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Riforma della giustizia, ossessione dell’impunità. Quando i confini fra realtà e fantasia sfumano.


Il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi è palesemente ossessionato dalla necessità di non essere condannato e nemmeno processato.    Sbraita di “guerra civile” di “magistrati, cancro da estirpare” e amenità simili ogni giorno.    Ormai da tempo l’unica preoccupazione, quotidiana, martellante, squallida, è quella di inventare soluzioni per essere al di sopra e al di là di ogni legge.

A giudizio per concussione e prostituzione minorile, per illeciti nella compravendita di diritti televisivi, corruzione di un testimone (l’avvocato Mills), ecc. cerca continuamente avvalli giuridici palesemente incostituzionali per le sue esigenze.

Da qui nasce l’esigenza di una riforma della giustizia che faccia al caso suo.

Il 9 marzo 2011 il Consiglio dei Ministri ha approvato (all’unanimità) in proposito un disegno di legge costituzionale. Vediamone i tratti salienti.

Viene modificato il Titolo IV della Costituzione, che assume la nuova denominazione “La Giustizia”. I punti nodali della riforma proposta sono i seguenti:

* separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e requirenti. I primi costituiscono un ordine autonomo ed indipendente mentre i magistrati del pubblico ministero sono un ufficio organizzato, ciò al fine di riconoscere al giudice di un ruolo di piena terzietà rispetto alle parti del processo;

istituzione di due distinti Consigli superiori – della magistratura giudicante e di quella requirente – presieduti, come l’attuale C.S.M., dal Presidente della Repubblica e costituiti da membri eletti per metà dai magistrati e per metà dal Parlamento;

indicazione tassativa delle funzioni dei due Consigli, tra le quali non figura più la funzione disciplinare, assegnata a una Corte di disciplina di nuova istituzione e nominata anch’essa per metà dal Parlamento in seduta comune e per l’altra metà dai giudici e dai pubblici ministeri;

* conferma dell’obbligatorietà dell’azione penale, che l’ufficio del pubblico ministero dovrà esercitare secondo criteri stabiliti dalla legge;

* il disegno di legge attribuisce nuovi compiti al Ministro della giustizia, il quale dovrà riferire annualmente alle Camere sullo stato della giustizia, sull’esercizio dell’azione penale e sull’uso dei mezzi di indagine.

Altri articoli del provvedimento ampliano la possibilità di nomina elettiva dei magistrati onorari, valorizzando così la partecipazione diretta del popolo all’amministrazione della giustizia, e consentono ai Consigli superiori, in casi eccezionali individuati dalla legge, di destinare magistrati ad altre sedi.    Inoltre, il disegno di legge costituzionale afferma che, salvi i casi previsti dalla legge, contro le sentenze di condanna è sempre ammesso l’appello, mentre le sentenze di proscioglimento non possono essere appellate.  Infine, in materia di responsabilità dei magistrati, il disegno di legge stabilisce la loro responsabilità diretta per gli atti compiuti in violazione dei diritti, al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato.

Intanto, però, qualsiasi soluzione che lo liberi dal fastidio di un processo và sempre bene per il nostro premier.  Ecco quindi il c.d. processo breve, disegno di legge già approvato dal Senato della Repubblica e ora dalla Camera dei Deputati, ma non definitivamente in quanto dovrà esser nuovamente esaminato dal Senato essendo intervenute modifiche rispetto al testo del disegno di legge n. 1880 originariamente approvato dal Senato.

Ora il fulcro del provvedimento è diventato l’articolo 3, la c.d. prescrizione breve, in sostanza una norma che di fatto riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati non ancora condannati con sentenza di primo grado. Oggi, in caso di eventi interruttivi, il termine della prescrizione riprende a decorrere aumentato di un quarto della pena. L’emendamento presentato dal relatore on. Maurizio Paniz prevede per gli incensurati un aumento sia solo di un sesto. In definitiva un bonus di almeno 8 mesi di tempo: un modo per accelerare di 8 mesi la prescrizione del reato.  Guarda caso proprio quello che serve al premier Berlusconi per scapottare gli effetti malauguratamente negativi (250.000 euro di risarcimento in favore dello Stato) del processo Mills (che così si prescriverebbe nel maggio 2011, invece che nel 2012).

Ora è venuta meno anche la foglia di fico della pretesa tutela dei diritti dei cittadini: il testo non si chiamerà più “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 11 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”, ma “Disposizioni in materia di spese di giustizia, danno erariale, prescrizione e durata del processo”.

Insomma, leggi ad personam, ministri ad personam, deputati e senatori ad personam, un intero Paese ad personam.

Nel mentre non viene affrontato con serietà e decisione nemmeno un problema – sia esso di ordine economico, sociale, strutturale – di questa povera Italia.  Per questo ogni giorno in più che Berlusconi & Co. rimangono al governo è sempre un giorno di troppo.

Stefano Deliperi

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  1. francesca
    maggio 11, 2011 alle 1:56 pm

    Condivido in pieno, la cosa assurda è che continuano a votarlo,perché purtroppo riesce (apparendo sempre più in pubblico delegittimando la Magistratura, nelle sue televisioni e cosa più vergognosa in quelle pubbliche)ad avere il consenso e i voti sia nella Camera che in Senato.Coloro che lo votano tra il popolo sono persone o che non hanno capito nulla o che hanno in qualche modo un tornaconto(anche se è lui l’unico che potrà godere dei favori delle sue stesse leggi).Se gli italiani non aprono gli occhi al più presto, saremo un popolo allo sbando ci sarà sempre più un divario tra ricchi e poveri, tra delinquenti che circolano liberamente con il benemerito delle leggi di questo governo.

  2. maggio 23, 2011 alle 6:44 pm

    ecco quali sono i veri problemi dell’Italia.

    A.N.S.A., 23 maggio 2011
    ‘Un quarto degli italiani sperimenta la poverta”. Rapporto Istat: con crisi Italia indietro dieci anni: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/05/23/visualizza_new.html_846195752.html

  3. maggio 23, 2011 alle 8:14 pm

    giusto per capire come funziona l’informazione in Italia.

    A.N.S.A., 23 maggio 2011
    Sanzioni da Agcom, multe massime Tg1 e Tg4. Calabro’: ‘Valutazione solo giuridica’. Bagnasco: ‘Basta risse’. Napolitano: ‘Eccesso partigianeria’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2011/05/12/visualizza_new.html_870208041.html

  4. maggio 26, 2011 alle 8:55 pm

    senza vergogna. Povero Obama.

    A.N.S.A., 26 maggio 2011
    Berlusconi a Obama: ‘In Italia dittatura pm’.
    ‘Comandano quelli di sinistra, perciò riforma’. Anm: ‘Grave denigrare istituzioni all’estero’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/05/23/visualizza_new.html_846193681.html

  5. maggio 29, 2011 alle 6:35 pm

    A.N.S.A., 29 maggio 2011
    ‘Senza cervello chi vota sinistra’, donna querela premier. ‘Mi offende come cittadina italiana’.

    CREMONA – “Una frase infelice, che mi offende come cittadina italiana”.
    E’ questa la motivazione che ha spinto Teresa Paola Cremona di Vailate (Cremona), 75 anni, a querelare Silvio Berlusconi. La frase alla quale la donna si riferisce è quella che il presidente del consiglio ha pronunciato qualche giorno fa a proposito del voto del ballottaggio per le elezioni amministrative di oggi e domani: ‘Chi vota a sinistra e’ senza cervello’.
    La querela è stata presentata dalla Cremona presso il commissariato di polizia di Bonola in via Falck a Milano, città dove la donna ha la residenza. “Querelo il signor Silvio Berlusconi mio presidente del consiglio – si legge nella prima parte della denuncia, contenuta in un foglio scritto a mano – in quanto viviamo in una società democratica, dove ciascuno deve poter esprimere le proprie idee e le proprie volontà senza venire attaccato oppure offeso da chi dovrebbe invece rappresentare la pace e la libertà di pensiero”.
    “Sono una donna libera – ha scritto ancora l’anziana – e libera voglio rimanere, senza essere condizionata da nessuno. Voglio rispetto da parte di chi è preposto a difendere tutto questo. La frase secondo cui chi vota a sinistra è senza cervello è veramente infelice. Come cittadina italiana mi sento offesa perché questa frase è uno schiaffo alla democrazia e alla libertà di pensiero”.

  6. aprile 24, 2012 alle 4:08 pm

    A.N.S.A., 24 aprile 2012
    ‘Dell’Utri fu mediatore, Berlusconi pagò mafia’.
    Così la Cassazione in motivazioni della sentenza che annullò con rinvio condanna per senatore: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/04/24/UTRI-CASSAZIONE-FU-MEDIATORE-MAFIA-BERLUSCONI_6767083.html

  1. maggio 24, 2011 alle 2:08 pm

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