentichiamo poi, che mesi fa, un cittadino di Villaputzu, per aver accompagnato i giornalisti nelle zone incriminate, è stato contattato più volte da persone ignote, e infine sequestrato, minacciato di morte con tanto di cappio al collo e laciato in aperta campagna. Purtroppo la situazione è abbastanza complicata….

  3. luglio 1, 2011 alle 8:49 pm

    da Sardegna 24 on line, 1 luglio 2011
    Polveriera in mare le immagini inedite: http://www.sardegna24.net/regione/polveriera-in-mare-le-immagini-inedite-1.1159

    da La Nuova Sardegna on line, 1 luglio 2011
    Quirra, sullo sgombero dei pastori si decide nei prossimi giorni
    Il tribunale dei riesame di Lanusei risponderà nei prossimi giorni sui primi quattro ricorsi contro lo sgombero dal poligono ordinato dalla procura: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/01/news/quirra-sullo-sgombero-dei-pastori-si-decide-nei-prossimi-giorni-4538411

  4. luglio 2, 2011 alle 10:20 pm

    da Sardegna 24, 2 luglio 2011
    La strage di Quirra (Paola Medde): http://www.sardegna24.net/il-fatto/la-strage-di-quirra-1.1403

  5. Matilde
    luglio 4, 2011 alle 5:57 am

    Io credo anche che, oltre alle aree “inquinate”, la magistratura debba intervenire anche sugli animali di proprietà che una volta pascolavano a Quirra, imponendone il sequestro e l’urgente macello preventivo alla contaminazione umana. Ormai sono concentratori radioattivi e produttori di latte e carni “inquinate”.
    Un risarcimento a capo (non forfettario ma significativo) potrebbe essere una soluzione parziale ma logica e sensata dopo il blocco delle intere attività pastorali, anche confermare l’effettivo interesse dello Stato nei confronti della salute della popolazione ogliastrina.

    Matilde

  6. luglio 4, 2011 alle 4:30 pm

    A.G.I., 2 luglio 2011
    QUIRRA: ECOLOGISTI DIFENDONO FIORDALISI; ISTANZA PER PARTE CIVILE. (http://www.agi.it/cagliari/notizie/201107021814-cro-rca1046-quirra_ecologisti_difendono_fiordalisi_istanza_per_parte_civile)

    Cagliari, 2 lug. – L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico, da parecchi anni impegnata sulla questione del poligono di Quirra, sostiene “con forza la difficile attivita’ della procura della Repubblica di Lanusei per la ricerca della verita’” e conferma la presentazione di istanza di costituzione di parte civile in un eventuale dibattimento penale. L’associazione invita residenti e militari interessati a contattarla all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com o al numero telefonico 345-0480069.
    “Tuteleremo in ogni modo possibile le loro ragioni”, assicura, il portavoce Stefano Deliperi, difendendo l’operato del procuratore Domenico Fiordalisi che ha aperto un’inchiesta a gennaio per disastro ambientale e sull’abnorme incidenza di tumori nell’area di Quirra. “La ‘colpa’ del procuratore Fiordalisi e del gip Paola Murru, che ha disposto il sequestro preventivo del poligono, sarebbe quella di essersi convinti che gli elementi fin qui raccolti facciano supporre l’eventuale commissione di reati ambientali e sanitari, con relativi danni e rischi”, sostiene Deliperi. “Finora, infatti, da parte di amministratori locali e regionali, sindacalisti, forze sociali non si sono sentite parole di particolare apprezzamento verso l’operato di un magistrato che ha fatto quello che amministrazioni pubbliche (in primo luogo la Regione autonoma della Sardegna) e la stessa magistratura non hanno fatto per oltre quindici anni, nonostante segnalazioni, esposti, articoli di stampa”. “Piaccia o no il procuratore d’origine calabrese ha ridato fiducia nello Stato a moltissimi ogliastrini”, afferma Deliperi. “Domenico Fiordalisi ha iniziato a fare sopralluoghi, ha dato mandato alla polizia giudiziaria di svolgere tutte le attivita’ di competenza, ha nominato consulenti con domande peritali chiare, ha interrogato testimoni, ha verificato date, immagini, relazioni sanitarie, ha fatto analizzare ‘reperti’, ha raccolto dati e informazioni dalle fonti piu’ disparate, ha iscritto nel registro degli indagati varie persone, fra cui autori di opache consulenze. Ha agito quale un magistrato investito delle funzioni inquirenti deve fare, in tutte le direzioni plausibili, senza preconcetti. Ha tratto delle conclusioni provvisorie del suo ampio lavoro: vi sarebbero elementi seri e fondati che proverebbero l’inquinamento ambientale dell’area del Poligono e i rischi sanitari, per cui ha chiesto un provvedimento cautelare e, il 12 maggio 2011, l’ha ottenuto dal gip Paola Murru”. (AGI) Red-Cog

  7. luglio 5, 2011 alle 8:34 pm

    perchè la Regione non fà, invece, i controlli ambientali e sanitari di sua competenza?

    da La Nuova Sardegna on line, 5 luglio 2011
    Il Psd’az sul caso Quirra: “Regione parte civile”: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/05/news/il-psd-az-sul-caso-quirra-regione-parte-civile-4560566

  8. Bio IX
    luglio 6, 2011 alle 11:18 am

    Molto più facile (e politicamente redditizio, vista la dabbenaggine dell’elettore medio) gettare fumo negli occhi promettendo (sempre che si mettano d’accordo) la costituzione di parte civile in un processo che, allo stato, non si sa neppure se e quando si farà (ricordo che esiste, tra l’altro, l’istituto dell’archiviazione, Porto Tolle docet; il provvedimento del GUP, che non necessarimente dispone il rinvio a giudizio, via via fino ad arrivare alla assoluzione degli imputati, ad esempio, per prescrizione etc. etc.).

  9. luglio 6, 2011 alle 3:17 pm

    confermato il sequestro preventivo del poligono. C’erano pochi dubbi.

    da La Nuova Sardegna on line, 6 luglio 2011
    I giudici confermano il sequestro dell’area di Quirra: “E’ inquinata”.
    Mariella Cao di Gettiamo le Basi: inaccettabile la bozza di relazione finale sui lavori: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/06/news/i-giudici-confermano-il-sequestro-dell-area-di-quirra-e-inquinata-4560740

  10. luglio 7, 2011 alle 2:40 pm

    da L’Unione Sarda, 7 luglio 2011
    Quirra, poligono inquinato: pericolo per la salute, via i pastori.
    Bocciato ieri dal Tribunale il ricorso contro lo sgombero degli allevatori. (Paolo Carta)

    «C’è pericolo per la salute di persone e animali che frequentano il poligono di Quirra. Perché è inquinato da guerre simulate, test di armi, brillamenti delle munizioni. Una situazione incontrollabile: il sequestro dell’area militare e lo sgombero degli allevatori è inevitabile. Perché certe sostanze possono finire nella catena alimentare, cioè prodotti agricoli, latte e formaggi».
    IL RIESAME. Con questa motivazione il Tribunale del Riesame di Lanusei, in seduta collegiale, ha respinto il ricorso contro lo sfratto presentato da quattro allevatori difesi dall’avvocato Marco Pilia. Sono state accolte in pieno le motivazioni che avevano spinto il Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, a chiedere il provvedimento firmato dal Gip di Lanusei Paola Murru il 12 maggio scorso.
    L’URANIO. Le prove fornite da Fiordalisi sono state ritenute schiaccianti e proverebbero il disastro ambientale causato dalle guerre simulate. Testimoni hanno parlato di test all’uranio impoverito, sostanza che sarebbe stata trovata dai consulenti del Procuratore nelle ossa di un agnello nato con due teste; altre sostanze nocive sarebbero scaturite dai brillamenti delle armi che lo Stato ha considerato ormai obsolete fin dagli anni 70. E nei terreni e nelle falde acquifere sarebbero stati trovati i resti di queste attività gravemente inquinanti. Addirittura torio, una sostanza radioattiva contenuta in alcuni missili testati a Quirra, è stato rinvenuto in quantità di un certo rilievo nei formaggi analizzati dalla Nato.
    NESSUN TITOLO. Il Tribunale del Riesame ha poi scritto nella motivazione che i quattro pastori non avevano titolo per opporsi al sequestro e allo sgombero. «I Comuni rilasciano i permessi in base a un accordo con la Difesa e non hanno presentato nessuna opposizione nei termini stabiliti dalla legge (dieci giorni)». Parole che potrebbero suonare come una respinta anticipata del ricorso che il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura, ha annunciato «qualora i risultati delle analisi dell’Asl 4 dovessero provare che carni, latte e formaggio non sono assolutamente danneggiati da inquinamento e sono sani». Mura ha chiesto al Gip «che il sequestro slitti al 21 settembre» per diversi motivi, compresa l’impossibilità attuale di sistemare altrove gli allevamenti.
    LA DIFESA. L’avvocato Marco Pilia ha preso qualche giorno di tempo per studiare la sentenza del Tribunale del Riesame e pianificare le mosse future: «La nostra battaglia non finisce qui».
    I pastori devono immediatamente lasciare i pascoli nell’area sequestrata. Anche perché sono già conclusi i prelievi per le analisi dell’Asl 4. Tolleranza zero per chi viola i sigilli: una persona di Perdasdefogu (che non ha niente a che fare con le attività agro-pastorali) è stata segnalata all’autorità giudiziaria e rischia una condanna penale sino a tre anni di carcere.
    IL CISAM. L’indagine sul presunto rapporto tra le attività svolte nel poligono e le malattie e le malformazioni che hanno colpito la gente di Quirra prosegue. Ieri gli uomini della Squadra mobile di Nuoro hanno interrogato come persona informata sui fatti Domenico Di Bernardo del Cisam, la struttura che si occupa della radioprotezione dei militari e del corretto smaltimento di materiale pericoloso in uso alle Forze Armate.

  11. luglio 7, 2011 alle 2:40 pm

    un libro da leggere.

    “Veleni in Paradiso”, di Ottavio Pirelli, Castelvecchi Editore, 2001, pp. 192.

    Introduzione.

    Intorno al poligono più grande d’Europa da anni si verificano strane incidenze di leucemie, tumori e nascite con malformazioni, non solo tra gli animali ma anche tra gli uomini. Cosa c’è dietro le sperimentazioni della base militare?

    Le persone si ammalano di leucemia, gli animali nascono con delle malformazioni. Siamo nel territorio adiacente al poligono del Salto di Quirra, nella Sardegna Sud Orientale. Costruito nel 1956, è il più grande d’Europa, il fiore all’occhiello delle forze armate italiane. A gennaio di quest’anno, di fronte a un preoccupante aumento di casi di tumore riscontrati nella popolazione locale, la Procura di Lanusei ha aperto un’inchiesta. I primi risultati gettano inquietanti ombre sulle attività militari. Gravi indizi hanno spinto il magistrato Domenico Fiordalisi a ordinare la riesumazione delle salme dei pastori morti nella zona. Un supertestimone dice che nell’area è stato sperimentato alla fine degli anni Ottanta un missile con testata di guerra all’uranio impoverito. Quella di Ottavio Pirelli è un’inchiesta che cerca di far luce su dieci anni di accuse e smentite, denunce e mezze verità sulla cosiddetta «Sindrome di Quirra». Quali veleni minacciano il «paradiso» del Mediterraneo? E, soprattutto, quali conseguenze rischiano gli abitanti di quella porzione dell’isola? Un’indagine tra i segreti della base militare, che scioglie alcuni misteri troppe volte insabbiati per una serie di interessi che gravitano intorno al poligono.

    Il 65 per cento dei pastori che lavorano entro un raggio di 2,7 chilometri dalla base di Quirra è stato colpito da gravi malattie tumorali. Il Poligono sarebbe stato una grande discarica, l’unica in Italia, dove far saltare in aria enormi quantità di armi ormai inutilizzabili: sia del secondo conflitto mondiale sia della Guerra Fredda.

    Ottavio Pirelli (Leuca, 1978). E’ giornalista professionista, lavora nella redazione di Cagliari della testata giornalistica regionale della Rai. È stato collaboratore dell’agenzia di stampa Agi e dell’emittente radiofonica cagliaritana Radio Press

  12. luglio 7, 2011 alle 2:42 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 luglio 2011
    Quirra, ordine di sgombero immediato. E’ scattato ieri lo sfratto per i 63 allevatori: meglio evitare i prodotti di quei pascoli. (Valeria Gianoglio)

    LANUSEI. Alle 10 di ieri, il rigetto, da parte del Riesame, dei primi quattro ricorsi contro lo sgombero. Sette ore dopo, per i pastori, arriva l’inattesa mazzata: l’Asl finisce le analisi su carne, latte e acqua, dunque lo “sfratto” dal poligono diventa immediato, perentorio, esecutivo per tutti i 63 allevatori interessati. Chi viene beccato nei 13.200 ettari della base si becca una denuncia penale per «violazione dei sigilli». C’è già la prima vittima di Perdasdefogu. Risale al tardo pomeriggio di ieri, quando in Procura a Lanusei, arriva la segnalazione. E il clima, intorno all’inchiesta su Quirra, comincia a farsi incandescente, al termine di una giornata nella quale succede di tutto: ricorsi rigettati, Coldiretti che va dal prefetto e che oggi ha un incontro al ministero della Difesa, sindaci che annunciano battaglie legali, pastori nella disperazione più nera, il procuratore Fiordalisi che a Lanusei interroga i vertici del Cisam di Pisa.
    I motivi del rigetto. Le 24 ore di fuoco e fiamme cominciano alle 10, quando Marco Pilia, l’avvocato dei sette pastori di Perdasdefogu ricorrenti, varca l’ingresso del tribunale di Lanusei, si presenta davanti al collegio presieduto da Sergio Gorjan, e discute altri due ricorsi contro lo sgombero, dopo i cinque di venerdì scorso. Un’ora dopo arriva la sentenza sui primi quattro ricorsi presentati: quelli degli allevatori Giambattista Lai, Beniamino Lai, Efisio Carta e Giovanna Mura: «Rigettati». Da un lato, si legge nell’ordinanza del collegio, i ricorrenti non avevano titolo a presentare ricorso perché non risultano «né indagati, né destinatari della notifica del provvedimento impugnato». Dall’altro, gli stessi ricorrenti, sostengono sempre i giudici, sarebbero abusivi o perché hanno autorizzazione scadute, oppure perché non sono loro gli intestatari del bestiame, oppure perché il Comune di Perdasdefogu ha dato loro l’autorizzazione quando «il sequestro era già esecutivo». Gorjan rileva, inoltre, che il Riesame non ha il compito di «valutare la probabile fondatezza dell’accusa, bensì accertare che esista il fumus dei delitti indicati dal pm». E secondo i giudici, il “fumus”, ovvero il sospetto, esiste. E esistono «numerosi elementi circa la presenza nel terreno di sostanze nocive». Il Riesame si pronuncia anche sulla presunta disparità di trattamento tra pastori, militari e turisti – «gli unici sfrattati sono i pastori» – sostenuta dai ricorrenti. Dice che «il pericolo è correlato all’abituale utilizzo del terreno contaminato proprio per l’attività agropastorale e non già, a presenza occasionale sui terreni, o all’interno degli edifici militari». Ovvero: la presenza di sostanze nocive può alterare la catena agroalimentare con effetti negativi per la salute delle persone.
    Rabbia e disperazione. Non passano neppure cinque minuti dalla notizia, che si scatena il finimondo. I primi che commentano sono i vertici della Coldiretti Nuoro-Ogliastra, Aldo Manunta, Simone Cualbu, Vincenzo Cannas. «Lo ripetiamo: saremo al fianco dei pastori sino alla fine. Faremo tutto il possibile per difenderli. Adesso c’è grande delusione, ma non ci arrendiamo. I pastori continuano a rimanere gli unici danneggiati. Domani andremo a Roma per discuterne con il ministero della Difesa». Interviene Anche Felice Floris, del movimento pastori. Ai margini della manifestazione dei “tartassati” che si è tenuta a Cagliari spiega la sua personale teoria sul caso Quirra: «Stanno facendo di tutto per mandare via i pastori. Vogliono togliere le vere sentinelle del poligono per creare un’area top secret». Il sindaco di Perdas, Walter Mura, è come al solito piuttosto deciso. «Il Comune e i pastori non sono abusivi – dice – il nostro contratto scade il 10 novembre. Ne sono estremanente certo e non sposto di una virgola quanto deliberato in consiglio comunale anche sull’eccessiva vastità dell’area sequestrata e sul rischio di uno scontro sociale. Pongo una domanda: che fine hanno fatto i risultati sull’acqua, sulle riesumazioni, sul bestiame? Perché non se ne parla più? Appena arriveranno li valuteremo con attenzione e ci riserviamo come Comune di adire per le vie legali».

    «Contaminati solo 670 ettari». La commissione di esperti presenta la relazione finale Mariella Cao del comitato Gettiamo le basi non la condivide.
    L’INDAGINE. Cominciata nel 2008 necessita di altri dati. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. «Metalli di origine naturale», tracce di torio e arsenico, ma nessuna presenza di «uranio depleto» nei campioni esaminati, e «ampie porzioni di territorio che non sembrerebbero interessate da significative contaminazioni» anche se sono necessari altri controlli. Dopo due anni e mezzo di monitoraggio ambientale sul poligono, la commissione di esperti nominati nel 2008 da Comuni e Asl, ieri mattina, al poligono, presenta al comitato formato da sindaci, Difesa e associazioni, la sua relazione finale ricca di analisi e dati. A cominciare da uno: «I reali impatti negativi nel poligono – si legge a pagina 126 della relazione finale – risultano sulle aree ad alta intensità militare, che corrispondono a 670 ettari su 13.200».
    Per questo, aggiunge, bisognerebbe procedere alla «riperimetrazione delle diverse zone del Pisq in funzione dei pericoli rilevati». E comunque ci vuole «una indagine epidemiologica ad hoc sullo stato di salute della popolazione». Mariella Cao, componente del comitato in quanto responsabile dell’associazione «Gettiamo le basi» sbatte virtualmente la porta. È lei, infatti, l’unico componente del folto gruppo che non sottoscrive la relazione finale, che non mette la sua firma, e che boccia sonoramente i risultati elencando un nutrito numero di motivi. «Io ci sono, ma non approvo» dice, infatti, all’avvio dei lavori, intorno alle 10 di ieri mattina, nel cinema del poligono. «È una relazione edulcorata, dove sembra tutto rose e fiori» aveva spiegato sin dal giorno prima, dopo aver letto con attenzione una bozza anticipatrice.
    È l’esordio di una mattina complicata e carica di contenuti, svolte e anche passioni, nell’inchiesta su Quirra. Da un lato, a Lanusei, le decisioni del riesame sui ricorsi contro lo sgombero, dall’altro, a Perdasdefogu, i risultati finali del monitoraggio ambientale eseguito in due anni e mezzo da sei esperti, tra medici, ingegneri e chimici, nominati alcuni anni fa come organo tecnico del comitato di indirizzo territoriale che, secondo le disposizioni della commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, doveva condurre lo studio ambientale su Quirra. I componenti del comitato tecnico sono otto: due nominati dalla Difesa, gli altri, nominati da Comuni e Asl. Sono Antonio Onnis, Armando Benedetti, Fernando Codonesu, Antonella Cugliandolo, Alessandro Murgia e Marco Schintu. In questi due anni e mezzo di analisi hanno lavorato senza ricevere indennità, gratis. E qualcuno di loro, a posteriori, dopo tutto il caos scoppiato intorno a Quirra, diverse critiche e alcune calunnie tipo «Sono pagati tutti dalla Difesa», si chiede davvero chi glielo ha fatto fare, se non l’amore per la scienza e l’interesse di capire qualcosa, di questa intricata vicenda. I risultati presentati ieri, i sei esperti, li hanno già illustrati una decina di giorni fa alla commissione parlamentare d’inchiesta, e continueranno a farlo in una nuova audizione romana fissata per mercoledì pomeriggio.
    Ieri mattina, almeno dal loro punto di vista, ottengono un buon risultato: la loro relazione, infatti, passa integralmente nella relazione finale di tutto il monitoraggio ambientale sul poligono. Ne diventa parte integrante. Viene di fatto elevata dal rango di semplice “allegato” a quello di componente essenziale del lavoro del comitato misto territoriale.
    Quello che hanno scritto lo scorso 14 giugno, dunque, mette un punto fermo nella vicenda. Gli esperti, alla luce delle analisi fatte, sostengono, in sostanza, che il territorio del poligono contenga tracce di inquinanti, alcuni dei quali derivati dalle attività militari, altri dalla particolare geomorfologia del terreno, ma sostengono anche che l’area non sia comunque tutta da interdire perché «sussistono i reali impatti negativi» soltanto «sulle aree ad alta intensità militare», ovvero in «circa 670 ettari di superificie su 13.200». Con l’incontro di ieri, in teoria, il lavoro del comitato dovrebbe essere terminato. I sindaci e altre componenti della commissione, tuttavia, chiedono che il suo contributo prosegua. I sei esperti, dal canto loro, al termine dell’incontro, lanciano una proposta-appello alle istituzioni: «Organizziamo una giornata di confronto con altri scienziati su Quirra. Siamo disposti a interloquire con chiunque».

  13. luglio 7, 2011 alle 3:56 pm

    da Sardegna 24, 7 luglio 2011
    Ora inizia la resistenza. I pastori annunciano una grossa manifestazione e minacciano: “Non andremo mai via, per noi è un disastro”. I rappresentanti Coldiretti dell’Ogliastra: Chiederemo l’intervento del Governo, queste persone rischiano la fame”. (Giusy Ferreli)

    La parola d’ordine tra gli allevatori di Quirra è una sola: resistere. E così la protesta dei pastori che da settimane assediano pacificamente il Palazzo di giustizia di Lanusei potrebbe sfociare in una clamorosa manifestazione contro l’ultimatum del 21 luglio, data in cui gli allevatori dovranno abbandonare il campo. Ad accendere gli animi non c’è solo il problema del trasferimento di vacche pecore e capre su un territorio già stracolmo di capi. Sul campo minato dello sgombero si gioca, infatti, l’intera partita dei premi comunitari. “Il rischio, oltre agli incalcolabili danni economici subiti dalle aziende, è che si perdano anche i contributi europei per il 2011”, ammette Vincenzo Cannas vicepresidente di Coldiretti per Nuoro e gliastra. Il responsabile dell’associazione di categoria preannuncia azioni forti per evitare lo sfratto e si affida, extrema ratio, al confronto in programma per questo pomeriggio a Roma con il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga. “Cercheremo di far comprendere le nostre ragioni sperando in un intervento del Governo. Bisogna assolutamente trovare una soluzione per evitare che queste persone finiscano sul lastrico”, fa sapere Cannas. Il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura, non si discosta di una virgola dalle posizioni che ha ribadito in più occasioni, mettendo nero su bianco anche una delibera del Consiglio comunale del centro ogliastrino. Raggiunto dalla notizia del pronunciamento del Tribunale del riesame di Lanusei mentre si trovava in base, al lavoro con gli altri componenti del Comitato territoriale per limare la relazione che accompagnerà lo studio ambientale del Salto di Quirra, Mura parte al contrattacco. “Rimango fermamente nelle mie posizioni – commenta l’amministratore comunale – e continuo a ritenere che il provvedimentodi sequestro sia abnorme nell’estensione visto che interessa tutti e 13mila ettari del Poligono. A noi risulta invece che ci siano zone dove sia possibile tenere i capi senza costringere gli allevatori a trasferimenti impossibili da attuare”. Il primo cittadino è pronto a lanciare la sua sfida in punta di diritto. “Attendo gli esiti delle indagini della Asl sulle acque e sugli animali – incalza Mura – Se sono confortanti e accertano che il bestiame è sano – incalza – allora l’amministrazione comunale darà mandato a un legale per far valere in aula le sue ragioni!. L’impegno non verrà meno neanche se il fronte dovesse diventare incandescente. “Sarò al fianco degli allevatori – conclude Mura – anche quando decideranno di manifestare”.
    Per Stefano Deliperi, presidente dell’associazione ambientalista Gruppo d’Intervento Giuridico, si tratta di un pronunciamento annunciato. “Ci aspettavamo un provvedimento del genere”, commenta Deliperi che mette l’accento sulla necessità di arrivare al più presto all’accertamento della verità in un clima di serenità. “Non si tratta di un giudizio definitivo – sottolinea l’esponente ecologista – ma l’aver rigettato il ricorso rappresenta un gesti significativo di rispetto nei confronti del lavoro svolto dalla Procura di Lanusei che sta facendo quello che la magistratura e la Regione Sardegna non hanno fatto negli ultimi venti anni e cioè chiarire cosa sia accaduto realmente nei terreni del poligono sperimentale interforze del Salto di Quirra”.

    Quirra, lo sgombero diventa esecutivo: http://www.sardegna24.net/regione/quirra-lo-sgombero-diventa-esecutivo-1.2407

  14. luglio 8, 2011 alle 2:44 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 luglio 2011
    Conclusi i prelievi della Asl I pastori sulle barricate: da qui non ce ne andiamo. No allo sgombero: «Siamo pronti a beccarci una denuncia» Dopo l’estate i risultati dei test su carne e latte. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. I prelievi sono finiti a tempo record, i risultati arriveranno entro la fine dell’estate e renderanno quello di Quirra il poligono più analizzato d’Europa, ma non basteranno a salvare i pastori dallo sgombero immediato, e non più entro il 20 luglio, dal poligono. Per una singolare coincidenza, proprio ieri, nel giorno della disperazione più nera del mondo agropastorale, nel quale i pastori decidono di resistere a costo anche di beccarsi una denuncia penale, l’Asl di Lanusei sforna i dati sui prelievi appena conclusi in 32 allevamenti.
    Carne, latte, foraggio, persino l’acqua degli abbeveratoi, persino i linfonodi delle capre, i possenti muscoli dei buoi: tutto è stato prelevato con attenzione, impacchettato con cura, spedito all’istituto Zooprofilattico di Sassari, in parte a quello di Foggia, specializzato nel controllo della radioattività. Al di là di tutto, di polemiche, inchieste, di prese di posizione dai contorni opposti, un dato è certo: quello di Quirra sarà il poligono più controllato d’Europa, forse non è azzardato neppure dire dei cinque continenti.
    I dati dei prelievi. Seicentoquaranta litri di latte prelevati dai veterinari in 32 allevamenti del poligono e spediti allo Zooprofilattico di Sassari, 480 chili di formaggio, 36 animali uccisi e sezionati in mattatoio. Muscoli, ossa lunghe, fegato, reni, polmone e parti molli. Verranno esaminati per capire se contengono o meno contaminanti ambientali. I risultati arriveranno in un paio di mesi. Prima non è possibile data la consistente quantità di campioni da esaminare. Diciotto veterinari dell’Asl di Lanusei ci hanno lavorato in questi ultimi due mesi divisi in tre équipe. Di ognuno dei 32 allevamenti del poligono nei quali hanno fatto i prelievi, hanno compilato una scheda che per la prima volta nel caso Quirra consentirà la perfetta tracciabilità di ogni campione. I controlli, tuttavia, non finiscono qui: sta partendo, infatti, proprio in questi giorni la seconda tranche di prelievi. Quelli che riguardano gli allevamenti più lontani dal poligono: serviranno per essere confrontati con quelli della base. Gli ovili sono già stati individuati: sono 18 e rientrano nei territori comunali di Baunei, Urzulei, Talana, Arzana, Gairo e Villagrande Strisaili.
    L’operazione sgombero. Ma i pastori dovranno andare via da subito: così hanno stabilito anche i giudici del riesame che si sono pronunciati avant’ieri. Al momento, gli unici che si sono spostati sono i transumanti e quelli che hanno trovato ospitalità nel terreno di qualche amico o vicino di pascolo. Gli altri hanno deciso di resistere, a costo di beccarsi la denuncia per «violazione di sigilli», anche perché non sanno dove andare e i Comuni – lo hanno ripetuto più volte – non hanno altri appezzamenti dove accoglierli.
    La relazione finale. Intanto, sempre ieri, arriva anche la relazione finale del comitato di indirizzo territoriale che mercoledì, a Perdasdefogu, ha presentato il monitoraggio ambientale sul poligono, tra le polemiche dell’associazione Gettiamo le basi, di Mariella Cao. I componenti del comitato, si legge a pagina 11, «a partire dai risultati rilevati nei lotti di indagine e sulla base delle valutazioni della commissione di esperti e di Arpas, raccomandano l’attivazione, per le specifiche aree interessate, delle procedure previste dalla normativa vigente in materia ambientale e sanitaria». Tradotto in altri termini, chiedono una bonifica nei 670 ettari su 13.200 risultati inquinati da metalli di origine naturale e non solo, e una «conferenza di servizi». Chiedono anche, tuttavia, «la definizione di un protocollo d’intesa tra gli enti militari, il poligono, gli enti civili, con lo scopo di individuare un piano di monitoraggio continuo delle attività del Pisq». Anche di questo si discuterà alle 17 di domani, nell’aula magna dell’Ipsia di Perdasdefogu, nel corso di una riunione organizzata dal sindaco Walter Mura e coordinata dal senatore Pd, Giampiero Scanu, componente della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito.

    INCONTRO A ROMA. Cossiga si impegna sui risarcimenti.

    PERDASDEFOGU. Un’ora di incontro al ministero della Difesa. Gli uni, da un lato, a chiedere aiuto, sostegno, la possibilità di risarcimenti immediati per una categoria in ginocchio. L’altro, a rispondere che avrebbe fatto tutto il possibile, ma che sullo sgombero, per ovvie ragioni, non poteva pronunciarsi visto che lo aveva deciso un altro potere dello Stato. È stato un appuntamento tutto sommato non privo di risultati, quello che i vertici della Coldiretti Nuoro-Ogliastra, Aldo Manunta, Simone Cualbu, Vincenzo Cannas, hanno ottenuto con il sottosegretario alla Difesa, Giuseppe Cossiga. L’incontro è andato in onda nel tardo pomeriggio di ieri, nelle ampie stanze romane del ministero della Difesa. «Ai pastori danneggiati serve al più presto un risarcimento dei danni che stanno subendo da mesi – hanno detto al sottosegretario i tre della Coldiretti – nessuno, nonostante le analisi non siano ancora finite e manchino i risultati sul bestiame, vuole più la loro carne, il latte, i loro prodotti. Noi siamo sicuri che siano ottimi e crediamo anche che sinora i pastori siano stati l’unica categoria danneggiata». Cossiga ha ascoltato tutto e ha preso l’impegno di interessarsi, anche interloquendo con la Regione, per garantire i risarcimenti. Un altro punto toccato durante l’incontro è stato quello delle autorizzazioni al pascolo. Per gli stessi giudici del Riesame di Lanusei, diverse sono scadute o irregolari. Il succo del discorso di Cossiga è stato sostanzialmente questo: la Difesa darà la massima disponibilità per garantire i rinnovi dei contratti di co-uso con i Comuni che sono scaduti.

  15. luglio 8, 2011 alle 4:02 pm

    da L’Unione Sarda on line, 8 luglio 2011
    Quirra, danni ambientali nel Poligono. “La Regione si costituisca parte civile”: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/228345

  16. luglio 9, 2011 alle 1:58 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 luglio 2011
    Quirra, indennizzi per i pastori. Approvato l’ordine del giorno unitario sull’emergenza nella base. (Umberto Aime)

    CAGLIARI. Sul Poliogono di Quirra il Consiglio regionale ha approvato finalmente un ordine del giorno. È unitario e prevede nuovi indennizzi in favore degli allevatori sgomberati dalla Base per ordine della magistratura. Non è stato votato soltanto dal Psd’Az, che poi comunque si prenderà la rivincita con l’impegno della Regione a costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale.
    Non è stato facile trovare l’accordo fra maggioranza e opposizione sull’ordine del giorno presentato insieme, all’inizio della settimana, dai consiglieri regionali ogliastrini Franco Sabatini (Pd) e Angelo Stochino (Pdl), i più interessati a proteggere il territorio dal ciclone provocato dall’inchiesta della Procura di Lanusei. I capigruppo hanno dovuto lavorare a lungo per concordare un testo comune in cui ci fosse spazio sia per gli indennizzi (non ancora quantificati) destinati «a far fronte alle difficoltà economiche nell’area», oltre i 500mila euro subito stanziati attraverso il collegato alla Finanziaria, ma fosse condiviso da tutti anche «l’impegno a sollecitare lo Stato a erogare gli indennizzi in favore dei comuni gravati dalle servitù militari» e invece ancora bloccati a Roma. Col passare delle ore, nel taglia e cuci, nel testo unitario si sono riconosciuti anche i consiglieri del gruppo Sel-Indipendentisti-Comunisti, che in mattinata hanno ritirato il loro ordine del giorno e votato quello trasversale. Soltanto i sardisti sono rimasti fermi sul testo presentato dal capogruppo Giacomo Sanna, che nella costituzione di parte civile da parte della Regione aveva il suo pezzo forte. Quando sembrava che questo impegno fosse destinato a cadere sotto il fuoco di fila delle votazioni per parti, proposto dal Pdl, è stata l’astensione delle opposizioni a farlo passare indenne all’esame dell’aula. Così, in una volta, sola il Consiglio regionale ha votato ben due prese di posizione su come superare l’emergenza sul caso Quirra. Ma l’impegno delle opposizioni ha subito una spiegazione: Pd, Idv, Sel-Indipendentisti, nelle stesse ore, hanno presentato una mozione urgente destinata ad ampliare il dibattito sulle servitù militari. «Non ci possiamo fermare alle vicende urgenti e drammatiche del poligono interforze – ha detto il capogruppo del Pd, Mario Bruno – è indispensabile allargare il confronto sugli effetti economici e sociali che la presenza dei militari ha avuto nell’isola in questi anni». E infatti fra dieci giorni il Consiglio sarà chiamato a confrontarsi a viso aperto, sono state le parole di Adriano Salis dell’Idv, sulla «totalità delle servitù». L’opposizione, come ha ricordato Luciano Uras di Sel, ha un obbiettivo: «Vogliamo imporre alla giunta un calendario stringente di confronto col Governo, che invece con la sua solita arroganza continua a non voler affrontare il problema». E forse proprio per questa accusa l’unità di ieri sarà impossibile da ritrovare nel giorno del dibattito.

  17. Bio IX
  18. luglio 10, 2011 alle 7:29 am

    da La Nuova Sardegna on line, 10 luglio 2011
    «E allora sgomberate anche il Sulcis». Protesta dei pastori in un’animata assemblea. Scanu (Pd): «Questa gente merita rispetto»: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/10/news/e-allora-sgomberate-anche-il-sulcis-4585278

  19. luglio 12, 2011 alle 3:07 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 luglio 2011
    Quirra, si muove anche il vescovo. «Le istituzioni facciano chiarezza sui rischi». I sindaci oggi chiederanno al prefetto di Nuoro la convocazione del tavolo di crisi. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. L’unico che ha provato, in queste ore, a spedire le sue mucche a Olbia per tentare di venderle, si è sentito rispondere dal camionista un secco «Non ci penso neppure, dov’è l’autorizzazione sanitaria?».
    Gli altri suoi colleghi pastori, tutti in modo indistinto, tra la rabbia e la disperazione, hanno deciso di resistere e di non spostarsi dai pascoli del poligono. La settimana di fuoco per i pastori della base comincia con l’«esodo» fallito di un allevatore di Perdasdefogu, prosegue con la richiesta che verrà formalizzata oggi dai sindaci al prefetto di Nuoro, Pietro Lisi, di «convocare subito un tavolo di crisi», culminerà con una mega manifestazione nel paese per dire no allo sgombero.
    Le lettere del vescovo. E nel mezzo di decine di prese di posizione, di inviti alla resistenza pacifica, di appelli alla politica perché «non ci abbandoni», anche la Chiesa locale dice la sua. Lo fa attraverso due lettere scritte nelle scorse settimane dal vescovo di Lanusei, Antioco Piseddu, e spuntate fuori in queste ore dai contorni infuocati per la vicenda di Quirra. In entrambi gli scritti si legge la preoccupazione dell’intero clero ogliastrino, per la salute da un lato, ma anche per «i problemi più urgenti, per le famiglie e per il lavoro dei pastori». La prima lettera è indirizzata agli allevatori del poligono. Monsignor Piseddu esordisce con una premessa di rito: «Non è mia competenza entrare nel merito dei fatti, né sono in grado di suggerire soluzioni alla situazione che vi sta mettendo in tanta difficoltà», ed «è apprezzabile l’impegno delle istituzioni per fare chiarezza». Il vescovo di Lanusei precisa che «il desiderio che sentiamo tutti, nel profondo del cuore, è che si appuri che nessun pericolo incombe attualmente sulle popolazioni» e che «la salute rimane sempre il massimo bene», e invoca «il raggiungimento di una serenità di giudizio e di azione». Ma intanto, aggiunge il prelato rivolgendosi sempre ai pastori, nell’attesa che arrivino i risultati scientifici certi e definitivi, «restano i problemi più urgenti per le vostre famiglie e per il vostro lavoro e le aziende da cui traete sostentamento».
    Non passano neppure due settimane che il vescovo, probabilmente spinto dalle ultime notizie sul caso Quirra, prende di nuovo carta e penna e butta giù una nuova lettera. Stavolta, la spedisce al sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura. Lo fa al termine di un convegno di aggiornamento culturale che tutti gli anni impegna i sacerdoti ogliastrini. Quest’anno si è svolto in quell’oasi di verde e di pace che è la casa diocesana di Baumela, a pochi chilometri di curve e di piante secolari da Villanova Strisaili. «I sacerdoti della diocesi – scrive il vescovo al sindaco Mura – si sono fermati per esaminare la situazione di disagio creatosi tra i coltivatori e gli allevatori dell’area del poligono interforze che, per disposizione della magistratura, dovranno lasciare i terreni sui quali lavorano». Una loro delegazione, ricorda monsignor Antioco Piseddu, nelle scorse settimane ha portato la propria solidarietà «a coloro che stavano manifestando davanti al tribunale di Lanusei».
    Il prelato ricorda che da parte del clero ogliastrino c’è la richiesta alle istituzioni «di chiarire la verità sulle reale esistenza del rischio per la salute dei cittadini, ma anche la consapevolezza del grave danno economico che già stanno subendo. Si rischia il blocco del turismo e il crollo del mercato dei prodotti locali». I sacerdoti, conclude il vescovo, «hanno invocato il raggiungimento di una serenità di giudizio e di azione, che salvi la dignità della persona umana e tutti i valori che la promuovono, evitando di danneggiare, anche in maniera grave, proprio chi si voleva aiutare».
    I carrelli per i caccia Usa. Se da un lato, dunque si registra la disperazione dei pastori e l’intervento del clero, dall’altra c’è un’azienda del poligono che invece, avendo l’attività operativa bloccata a causa del sequestro della base, sposta la sua attenzione sul versante più scientifico-tecnologico dei propri interessi. A settembre, stando ai programmi, si terrà nella base di Capo San Lorenzo il meeting finale di scienziati che studiano la cosidetta Cimic, ovvero la «Civil military cooperation». Entro l’estate, la stessa Vitrociset di stanza al poligono di Quirra comincerà la produzione dei carrelli per la diagnostica e manutenzione a terra dei caccia Usa. Anche quelli, come in tempi epici per il poligono, verranno prodotti a Quirra grazie a un grosso appalto internazionale vinto nei mesi scorsi.

  20. luglio 13, 2011 alle 4:31 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 13 luglio 2011
    Quirra, nuova mobilitazione dei pastori: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/13/news/quirra-nuova-mobilitazione-dei-pastori-4607342

  21. luglio 14, 2011 alle 3:31 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 luglio 2011
    Quirra, sindaci e pastori contro lo sgombero: fermeremo il Sarrabus. (Valeria Gianoglio)

    VILLAPUTZU. Tutti sul piede di guerra perchè lo sgombero disposto dal Gip del tribunale di Lanusei, Paola Murru, «non è attuabile». Così hanno ribadito ieri mattina i pastori di Perdasdefogu e Villaputzu nel corso di una affollata assemblea che si è svolta nella sala consiliare del Comune della cittadina del Sarrabus. La coldiretti e i sindaci dei Comuni maggiormente colpiti dal decreto di sequestro preventivo hanno quindi deciso di organizzare prima della scadenza dell’ingiunzione di sgombero, fissata per il 20 luglio, due nuove manifestazioni. La prima si svolgerà lunedì a Villaputzu, la seconda martedì a Perdasdefogu. E chiedono che la popolazione partecipi perchè in ballo c’è l’economia di molte famiglie.
    Potrebbe essere uno sciopero generale del territorio. Quasi sicuramente, infatti, aderiranno tutte le attività produttive pesantemente penalizzate dalla vicenda. «Riusciremo a vincere la nostra battaglia solo se saremo capaci di coinvolgere tutti – ha detto Vincenzo Cannas, vicepresidente della coldiretti Nuoro- Ogliastra – contiamo per ciò sul sostegno di tutti».
    I sindaci di Villaputzu Gianfranco Piu, di Perdasdefogu Walter Mura e di Tertenia Luciano Loddo hanno sollecitato i prefetti di Nuoro-Ogliastra Pietro Lisi, e di Cagliari Giovanni Balsamo per una riunione urgente congiunta dei due comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. «C’è il serio rischio che la situazione, oggi sotto controllo, grazie al buon senso, possa degenerare e diventare esplosiva» dicono preoccupati.
    «Abbiamo chiesto al giudice e al magistrato Domenico Fiordalisi – sottolinea il primo cittadino di Villaputzu – di lasciare le cose come stanno finche non saranno completati gli accertamenti. Non disponiamo di pascoli alternativi dove poter ospitare le greggi sfrattate. La movimentazione del bestiame allo stato attuale è impossibile. Nessun veterinario è disposto a firmare il pass che attesta la provenienza e la destinazione. Nessuno è in condizione di dichiarare dove andranno le greggi. Se le bestie sono infette la movimentazione dovrebbe essere vietata». Il sindaco di Perdasdefogu rileva che il gip non si è ancora raccordato, come previsto dal decreto di sequestro preventivo, con i Comuni interessati, per dislocare progressivamente in aree esterne al poligono gli animali.
    Il comitato tecnico di esperti – ha aggiunto il primo cittadino di Perdasdefogu – ha certificato che solo una piccola parte del poligono è inquinata. Il bestiame, pertanto, potrebbe essere trasferito nella parte sana. Il gip comunque deve sospendere il provvedimento». Mentre è in corso la riunione il vicesindaco di Villaputzu Gian Carlo Porcu riceve una telefonata dagli operai del Comune incaricati di falciare l’erba nella strada intercomunale di Murtas per evitare il propagarsi degli incendi. Gli operaii sono stati allontanati dai carabinieri di servizio all’interno del distaccamento a mare di Capo San Lorenzo perché la strada si trova all’interno del poligono ed è vietato l’accesso perché l’area è sottoposta a sequastro. «E’ veramente assurdo. A questo punto – dice il vice sindaco – non possiamo neanche adempiere agli obblighi di legge in materia di prevenzione incendi».

  22. Bio IX
    luglio 15, 2011 alle 5:18 pm

    Dall’audizione del dott. Antonio Onnis, coordinatore della Commissione tecnica di esperti presso il Comitato misto territoriale per l’indirizzo, l’organizzazione, il coordinamento, la verifica e il confronto delle attività e dei risultati del monitoraggio ambientale condotto nelle aree adiacenti al Poligono interforze di Salto di Quirra, presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito:
    “… Sulle patologie riscontrate nella zona del PISQ, vi sono pareri molto discordanti: in un recente intervento, il prof. Veronesi ha sostenuto la scarsa tossicità dell’uranio impoverito, e c’è chi afferma che nell’area del Poligono non vi è alcun rischio specifico per la salute umana. Si tratta di opinioni, che resteranno tali fino a quando le conclusioni di un’indagine epidemiologica a carattere sistematico non produrranno evidenze oggettive circa un’eventuale prevalenza di tumori, in misura superiore ai dati attesi….” ( continua su: http://www.quirra.net/index.php?option=com_content&view=article&id=152:audizione-commissione-parlamentare&catid=58:categoria-articoli&Itemid=50 ).
    Ora scusate, vado che sta iniziando “Balle spaziali”, quello originale …

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