Home > difesa del territorio, paesaggio > La villa in campagna, in zona agricola, è abusiva.

La villa in campagna, in zona agricola, è abusiva.


Cabras, Sinis, edificazione nell’agro

E’ un bel giochino, molto lucroso: si frazionano terreni agricoli e li si “vende” come tali, poi si chiede e si ottiene un’autorizzazione per struttura a servizio delle coltivazioni, si costruisce una bella villona e si vende a prezzi concorrenziali.    Tanto il Comune non controlla che cosa realmente si costruisce (quando non vi sono complicità all’interno delle stesse amministrazioni comunali).

Ad Assemini ne hanno realizzato così forse 600, negli ultimi anni.  Ma è una prassi comune anche nel Sinis, in Gallura, in tante altre varie parti della Sardegna e del resto d’Italia.

Eppure in area agricola (zone “E” degli strumenti di pianificazione urbanistico-territoriale) possono essere realizzate soltanto strutture legate all’attività agricola o ad attività ad essa strettamente connesse.   Niente strutture residenziali o turistico-ricettive, tanto per capirci, come recentemente ribadito anche dalla Suprema Corte di cassazione (sent. sez. III, 9 marzo 2012, n. 9369).

E se, talvolta, i reati penali ambientali e urbanistici sono prescritti per il lungo tempo trascorso fra la realizzazione delle opere abusive e la loro scoperta, ciò non toglie che possono e devono essere adottati i provvedimenti amministrativi da parte dei competenti dirigenti comunali (es. artt. 27-33 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.), soprattutto davanti a una lottizzazione abusiva (art. 30 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.).   Le eventuali autorizzazioni illegittime vanno annullate in sede di autotutela dagli stessi organi comunali che le hanno emesse (artt. 21 octies e 21 nonies della legge n. 241/1990 e s.m.i.) o dalla Regione in via sostitutiva (art. 39 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.).

I dirigenti comunali che non adottano gli opportuni provvedimenti possono rispondere di omissione di atti d’ufficio (artt. 328 cod. pen.) o di abuso d’ufficio (art. 323 cod. pen.).

Insomma, non sembra proprio che si debba confidare nella solita, santa prescrizione.  

Nei prossimi giorni le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico ricorderanno formalmente al Comune di Assemini, alla Regione autonoma della Sardegna, alle altre amministrazioni pubbliche competenti gli obblighi di legge in materia di abusivismo edilizio.  Naturalmente ne sarà informata la magistratura competente.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

Cabras, rustici edilizi nel Sinis

da La Nuova Sardegna, 12 maggio 2012

Seicento ville abusive costruite ad Assemini coi permessi agricoli.  Si allarga l’inchiesta del Corpo Forestale dopo i sequestri compiuti un mese fa, in vista nuovi provvedimenti.  Mauro Lissia

ASSEMINI. Prendi un terreno agricolo, dividilo in lotti, costruisci una villa su ogni lotto e poi vendila a prezzo concorrenziale: l’affare è sicuro e con quello un profitto milionario. E’ così che hanno fatto alcuni costruttori nelle campagne attorno ad Assemini da sei-sette anni a questa parte ed ora sono seicento le case abusive costruite in aree dov’era permesso mettere in piedi soltanto piccole strutture d’appoggio all’attività agricola. E’ stato il Nucleo investigativo del Corpo forestale ad accertare questa realtà incredibile con la collaborazione del Comune e dopo le otto ville sequestrate un mese fa sono in partenza nuovi provvedimenti, che andranno poi all’esame del pm Emanuele Secci, titolare dell’inchiesta giudiziaria. Si sa già che parte degli abusi sono prescritti, ma sugli altri – i più recenti – potrebbe abbattersi la scure della giustizia. Il meccanismo usato dagli imprenditori privati è basato sulla destinazione d’uso dei terreni, modificata a piacimento approfittando della quasi totale assenza di controlli. Su un lotto di 5000 metri quadrati venivano costruite anche dieci case di pezzatura variabile tra i cento e i centosessanta metri quadrati, comunque molto di più dei trenta consentiti in media dal permesso agricolo. Poi la vendita a un prezzo oscillante tra i 180 e i 200 mila euro. Per trovare conferma ai sospetti un ufficiale del Corpo Forestale ha finto di essere un potenziale acquirente e ha condotto una trattativa con l’impresa, scoprendo i dettagli di un’operazione andata a buon fine già centinaia di volte. Subito dopo sono scattate le verifiche sugli atti depositati all’ufficio tecnico del comune di Assemini e gli investigatori hanno raccolto le prove coi nomi e i cognomi dei costruttori e degli acquirenti. Non è difficile prevedere nei prossimi mesi una sequenza di istanze di sequestro che dagli uffici della Forestale pioveranno sul tavolo del pm Secci e poi su quello del gip, che dovrà convalidare i provvedimenti. Il passo successivo sarà la contestazione formale delle accuse, in base alla collocazione temporale degli abusi. Fra gli impresari che risultano indagati Peppino Cancedda e l’ex patron della discoteca Kilton Antonino Scano.

(foto per conto GrIG)

  1. Mario
    maggio 13, 2012 alle 8:42 am

    Ritengo giusta l’indignazione, mentre poco informativa le informazioni scritte . Il terreno agricolo ha un indice fondiario di un metro cubo due mq. il decreto Floris inoltre da, a certe condizioni ,la possibilita’ di creare dei punti di ristoro in zone omogenee E (agricole). è vero che in Italia l’eccezione diventa regola e così abbiamo villoni in zona agricola costruite legalmente in funzione del deposito degli attrezzi.

    • maggio 13, 2012 alle 9:05 am

      come ribadito recentemente dalla Corte di cassazione, in “zona agricola – E” degli strumenti urbanistici comunali dovrebbero esser realizzate esclusivamente strutture connesse all’attività agricola (fra le quali possono anche rientrare “punti di ristoro, a certe condizioni), non certo residenze private in fazzoletti di terreno, soprattutto dove nessuno coltiva un bel niente.
      L’informazione è chiara, per chi vuol leggerla.

  2. icittadiniprimaditutto
    maggio 13, 2012 alle 9:25 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Juri
    maggio 13, 2012 alle 12:12 pm

    E anche a Castiadas questa nobile tradizione sembra conoscere numerosi adepti…

    Il risultato di questa vergogna è che le campagne sarde, che non avrebbero nulla da invidiare alle splendide camapagne toscane, sono sempre più compromesse da un’edilizia di rapina, orrenda e fuorilegge, appunto.

  4. argiolasfabio
    maggio 15, 2012 alle 3:19 pm

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  5. Luciana Carreras
    maggio 15, 2012 alle 7:17 pm

    Era ora che venisse sollevato il problema di questo abusivismo edilizio mascherato e tollerato dai comuni. Luciana

  6. adriano bartolomeo
  7. maggio 27, 2012 alle 2:25 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 27 maggio 2012
    Case in campagna, basta abusi legalizzati.
    La Regione dice di voler arginare il «fenomeno Sassari», dove l’agro è stato deturpato dalle costruzioni: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2012/05/27/news/case-in-campagna-basta-abusi-legalizzati-1.5163147

    da La Nuova Sardegna, 27 maggio 2012
    Interi quartieri nati tra violazioni e condoni. Cagliari, in Comune ci sono ancora 8mila pratiche di sanatoria risalenti anche a 25 anni fa. (Roberto Paracchini)

    CAGLIARI. La cultura dei condoni contiene quella dell’abuso, detta così può sembrare un’esagerazione. Ma se si considera che in Comune ci sono ancora almeno 8mila richieste di condono edilizio, il problema diventa serio. Ma l’aspetto più paradossale è che queste richieste di condono risalgono anche al 1985. «Negli ultimi decenni vi sono stati diversi condoni e questo ha abituato le persone a pensare che le regole possono essere violate, tanto prima o poi arriva una sanatoria e tutto si risolve», sottolinea Andrea Scano, consigliere comunale di Cagliari del Pd e presidente della commissione Urbanistica. Al di là dei numeri «resta l’impressionante ritardo della macchina amministrativa – aggiunte Scano – che ha in arretrato anche pratiche che risalgono a 25 anni fa. Da qui la necessità di irrobustire gli uffici dell’edilizia privata. Lo faremo con un “cantiere di lavoro” realizzabile con la legge regionale per il lavoro (la 37) e con l’informatizzazione». Molti di questi abusi vanno dalla chiusura di una veranda all’abitazione di un sottotetto, altri riguardano anche la costruzione di un intero immobile senza autorizzazione o in un terreno agricolo. Ed è questo quello che è accaduto nell’area di Is Arenas all’interno del parco di Molentargius, in territorio di Cagliari e, in parte, di Quartu. «In una zona di circa 120 ettari, sino al 1992 – afferma Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente – sono state costruite molte case abusive, pur partendo da esigenze diverse». Nella zona vi sono infatti circa duecento abitazioni i cui proprietari hanno fatto domanda di sanatoria. «Ma l’amministrazione non ha ancora dato una risposta – continua Tiana – e questo è molto grave soprattutto per la programmazione del parco di Molentargius che, in questa situazione, non può essere fatta».In questi ultimi anni «i controlli sono stati molto più assidui – spiega Stefano Deliperi, responsabile del Gruppo di intervento giuridico – inoltre dal 2005 c’è nel parco anche una postazione fissa della forestale. Ma le amministrazioni competenti devono chiarire gli abusi che possono essere sanati e quali no». A Cagliari il fenomeno di abusivismo maggiore è stato quello che ha interessato i rioni di Baracca Manna, Is Campus-Is Corrias e Villa Doloretta, a Pirri, dove è stato realizzato un nuovo agglomerato urbano di circa settemila e trecento persone (dati del 2011). In quest’area, inizialmente zona agricola, tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso è stato un susseguirsi di costruzioni abusive. A un certo punto questa “edilizia spontanea” è diventata di tali dimensioni che la Regione, sulla base della legge 23, ha fatto una serie di piani di risanamento urbanistico. Ma non senza polemiche: sia per i costi dell’urbanizzazione che, soprattutto, per i ritardi nella predisposizione delle fognature e degli altri servizi, ancora realizzati solo in parte e non in tutte le zone dei tre rioni.

    Si potrà edificare su un lotto minimo di un ettaro.

    Quando la giunta regionale ha approvato gli «indirizzi interpretativi» della legge sul Piano Casa nelle zone agricole, la prima indicazione era la più attesa: per realizzare una costruzione la superficie minima del terreno dev’essere di un ettaro, che può diventare di tre ettari su decisione dell’amministrazione comunale. L’assessore regionale all’Urbanistica, Nicola Rassu, dopo le divergenti interpretazioni dei vari Comuni, aveva diramato i nuovi «indirizzi interpretativi» con l’obiettivo di uniformare l’applicazione dell’articolo 13 bis della legge regionale 4 del 2009 (Piano Casa) poi modificata dalla legge 21 del 2011. La Regione ha fissato la misura di un ettaro per poter costruire nell’agro, ma ha lasciato ai Comuni la possibilità di innalzarla sino a tre ettari. Il punto di partenza, con la previsione del Piano paesaggistico della passata legislatura (giunta di Renato Soru), era di 10 ettari. Comunque, le possibilità di edificare nelle zone agricole sono sempre subordinate all’effettiva connessione del fabbricato con le funzioni di conduzione agricola e zootecnica del fondo. Le direttive proposte dal’assessore Nicola Rassu e approvate dalla giunta puntano a favorire «quegli interventi che assicurano il recupero del patrimonio edilizio esistente». Per quanto riguarda le costruzioni l’indice massimo di edificabilità per le nuove residenze è 0,03 mc/mq per il primo ettaro da ridurre del 50per cento per il secondo e del 75 per cento per gli ettari successivi.

  8. maggio 30, 2012 alle 5:06 pm

    da La Nuova Sardegna on line, 30 maggio 2012
    Abusi edilizi, sequestrate sette ville abusive ad Assemini.
    Le villette, ancora in costruzione, sarebbero state realizzato in una zona agricola , quindi, non destinabile a un uso residenziale: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2012/05/30/news/abusi-edilizi-sequestrate-sette-ville-abusive-ad-assemini-1.5178669

    da L’Unione Sarda on line, 30 maggio 2012
    Assemini, blitz del Corpo forestale. Sequestrate sette villette abusive: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/275200

  9. febbraio 5, 2013 alle 2:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 5 febbraio 2013
    Lottizzazione abusiva, nuovi sviluppi. Luogosanto: a un anno dalla prima inchiesta, il corpo forestale avrebbe individuato altri reati a Lu Nibareddu. (Sebastiano Depperu)

    LUOGOSANTO. A un anno di distanza dalla clamorosa apertura dell’inchiesta a Nibareddu, nel territorio di Luogosanto, dove una ventina di persone sono state segnalate alla Procura per quindici edifici costruiti in aperta campagna, arrivano nuove indiscrezioni. Qualche altro nome è finito nel mirino degli inquirenti e pare che sia imminente la disposizione del sequestro degli immobili. Il fronte d’indagine è stato aperto, dodici mesi fa, dal corpo forestale nell’ambito di una vasta attività di contrasto all’abusivismo nelle aree agricole galluresi. Tutte le operazioni sono portate avanti dagli uomini della stazione di Luogosanto. I primi di febbraio dello scorso anno, la Procura di Tempio ha ricevuto una prima dettagliata informativa del corpo forestale su una lottizzazione individuata nella località di Nibareddu, lungo la strada per Bassacutena. Gli accertamenti, su almeno 15 edifici costruiti nel corso degli anni, riguardano un’area, secondo i forestali, a destinazione agricola. L’ipotesi degli uomini della stazione di Luogosanto è quella di attività speculativa condotta attraverso frazionamenti e una serie di passaggi di proprietà di difficile interpretazione. Le indagini sono andata avanti nel tempo. Ad aprile, è arrivata una conclusione dopo i primi accertamenti completati sempre dal corpo forestale all’interno della presunta lottizzazione abusiva: nel borgo rurale di Lu Nibareddu non ci sarebbe quasi traccia di attività agricole. Una prima serie di ispezioni alle pertinenze delle abitazioni, per verificare la presenza di colture, sono state dunque autorizzate dalla Procura. Dagli inquirenti e dalla stazione della forestale, a suo tempo, non trapelò nulla, anche perché le indagini erano e sono attualmente in corso. Dopo un mese, a maggio 2012, ci fu il secondo blitz investigativo alla ricerca di nuove conferme. Le indiscrezioni parlavano di attività inesistenti riconducibili alla destinazione agricola nella zona, a parte la presenza di qualche oliveto di evidente nuovo impianto. Adesso, bocche cucite negli ambienti investigativi anche perché ci vorrà ancora del tempo per mettere la parola fine all’affaire Nibareddu. Si attendono, dunque, gli sviluppi che non tarderanno ad arrivare.

  10. febbraio 26, 2013 alle 2:46 pm

    da La Nuova Sardegna, 26 febbraio 2013
    CORPO FORESTALE. Sequestrate villette abusive nelle campagne di Assemini. (Luciano Onnis) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/02/26/news/sequestrate-villette-abusive-nelle-campagne-di-assemini-1.6606040)

    ASSEMINI. Nuovo blitz del Corpo forestale contro il fenomeno dell’abusivismo edilizio. Due villette in costruzione sono state poste sotto sequestro in territorio comunale di Assemini e quattro casotti in legno ma con basamento in cemento e dotati di servizi idrici e fossa settica hanno subito lo stesso provvedimento su disposizione del pm Emanuele Secci, che ha coordinato l’operazione dei ranger dell’ispettorato ripartimentale del capoluogo. Ad Assemini, in località Bruncu Cunillu, in piena zona E agricola, i forestali hanno stanato due villette in costruzione e un’altra appena avviata che, attraverso la compra-vendita di terreni, erano state fatte passare come fabbricati di supporto ad attività agricole, ovvero ricovero attrezzi. Ovviamente di “agricolo” non c’era niente, in realtà graziose e comode villette. Per questa furbizia sono indagate tre persone. Le quattro costruzioni in legno su base di cemento e servizi correlati sono state poste sotto sequestro a Villa Rey, sulla costa di Castiadas, a 300 metri dal mare. Denunciati i proprietari.

    • febbraio 27, 2013 alle 2:56 pm

      da La Nuova Sardegna, 27 febbraio 2013
      A ridosso della statale 130 il paradiso degli abusi. Assemini, i ripetuti sequestri di villette da parte degli agenti del Corpo forestale sta mettendo in rilievo un fenomeno per troppo tempo tollerato. (Luciano Onnis)

      ASSEMINI. Costruire facile, costruire ovunque e comunque. Il territorio comunale, nella fattispecie quello individuato nel Puc come “zona agricola E”, si sta rivelando un paradiso abitativo dove gli abusi sono ormai “di casa”, nel senso compiuto della frase. Ma più che di casa, si potrebbe dire graziose villette (qualcuna presumibilmente anche di costo elevato) costruite in dispregio di regole vigenti in materia di edilizia. Per dirla in breve, molte di queste costruzioni hanno la concessione per fabbricati di supporto alle attività agricole, poi , mattone su mattone, si trasformano miracolosamente in unità residenziali abitative che di ricovero per attrezzi per l’agricoltura hanno poco da spartire. È un fenomeno che appare particolarmente diffuso nelle aree al di là della statale 130 che lambisce la cerchia urbana, in direzione di Sestu. A contrastare l’abusivismo edilizio “verde” sembra essere in campo solo il Corpo forestale con il suo Ispettorato ripartimentale di Cagliari, che, con il coordinamento della magistratura, sta portando avanti capillari azioni di controllo finalizzate proprio alla repressione del fenomeno delle villette costruite in totale difformità dall’autorizzazione edilizia concessa dal Comune. Le unità abitative in costruzione poste sotto sequestro dall’autorità giudiziaria sono davvero tante. «Non è solo Assemini a essere sotto controllo per l’abusivismo edilizio – precisa Giuseppe Delogu, direttore del Servizio territoriale Ispettorato ripartimentale – , sono le intere province di Cagliari e del Medio Campidano. Diciamo però che le aree agricole di Assemini, per la loro vicinanza al contesto metropolitano di Cagliari, sono maggiormente esposte a illeciti edilizi rispetto a un’area del Gennargentu. È un fenomeno legato a interessi economici». I terreni asseminesi in “zona agricola E” hanno subìto negli anni una radicale trasformazione. Percorrendo il dedalo di stradine nella cinta fra le statali 131 (Sestu) e 130 (Assemini), sono centinaia i lotti con ville e villette già costruite o in fase di edificazione. Più o meno tutte con regolare progetto approvato e autorizzazione edilizia a corredo. Ma sono diverse anche quelle abusive, come testimoniano i sequestri giudiziari effettuati a conclusione di accurate indagini del Corpo forestale

  11. giovanni
    marzo 5, 2013 alle 6:06 pm

    demolire, semplice.

  12. aprile 25, 2013 alle 12:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 25 aprile 2013
    I capannoni per polli sono diventati undici appartamenti. Assemini, blitz degli agenti del Corpo forestale a “Gibilene” Sequestrati i cinque edifici abusivi realizzati in «zona E». (Luciano Onnis)

    ASSEMINI. La concessione edilizia rilasciata dal Comune nel 2005 era per la costruzione di un mega capannone per l’allevamento di animali. Invece le solite menti ben pensanti e mani magiche di una sorta di virtuale lobby edilizia messa su da proprietari terrieri e costruttori, hanno fatto il miracolo: anziché un fabbricato per crescere polli, conigli, quaglie e chissà che altro, è stata messa su una vera e propria lottizzazione con undici appartamenti a uso residenziale. In maniera abusiva, è dire poco. A scoprire l’ennesimo gioco di prestigio uscito da quel grande contenitore che è da molti anni il territorio comunale di Assemini, in particolare la vasta fascia racchiusa fra le statali 130 e 131 sono stati ancora una volta gli uomini del Corpo forestale del Servizio ripartimentale di Cagliari, diretti dal comandante Giuseppe Delogu con la coordinazione dei pubblici ministeri Emanuele Secci e Marco Cocco. I ranger del Nucleo investigativo, grazie anche al lavoro sul campo degli agenti delle stazioni locali (in questo caso quella di Capoterra), stanno passando letteralmente al setaccio le campagne asseminesi per accertare se tutte quelle nuove costruzioni in ampi appezzamenti di terreno catalogato come “zona E agricola” sono in perfetta regola con le leggi urbanistiche ed edilizie. Per dirla tutta, verificare cioè se quella miriade di ville, villette e villoni (certi veramente da sogno) che stanno popolando la campagna asseminese, godono o no di concessioni e autorizzazioni corrispondenti a quanto è stato poi realmente costruito. Spesso, molto spesso, sono tutta un’altra cosa. Come appunto è accaduto in località “Gibilene” dove due comproprietari terrieri, Giovanni Trudu (67 anni) e Susanna Lecca (62), entrambi asseminesi, in presunto accordo con un impresario loro concittadino (L.I., che al momento non è ancora iscritto nel registro degli indagati), hanno stravolto completamente la concessione edilizia ottenuta dal Comune nel 2005. Il capannone per animali d’allevamento indicato in progetto è rimasto sulla carta: in compenso sono sorti su cinque corpi distinti undici appartamenti. Il tutto su una superficie di 12 mila metri di terreno classificato nel piano urbanistico comunale “a destinazione agricola”. Le strutture abitative e l’intero lotto sono stati sottoposti a sequestro preventivo. Ai proprietari del terreno sono stati contestati i reati di violazione edilizia e paesaggistica e per il costruttore si ipotizza quello di lottizzazione abusiva.

    ————

    Sarroch. E l’«uso agricolo» diventò villetta.

    SARROCH. La concessione edilizia era scaduta da quasi sette anni – ovvero nel 2006 – ma solo adesso l’impresario Pinuccio Troncia, 53 anni, s’è deciso a mettere su mattoni e solaio in un terreno in località “Giuanni Argiolas- S’Acqua e Ferru”, zona classificata “E agricola”. Peccato che nel frattempo siano subentrati specifici vincoli paesaggistici che richiedono nuove autorizzazioni, non facili da ottenere. E poi, la concessione era per uso agricolo e non per un’abitazione di 150 metri quadrati. Gli agenti del Corpo forestale, stazione di Pula, hanno quindi scoperto la magagna, sequestrato l’immobile e denunciato l’impresario per violazioni edilizie.

    • Juri
      aprile 25, 2013 alle 1:05 pm

      Effettivamente una trasformazione urbanistica molto difficile da accertare, quasi impercettibile direi, solo una lottizzazione al posto di capannoni. È sicuramente questo il motivo per cui non è stata bloccata subito: sono certo che l’attentissima vigilanza edilizia del comune di Assemini altrimenti non avrebbe lasciato scampo.
      Del resto, che le lottizzazioni abusive in agro di Assemini godano della misteriosa proprietà di essere invisibili agli occhi di chi dovrebbe vigilare, è acclarato dal fatto che sono andate avanti per anni senza alcun disturbo. Il miracolo asseminese, si potrebbe definire.

  13. giugno 23, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 giugno 2013
    Sequestrata una lottizzazione abusiva.
    Blitz della Forestale a Serra Li Lioni: sigilli a otto comparti. Inchiesta della Procura della Repubblica.

    SASSARI Una lottizzazione abusiva è stata sequestrata, ieri pomeriggio, dagli agenti della stazione forestale in località “Serra di Lioni”. Si tratta di un’area di oltre un ettaro frazionata in otto lotti, tutti recintati (tra mille duemila metri) e dove erano già state realizzate anche delle strutture abitative. Undici le persone indagate (tutti i proprietari). La lottizzazione ricade in zona E (considerata agricola e dove non è possibile edificare) del comune di Sassari. L’attività era cominciata nel 2008 e, a conclusione delle indagini, agli inizi di giugno, il Corpo forestale aveva eseguito un sequestro di iniziativa che, ora, è stato convalidato dal gip Maria Teresa Lupinu, su richiesta del pm Carlo Scalas. L’ipotesi di reato contestato è quella di lottizzazione abusiva, con il concorso di reato previsto dal 110 del Codice penale. Diverse le valutazioni eseguite dagli investigatori, che hanno rilevato come in otto lotti erano già state realizzate unità abitative di varia tipologia. In un caso, invece, è stata ampliata una costruzione già esistente. Già da tempo il Corpo forestale ha intensificato i controlli nell’agro, dove sono state evidenziate situazioni in contrasto con le norme urbanistiche. La lottizzazione di “Serra di Lioni” – secondo i primi riscontri investigativi – era cominciata circa cinque anni fa, con il frazionamento di oltre un ettaro di terreno in otto lotti e la cessione agli acquirenti, alla fine gli indagati sono diventati 11. Situazioni come quella di “Serra di Lioni” sono piuttosto frequenti nelle zone dell’agro – non solo a Sassari – dove le aree agricole vengono frazionate in più lotti dove sorgono unità abitative.

  14. novembre 9, 2013 alle 10:52 am

    da La Nuova Sardegna, 9 novembre 2013
    Allevamento di polli trasformato in villette di lusso. La forestale sequestra le case sorte su un’area di 57 ettari Su quel terreno doveva nascere una grande azienda avicola. (Luciano Onnis)

    ASSEMINI. In 57 ettari di terreno a destinazione agricola, nelle campagne di Assemini (località “Gibilene”) fra le strade statali 130 e 131, dove l’abusivismo edilizio è realmente “di casa”, una coppia di imprenditori proprietari del vasto appezzamento aveva ottenuto una concessione comunale per mettere su una mega azienda avicola per l’allevamento di polli e quaglie in quantità industriale. C’era da costruire capannoni, ristrutturare ad hoc vecchi fabbricati già esistenti, costruire altri manufatti per “appoggio” all’attività avicola. Invece, con un autentico colpo di magia, è nata una lottizzazione abusiva a destinazione residenziale, con alcune villette unifamiliari già realizzate e in vendita, altre in via di costruzione. A scoprire l’ennesimo gioco di prestigio edilizio nei terreni agricoli dell’appetita fascia fra Assemini e Sestu (per dare un’idea è quella in cui è sorto il Centro sportivo “Ercole Cellino” del Cagliari calcio), sono stati gli agenti del Corpo forestale del Ripartimento di Cagliari, diretti dal comandante Giuseppe Delogu, e coordinati nelle indagini dal pubblico ministero Emanuele Secci. I ranger del Nucleo investigativo, supportati sul campo dai colleghi della stazione di Capoterra, che stanno battendo da mesi la zona palmo a palmo alla caccia di costruzioni e lottizzazioni abusive, hanno i mesi puntato l’attenzione su quel cantiere in località Gibilene. Ed è venuto fuori che i proprietari dei terreni e dei vecchi fabbricati erano i coniugi Giovanni Trudu (67 anni) e Susanna Lecca (62), asseminesi, stavano commettendo un gigantesco abuso edilizio in barba a tutte le concessioni e autorizzazioni che il Comune aveva rilasciato loro per realizzare una grande azienda avicola. Già lo scorso aprile i Forestali avevano consegnato un primo rapporto al sostituto procuratore Emanuele Secci, che immediatamente ha disposto il sequestro cautelare dei corpi abitativi in costruzione: sei distinte unità immobiliari, di cui quattro in corso di completamento, pari ad altrettante ville unifamiliari. Adesso è arrivato anche il dispositivo di sequestro firmato dal giudice delle indagini preliminari Giorgio Altieri, come richiesto dal pm Secci. Nel registro degli indagati per abusivismo edilizio, oltre a Giovanni Trudu e Susanna Lecca, figurano anche Danilo Idda, 41 anni, di Assemini, che ha acquistato uno dei fabbricati rurali trasformati a uso abitativo (e infatti è già residente in località Gibilene), e Antonio Pietosi, 51 anni, originario di Roma e abitante ad Assemini, direttore dei lavori e redattore della relazione tecnica agronomica. Tutti sono indagati per concorso in lottizzazione abusiva.

  1. maggio 18, 2012 alle 12:40 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 640 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: