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Lo “strano” inquinamento di Quirra su Radio 1 RAI.


Quirra, cartello

Il 18 maggio 2011 la trasmissione “Hello Italia!” di Radio 1 RAI ha trasmesso le posizioni del Gruppo d’Intervento Giuridico sullo strano inquinamento di Quirra, attualmente oggetto di un’approfondita indagine da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei (OG) che ha visto decretare il sequestro preventivo dell’area del Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Quirra.

Qui potete scaricare il relativo podcast: Hello Italia del 18 maggio 2011

Buon ascolto!

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 da La Nuova Sardegna, 18 maggio 2011

Quirra, le capre restano nel poligono. Via libera del pm Fiordalisi fino a luglio. La parola al gip. In questi due mesi la Asl di Lanusei farà nuove analisi sul bestiame che pascola all’interno dell’area militare.  Valeria Gianoglio

da L’Unione Sarda, 18 maggio 2011

Quirra, pecore al ferro e al titanio. Nanoparticelle cancerogene negli organi. Paolo Carta

(foto per conto GrIG)

  1. maggio 19, 2011 alle 3:08 pm

    da L’Unione Sarda, 19 maggio 2011
    Quirra, ora spunta il super-testimone: ottocento chili di esplosivi ogni giorno: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/223426

  2. maggio 20, 2011 alle 2:57 pm

    da L’Unione Sarda on line, 20 maggio 2011
    Quirra, vietata ai civili anche la spiaggia. Ma le attività militari continuano: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/223567

  3. maggio 20, 2011 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 maggio 2011
    Oggi a Cagliari sarà presentato il rapporto sul monitoraggio commissionato dal ministero della Difesa. Quirra, tutta l’area è interdetta. In vigore l’ordinanza, hanno accesso al poligono solo i militari e fino a luglio i pastori. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. Da ieri fuori tutti, tranne i pastori, “graziati” sino al 20 luglio per consentire all’Asl di Lanusei e all’Istituto zooprofilattico della Sardegna di fare nuove analisi su carne, latte e formaggio, e per permettere agli stessi allevatori di trovare nuovi terreni per far pascolare il bestiame. Sfrattati anche i cercatori di funghi, i raccoglitori di papaveri, i turisti avventurosi, gli aspiranti bagnanti desiderosi di raggiungere dal poligono le acque di Porto Corallo.
    Fuori tutti, tranne, ovviamente, i militari e il personale delle ditte autorizzate dal ministero della Difesa. Ieri mattina, infatti, il comandante del poligono di Quirra, il generale di Brigata aerea Sanzio Bonotto, nominato pochi giorni fa custode giudiziario del poligono sequestrato su disposizione del gip Paola Murru che ha accolto la richiesta di Fiordalisi, ha firmato il primo atto che il suo nuovo ruolo gli impone: l’ordinanza di sgombero del poligono.
    «Il comandante – si legge nell’ordinanza – ordina il divieto, nell’area terrestre del poligono interforze sperimentale del salto di Quirra, di ogni attività militare e civile non autorizzata dal ministero della Difesa. È fatto assoluto divieto, altresì, di accesso nell’area terrestre del poligono di qualunque soggetto civile e militare, a eccezione di coloro che debbano svolgere operazioni militari delle Forze armate, quelle commerciali e le operazioni industriali ad esse connesse e autorizzate dal ministero della Difesa».
    Nella stessa ordinanza, tuttavia, il generale Bonotto, precisa che la stessa «non si applica, sino alla data del 20 luglio 2011, all’attività agropastorale, così come disposto, per le vie brevi, in data 18 maggio, dall’autorità giudiziaria (Procura della repubblica di Lanusei)». Il documento, ieri mattina, è stato notificato a tutti i sindaci dei comuni interessati dal sequestro: in particolare, Perdasdefogu, Villaputzu, Villagrande Strisaili, Tertenia. Verrà pubblicata nell’albo pretorio dei comuni e comunicata, dagli stessi sindaci, ai singoli pastori che hanno gli ovili a Quirra.
    Nell’ordinanza firmata ieri mattina, il generale Bonotto precisa anche per quale motivo, il procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, qualche giorno prima, lo aveva nominato custode giudiziario del poligono. Lo ha nominato, precisa, «in quanto soggetto che può agevolmente far vigilare l’area sottoposta a sequestro e controllare il possesso dei requisiti dei soggetti che intendono farvi ingresso o trattenersi al suo interno».
    Stamattina, intanto, a Cagliari, verrà presentato il rapporto conclusivo del monitoraggio ambientale su Quirra commissionato tempo fa dal ministero della Difesa a una commissione di esperti e diviso in diversi lotti di studio. Verrà illustrato negli uffici dell’assessorato alla Sanità in via Roma dal responsabile della comitato tecnico scientifico che affianca la commissione e si occupa del monitoraggio, Antonio Onnis. Sarà presente anche il sottosegretario alla Difesa, Giuseppe Cossiga.

  4. maggio 21, 2011 alle 12:57 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 21 maggio 2011
    Quirra, gli esperti della Difesa: veleni ma non c’è uranio.
    Il comitato tecnico voluto dalla Difesa ha rilevato nel poligono di Quirra tanti veleni, ma non tracce di uranio. Però bisognerà valutare bene gli effetti sull’uomo degli inquinanti trovati in mare, in terra e nell’aria. (Umberto Aime): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/05/21/news/quirra-gli-esperti-della-difesa-veleni-ma-non-c-e-uranio-4246326

    L’INCHIESTA. Al lavoro l’esperto della Procura.

    PERDASDEFOGU. È arrivato ieri mattina e resterà sino a domenica per eseguire nuove analisi nel territorio del poligono di Quirra. Il consulente nominato dal procuratore Domenico Fiordalisi, Mauro Cristaldi, professore associato di anatomia comparata all’università di Roma, è giunto a Perdasdefogu con uno staff di sei persone. Per tre giorni, accompagnato dagli agenti della squadra mobile nuorese e dagli uomini del corpo forestale di Lanusei, farà diversi prelievi nel terreno e non solo, per verificare i livelli di inquinamento sulle matrici biologiche e sugli animali che pascolano all’interno del poligono.
    I pastori, proprio nei giorni scorsi, hanno ottenuto una deroga di due mesi allo «sfratto» dal territorio del poligono contenuto nel decreto di sequestro disposto dal gip su richiesta della Procura di Lanusei. Sino al 20 luglio, dunque, potranno svolgere le loro attività agropastorali a Quirra.

    CONTROLLI. Sotto accusa i metodi di Sgs. La società del gruppo Fiat avrebbe usato tecniche poco scientifiche per rilevare i contaminanti.

    CAGLIARI. C’è un lotto sui cinque, in cui è diviso il monitoraggio ambientale del poligono, che è più grigio degli altri. È il numero tre, quello appaltato alla Sgs di Torino, società controllata dalla Fiat. Dopo essere diventato un corpo di reato, due chimici dell’azienda sono indagati dalla procura di Lanusei per falso ideologico in atto pubblico, ieri la relazione è stata criticata da due componenti del comitato di esperti, Mauro Schintu e Alessandro Murgia, e bocciata dall’Arpas. Per il rappresentante dell’Sgs, in sala, è stato un calavario. Nei fatti, c’è stata un’altra spallata alla credibilità di chi ha scritto, nelle conclusioni, «Qui è tutto in regola», per poi essere smentito con la notifica dell’avviso di garanzia.
    Il primo a criticare la Sgs è stato Mauro Schintu, che ha contestato come, ad esempio, cozze e lombrichi utilizzati dalla società come cavie per accertare la presenza di metalli pesanti (che ci sono) nel poligono: «Siano stati trattati prima dell’innesto secondo procedure diverse da quelle riconosciute in questi casi». Oppure «le foglie e licheni utilizzati come campioni sono stati lavati e poi analizzati». Ci sarebbe stata, in sostanza, una possibile alterazione, ha lasciato intendere Mauro Schirru senza però dirlo. Alessandro Murgia è stato più esplicito: «Nell’indagine della Sgs, sono evidenti diversi buchi, come non aver accertato, all’inizio, tipo e quantità dei metalli pesanti presenti in natura, per poi metterli a confronto con le contaminazioni provocate dalle esercitazioni». Infine, la stoccata dell’Arpas: «Abbiamo dovuto faticare molto – ha detto il portavoce – per ottenere un protocollo di confronto fra i nostri dati e quelli raccolti da Sgs. In particolare, hanno cercato l’uranio sulla base dell’unità 5 milligrammi per chilo, mentre il valore di riferimento sarebbe dovuto essere molto più basso». Forse anche per questo i due chimici sono indagati.

  5. maggio 22, 2011 alle 1:44 pm

    da L’Unione Sarda on line, 22 maggio 2011
    Quirra, si indaga per omicidio volontario. Sotto accusa un alto ufficiale della base: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/223747

  6. Bio IX
    maggio 22, 2011 alle 3:05 pm

    Mumble mumble … ma come, l’Arpas, Ente istituzionale deputato alla salvaguardia dell’ambiente (presupposto, immagino, della salute umana, Tomatis docet), deve aspettare di “ottenere” un protocollo di confronto su analisi da parte di un privato per avere contezza del proprio operato?
    E, sopratutto, cosa aveva mai rilevato l’ARPAS (e/o la ASL?) prima dell’apertura dell’indagine da parte della Procura? Ha informato i cittadini di qualche pericolo?

  7. maggio 22, 2011 alle 3:08 pm

    sottoscrivo parola per parola.
    Stefano Deliperi

    da La Nuova Sardegna, 22 maggio 2011
    IL POLIGONO INQUINATO. Quirra, dove un pascolo o un posto di lavoro diventano più importanti della salute. In questa storia di ambiguità e interessi c’è il rischio che siano proprio le vittime i peggiori nemici della verità. (Piero Mannironi)

    «È peggio la fame della morte» dicevano i pastori barbaricini. Sintesi efficace di un pragmatismo primitivo nel quale la vita è declinata al presente e la morte è invece un’eventualità ineluttabile, che appartiene al futuro. Perché la fame è certa, mentre la morte è possibile. Insomma è la necessità che diventa un’impropria e semplificata filosofia del vivere. Solo entrando in questi meccanismi di disperazione e di rassegnazione è possibile capire l’atteggiamento della gente del Sarrabus e della bassa Ogliastra rispetto al Poligono interforze del Salto di Quirra.
    Ecco che così il diritto al pascolo delle tue capre o delle tue pecore diventa più importante di un’ipoteca seria sulla tua salute e sulla tua vita. Oppure uno stipendio come impiegato civile nella base dissolve la tua paura di una possibile leucemia o di avere un figlio deforme. È la scelta triste del vuoto. O meglio, la rassegnazione a un vuoto che sostituisce speranze, prospettive e progetti. Una solitudine che alla fine corrisponde alla negazione di una consapevolezza politica e spinge fino all’estrema conseguenza del ripetersi quotidiano di un esorcismo inconscio che porta a negare perfino l’evidenza.
    Così il numero delle croci non conta, o addirittura viene messo in dubbio, nonostante si conoscano i nomi e i cognomi dei morti. Così i bambini deformi di Escalaplano sembrano appartenere a una remota invenzione mediatica. E perfino le tracce di uranio impoverito nei tessuti di un agnello sembrano paradossalmente materializzare la paura del bisogno e non della morte. Perché tutto deve restare come è. Non importa a che costo. Anche quello di assumersi la responsabilità morale di condannare i propri figli a vivere tra veleni mortali, inaridendo il loro futuro.
    Difficilmente condivisibile questo sentire diffuso, ma comunque comprensibile. Ciò che invece sfugge alla comprensione è la quasi totale assenza di indignazione e la mancata pretesa di verità. Che equivale allo smarrimento di una coscienza politica nella quale si perde il senso dei propri diritti. In estrema sintesi: il lavoro non può essere considerato una concessione, o peggio, un’elemosina, ma un diritto. Come pure è un diritto il risarcimento dei danni sia personali che quelli generali di tutta la comunità di Quirra. E il primo risarcimento che la politica deve a questo lembo di Sardegna è quello di rimediare ai danni causati alla salute e all’ambiente e costruire un progetto nuovo di sviluppo e di speranza.
    Nella storiaccia di Quirra se c’è una cosa certa è che la verità su quanto accaduto negli ultimi sessant’anni dentro il poligono non è stata cercata. Anzi, gli indizi di depistaggio sono tanti e molto pesanti. Si è perfino arrivati a sfiorare il ridicolo quando è stata attribuita a una miniera di arsenico abbandonata la responsabilità dei tumori. Ma soprattutto non si è fatta alcuna indagine epidemiologica. Tanto che l’assessore regionale alla Sanità Antonello Liori ne parla oggi come di una novità necessaria. Ben dieci anni dopo la terribile denuncia dell’allora sindaco di Villaputzu Antonio Pili. La verità, imbarazzante, è che, fino all’iniziativa del procuratore di Lanusei, non si sono cercate seriamente le tracce degli agenti patogeni, l’origine del disastro. E tutto questo è certificato in atti e documenti consultabili e verificabili.
    Per concludere: in questa storia infinita di ambiguità e di interessi miliardari nascosti c’è il rischio di un crudele paradosso. E cioè che i peggiori nemici della verità possano essere alla fine proprio le vittime della tragedia. Per un tozzo di pane.

  8. Bio IX
    maggio 22, 2011 alle 3:29 pm

    … sicuramente avvelenato.
    Ma quando arriva il principe azzurro?

  9. Sulcitana
    maggio 22, 2011 alle 4:49 pm

    Se il principe che arriva è azzurro, mi sa che ha mangiato troppa carne di pecora locale.

  10. Bio IX
    maggio 22, 2011 alle 9:51 pm

    Andrebbe bene anche quello giallo cromo (esavalente) o rosso (fango), se non sono troppo impegnati in altre province … 😉

  11. maggio 27, 2011 alle 2:16 pm

    da La Nuova Sardegna, 27 maggio 2011
    Quirra, dissequestrati i bersagli. Il perito della Procura non ha trovato uranio o altre sostanze nocive. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. Nessuna traccia di uranio, né di altre sostanze nocive alla salute umana e animale: dopo alcuni mesi di accertamenti, le analisi del fisico cagliaritano Paolo Randaccio rivelano in queste ore che i carri armati utilizzati come bersagli nelle esercitazioni di Quirra, sequestrati tempo fa dalla Procura di Lanusei per consentire gli esami, non sono pericolosi per l’uomo e gli animali. Il procuratore Domenico Fiordalisi, dopo aver visto le carte, decide dunque di dissequestrarli, di far togliere i sigilli, e di restituirli alla disponibilità dei militari. Restano sotto sequestro, tuttavia, su disposizione del magistrato, le diverse discariche di rottami metallici che in questi quattro mesi e mezzo di indagini la squadra mobile nuorese guidata da Fabrizio Mustaro e il corpo forestale di Lanusei avevano trovato nei dodicimila metri quadri del poligono di Quirra. Anche su questi rottami di vario genere, nelle scorse settimane, diversi consulenti del pm avevano prelevato campioni da analizzare. La relazione conclusiva del monitoraggio ambientale su Quirra commissionata dal ministero della Difesa, alcuni giorni fa, aveva descritto il territorio del poligono come un’area che presentava traccia di diverse sostanze pericolose per la salute umana, come l’arsenico. Una parte di studiosi ne legano la presenza alle attività militari. Altri, invece, la legano in parte alle vicine miniere di Baccu Locci. Bisogna ancora accertare cos’abbia prodotto quelle sostanze.
    La lettera del sindaco. Nel frattempo, su un altro versante della vicenda-Quirra, a Perdasdefogu il sindaco Walter Mura fa i conti con i mille problemi derivati dal sequestro del poligono disposto dal gip di Lanusei, Paola Murru. Un nutrito elenco di questioni che lo hanno costretto a prendere carta e penna, scrivere al comandante del poligono, nonché custode giudiziario dello stesso, Sanzio Bonotto, e chiedere in sostanza: «Che devo fare?». Già qualche giorno fa era emerso un primo problema pratico che si scontrava con il divieto per i civili (per i pastori lo “sfratto” è slittato al 20 luglio) di entrare nel territorio del poligono: il 5 giugno, infatti, a Perdasdefogu è prevista una gara valida per il campionato regionale Enduro autorizzato dalla federazione motociclistica italiana. «Tale gara – scrive il sindaco in una lettera inviata per conoscenza anche al procuratore Fiordalisi e al gip Paola Murru – si snoda nel territorio di Perdasdefogu ma ha la necessità organizzativa di transitare nella strada che da Perdasdefogu porta alla località di Sa Gea e S’Omu, all’interno dell’area sottoposta a sequestro preventivo». Il sindaco chiede pertanto l’autorizzazione per far passare i motociclisti. Ma non basta: nella stessa richiesta, Mura solleva un’altra questione che stavolta riguarda i pastori. Ce ne sono alcuni, fa notare infatti, che hanno i terreni al di fuori del poligono ma devono passare nei confini della stesso per arrivarci e raggiungere le zone di Sa Meliana, Cea Manna e Allao, Pala e Mardis. Il primo cittadino chiede che quei pastori siano autorizzati a passare nel poligono per arrivare ai loro ovili e al loro bestiame.

  12. maggio 31, 2011 alle 5:15 pm

    da La Nuova Sardegna, 31 maggio 2011
    Perdasdefogu. Accolte le richieste del sindaco Mura per il campionato regionale enduro. Poligono, via libera alle moto. Il gip Paola Murru autorizza anche il passaggio di alcuni pastori. Il 4 giugno ci sarà la seconda riunione del tavolo di crisi.

    PERDASDEFOGU. Via libera, seppur per lo stretto tempo necessario alla gara, ai motociclisti del campionato regionale enduro. Via libera anche al gruppo di pastori che dovevano per forza passare nel poligono sotto sequestro per raggiungere i loro pascoli. Con un provvedimento di poche righe, in queste ore, dopo aver acquisito il parere favorevole del procuratore Domenico Fiordalisi, il gip Paola Murru dice “sì” alle richieste del sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura.
    Nei giorni scorsi, infatti, il primo cittadino del paese, aveva preso carta e penna e scritto una lettera inviata allo stesso gip, al custode giudiziario del poligono, il generale Sanzio Bonotto, e al procuratore Fiordalisi. Chiedeva, il sindaco, come doveva comportarsi di fronte ad alcuni problemi derivati dal sequestro del poligono, con conseguente “sfratto” dei civili. Il primo problema era legato al passaggio, il prossimo 5 giugno, di una tappa del campionato regionale enduro organizzato dal motoclub San Giorgio, con il comitato regionale Sardegna. «C’è la necessità organizzativa – aveva spiegato il sindaco – di far transitare i motociclisti nella strada che da Perdasdefogu porta alla località di Sa Gea e S’Omu, all’interno dell’area sottoposta a sequestro preventivo».
    L’altro problema, invece, era quello relativo ad alcuni pastori che avevano il terreno fuori dal poligono, nelle zone di Sa Meliana, Cea Manna e Allao, e Pala e Mardis, ma dovevano necessariamente passare al suo interno per accedervi. «Come mi devo comportare in questi casi?» chiedeva, in sostanza, Mura.
    La risposta è arrivata in queste ore. «Il gip – scrive la Murru – viste le richieste, acquisito il parere favorevole del pm, ritenuto che nulla osta, autorizza quanto richiesto dal comune di Perdasdefogu». Via libera, dunque: la gara di enduro e i pastori s’hanno da passare, ovviamente nei limiti del decreto. Il sequestro con i suoi effetti rimane fermo per i civili e per chiunque non indossi una divisa e non sia autorizzato dalla Difesa. Altri problemi stanno nascendo perché in virtù del sequestro, è stata chiusa anche la spiaggia di Murtas, nel comune di Villaputzu, con tanto di chioschetti. C’è grande attesa, intanto, per la seconda riunione del tavolo di crisi su Quirra convocato dalla Regione: dopo l’affollata assemblea di qualche domenica fa a Perdas con la Coldiretti, la prossima tappa si terrà in Comune a Villaputzu il 4 giugno. Sarà presente anche il governatore Ugo Cappellacci. Nei giorni scorsi, il fisico di Cagliari e consulente del pm, Paolo Randaccio, aveva depositato i risultati delle sue analisi su 28 campioni metallici provenienti dai bordi dei fori prodotti da proiettili che avevano perfortato cinque carcasse di carri armato usati come bersagli per le esercitazioni. «Non c’è traccia di uranio impoverito» aveva stabilito il consulente del pm.

  13. giugno 2, 2011 alle 4:32 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 giugno 2011
    Al via i controlli negli allevamenti di Quirra. Latte, 1800 litri inviati ai laboratori di Roma e Torino. Ora il bestiame. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. Milleottocento litri di latte sono già stati prelevati e spediti all’istituto di sanità a Roma e allo Zooprofilattico di Torino. Da lunedì, invece, toccherà al bestiame. Verrà «sacrificato» e macellato almeno un animale per ognuno dei 35 allevamenti dal poligono di Quirra fino a Talana.
    Verranno prelevati anche l’acqua, il fieno, sei forme di formaggio per ciascuno degli ovili interessati, e persino un esemplare degli arbusti che tanto piacciono alle capre dell’altopiano. Ci vorranno due mesi di prelievi, altri tre di analisi, due squadre di veterinari che se ne occuperanno a tempo pieno, e 500mila euro che la Regione ha già tirato fuori come promesso, ma alla fine, i pastori di Quirra potranno a buon diritto affermare di essere i più controllati dell’intero Stivale. È il primo e tangibile effetto, seppur indiretto, del sequestro preventivo del poligono disposto dal gip di Lanusei, Paola Murru, su richiesta del procuratore Domenico Fiordalisi.
    Alcune settimane fa, infatti, a Perdasdefogu, nel corso di un’assemblea tra Regione, pastori e Coldiretti – la prima seduta del tavolo di crisi – era emersa, da parte di tutti, una smisurata voglia di chiarezza e di certezze scientifiche. Gli stessi allevatori, insomma, avevano chiesto alla Regione di capire, finalmente, se il loro bestiame fosse o meno a rischio o vittima di qualche strano male. «Vogliamo certezze, non ipotesi – avevano ribadito – perché così non si può andare avanti, stiamo mandando in fumo tutto il nostro lavoro. Nessuno vuole più la nostra carne e il nostro latte. Ma noi siamo certi che sia assolutamente sana». La Regione, con l’assessore alla Sanità, Antonello Liori, aveva promesso l’avvio di un’analisi a tappeto sul bestiame. Qualche giorno fa l’intera operazione è stata pianificata nel dettaglio e spiegata agli stessi allevatori nel corso di un incontro nella sala consiliare del municipio di Perdasdefogu. Presenti, oltre agli allevatori, i veterinari dell’Asl di Lanusei, che eseguiranno i prelievi, e i vertici provinciali della Coldiretti che sin dall’inizio della vicenda ha seguito la vicenda con il presidente regionale Luca Saba, il presidente e il direttore provinciale, Aldo Manunta e Vincenzo Cannas.
    L’operazione è stata progettata sin nei minimi dettagli. Gli allevamenti interessati, nella sola zona di competenza dell’Asl di Lanusei – un’altra parte, infatti, dipenderà dall’Asl di Cagliari – sono 35. Metà di questi sono dentro il territorio del poligono, metà sono confinanti o molto al di là dei suoi limiti. Le analisi, infatti, riguarderanno anche ovili piuttosto lontani da Perdasdefogu. Per consentire un raffronto tra diverse zone si arriverà a Talana e alle punte del Gennargentu. Da lunedì, gli esperti dell’Asl si presenteranno negli ovili secondo un calendario prestabilito.
    Da ognuno dei 35 allevamenti preleveranno un animale, sei forme di formaggio da almeno due chili l’una, venti litri di acqua, sia quella dell’abbeveratoio, sia quella dei fiumi vicini. Da ognuno degli allevamenti, inoltre, verranno prelevati anche arbusti e fieno naturale. Una lista della spesa piuttosto nutrita, che dovrebbe consentire nell’arco di qualche mese di avere un’analisi approfondita come non mai. Nel solo mattatoio di Perdasdefogu verranno macellati 56 animali, tutti di età superiore ai tre anni.
    Una volta macellati, ne verranno divise le ossa, la carne, i tessuti, e prelevati quattro campioni per ciascun esemplare. Uno verrà inviato all’Istituto zooprofilattico di Torino, uno all’istituto superiore di sanità di Roma, uno alla Asl di competenza, uno, infine, rimarrà al pastore come prova. Gli stessi pastori, prima di cedere l’animale da sacrificare, verranno intervistati sulle loro abitudini di lavoro e sul tipo di mangime utilizzato. Gli esperti con la Coldiretti hanno già fatto i conti: per rifonderli della cessione di questi animali la Regione dovrà tirar fuori, in totale, 40mila euro. Il piano, nel complesso, ne costa 500mila.
    «Gli allevatori stanno collaborando e dimostrando un grande esempio di civiltà anche in questa fase – dicono Aldo Manunta e Vincenzo Cannas, della Coldiretti – speriamo di poter continuare ad affrontare l’emergenza con lo spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinto finora». Intanto la Coldiretti ricorda l’assemblea prevista sabato per il secondo tavolo operativo su Quirra che si terrà al Comune di Villaputzu con Cappellacci. Si discuterà anche degli indennizzi. «Non vogliamo abbassare la guardia fino a che la vicenda non sarà risolta», aggiungono Aldo Manunta e Vincenzo Cannas.

  14. giugno 5, 2011 alle 11:44 am

    da La Nuova Sardegna on line, 5 giugno 2011
    Bestiame a Quirra, i sindaci chiedono un’altra proroga.
    I sindaci di Villaputzu, Perdasdefogu e Villagrande chiedono una proroga per lo sgombero del bestiame dall’area del poligono fissato per il prossimo 22 luglio. (Giancarlo Bulla): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/05/news/bestiame-a-quirra-i-sindaci-chiedono-un-altra-proroga-4373379

  15. giugno 9, 2011 alle 2:41 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 giugno 2011
    Quirra, iniziato lo sgombero del bestiame. Un calendario con le diverse tappe. E spuntano trenta pastori privi delle licenze. Da ogni allevamento verranno prelevati campioni per i controlli. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. Nessuna nuova concessione, nessuna ulteriore proroga. Chi si aspettava di fermare lo “sfratto” degli animali dal poligono di Quirra fino al 20 luglio, nell’attesa degli esiti conclusivi delle nuove analisi sul bestiame, rimarrà deluso: già da ieri, i primi pastori sono stati esiliati dal territorio della base che ha il comando a Perdasdefogu. Sono i proprietari degli allevamenti dove i veterinari dell’Asl di Lanusei hanno già fatto i primi prelievi di campioni di latte, formaggio e carne che verranno analizzati anche dall’istituto zooprofilattico di Sassari.
    Entro qualche giorno dovrebbero già arrivare alcuni responsi sullo stato di salute degli animali del poligono. Altri campioni, invece, verranno esaminati a Roma e a Torino e richiederanno più tempo.
    Decine di abusivi. Ma la vera novità dell’inchiesta è che hanno fatto le valigie anche una trentina di pastori “abusivi”. Ovvero privi di qualunque autorizzazione del Comune e del ministero della Difesa per far pascolare i loro animali nei dodicimila ettari della base. Sono stati pizzicati in flagrante dagli agenti della squadra mobile nuorese e dagli uomini della Forestale di Lanusei che, su disposizione del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, stavando girando di ovile in ovile per sollecitare lo sgombero con tanto di perentoria lettera di diffida. Stando ai primi accertamenti fatti dagli investigatori, gli allevatori in questione occupavano da diverso tempo il poligono senza averne diritto o alcuna autorizzazione. Che invece hanno diversi altri pastori della zona.
    Gli abusivi scoperti, insomma, sono i primi a fare le valigie. Alcuni di loro hanno già abbandonato il campo da ieri, altri li seguiranno alla spicciolata in queste ore: le disposizioni della Procura sono piuttosto chiare e nette. Sempre in queste ore, tuttavia, anche altri allevatori subiranno lo stesso destino: sono i proprietari del bestiame già analizzato. I controlli sono stati eseguiti a campione secondo un protocollo preciso, pianificato una decina di giorni fa nel corso di una riunione a Perdasdefogu. Da ogni allevamento, stando al piano di battaglia, verranno prelevati per essere macellati o controllati, un animale, venti litri di acqua, sei forme di formaggio da almeno due chili l’una. Gli animali saranno macellati e analizzati scrupolosamente, i liquidi e il formaggio verranno esaminati con altrettanta cura. Da ogni animale macellato verranno prelevate ossa, carne e tessuti. Per portare a termine i controlli, in ogni caso, ci vorranno circa cinque mesi tra prelievi e responsi.
    Sfratto improrogabile. Per questo, qualche settimana fa, il gip del tribunale di Lanusei, con il parere favorevole del procuratore Fiordalisi, aveva concesso una proroga fino al 20 luglio dell’ordinanza di sgombero per i pastori, disposta dal decreto di sequestro del poligono. Gli allevatori pensavano insomma di dormire sonni tranquilli almeno fino a quella data e di trovare nel frattempo una soluzione alternativa allo sfratto. Ma in queste ore si scopre che il 20 luglio è solo la data ultima entro la quale deve avvenire lo sgombero degli animali. Lo sfratto dei pastori, insomma, avverrà a poco a poco, man mano che il loro bestiame viene analizzato. Stavolta, insomma, lo sfratto si fa sul serio e gli allevatori cominciano a toccarne le sgradevoli conseguenze. Quelle per le quali, anche attraverso la Coldiretti, stanno cercando con apprensione da diverse settimane di trovare una via d’uscita.
    I questuanti in Procura. Nel frattempo, in Procura a Lanusei, si susseguono giorni infernali. File e file di pastori, amministratori locali, semplici cittadini, esponenti di associazioni di categoria, si formano davanti all’ufficio del procuratore, al palazzo di giustizia, per chiedere udienza e capire cosa fare. L’obiettivo comune, e per nulla nascosto, è quello di bloccare il provvedimento di sgombero degli animali dal poligono e sbloccare anche l’accesso alla spiaggia di Murtas, nel territorio di Villaputzu. Ma c’è un decreto del gip del tribunale di Lanusei, Paola Murru, e nessuno, a meno di seguire un iter legale fatto di avvocati, di carte bollate e di ricorsi, può bloccarlo.

  16. giugno 9, 2011 alle 4:17 pm

    per la serie “vivere pericolosamente”…

    da La Nuova Sardegna on line, 9 giugno 2011
    Quirra, pastori in rivolta: “Porteremo le pecore in tribunale”. Duramente contestato lo sgombero del poligono imposto dalla procura di Lanusei: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/09/news/quirra-pastori-in-rivolta-porteremo-le-pecore-in-tribunale-4403326

  17. Bio IX
  18. giugno 12, 2011 alle 8:15 am

    da La Nuova Sardegna, 12 giugno 2011
    Quirra. Preoccupazioni per il decreto che sfratta gli allevatori dall’area del poligono interforze. La Coldiretti al gip: «Proroghi lo sgombero». Lettera dell’associazione al giudice: si rischiano problemi di ordine pubblico. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. Il destinatario è segnato in cima: «Gentilissima dottoressa Paola Murru, giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lanusei». L’oggetto, è il «sequestro preventivo del poligono di Quirra». I mittenti sono Aldo Manunta e Vincenzo Cannas. L’obiettivo è quello di una concessione «della proroga dello sgombero del bestiame perché si rischiano problemi di ordine pubblico».
    Arriva su carta intestata Coldiretti Nuoro Ogliastra, la prima, accorata, lettera-appello sul caso Quirra inviata a un gip. Due pagine asciutte, poche parole, molte paure. Sono il segno tangibile che la vicenda del poligono sta toccando nel vivo un’intera categoria. Tanto da spingerla, per la prima volta, a prendere carta e penna e a scrivere a un giudice. Il direttore e vicepresidente della Coldiretti Nuoro Ogliastra, Aldo Manunta e Vincenzo Cannas ammettono che la notizia dello sgombero immediato del bestiame, l’hanno appresa dal giornale. Al gip Paola Murru precisano, infatti, che questa decisione, stando alle informazioni in possesso degli allevatori e, erano ben altre. Lo sgombero immediato, scrivono infatti al gip, «è in contrasto con l’ordinanza del generale Sanzio Bonotto, dalla signoria vostra nominato custode giudiziario, il quale prevedeva l’esclusione delle attività agropastorali dal decreto di sgombero fino alla data del 20 luglio».
    In realtà, poi, si è scoperto che dopo l’ordinanza del generale, c’era stato un provvedimento del procuratore Domenico Fiordalisi, datato 7 giugno 2011 che dettava nuove «disposizioni attuative dell’esecuzione del sequestro dell’area» e specificava che lo sgombero doveva essere fatto in modo «progressivo» entro il 20 luglio, e non dal 20 luglio in poi.
    Al di là delle questioni tecniche, tuttavia, la Coldiretti Nuoro Ogliastra, sempre rivolgendosi al gip, scrive che «l’ordinanza di sgombero è assolutamente inattuabile e rischia di creare ulteriore disagio proprio verso quelli quei soggetti che prima fra tutti stanno già sopportando pesanti ripercussioni di carattere economico. Le nostre preoccupazioni riguardano specie lo spostamento dei capi, infatti, le amministrazioni comunali di Perdasdefogu, Villagrande Strisaili, Tertenia e Villaputzu non hanno a disposizione aree da assegnare agli allevatori destinatari del provvedimento: anche un eventuale sgombero coattivo potrebbe causare problemi di ordine pubblico poiché eventuali sconfinamenti di pascolo innescherebbero tensioni sociali. Non meno gravi sarebbero inoltre le ricadute economiche sulle aziende». La Coldiretti ritiene «necessario che si conceda una proroga affinché gli allevatori possano mantenere i loro capi nel poligono almeno finché non si conosce l’esito delle analisi sanitarie».

  19. giugno 14, 2011 alle 3:28 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 14 giugno 2011
    Bruciate 3 auto di una società che opera nel poligono di Quirra.
    Incendiate tre auto di dipendenti della Vitrociset, la società che opera nel poligono. Si ipotizza che l’episodio sia collegato alle tensioni che si sono sviluppate nella zona in seguito all’indagine della magistratura: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/14/news/bruciate-3-auto-di-una-societa-che-opera-nel-poligono-di-quirra-4433629

  20. giugno 15, 2011 alle 3:34 pm

    da La Nuova Sardegna, 15 giugno 2011
    Tutti via dall’area interdetta Respinte le richieste dei pastori.

    LANUSEI. Ambiente, salute e basi militari: il giudice delle indagini preliminari Paola Murru ha rigettato tutte le richieste delle persone che negli ultimi giorni hanno sollecitato deroghe per restare o accedere all’area interdetta nel poligono interforze di Quirra. Nessuna proroga, insomma. Gli allevatori dovranno andar via: sia che non avessero mai avuto titolo per lavorare da quelle parti e fossero in pratica abusivi sia che in passato venissero regolarmente autorizzati a far pascolare le pecore e le capre prima dell’avvio dell’inchiesta sulla base. E i militari devono scordarsi vacanze e bagni a Capo San Lorenzo: la costa è off limits.

    Perdasdefogu. Respinta la richiesta della Coldiretti: pastori e animali via dal Poligono. Niente proroga per lo sgombero. Secondo il gip attività agricola e inquinamento sono incompatibili.
    Nuova richiesta del sindaco Mura. Incontro a porte chiuse. (Antonello Sechi)

    LANUSEI. Nessuna proroga: i pastori, abusivi o meno, devono sgomberare l’area del Poligono interforze. E anche i militari devono scordarsi vacanze e bagni a Capo San Lorenzo, come dovrà cercarsi un’altra sede il gruppo che voleva andare a pregare nella chiesa di San Giorgio, in località Cresìa. Il giudice delle indagini preliminari Paola Murru ha infatti rigettato tutte le richieste di quanti hanno chiesto deroghe per restare o accedere all’area interdetta.
    C’è dell’altro. È stato rigettata anche la richiesta dell’Asl 8 di Cagliari, che avrebbe voluto fare i prelievi per le sue indagini prima che pecore, capre e mucche fossero sfrattate dal poligono. Il protocollo prevede interviste ai pastori, cosa che avrebbe richiesto mesi. Tempi che il gip, come il procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi, ritiene incompatibili con l’esigenza di allontanare persone e animali da una zona sospettata di grave inquinamento. Può andare avanti, invece, l’Asl di Lanusei la cui indagine prevede prelievi più rapidi e limitati che gip e pm ritengono compatibili con il sequestro dell’area. Anche perché subito dopo i prelievi, pastori e animali devono sgomberare senza aspettare il 20 luglio, termine ultimo per completare l’operazione. I pastori sono alcune decine, gli animali migliaia. La proroga dello sfratto è stata chiesta dalla Coldiretti che il gip non avrebbe ritenuto legittimata, in quanto a presentare la richiesta dovrebbero essere i singoli allevatori. In ogni caso, secondo il giudice, le motivazioni alla base del sequestro (inquinamento, rischi per la catena alimentare ecc.) escludono che nell’area del poligono possa essere esercitata l’attività agricola. E non solo. Da qui il rigetto di tutte le richieste di deroga – cinque, pare – compresa quella di un gruppo che vorrebbe fare un’escursione in grotta.
    La conferma dello sfratto generalizzato ha fatto risalire subito la tensione. La Coldiretti, che nei giorni scorsi aveva annunciato che avrebbe portato pastori e animali davanti al palazzo di giustizia di Lanusei, ha convocato una riunione degli allevatori che si terrà questo pomeriggio a porte chiuse a Perdasdefogu. Incontrerà gli allevatori anche il sindaco Walter Mura, preoccupatissimo per la piega che può prendere la situazione dell’ordine pubblico. Anche alla luce di quanto accaduto a Villaputzu, dove sono state bruciate le auto della Vitrociset, la società che si occupa delle mautenzioni degli apparati radar del poligono di Quirra. Mura annuncia una nuova richiesta di sospensione del sequestro. «Presenterò una richiesta motivata – spiega -. Lo sgombero dei pastori e degli animali è un provvedimento abnorme nelle dimensioni, stante anche il fatto che per quattro mesi non ci saranno esercitazioni. Perdasdefogu non ha altro territorio dove mettere gli animali».

    da L’Unione Sarda on line, 15 giugno 2011
    Quirra, i pastori colpiti dallo sgombero: «Ora dove porteremo le nostre capre?» : http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/226035

  21. giugno 16, 2011 alle 2:32 pm

    da L’Unione Sarda on line, 16 giugno 2011
    Quirra, una nuova indagine: sotto sequestro tredici radar: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/226248

    da La Nuova Sardegna on line, 16 giugno 2011
    Quirra, la procura di Lanusei ordina il sequestro di dodici radar.
    Il procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ha emesso un decreto di sequestro probatorio, per sei mesi, di 12 radar fissi più uno mobile del Poligono di Perdasdefogu-Salto di Quirra: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/16/news/quirra-la-procura-di-lanusei-ordina-il-sequestro-di-dodici-radar-4448063

  22. giugno 17, 2011 alle 3:25 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 17 giugno 2011
    Sequestrati i radar di Quirra: la Procura ordina nuove perizie.
    Sigilli per 180 giorni ai radar fissi e mobili del poligono di Quirra. Un nuovo tecnico nominato dal pm dovra valutare alla massima potenza di emissione se siano pericolosi. Intanto gli allevatori sfrattati chiedono una proroga. (Valeria Gianoglio): http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/17/news/sequestrati-i-radar-di-quirra-la-procura-ordina-nuove-perizie-4454104

    da La Nuova Sardegna, 17 giugno 2011
    Caos sgombero, nuovo appello dei pastori. Scriveranno al gip per chiedergli di rimandare lo sfratto.
    LA PROTESTA. Assemblea a Perdasdefogu. (Valeria Gianoglio)

    PERDASDEFOGU. Una riunione di fuoco a Perdasdefogu, l’arrivo delle prime inequivocabili lettere di sgombero dei terreni del poligono. E i pastori di Quirra sono ormai un vulcano in ebollizione. Mercoledì sera, al termine dell’ennesima assemblea convocata dalla Coldiretti per discutere dello “sfratto” disposto dal gip, è tuttavia emersa una decisione importante: quella di unirsi tutti in una sorta di class action e ripresentare così, con più forza e con l’assistenza di un legale, una richiesta di proroga dello sgombero che sinora aveva chiesto, invece, la Coldiretti, pur non avendo la titolarità per presentarla. Tant’è che lo stesso gip Paola Murru aveva risposto picche anche per questo motivo, dicendo in sostanza: non siete titolati per chiedermi la proroga. I pastori, invece, avrebbero titolo eccome. Così, almeno, avant’ieri sera a Perdasdefogu, ha spiegato loro un avvocato convocato dalla Coldiretti per fare un po’ di chiarezza in mezzo a tante proposte prive di base giuridica. Stavolta, invece, il legale della Coldiretti ha suggerito che l’unione potrebbe fare la forza.
    In queste ore, dunque, allevatori e associazione raccoglieranno le lettere di sgombero che stanno arrivando ai singoli allevatori. L’obiettivo è quello di metterle insieme e creare così una base per riformulare al gip la richiesta di proroga dello sfratto degli animali dal poligono. Per ora, però, le cose stanno funzionando in modo decisamente diverso. Ogni giorno che passa, infatti, l’equipe di veterinari incaricati dall’Asl di Lanusei sta visitando gli allevamenti selezionati per le nuove analisi su carne, latte, acqua e foraggio. Man mano che fanno i loro prelievi, su precisa disposizione del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, devono comunicare l’avvenuto prelievo. Una volta che è arrivata questa segnalazione, lo stesso procuratore fa partire la lettera di sgombero nei confronti dell’allevatore titolare dell’ovile controllato. Nei giorni scorsi, tuttavia, squadra mobile e forestale si erano già preoccupate di far sgomberare dal poligono una trentina di allevatori “abusivi”, privi del permesso necessario per far pascolare il bestiame nel poligono. La seconda tornata di sfratti è partita proprio avant’ieri e riguarda gli allevatori titolari di licenza, già esaminati dall’Asl. Stavolta, insomma, si fa sul serio. Il deputato Idv, Federico Palomba, interviene ancora una volta sulla vicenda: «Ci sentiamo garantiti dall’azione della magistratura. Siamo certi che, con l’imparzialità che le è propria, saprà condurre l’indagine nel più corretto dei modi». «Chiedo nuovamente al ministero della Difesa di assumere le proprie responsabilità – dice invece il capogruppo dell’Idv nella commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, Giuseppe Caforio – sospendendo, al di là del sequestro, le convenzioni che permettono l’utilizzo del poligono».

    Al Comando logistico i segreti della base? Registro delle attività, interrogazione di Turco (Pd) al ministro La Russa. (Giuseppe Centore)

    CAGLIARI. Dove sta il “libro mastro” di Quirra? Chi custodisce la documentazione di cinquantacinque anni di attività, con l’elenco di tutte le attività in dettaglio svolte giorno per giorno, dai pass per i singoli dipendenti delle ditte private, ai nulla osta per i militari stranieri, alla certificazione delle bonifiche effettuate, sino ai calendari con i tipi e i sistemi d’arma usati? La domanda per nulla retorica se la pone il parlamentare radicale eletto nelle liste del Pd Maurizio Turco, che in una interrogazione al ministro La Russa chiede di sapere se presso gli uffici della Prima divisione del Comando Logistico dell’Aeronautica, al quarto piano di Palazzo Aeronautica, in viale dell’Università a Roma, sia «conservato il registro, ovvero la documentazione delle annotazioni delle attività militari e industriali che sono state svolte o che vengono svolte» a Quirra. Turco, fondatore del Partito per la tutela dei diritti dei militari e delle forze di Polizia, una formazione politica all’interno della galassia Radicale, ieri è intervenuto anche sulla presunta riduzione di potenza dei radar effettuata dai militari durante i controlli tecnici disposti dalla Procura. «Non vorrei che questa operazione si configurasse come una vera e propria attività di depistaggio delle indagini della Procura». Ma è sul cuore di comando del poligono che il deputato punta la sua attenzione. «Visto che da sei mesi, dalla data di avvio, il sito dell’Aeronautica sul sistema informativo per il monitoraggio ambientale a Quirra è inattivo, vorremmo sapere – dice Turco – se per caso ci siano problemi nella completezza della documentazione». Anche il Cisam di Pisa, il Centro Interforze Studi Applicazioni Militari, dove nelle scorse settimane la Procura di Lanusei ha acquisito della documentazione, di fatto dipende dal Comando Logistico dell’Aeronautica, che dovrebbe avere un significativo archivio su tutto ciò che è accaduto a Quirra. Un archivio disposto con logica scientifica, dove tutto è registrato e dove ogni passaggio, dalla quantità alla tipologia di munizioni, dalla nazionalità dei militari impiegati ai luoghi di esercitazione all’interno dell’area, devono essere rigorosamente registrati. Il Comando logistico è stato costituito undici anni fa, dopo la riorganizzazione della Forza Armata, ed è uno dei quattro Alti Comandi dell’Aereonautica, insieme a quello della Squadra Aerea, a quello delle scuole e al comando Operativo delle Forze Aeree. La Prima Divisione, dove è custodito il “libro mastro” su Quirra, coordina tutti gli enti che si occupano di sperimentazione, il reparto armamento, il Reparto chimico e il reparto di medicina aeronautica e spaziale.
    Negli uffici della Prima Divisione sarebbero custodite anche le certificazioni dei radar posti sotto sequestro, e le memorie dei test effettuati in passato per delimitare con precisione l’area off limits oltre il poligono: 2700 metri. Sempre in questi uffici dovrebbero essere presenti anche le certificazioni sui tipi di armi usate per ciascun periodo e l’origine del munizionamento usato sia dalle nostre forze armate che da quelle straniere. Sempre il Comando Logistico, ma questa volta la sua Terza Divisione, interviene sui sistemi di difesa e telecomunicazioni. Il suo primo reparto assolve invece i compiti che riguardano proprio i radar. Se c’è stato un qualche ufficiale superiore che potrebbe aver ordinato ai militari in servizio di ridurre la potenza dei radar, questo potrebbe provenire proprio da queste strutture. Un altro rompicapo per il pm Fiordalisi, e dall’altra parte, una nuova fonte di imbarazzo per il ministro se dovesse mai rispondere a queste interrogazioni.

  23. Bio IX
    giugno 17, 2011 alle 6:07 pm

    Dopo gli inceneritori e le centrali nucleari, il prof (minuscolo voluto) Zero si scopre esperto anche di uranio impoverito … poveretto
    “L’uranio impoverito non fa niente. Sono radiazioni alfa: uno se lo può anche mettere in tasca. Non è pericoloso” ( http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/226347 )

  24. giugno 23, 2011 alle 2:35 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 23 giugno 2011
    Quirra, protesta contro lo sgombero bestiame: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/23/news/quirra-protesta-contro-lo-sgombero-bestiame-4490712

  25. giugno 23, 2011 alle 2:39 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 giugno 2011
    Quirra, la protesta va in tribunale. Lanusei: i pastori chiedono più tempo per lasciare l’area militare. Questa mattina in piazza i sindaci del territorio. (Valeria Gianoglio)

    LANUSEI. Trecento pastori, venti placide pecorelle, un anziano caprone di nome Filippo, residente da tempo a Perdasdefogu e poco avvezzo ai viaggi. E un grosso pentolone di latte pronto a trasformarsi in fresco cas’agedu, mentre in alcuni banchetti i presenti offriranno al pubblico una degustazione di prodotti sfornati dagli ovili del poligono.
    Stamattina, per la prima volta da quando esiste, anziché toghe, giacche e carte bollate, il Palazzo di giustizia di Lanusei vedrà soprattutto la rabbia degli allevatori di Quirra chiamati a raccolta dalla Coldiretti per chiedere la proroga del decreto di sgombero dal poligono entro il 20 luglio. Sarà la prima grossa manifestazione unitaria sulla vicenda.
    Sindaci sul palco. La giornata si preannuncia campale: oltre ai pastori, infatti, davanti al tribunale, scenderanno in piazza anche i sindaci dei paesi interessati, Perdasdefogu e Villaputzu, in testa. E poi Villagrande Strisaili, Arzana, Tertenia. Per loro, resterà a disposizione un palchetto con tanto di microfono. Da lì, così come hanno predisposto gli organizzatori della Coldiretti, ognuno potrà dire la sua sulla complicata vicenda. Che la giornata sia molto attesa dal variegato popolo pro-poligono, lo si era capito già da ieri, leggendo le varie iniziative messe su da comuni e le prese di posizione. Perdasdefogu, innanzitutto. Di buon’ora, infatti, il sindaco Walter Mura, ha cominciato a tappezzare il palazzo del Comune con alcuni fogli dal deciso sapore di appello. «Domani – si legge – dalle ore 9, innanzi al tribunale di Lanusei, è convocato un sit-in a sostegno della vertenza dei pastori che devono abbandonare i pascoli nel poligono. L’intero paese si sente coinvolto da questo problema», e per questo motivo «il sindaco invita tutta la popolazione e le rappresentanze dei lavoratori a partecipare numerosi al sit-in». Perché il problema precisa «riguarda tutta la comunità foghesina».
    «Sgombero a settembre» Nella stessa giornata, ma qualche ora dopo, il consiglio comunale di Perdasdefogu ha approvato una delibera che impegna il consiglio a chiedere al gip del tribunale di Lanusei, Paola Murru, di chiedere «che l’esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo slitti al 21 settembre 2011». E questo in virtù di alcune considerazioni: le attività “a fuoco” del poligono sono sospese fino al 21 settembre, l’Asl di Lanusei ha iniziato il campionamento e i prelievi negli allevamenti, il rischio di uno scontro sociale, l’eccessiva vastità dell’area sottoposta a sequestro. Questa delibera verrà consegnata questa mattina dal sindaco Mura al procuratore Domenico Fiordalisi nel corso della manifestazione. Anche Villagrande Strisaili, ieri, non è rimasta con le mani in mano. L’ufficio del sindaco Giuseppe Loi ha spedito a tutti gli interessati l’avviso per un’assemblea pubblica sul caso Quirra che si terrà oggi, alle 18, nell’aula consiliare. L’Rsu della Vitrociset, dal canto suo, firma un documento a sostegno dell’iniziativa di oggi e invita tutti a una partecipazione massiccia.
    La giornata campale. Tutto è pronto, dunque, per la giornata campale di oggi, organizzata dalla Coldiretti, con il direttore regionale Luca Saba, il direttore e vicepresidente Nuoro-Ogliastra, Aldo Manunta e Vincenzo Cannas. I partecipanti al sit-in anti sgombero si ritroveranno alle 9 davanti al Palazzo di giustizia di Lanusei. Stando ai limiti imposti e alle comunicazioni fornite alla questura – considerata la delicatezza della vicenda e del luogo nel quale ci sarà il ritrovo, ovvero un tribunale – i partecipanti non dovrebbero essere più di trecento. Mentre gli animali, pecore per lo più, non dovrebbero superare la quota di alcune decine.
    L’incontro con Gorjan. Nel corso del sit-in, una delegazione di pastori ha già ottenuto di poter incontrare il presidente del tribunale, Sergio Gorjan. Mentre ancora non è certo l’incontro con il procuratore Fiordalisi. Proprio stamattina, infatti, il magistrato titolare dell’inchiesta, sarà alla prese con un’altra delle vicende giudiziarie che ha riaperto subito dopo il suo arrivo in Ogliastra: il caso Barbagia Flores. Oggi, davanti al gup Mauro Pusceddu, dovrebbe prendere la parola un avvocato dei nove indagati: il noto legale nuorese, Giannino Guiso. La sua arringa è l’ultima in programma. Poi, il gup, si ritirerà in camera di consiglio e nei prossimi giorni scioglierà la riserva sui rinvii a giudizio.

    «L’Ogliastra muore, non toglieteci questa risorsa». Il disperato appello delle rappresentanze sindacali unitarie al presidente della Provincia, Pilia.

    PERDASDEFOGU. «L’Ogliastra aveva già un’economia fragile. Anche questa, proprio non ci voleva. Se ci togliete anche il poligono, cosa ci rimane?». Carta, penna e comunicato, ieri mattina, le rappresentanze sindacali unitarie dei lavoratori del poligono di Quirra, firmano un documento che sa tanto di grido di aiuto. In una paginetta, indirizzata al presidente della Provincia Ogliastra, Bruno Pilia, Giancarlo Carta e Giampaolo Monni (Cisl), Daniele Murgia (Ugl), Bruno Lai (Cgil), raccontano il periodo più nero della loro storia. E per cominciare partono da una premessa: «I lavoratori del Pisq – scrivono – sono fermamente convinti che le attività svolte nel poligono siano state effettuate con “il senso” del buon padre di famiglia, e laddove eventualmente carenti, siano state effettuate senza la volontà di nuocere ad alcuno». Quel che è certo, precisano le Rsu, è che «talune iniziative mirate a “tutelare la salute pubblica” stiano in realtà sortendo l’effetto di compromettere la già fragile economia dell’Ogliastra». I sindacati fanno anche l’elenco delle tragedie che si sono abbattute nel corso degli anni sul territorio: «La chiusura della cartiera di Arbatax, i ventilati problemi dell’Intermare, l’aeroporto di Tortolì che continua a essere in bilico tra sviluppo e chiusura, il futuro del tribunale, l’incompiuta della Nuoro-Lanusei-Tortolì, le lungaggini sul completamento della nuova statale 125, la drammatica chiusura della Barbagia Flores, l’incertezza del porto di Arbatax». «Troppi nodi – concludono – strangolano la fragile economia ogliastrina. Ora rischia di perdere altri mille posti di lavoro. Chiediamo azioni coerenti e realmente finalizzate all’accertamento della verità, senza lasciare spazio a speculazioni e a seconde mire». Infine, rivolgendosi sempre al presidente della Provincia Ogliastra, le Rsu chiedono l’apertura «di un tavolo di concertazione per costruire un futuro per la nostra comunità e il territorio».

  26. giugno 24, 2011 alle 3:36 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 giugno 2011
    La rabbia dei pastori: «Così ci rovinate». Lanusei, manifestazione davanti al tribunale contro lo sgombero del Poligono. Offerti 180 chili di formaggio alla folla. Il presidente Gorjan promette: raccoglierò le vostre istanze.

    LANUSEI. Alle 9.20 di ieri, dopo aver dato disposizioni per sistemare davanti al tribunale la sua ristretta delegazione di pecore impaurite giunte da Quirra, Marco Agus, 51 anni, trentacinque dei quali trascorsi con orgoglio tra le capre del poligono, si sistema la lunga barba scura e agita un grosso campanaccio. Il nome, lo sbaglia giusto di una lettera, forse confondendolo con quello della nota cantante, ma i presenti capiscono comunque a chi si sta rivolgendo. «Fiordalisoooo – urla con tutta la voce che ha in gola, mentre trecento colleghi allevatori lo guardano stupiti – affacciati».
    Comincia così, con il suono possente dei campanacci e un invito deciso rivolto al procuratore di Lanusei, la prima manifestazione unitaria convocata dalla Coldiretti davanti al Palazzo di giustizia ogliastrino per gridare la rabbia dei pastori sfrattati dal poligono di Quirra.
    Gorjan e il formaggio. Finisce – dopo quattro ore di sindaci sconfortati, 180 chili di casu agedu Quirra doc distribuiti ai presenti e la foto di un porcellino malformato che gira tra la folla – con il presidente del tribunale di Lanusei, Sergio Gorjan, che addenta volentieri un pezzo di formaggio prodotto con il latte delle pecore che pascolano nel poligono. Glielo allungano i vertici della Coldiretti e una delegazione di pastori che avevano chiesto udienza. «Presidente – esordiscono i componenti dell’associazione, Luca Saba, Vincenzo Cannas e Aldo Manunta – la situazione è tragica: il settore è in ginocchio. Se non arriva la proroga, le aziende non sanno cosa fare». Gorjan ascolta tutto, in silenzio e con attenzione. Sbocconcella con eleganza il formaggio e poi lo dice: «Raccoglierò le vostre istanze». Da uomo delle istituzioni, del resto, di più non può fare.
    I primi tre ricorsi. Poco prima, nel bel mezzo di una giornata davvero campale per la giustizia ogliastrina, tre intraprendenti allevatori di Quirra, assistiti dall’avvocato Marco Pilia, avevano presentato i primi tre ricorsi contro il decreto di sgombero. Sono le prime richieste presentate con tutti i crismi di legge, dopo quelle delle scorse settimane respinte dal gip Paola Murru. Nei prossimi giorni, su questi ricorsi, i giudici si dovranno pronunciare. Nel frattempo la Coldiretti continuerà a raccogliere le domande degli aspiranti “ricorrenti”. Potrebbero confluire tutte in una sorta di class action contro lo sgombero. Secondo le attuali disposizioni dovrà avvenire entro il 20 luglio.
    «Affacciati, Fiordalisi». Per il resto, la giornata di ieri, è davvero una giornata campale. Le danze cominciano di buon’ora e in perfetto orario, intorno alle 9, con la Coldiretti che sistema diversi gazebo gialli per riparare la folla dal sole cocente e organizza la preparazione del formaggio di Quirra. Il traffico, nella via centrale di Lanusei, è bloccato per circa cinquecento metri. Le auto piene di allevatori iniziano ad arrivare. Perdasdefogu, Arzana, Tertenia, Villaputzu, Villagrande e dintorni, Rsu dei lavoratori del poligono, sindacalisti della Vitrociset: non manca nessuno. Con loro, arrivano anche le quindici pecorelle “di rappresentanza” portate da Marco Agus. E 180 chili di fresco cas’agedu che il buon Sandro Demontis ha preparato dalla sera prima nel suo ovile di Perdasdefogu. «Altro che uranio» dice, circondato dai suoi colleghi delle campagne vicine. «Affacciati, Fiordalisi, fatti vedere» grida Marco Agus. Non sa che a pochi metri di distanza, nell’aula gup del primo piano, il procuratore è alle prese con un’altra bella gatta da pelare: la fine dell’udienza preliminare per l’inchiesta Fiori-Giamattei-Buttau. Ma gli allevatori, imperterriti e decisi, continuano: campanacci, fischietti, slogan gridati con forza, cercando di scrutare se ai piani alti qualcuno, alla fine, si affaccia davvero.
    La rabbia dei sindaci. A metà mattina, su un camion trasformato per l’occasione in palco, i sindaci del territorio agguantano il microfono. È un rosario di sconforto, rabbia e dolore. Walter Mura, primo cittadino di Perdasdefogu, della protesta è ormai il vero veterano. Racconta sei mesi di travaglio, ammette che la sera precedente, per chiamare a raccolta quanti più compaesani possibili a Lanusei, ha spedito «800 messaggini con il telefonino». Accusa chi, in questi lunghi mesi ha spesso parlato a sproposito, senza averne alcun titolo, e «basi scientifiche». Cita, per fare un esempio, «il famoso agnello a due teste». Dice che «nessun organo istituzionale ha certificato da dove arriva». «Chi pagherà tutto questo? – si chiede – chi ripagherà i pastori, i cittadini, noi tutti? Non bisogna mischiare il problema delle servitù militari con quello della salute pubblica: è profondamente sbagliato. La stessa commissione di tecnici che ha fatto la relazione sul poligono a titolo gratuito ha appurato che su 13mila ettari di terreno, i problemi, al massimo, riguardano seicento ettari». «Al primo posto – dice il sindaco di Villagrande, Giuseppe Loi – va messa la salute delle persone. Il primo danno attuale, però, è per il territorio e per le aziende. Lo Stato deve riconoscere degli indennizzi, e se le esercitazioni continuano, devono essere fatte con un protocollo chiaro». «Il problema è anche nostro e delle coste – spiega il vicesindaco di Villaputzu, Giancarlo Porcu – noi abbiamo novemila ettari di servitù militari: davvero mi riesce difficile pensare che siano tutti contaminati». «Io non credo che ci sia tutto questo inquinamento – afferma, invece, Gianfranco Puddu, presidente della coop vitivinicola di Tortolì – agnelli castigaus, del resto, ne sono nati dappertutto». «Non stiamo chiedendo l’impossibile – conclude, invece, il direttore regionale Coldiretti, Luca Saba – diciamo solo che non è possibile che 13mila e 200 ettari di territorio siano tutti contaminati. Se è lo Stato che ha sbagliato, è lo Stato che deve pagare».

    I RADARISTI VITROCISET. «Vicini alla cassintegrazione».

    «Dalla prossima settimana, se le cose non cambieranno, ci metteranno in cassa integrazione»: sono disperati, i tecnici “radaristi” della Vitrociset. Centocinquanta dipendenti, venticinque dei quali addetti al controllo e alla manutenzione dei radar del poligono di Perdasdefogu. La scorsa settimana, tuttavia, dopo alcuni controlli, la Procura ha deciso di mettere i sigilli ai radar della base. Nei prossimi giorni, un consulente tecnico, dovrà verificarne le emissioni elettromagnetiche e capire se possano influire sulla salute dei residenti. «Questa decisione – spiegano ieri, in mezzo alla folla di Lanusei, i dipendenti Vitrociset – di fatto ci rende superflui. Per l’azienda non serviamo più. Tra alcuni giorni ci sarà una riunione per decidere: ci vogliono mettere in cassa integrazione».

  27. giugno 27, 2011 alle 9:29 am

    da La Nuova Sardegna, 26 giugno 2011
    Sgomberi da Quirra, udienza fissata. Il primo luglio il tribunale deciderà sui primi ricorsi presentati dai pastori. (Valeria Gianoglio)

    LANUSEI. I primi tre, depositati in cancelleria tra i campanacci dei pastori di Quirra che manifestavano davanti al Palazzo di giustizia, hanno solo aperto la strada. Altri quattro sono stati presentati ieri mattina. E una sessantina arriveranno alla spicciolata proprio in queste ore. Una raffica di ricorsi contro il decreto di sgombero degli allevatori dal poligono si sta abbattendo in queste ore in tribunale a Lanusei. Lo stesso tribunale ha risposto a tempo record fissando un’udienza ad hoc per sbrogliare la delicata matassa. Si terrà venerdì primo luglio, alle 9. A decidere, sarà il tribunale in composizione collegiale presieduto da Sergio Gorjan. I giudici, dopo aver ascoltato le posizioni dei ricorrenti, assistiti dall’avvocato Mauro Pilia, chiamato dalla Coldiretti, avranno davanti a loro tre possibilità: respingere il ricorso, accoglierlo in pieno e dunque congelare lo sgombero, oppure modificare il decreto. I primi ricorsi preparati dall’avvocato Pilia presentano ai giudici le stesse motivazioni. Tanto per cominciare, si legge, «I ricorrenti hanno subito una lesione di natura patrimoniale». Secondo motivo: «L’indagine è in corso e non è dato sapere se l’impostazione accusatoria sarà avvallata da una pronuncia giudiziale». Terzo motivo: «Gli allevatori non sanno dove trasferire gli animali e qualora fosse possibile sarebbe comunque estremamente oneroso». Quarto: «In conseguenza dell’abbandono dell’area, gli allevatori subirebbero un ingente danno da mancato reddito». Quinto motivo: «Nell’area sottoposta a sequestro sono cessate le operazioni militari sperimentali e il gip ha disposto il prosieguo delle operazioni militari, delle attività commerciale e industriali connesse. Circostanza da cui si desume l’assenza di pericolo per le persone». Come dire: se non c’è pericolo per chi lavora nel poligono, perché dovrebbe esserci per i pastori? In realtà, il gip, quando aveva firmato il decreto di sequestro del poligono presentato da Fiordalisi, aveva precisato che «non si può certo impedire il prosieguo delle attività militari nell’area, specialmente in un periodo come quello attuale di forte impegno delle Forze armate italiane all’estero». Evidente la citazione alla guerra in Libia. Se i ricorsi dovessero venire accolti, i loro effetti ricadrebbero su tutti gli allevatori. Sulla questione Quirra interviene anche il segretario della commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, Giuseppe Caforio (Idv). «È necessario – dice – che il ministero della Difesa anteponga la salute e la sicurezza ambientale alla gestione strumentale del poligono, cancellando le remunerative convenzioni stipulate e autorizzando indagini a 360 gradi sulle conseguenze delle attività del sito».

  28. giugno 29, 2011 alle 3:30 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 29 giugno 2011
    Pastori, nel mirino le autorizzazioni. Polizia e Forestale sequestrano le carte sulle concessioni dei terreni: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/29/news/pastori-nel-mirino-le-autorizzazioni-4520354

  29. giugno 30, 2011 alle 3:33 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 30 giugno 2011
    Quirra, pecore e capre erano abusive.
    Lanusei, i contratti per i pascoli sottoscritti dal demanio e 12 Comuni sono scaduti: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/30/news/quirra-pecore-e-capre-erano-abusive-4526607

    da L’Unione Sarda on line, 30 giugno 2011
    Quirra, un altro agnello deforme. Contaminazione radioattiva? http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/227565

  30. luglio 1, 2011 alle 2:30 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 1 luglio 2011
    Quirra, cento morti sospette: il pm ordina nuove indagini: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/07/01/news/quirra-cento-morti-sospette-il-pm-ordina-nuove-indagini-4538176

    da L’Unione Sarda on line, 1 luglio 2011
    Quirra, il pm ordina nuovi accertamenti sui pazienti morti residenti nell’area: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/227626

  31. luglio 1, 2011 alle 3:09 pm

    da La Nuova Sardegna, 1 luglio 2011
    I sindaci: è il demanio militare l’unico abusivo nei pascoli di Quirra. Noi a Villagrande Strisaili per quegli espropri siamo in causa da 15 anni con Roma. (Valeria Gianoglio)

    LANUSEI. C’è chi butta giù dal letto l’intero ufficio tecnico, fa rispolverare gli archivi comunali, e scopre che i “suoi” pastori sono tutt’altro che abusivi: carta canta. C’è chi ricorda che «se il problema è quello dei contratti scaduti e non quello della salute pubblica, allora siamo davvero alla frutta». C’è chi precisa che i propri allevatori sono solo quattro, e che «nessuno di loro ha mai avuto l’autorizzazione al pascolo. Ma questo il demanio e gli inquirenti lo sanno perfettamente». C’è anche chi ritiene che l’unico abusivo, in questa storia, sia «il demanio militare che ha espropriato i terreni dei Comuni».
    C’è, infine, la Coldiretti, che, sconfortata dalle ultime notizie, commenta un laconico ma duro: «Abbiamo capito che i pastori li vogliono mandare via a prescindere». Il giorno dopo la presa di posizione della Procura di Lanusei – «I pastori che pascolano a Quirra sono tutti abusivi, perché i contratti tra Comune e demanio sono scaduti» – associazioni di categoria, i sindaci ogliastrini e del Sarrabus rispondono decisi, dicendo, in sostanza: «Non siamo affatto abusivi. E se anche ci fossero ritardi nei rinnovi dei contratti di co-uso col poligono, riteniamo che non sia questo il vero problema». Il primo a reagire è il veterano della vicenda: il sindaco di Perdasdefogu. Pochi minuti dopo le 8, è già in municipio, che scartabella tra fogli, documenti, che convoca l’intero ufficio tecnico e gli fa ricontrollare tutto. A metà mattina, dopo un’analisi certosina delle carte, scopre quello che già si aspettava. «Eccolo qui – dice Walter Mura – questo atto stabilisce in modo chiaro che il contratto di co-uso che noi abbiamo con il demanio militare scade il prossimo 30 novembre, e non, come sostengono gli inquirenti, lo scorso 30 novembre. Ma ammettiamo anche, per un attimo, che la faccenda non sia così, trovo incredibile che la vicenda abbia preso questa piega, che adesso il problema sembra diventato un contratto scaduto, quando la questione è ben altra. Contratti e salute pubblica sono due piani decisamente diversi e tali dovrebbero restare. Se qualcuno è abusivo, poi, eventualmente lo dovrebbe dire il ministero. Se ci attacchiamo a questo, comunque, siamo davvero alla frutta».
    Sulla stessa linea, sostanzialmente, il sindaco di Tertenia, Luciano Loddo. Ingegnere come Mura ma a differenza di Mura fresco di insediamento in municipio e già alle prese con una patata bollente di proporzioni consistenti. «Io ho quattro allevatori che pascolano nel poligono – precisa – e se li sfrattano non so proprio dove farli spostare. Mi sono appena insediato in Comune ma so che i nostri contratti con il demanio sono datati. Sì, può darsi che ce ne sia anche qualcuno scaduto, lo stiamo verificando. Ma ritengo, comunque, che non sia certo questo il problema: quello delle autorizzazioni scadute. Non è possibile, non ci voglio credere».
    Il primo cittadino di Arzana, Marco Melis, invece, rivela quello che molti, probabilmente, non si aspettavano. «Il mio Comune è da tempo che non autorizza più nessuno al pascolo nel poligono – spiega – quindi non capisco come facciamo a essere considerati abusivi. Se qualche pastore ancora ci circola, il problema non è mio, ma eventualmente del demanio, al quale, tra l’altro, l’ho comunicato». «I nostri terreni nel poligono – aggiunge – sono mille ettari a Planu Alussera, in agro del comune di Villaputzu. Le ultime autorizzazioni che il Comune aveva rilasciato erano per due pastori che utilizzavano quelle terre per la transumanza. Poi, però, abbiamo deciso di non rinnovarle per evitare problemi di natura giuridica e altre grane».
    La musica cambia decisamente, invece, per il comune di Villagrande Strisaili. Rappresenta, decisamente, un caso a sè. Da quindici anni, infatti, è in causa con il ministero per i terreni espropriati a suo tempo per realizzare il poligono. «Se proprio dobbiamo cercare gli abusivi – dice il primo cittadino, Giuseppe Loi – ebbene, allora noi diciamo che è il demanio militare e non i pastori. A suo tempo ci aveva espropriato terreni gravati da usi civici, e in base a un regio decreto, quelle terre sono dunque inalienabili, devono far parte del patrimonio del Comune. Per questo noi non abbiamo mai firmato alcun contratto di co-uso con il demanio: quelle terre le consideriamo già nostre. Nonostante tutto, siccome amiamo il quieto vivere e siamo persone civili, ogni anno mandiamo al demanio una comunicazione nella quale diciamo quanti pastori pascolano nel poligono. E sinora tra noi e loro c’è sempre stata una convivenza assolutamente serena e pacifica».
    La Coldiretti, dal canto suo, sulla questione, scrive un comunicato dai toni decisi, firmato dal neo presidente Nuoro-Ogliastra, Simone Cualbu, dal direttore, Aldo Manunta, e dal direttore regionale Luca Saba. «Abbiamo capito – scrivono – che i pastori del poligono di Quirra devono andare via a prescindere da cosa vi sia dentro. Questa è l’amara constatazione della Coldiretti che, tramite gli organi di stampa, è venuta a conoscenza del fatto che la Procura di Lanusei starebbe indagando anche sulle concessioni date dai Comuni ai pastori. Siamo certi che questi fatti non aiutano. Alla fine chi paga sono sempre i pastori che si ritrovano “incastrati” tra una presunta presenza di sostanze inquinanti e concessioni di pascolo irregolari. Vedremo il da farsi. Ci chiediamo dove si voglia arrivare. Chiediamo rispetto per le imprese agricole che fino ad ora hanno pagato il prezzo più alto. Ma una cosa è certa: noi saremo al loro fianco fino alla fine». Oggi, davanti al tribunale di Lanusei, aspetteranno l’esito delle decisioni sui primi sei ricorsi contro il decreto di sgombero.

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