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Chia, una dura condanna contro l’abusivismo edilizio.


Domus de Maria, Chia, foce del Rio Chia e Torre costiera

Dura condanna da parte del Tribunale di Cagliari in merito a una vicenda di abusivismo edilizio sul litorale di Chia (Domus de Maria, CA): 1 anno e 8 mesi di arresto per l’imprenditore immobiliare Pier Luigi Monni, 2 anni per il tecnico comunale Gianluca Ambu, ordine di demolizione e ripristino ambientale per le opere abusive realizzate e confisca penale per i 9 ettari della lottizzazione abusiva della collinetta prospiciente il mare di Setti Ballas, dove la Sarit s.r.l. intendeva realizzare ben 53 ville.

La vicenda giudiziaria è nata da esposti delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra (4 giugno 2004 e 19 novembre 2006) e dalle successive indagini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, seguiti dall’intervento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra esprimono l’auspicio che si possa giungere presto al completo ripristino ambientale e che la vicenda giudiziaria possa costituire un importante precedente per scongiurare future speculazioni.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

Domus de Maria, Chia, veduta panoramica

da La Nuova Sardegna, 25 maggio 2011

Cagliari, lottizzazione illegale in un’area vincolata del litorale. Abusi edilizi a Chia, condannati il costruttore e il tecnico comunale. Mauro Lissia

CAGLIARI. Abusi edilizi a Chia: dopo una sequenza di venti assoluzioni è arrivata la prima condanna – 1 anno e 8 mesi – per l’ingegnere-costruttore Pierluigi Monni. Nelle vesti di amministratore della Sarit Monni è stato riconosciuto colpevole di lottizzazione abusiva e costruzione senza permesso edilizio. Condannato anche Gianluca Ambu, responsabile dell’area tecnica del comune di Domusdemaria: due anni di reclusione per abuso d’ufficio, falso e reati ambientali. Assolto l’amministratore della ‘Chia Immobiliare’ Antonio Delussu. La vicenda, nata nella primavera del 2006 da un esposto del Gruppo di Intervento giuridico, partì col sequestro di una villetta costruita solo in parte: secondo gli accertamenti del nucleo investigativo della Guardia Forestale l’edificio si trovava nella fascia vincolata del litorale. Dai documenti sull’intero compendio saltarono fuori elementi d’indagine nuovi: l’autorizzazione del 2001 rilasciata alla Sarit riguardava la costruzione di dieci ville nell’area di Setti Ballas, la collina che domina il paesaggio di Chia. Le ville autorizzate non c’erano, ma nonostante i piani paesaggistici fossero stati annullati dal Tar su ricorso delle associazioni ecologiste, la stessa società era riuscita a ottenere dal comune di Domusdemaria un ‘premio’ in cubature: il numero delle ville da costruire era cresciuto da10 a 18. E con la legge salvacoste,la Sarit ottenne una variante in corso d’opera che gli doveva assicurare la possibilità di realizzare 53 villette.

Domus de Maria, Chia, cartello di sequestro preventivo

Abusi edilizi a Chia: condannati Monni e il tecnico comunale. Il difensore: «Sentenza priva di qualsiasi supporto giuridico».

CAGLIARI. Dopo venti processi penali e una sequenza di venti assoluzioni è arrivata la prima condanna per l’ingegnere-costruttore Pierluigi Monni.  Nelle vesti di amministratore della ‘Sarit’ Monni è stato riconosciuto colpevole di lottizzazione abusiva e costruzione senza permesso edilizio: il tribunale presieduto da Massimo Poddighe gli ha inflitto un anno e otto mesi di arresto, due mesi in meno di quanti ne aveva chiesto il 5 maggio scorso il pm Andrea Massidda. Monni era difeso da Rodolfo Meloni, che ha discusso ieri. Condannato anche Gianluca Ambu, responsabile dell’area tecnica del comune di Domusdemaria, difeso da Paolo Berria e Mario Fois: due anni di reclusione per abuso d’ufficio, falso e reati ambientali, contro i cinque richiesti dal pm. Assolto l’amministratore della ‘Chia Immobiliare’ Antonio Delussu, imputato di falso e abuso d’ufficio, per il quale l’accusa aveva sollecitato la condanna a un anno. Era difeso dall’avvocato Raffaele Soddu. La vicenda, nata nella primavera del 2006 da un esposto del Gruppo di Intervento giuridico, partì col sequestro di una villetta costruita solo in parte: secondo gli accertamenti condotti dal nucleo investigativo della Guardia Forestale l’edificio si trovava nella fascia vincolata del litorale, dove nulla poteva essere realizzato. A quel punto gli uomini della Forestale decisero però di vederci chiaro e acquisirono i documenti sull’intero compendio di Chia. E saltarono fuori elementi d’indagine nuovi: per esempio scoprirono che l’autorizzazione datata 2001 rilasciata alla ‘Sarit’ di Monni riguardava la costruzione di dieci ville nell’area di Setti Ballas, la collina che domina il paesaggio di Chia. Le ville autorizzate non c’erano, ma nonostante i piani paesaggistici fossero stati annullati dal Tar su ricorso delle associazioni acologiste – e siamo al mese di novembre del 2003 – la stessa società era riuscita stranamente a ottenere dal comune di Domusdemaria un ‘premio’ in cubature. Così il numero delle ville da costruire era cresciuto, da dieci si poteva passare a diciotto. Con la legge salvacoste avvenne un altro miracolo: senza aver ancora messo in piedi un solo mattone, la Sarit ottenne una variante in corso d’opera che gli doveva assicurare la possibilità di realizzare 53 villette. Di queste, dieci sarebbero sorte in un’area ceduta al Comune per servizi e verde attrezzato. Nel progetto della Sarit, approvato dal Comune, anche strade e condotte. Solo quando la Procura intervenne con il sequestro del cantiere – e siamo al 26 aprile 2006 – il Comune decise di dare un taglio netto a tutte le concessioni edilizie. Durissima la reazione dell’avvocato Meloni alla lettura della sentenza: «E’ una decisione priva di qualsiasi supporto giuridico – ha detto il legale – aspettiamo con curiosità di conoscerne la motivazione».

Gheppio (Falco tinnunculus)

 

da La Nuova Sardegna, 26 maggio 2011

ABUSI A CHIA. Il tecnico Ambu è stato assolto dall’accusa di falso e reati ambientali.

CAGLIARI. Il responsabile dell’area tecnica del comune di Domusdemaria Gianluca Ambu è stato assolto dall’accusa di falso e di reati ambientali a conclusione del processo per gli abusi edilizi di Chia: lo precisano gli avvocati Mario Fois e Paolo Berria, che l’hanno difeso nel corso del procedimento penale. Ambu è stato condannato a due anni di reclusione per abuso d’ufficio, mentre per quanto riguarda l’accusa di abuso edilizio per la quale era stato rinviato a giudizio i legali precisano che «il reato è stato riqualificato come commesso in area non sottoposta a vincolo paesaggistico». A conclusione della requisitoria il pm Andrea Massidda aveva chiesto la condanna di Ambu a cinque anni, ma il tribunale ha accolto in buona parte le tesi dei difensori.

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Davide
    aprile 4, 2012 alle 2:23 pm

    A quasi un anno da questa sentenza, cosa è cambiato?
    Mi interesserebbe davvero tanto conoscere gli esiti ad un anno dalle condanne sia in merito allo stato dei luoghi, sia in merito alle persone condannate.

    Ringrazio anticipatamente.

  2. Davide
    aprile 4, 2012 alle 3:13 pm

    Sempre riguardo Chia: che ne è stato del processo riguardante gli abusi a Torre Chia ?
    Qui la vicenda: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_60_20110301102640.pdf

    Ringrazio ancora.

  3. aprile 4, 2012 alle 7:48 pm

    Non resta che aspettare Giustizia, perchè mi piacerebbe vivere in un Paese dove i furbi siano costretti a nascondersi e gli onesti possano godere delle bellezze della vita.

  4. febbraio 7, 2014 alle 9:09 pm

    da La Nuova Sardegna, 7 febbraio 2014
    Lottizzazione abusiva a Chia, ingegnere condannato a un anno e otto mesi.
    Pierluigi Monni, amministratore della ‘Sarit’, ha beneficiato in appello della prescrizione dei reati, ma per gli immobili realizzati a Chia, la Corte ha confermato la confisca. (Mauro Lissia) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/02/07/news/lottizzazione-abusiva-a-chia-ingegnere-condannato-a-un-anno-e-otto-mesi-1.8622426)

    CAGLIARI. Condannato in primo grado a un anno e otto mesi per lottizzazione abusiva e costruzione senza permesso edilizio, l’ingegnere-costruttore Pierluigi Monni, amministratore della ‘Sarit’ difeso da Rodolfo Meloni, ha beneficiato in appello della prescrizione dei reati, ma per gli immobili realizzati a Chia la Corte – come richiesto dal pg Michele Incani – ha confermato la confisca. Condannato invece Gianluca Ambu, responsabile dell’area tecnica del comune di Domusdemaria, difeso da Paolo Berria e Mario Fois: prescritti i reati minori, sconterà un anno e quattro mesi per abuso d’ufficio. La vicenda, nata nella primavera del 2006 da un esposto del Gruppo di Intervento giuridico, partì col sequestro di una villetta costruita solo in parte: secondo gli accertamenti condotti dal nucleo investigativo della Guardia Forestale l’edificio si trovava nella fascia vincolata del litorale, dove nulla poteva essere realizzato. A quel punto gli uomini della Forestale decisero però di vederci chiaro e acquisirono i documenti sull’intero compendio di Chia. E saltarono fuori elementi d’indagine nuovi: per esempio scoprirono che l’autorizzazione datata 2001 rilasciata alla ‘Sarit’ di Monni riguardava la costruzione di dieci ville nell’area di Setti Ballas, la collina che domina il paesaggio di Chia. Le ville autorizzate non c’erano, ma nonostante i piani paesaggistici fossero stati annullati dal Tar su ricorso delle associazioni acologiste – e siamo al mese di novembre del 2003 – la stessa società era riuscita stranamente a ottenere dal comune di Domusdemaria un ‘premio’ in cubature. Così il numero delle ville da costruire era cresciuto, da dieci si poteva passare a diciotto. Con la legge salvacoste avvenne un altro miracolo: senza aver ancora messo in piedi un solo mattone, la Sarit ottenne una variante in corso d’opera che gli doveva assicurare la possibilità di realizzare 53 villette. Di queste, dieci sarebbero sorte in un’area ceduta al Comune per servizi e verde attrezzato. Nel progetto della Sarit, approvato dal Comune, anche strade e condotte. Solo quando la Procura intervenne con il sequestro del cantiere – e siamo al 26 aprile 2006 – il Comune decise di dare un taglio netto a tutte le concessioni edilizie.

  5. Davide
    febbraio 8, 2014 alle 12:34 pm

    E’ giunta anche la sentenza d’appello. Ora che succede? Questi personaggi continueranno ancora ad avere posizioni di (IR)responsabilità nell’amministrazione di Domus de Maria? O forse una tale situazione è ben voluta dall’intera amministrazione?
    Attendo risposta. Grazie.

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