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L’ombra torbida su Malfatano e Tuerredda.


Teulada, Capo Spartivento-Cala Antoni Areddu

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari (p.m. Daniele Caria) sta indagando sull’incarico di consulenza affidato dal Comune di Teulada al raggruppamento temporaneo di imprese Studio legale associato Caso-Ciaglia di Roma e alla Sting Engineering s.r.l. di Cagliari per un importo di euro 185.000 + I.V.A. (222.000 euro).   L’incarico, come recita l’avviso di aggiudicazione dell’appalto del 19 ottobre 2010, “ha per oggetto l’insieme delle attività di progettazione, consulenza e assistenza giuridico-amministrativa e di carattere tecnico-progettuale occorrenti per l’approvazione della variante urbanistica e per la progettazione degli interventi di interesse pubblico nell’ambito del comparto urbanistico in località Malfatano”.

In parole povere, il Comune di Teulada ha affidato un incarico per modificare strumenti urbanistici e di pianificazione così da venir incontro alle esigenze della S.I.T.A.S. s.p.a.

Hanno già iniziato con la deliberazione Consiglio comunale di Teulada n. 9 del 31 marzo 2011 con cui è stata adottata la “variante al piano di lottizzazione turistico alberghiero Sitas srl di Cagliari sub-comparto E1-E – F Valle in loc. Malfatano, ai sensi dell’art. 20 della L.R. n. 45/89 – modificazioni plano-altimetriche dei fabbricati e modifica delle tipologie edilizie”, impugnata dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra con ricorso dell’1 giugno 2011, e con l’inizio della procedura di valutazione ambientale strategica – V.A.S. dove sono stati accuratamente selezionati i “soggetti portatori di interessi”, escludendo chiunque potesse creare problemi.

Teulada, Tuerredda, cantiere S.I.T.A.S.

E ora vi sono sette indagati: il sindaco di Teulada Gianni Albai, il capo dell’ufficio tecnico comunale Alberto Urru, i legali romani Giuseppe Ciaglia, Francesco Caso e una collega di studio, l’ingegnere Giampaolo Gamberini e un funzionario amministrativo del Comune di Teulada.  Svolte alcune perquisizioni al Comune di Teulada e nello studio dei legali romani.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra confidano nell’iniziativa della magistratura per fare la massima chiarezza sulla vicenda e confermano ogni opportuna azione per difendere uno dei più belli e integri tratti di costa del Mediterraneo.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Un approfondimento ampio ed esaustivo della scandalosa vicenda speculativa, intrisa di illegittimità, è nel dossier “Cronaca di una speculazione edilizia annunciata, Malfatano e Tuerredda” (2011).

Teulada, costa

da La Nuova Sardegna, 11 giugno 2011

Teulada. La lente della Procura su un incarico da 185mila euro conferito dal Comune a un pool di legali romani. Maxi-consulenza per Malfatano: 7 indagati. Sospetto di turbativa d’asta sulla variante di Tuerredda: sotto inchiesta anche il sindaco. Mauro Lissia

CAGLIARI. Un incarico di consulenza da 185mila euro più Iva a uno studio legale di Roma per stabilire se la variante al progetto immobiliare su Malfatano-Tuerredda proposta dalla Sitas potesse superare il vaglio del consiglio comunale: per la Procura c’è il sospetto di una turbativa d’asta.
 Un sospetto talmente forte che nel giro di quarantott’ore, tra mercoledì e giovedì scorsi, il pm Daniele Caria ha eseguito personalmente e fatto eseguire dalla Guardia di Finanza una sequenza di perquisizioni al municipio di Teulada, allo studio legale Caso-Ciaglia di Roma in via Savoia 72 e in quello di un ingegnere urbanista cagliaritano, lo Sting Engineering, in via Mameli 88. Gli indagati sono per ora sette: in cima alla lista il sindaco di Teulada Gianni Albai, sostenitore del piano Sitas destinato in origine alla gestione del gruppo Marcegaglia. A seguire il capo dell’ufficio tecnico comunale Alberto Urru, quindi i legali romani beneficiari della superconsulenza: Giuseppe Ciaglia, Francesco Caso e una collega di studio. Poi ancora l’ingegnere Giampaolo Gamberini – considerato molto vicino all’ex assessore regionale all’urbanistica Gabriele Asunis – e un funzionario amministrativo di Teulada.
A denunciare quella che fin dall’inizio era apparsa come una scelta piuttosto curiosa dell’amministrazione di Teulada è stato il Gruppo di Intervento giuridico, partito dall’avviso di aggiudicazione dell’appalto pubblicato in municipio il 19 ottobre 2010: «L’appalto – era scritto nell’avviso – ha per oggetto l’insieme delle attività di progettazione, consulenza e assistenza giuridico-amministrativa e di carattere tecnico-progettuale occorrenti per l’approvazione della variante urbanistica e per la progettazione degli interventi di interesse pubblico nell’ambito del comparto urbanistico in località Malfatano». In pillole, è accaduto questo: bloccati dalla Forestale alcuni lotti del piano per edificare nell’area di Tuerredda-Malfatano, la società Sitas – di cui sono proprietari il gruppo Mps con vicepresidente Gaetano Caltagirone, i Toti e i Benetton – ha presentato una proposta di variante, con spostamenti di volumetrie e altezze dei fabbricati, che l’amministrazione Albai s’è trovata costretta ad esaminare. Una pratica complessa, da sbrigare sotto la strettissima sorveglianza delle associazioni ecologiste e del Corpo Forestale. Da qui l’idea: un incarico di consulenza, uno studio specializzato legale che insieme a un ingegnere urbanista esaminasse la questione da ogni punto di vista. Con l’obbiettivo di non sbagliare nulla, perchè un errore tecnico sarebbe costato un costosissimo stop all’intervento immobiliare. Ma al di là dello scopo, sono subito emerse alcune anomalie: prima di tutto l’importo della consulenza, messa a gara e alla fine assegnata allo studio Caso-Ciaglia sulla base di 222 mila euro complessivi. Una cifra enorme per un comune povero come Teulada. Poi il fatto che fosse l’ente pubblico a farsi carico di una consulenza destinata almeno indirettamente a spianare la strada agli imprenditori privati riuniti nella Sitas. Comunque sia la Procura si è mossa in silenzio e nei giorni scorsi ha acquisito tutti gli atti necessari a stabilire se nella procedura di assegnazione dell’incarico siano stati commessi reati. Per eseguire la perquisizione nello studio legale il pm Caria è volato a Roma: la legge prevede che in casi come questo, con uno o più avvocati coinvolti, debba essere il magistrato a sovrintendere al provvedimento, cui partecipa anche il presidente dell’ordine forense di competenza. Nessuna indiscrezione sul materiale sequestrato.
Per la serie come è andata a finire, il 31 marzo scorso il consiglio comunale di Teulada ha adottato la «variante al piano di lottizzazione turistico-alberghiero Sitas srl di Cagliari, sub-comparto E1-E-F valle in località Malfatano» con «modificazioni plano-altimetriche dei fabbricati e modifica delle tipologie edilizie». Ora la delibera dovrà passare al vaglio della Regione, ma gli ecologisti hanno già ricorso segnalando ogni passaggio della vicenda alla Procura. Sul piano Sitas – un resort superlusso a315 metri dalla spiaggia di Tuerredda, 140 mila metri cubi di cemento – pende poi un ricorso al Tar presentato da Italia Nostra che denuncia la frammentazione della valutazione d’impatto ambientale.

da L’Unione Sarda, 11 giugno 2011

Sotto accusa il sindaco di Teulada Albai, tecnici e avvocati. Il pm Caria: gara pilotata per spostare le volumetrie vicino al mare. Maria Francesca Chiappe

Un insediamento turistico-alberghiero in una delle zone più belle della Sardegna, un vincolo idrogeologico, un accordo per spostare le volumetrie, un dubbio sul rispetto del piano paesistico regionale: sulla costruzione di alberghi e ville di lusso a Tuerredda e Capo Malfatano irrompe la magistratura.
Avant’ieri il pm Daniele Caria ha incaricatola Guardia di Finanza di sequestrare al Comune di Teulada, in uno studio legale romano e in uno ingegneristico cagliaritano i documenti su una gara per lo studio di un parere sullo spostamento. Si è scoperto così che c’è un’inchiesta per turbativa d’asta aggravata con sette indagati: gli avvocati romani Francesco Caso, Giuseppe Caglia ed Emanuela Angotti, l’ingegnere cagliaritano Giampaolo Gamberini, il sindaco di Teulada Giovanni Albai, il segretario comunale Siro Podda e il capo dell’ufficio tecnico Alfredo Urru.  L’indagine è partita da un esposto: la gara bandita dal comune di Teulada per l’affidamento di un parere sullo spostamento da Capo Spartivento a Tuerredda di parte (50.000 metri cubi) delle volumetrie previste dall’insediamento della Sitas era pilotata, anzi, costruita su misura da chi l’ha poi vinta.

LA STORIA. Un passo indietro per capire: il vincolo idrogeologico a Cala Antoni Areddu aveva portato la Sitas a giocare d’anticipo con una proposta: spostare le volumetrie (50.000 metri cubi su complessivi 140.000) da Capo Malfatano e Capo Spartivento a Tuerredda. In cambio la società avrebbe ceduto al comune di Teulada 200 ettari, 110 dei quali per un parco naturale a Capo Spartivento. Non solo: la Sitas avrebbe lavorato anche alla strada di collegamento fra il centro abitato di Teulada e la zona di Capo Malfatano. Dal Comune è arrivato all’ok. Avanti tutta, allora, con la costruzione a di un albergo di lusso e 32 ville (la gestione del resort andrà al Forte village e al gruppo Mita del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia).

LA VARIANTE. Per fare lo scambio era, però, necessaria una variante urbanistica, contestata dagli ambientalisti: violerebbe il piano paesistico regionale. A quel punto l’amministrazione di Teulada ha bandito una gara pubblica per l’affidamento di un parere a un pool di giuristi e tecnici. Il 21 ottobre 2010 l’annuncio: l’incarico è andato allo studio Caso-Caglia di Roma e allo Sting Engineering di Cagliari che provvederanno al «servizio di progettazione, consulenza e assistenza giuridico amministrativa e tecnico-progettuale per l’approvazione della variante urbanistica necessaria per la realizzazione degli interventi edilizi nel comparto urbanistico di Malfatano».  Gli ambientalisti non sono stati a guardare: il Gruppo d’intervento giuridico ha contestato la delibera con cui Teulada ha adottato la variante al piano di lottizzazione a Tuerredda e Malfatano nella convinzione che non si possano spostare volumetrie dai comparti non autorizzati definitivamente o dove siano state ritrovate testimonianze archeologiche. Una copia di quel ricorso è stata inviata al pm Caria che, in gran segreto, aveva già aperto l’inchiesta per turbativa d’asta sfociata nelle perquisizioni di due giorni fa.

La Soprintendenza impose le modifiche. Nell’area fu portata alla luce una fornace di epoca romana.

Lo stop era stato causato da un ritrovamento archeologico: l’avvio dei lavori tra Tuerredda e Capo Malfatano aveva portato alla luce  una costruzione di età romana, probabilmente una realtà produttiva, una fornace per la realizzazione di mattoni. Va da sé che i lavori erano stati sospesi e il progetto modificato. Il sovrintendente ai beni archeologici Marco Minoia aveva ricordato che in quell’area ci sono un’importante villa romana, una casa con mosaici della stessa epoca e resti nuragici. Il giornalista e storico Sergio Frau aveva invece descritto i resti di un porto cartaginese, “probabilmente il più grande del Mediterraneo, capace di ospitare addirittura 400 navi, bastano due pinne, una maschera e un boccaglio per vederli”. La Sovrintendenzaaveva imposto la modifica del progetto e lo spostamento non solo della parte dell’albergo interessata dalla costruzione romana ma anche di quelli più vicini, in modo da garantire l’accesso e la valorizzazione del reperto. L’idea era quella di realizzare un piccolo parco archeologico all’interno del resort per mettere in mostra la recente scoperta, ancora tutta da studiare. C’è chi però, come lo scrittore Giorgio Todde, si era subito schierato contro il progetto del mega albergo a ridosso di Tuerredda, sa spiaggia de is casteddaius. Intanto il complesso della Sitas (gruppi Benetton, Toffano e Toti, più il Monte dei Paschi di Siena), accumulava premi: da un lato il Mattone d’oro attribuito dagli immobiliaristi per il miglior progetto edilizio dell’anno, dall’altrola Palma nera assegnata da Italia Nostra per via della cementificazione di uno degli angoli della Sardegna più incontaminati. Nonostante tutto il presidente della Sitas ha sempre difeso l’insediamento: “Quando completeremo la nostra iniziativa anche chi è contrario si renderà conto della qualità del lavoro e ci prenderà a modello per un turismo sostenibile”.

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. vic
    giugno 11, 2011 alle 12:52 pm

    L’Abuso edilizio e’ il volano dell’ economia

  2. giugno 11, 2011 alle 1:30 pm

    da L’Unione Sarda on line, 11 giugno 2011
    Hotel di lusso a Tuerredda, 7 indagati. Nell’inchiesta spuntano nomi eccellenti: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/225770

  3. giugno 11, 2011 alle 4:14 pm

    su Radio Press, 11 giugno 2011
    Insediamento turistico a Tuerredda, indagato il sindaco di Teulada Albai e altre sei persone per turbativa d’asta.

    Il sindaco di Teulada Gianni Albai e altre sei persone, due tecnici comunali, l’ingegnere cagliaritano Giampaolo Gamberini e tre avvocati di uno studio legale romano, sono indagati per turbativa d’asta in relazione al mega insediamento turistico di Tuerredda. La Guardia di Finanza, su ordine del PM Daniele Caria, ha sequestrato carte a Cagliari, Roma e in comune a Teulada. Gli indagati sono sospettati di aver addomesticato un bando per la fornitura del parere tecnico relativo alla variante al Piano Urbanistico Comunale di Teulada, che autorizzava il progetto edilizio della Sitas di un hotel e 32 ville di lusso tra Tuerredda e Capo Malfatano. Parere che, secondo i magistrati, sarebbe invece dovuto essere negativo perché la variante al Puc era stata proposta dopo l’emanazione e in contrasto con il Piano Paesaggistico Regionale. L’inchiesta è partita da un esposto del Gruppo d’Intervento Giuridico e degli Amici della Terra: http://www.facebook.com/notes/radio-press/insediamento-turistico-a-tuerredda-indagato-il-sindaco-di-teulada-albai-e-altre-/10150211077898670

  4. gennaio 2, 2013 alle 11:04 pm

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  1. giugno 17, 2011 alle 2:56 pm

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